Hyakka è un personaggio maschile della serie MAO, ex fratello maggiore d’apprendistato di Mao e uno dei cinque candidati alla successione riuniti nel Padiglione dei Cinque Colori.
È un giovane onmyōji dell’elemento fuoco, celebre per il suo enorme talento come utilizzatore di tecniche incendiarie e per il caratteristico copriocchio destro.
Hyakka proviene da una prestigiosa casata specializzata nelle arti maledette del fuoco.
Il suo pronome personale è «io», e nonostante sia più giovane di Mao, viene considerato il suo senpai perché entrò nella residenza con dieci giorni di anticipo.
In apparenza sembra ancora un ragazzino, ma come utilizzatore del fuoco è straordinariamente potente.
È riuscito a respingere Byōki più volte, dimostrando un livello ben al di sopra del suo aspetto.
Nel periodo più recente porta una benda sull’occhio destro.
La sua voce è affidata a Hiro Shimono.
Nel periodo Heian aveva lunghi capelli neri raccolti dietro la schiena e aveva entrambi gli occhi integri.
Nel periodo Taishō, invece, la frangia è diventata bianca, anche i capelli posteriori sono parzialmente imbiancati e il taglio è più corto.
Dopo lo scontro con Hakubi perse l’occhio destro.
Da allora indossa un copriocchio che è diventato uno dei suoi tratti più riconoscibili.
La sua bassa statura contribuisce a farlo sembrare un ragazzino sfacciato e molto terreno.
Anche per questo Nanoka Kiba tende spesso a prenderlo poco sul serio.
Hyakka ha un atteggiamento grande e sicuro di sé, ma sotto sotto è anche timoroso e poco capace di mostrarsi sinceramente.
È impulsivo, diretto e incapace di mantenere a lungo sentimenti negativi.
Proprio questa sua indole schietta lo rende, paradossalmente, poco adatto alla pratica dell’arte maledetta.
Mao arriva infatti a dire che non è portato per la stregoneria, intendendo in realtà che è troppo buono di carattere.
Nonostante il temperamento acceso, non è un individuo spietato.
All’inizio arriva a odiare Mao per un malinteso, ma col tempo finisce per combattere al suo fianco.
Hyakka è un onmyōji dell’elemento fuoco specializzato nel controllo di creature cariche di energia ignea.
Il suo punto forte è rivestire di fiamme gli insetti e altri piccoli esseri, per poi manovrarli a distanza.
Tra le creature che utilizza compaiono libellule rosse, passeri e falene.
Per questo viene ricordato anche come utilizzatore di teste di fuoco quando si esibisce nel periodo Taishō.
È inoltre capace di fabbricare dinamite artigianale con le proprie mani.
Si tratta di una capacità che rispecchia bene il suo stile aggressivo, pratico e piuttosto spettacolare.
Sul piano delle affinità, è debole contro le tecniche onmyōdō dell’acqua.
Al contrario, è forte contro le tecniche dell’elemento metallo.
Per quanto sia un maestro del fuoco, il suo carattere non si adatta bene al mestiere di chi vive di maledizioni e uccisioni rituali.
A differenza di Hakubi, che approva apertamente l’omicidio tramite maledizione, e persino di figure più moderate come Mao e Kamon, Hyakka non riesce a sfruttare davvero queste arti per vivere comodamente.
Finisce così per guadagnarsi da vivere lavorando duramente ogni giorno.
Le sue superbe tecniche del fuoco sembrano trovare impiego soprattutto come numero da spettacolo ambulante o per badare al fuoco dei fornelli.
Come gli altri candidati alla successione, anche Hyakka possiede un corpo immortale.
Anche se perde la vita, torna in vita successivamente.
La cosa curiosa è che lui stesso non sembra avere una piena consapevolezza di questa condizione.
Ogni volta commenta con frasi del tipo «ho creduto di morire», come se non si rendesse conto di essere davvero morto.
Nel periodo Heian Hyakka era già noto per combinare guai.
Lasciava scappare fuori dalla residenza le creature infestanti che manipolava e arrivava perfino ad appiccare incendi, venendo rimproverato spesso.
Poco dopo che Mao fu scelto come successore, il loro maestro convocò Hyakka nel Padiglione dei Cinque Colori.
Lì venne rinchiuso in una stanza piena di yōkai e costretto a scegliere fra due sole opzioni: maledire Mao fino a ucciderlo oppure morire lì dentro.
Questo evento segna profondamente il suo rapporto con Mao.
Il rancore che porterà con sé nasce proprio da quella situazione estrema e dalla manipolazione subita.
Nel periodo Taishō Hyakka si era unito a una compagnia di artisti itineranti sotto il nome di utilizzatore di teste di fuoco.
Tuttavia, dopo la rinascita di Byōki, i teschi a lui affezionati fuggirono tutti, e lui finì per lasciare la compagnia.
In seguito incontra di nuovo Mao alla torre Ryōunkaku.
In quell’occasione racconta finalmente come avvenne la scelta del successore e chiarisce il motivo del suo vecchio odio.
Col passare del tempo il confronto si trasforma in collaborazione.
Da avversari segnati da un malinteso, i due arrivano a combattere insieme.
Durante la guerra russo-giapponese visse in un villaggio agricolo come semplice contadino.
Quel villaggio fu però annientato in un attacco di Hakubi.
In quello scontro Hyakka perse l’occhio destro.
Riuscì comunque a lasciare il segno sul nemico, infliggendogli ustioni al volto e strappandogli il braccio sinistro.
Dopo il grande terremoto si stabilì gestendo una bancarella di udon.
È un dettaglio molto in linea con lui: un potente manipolatore del fuoco costretto a tirare avanti con un mestiere umile ma onesto.
Mao
Mao è il suo ex fratello minore d’apprendistato, pur essendo in realtà più grande di lui.
Hyakka insiste sul fatto di essere il senpai perché arrivò alla residenza dieci giorni prima.
All’inizio lo odia per ciò che crede sia accaduto con la successione.
Quando però scopre la verità, il suo risentimento si scioglie e nasce una relazione di cooperazione.
Kamon e gli altri candidati
Hyakka è uno dei cinque candidati riuniti nel Padiglione dei Cinque Colori come possibili successori.
In confronto ad altri praticanti, appare molto meno adatto alla parte più fredda e utilitaristica delle arti maledette.
Nanoka Kiba
Nanoka Kiba tende a trattarlo con una certa leggerezza.
La sua statura ridotta e il suo modo di fare un po’ sfacciato contribuiscono a farlo sembrare meno impressionante di quanto sia davvero.
Hyakka è uno di quei personaggi che colpiscono subito per contrasto.
Ha il talento di un mostro, il carattere di un teppistello, il cuore troppo dritto per essere davvero un buon maledicente e una vita piena di lavori di fortuna.
È fortissimo, immortale e capace di comandare fiamme e creature incendiarie con enorme maestria.
Eppure finisce spesso a vivere come artista ambulante, contadino o venditore di udon, il che lo rende ancora più umano e memorabile.
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