Veronica Rickenbacker è un personaggio femminile dell’opera fantasy The Ancient Magus Bride, introdotta nell’arco dell’Accademia come studentessa di 16 anni e compagna di classe di Chise Hatori.
Veronica appartiene alla famiglia Rickenbacker, una delle “Sette Scudi” specializzata in arti mediche e magia di guarigione.
È la figlia più giovane della casata e la sua storia familiare è fortemente segnata da violenza interna e lotte di potere.
Veronica è la figlia minore della famiglia Rickenbacker, ramo legato alla medicina magica.
Ha sei fratelli e sorelle maggiori, ma si dice che, a causa di lotte fratricide, solo tre dei sette siano sopravvissuti.
Parla della sua casa come di una gabbia e arriva a paragonarla a una sorta di “crisol di veleni”, dove i membri della famiglia si eliminano a vicenda.
Questo modo di descrivere la propria origine mostra quanto poco affetto provi per il suo casato e per le sue regole.
Quando racconta a Chise Hatori la realtà della famiglia Rickenbacker, sottolinea che in quella storia “compaiono solo persone malvagie”.
Da questo si deduce che Veronica si considera a sua volta una cattiva persona, almeno secondo i suoi stessi standard morali.
Veronica frequenta l’Accademia di magia insieme a Chise Hatori ed è sua compagna di classe.
Si trova spesso in compagnia dei fratelli della famiglia Atwood e di Philomela Sergeant, con cui forma un piccolo gruppo abituale.
La casata Rickenbacker è il ramo principale della famiglia Sergeant, da cui proviene Philomela Sergeant.
Il fatto che Philomela possa frequentare l’Accademia è dovuto in larga parte all’influenza e alla volontà di Veronica, che sembra proteggerla almeno sul piano formale.
Nonostante il suo atteggiamento dolce e il sorriso quasi costante, Veronica lascia spesso gli altri nell’incertezza su ciò che pensa davvero.
Questa ambiguità emotiva rende difficile capire se i suoi gesti gentili siano altruistici, calcolati o entrambe le cose.
In apparenza Veronica è educata, composta e gentile, con una voce tranquilla e un sorriso che raramente abbandona il suo volto.
Tuttavia, dietro questa facciata misurata, emerge una natura molto più fredda, lucida e potenzialmente spietata.
È consapevole dell’oscurità della sua famiglia e non si dissocia apertamente da essa, anzi si include tra i “cattivi”.
La sua auto-percezione sembra divisa tra il ruolo di vittima di un ambiente tossico e quello di complice attiva dei giochi di potere.
Veronica mostra anche una forte capacità di manipolazione, saper scegliere alleati e strumenti e muoversi dietro le quinte.
Parla di questioni terribili con leggerezza, come se fosse abituata da sempre alla violenza e al tradimento.
Nel corso degli eventi legati al libro proibito “Il Testamento di Carnamagos”, Veronica si rivela molto più coinvolta di quanto sembri inizialmente.
In passato è stata lei a consegnare il Testamento di Carnamagos a Lizbeth Sargant.
È sempre Veronica a indirizzare Lizbeth verso la famiglia Webster per la creazione del falso libro, collegando così la casata Webster alla futura tragedia.
Questo collegamento indiretto diventa una delle cause principali della catena di disastri che ne consegue.
Viene lasciato intendere che sia stata Veronica a suggerire o spingere Lizbeth verso l’eliminazione dei testimoni, o comunque verso azioni di insabbiamento.
Il modo in cui appare nelle scene suggerisce un ruolo di istigatrice o di “consigliera nell’ombra”.
Nel momento in cui Lizbeth Sargant viene sconfitta da Chise e dagli altri, Veronica si rivela ancora una volta attiva dietro le quinte.
Utilizza il figlio di un Werewolf come famiglio per sottrarre il Testamento di Carnamagos e i libri di magia di Fabio Zaccheroni, portando via entrambi approfittando del caos.
Lo scopo ultimo di queste azioni resta non chiarito.
Non viene spiegato se Veronica stia agendo per conto della sua famiglia, per un proprio piano personale o per una terza forza nascosta.
Durante il caos legato al Testamento di Carnamagos, Veronica viene direttamente coinvolta in uno scontro di poteri.
Philomela Sergeant, fino ad allora sotto la sua influenza e protezione, finisce per sottrarle la magia.
A causa di questa sottrazione di potere, Veronica cade in uno stato di incoscienza prolungata.
Il suo destino dopo questo evento rimane incerto, così come le conseguenze sulla sua capacità di continuare a muoversi dietro le quinte.
Veronica incarna i temi della famiglia tossica, del potere come maledizione e dell’ambiguità morale.
La sua dolcezza esteriore contrasta con le sue azioni, creando una figura che oscilla tra vittima, carnefice e stratega.
La descrizione della sua casa come prigione e come ambiente in cui i membri si uccidono a vicenda richiama l’idea di un retaggio famigliare che corrompe.
Nel contempo, il fatto che si riconosca come “malvagia” e che agisca in modo calcolato suggerisce che abbia interiorizzato quel retaggio e lo stia usando a proprio vantaggio.
La sua relazione con Philomela Sergeant aggiunge un ulteriore livello di complessità: da una parte benefattrice che le permette di studiare all’Accademia, dall’altra figura che la sovrasta e la intrappola.
La perdita di potere per mano di Philomela rappresenta, simbolicamente, una ribellione contro l’influenza di Veronica e contro il controllo esercitato su di lei.
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