Samidare Momoya è un uomo di mezza età, ufficiale di alto rango della Squadra dei Comandanti dell’Istituto Momotaro, noto per la sua ossessione nel dare la caccia a Shiki Ichinose e per le gravi ferite che ne hanno deturpato il corpo.
Samidare Momoya è un membro di spicco dell’Istituto Momotaro, un’organizzazione dedicata alla caccia e allo sterminio degli oni.
Appare come il primo Momotaro con cui Shiki Ichinose entra in contatto nella storia.
È un uomo di età avanzata, con capelli bianchi e una barba bianca che lo fanno sembrare un militare consumato dalle battaglie.
Porta un’evidente cicatrice simile a un foro di proiettile sulla parte destra della testa.
In passato è stato il diretto junior di Tsuyoshi Ichinose (nato Momokawara), il padre adottivo di Shiki.
Questa relazione professionale e personale rende il loro conflitto particolarmente drammatico.
Samidare è descritto come un uomo di mezza età tendente alla vecchiaia, dal fisico temprato e dall’aria austera.
La parte destra del capo è segnata da una ferita che ricorda un colpo d’arma da fuoco, dettaglio che accentua la sua immagine di veterano.
Dopo lo scontro con Shiki, il lato sinistro del suo corpo è gravemente ustionato.
Ha perso completamente il braccio sinistro, che viene sostituito da una protesi meccanica, lasciando visibili le cicatrici delle ustioni sul volto e sul torso.
Samidare Momoya è rigidamente devoto alla missione dei Momotaro: la distruzione degli oni a qualsiasi costo.
È inflessibile, pragmatico e disposto a prendere decisioni estreme pur di eliminare ciò che considera una minaccia.
Dimostra scarsa comprensione e zero tolleranza verso chi, come Tsuyoshi Ichinose, sceglie la via dell’empatia con un oni.
Non riesce o non vuole cogliere le motivazioni che hanno spinto Tsuyoshi a crescere Shiki come un figlio.
È testardo e ossessivo: anche dopo essere stato gravemente ferito da Shiki, continua a perseguire senza tregua il suo obiettivo di ucciderlo.
Questa ostinazione lo rende al tempo stesso affascinante e inquietante, quasi accecato dal suo senso di dovere.
Passato con Tsuyoshi e Shiki
Diciassette anni prima degli eventi principali, Samidare scopre che Tsuyoshi ha deciso di prendersi cura di Shiki pur sapendo che è un oni.
Inquieto e contrario a questa scelta, Samidare considera il bambino una bomba a orologeria.
Convinto che Shiki rappresenti un pericolo inaccettabile, Samidare decide di intervenire direttamente.
Attacca Tsuyoshi e il piccolo Shiki con l’intento di “correggere” quella che per lui è una grave deviazione dal dovere di Momotaro.
Scontro con Tsuyoshi Ichinose
Ne segue uno scontro all’ultimo sangue tra Samidare e Tsuyoshi, che ha ormai abbandonato il cammino dei Momotaro per crescere Shiki come un figlio.
Samidare, incapace di accettare questa scelta, combatte fino alla fine con l’obiettivo di eliminare l’oni bambino.
Dopo un durissimo combattimento, Samidare riesce a uccidere Tsuyoshi.
Sta per finirlo definitivamente quando accade l’inaspettato: Shiki risveglia il potere dell’oni e perde il controllo.
Risveglio di Shiki e ferite di Samidare
Nel momento di massima tensione, il potere di Shiki, figlio di oni, esplode in una furia incontrollata.
Samidare viene investito dalla potenza del ragazzo in preda alla trasformazione.
La parte sinistra del suo corpo viene devastata dalle ustioni, e il braccio sinistro viene completamente perso.
Nonostante il dolore e le condizioni critiche, Samidare tenta comunque di uccidere Shiki, spinto da un odio e da una determinazione quasi sovrumani.
Tsuyoshi, ancora debolmente cosciente, riesce tuttavia a infliggere a Samidare gravi ferite prima che possa portare a termine il suo intento.
Costretto a ritirarsi, Samidare si allontana, lasciando dietro di sé quella scena tragica.
Prima della ritirata, rivolge a Tsuyoshi una domanda amara e provocatoria:
dopo aver visto con i propri occhi cosa è diventato quell’oni, chiede se Tsuyoshi possa ancora dire che la sua scelta fosse giusta.
Tsuyoshi, però, risponde con calma che “almeno è riuscito a trovare la felicità”, riaffermando così di non rinnegare la propria decisione.
Dopo lo scontro: fissazione su Shiki
Dopo la battaglia, Samidare si fa applicare una protesi al posto del braccio sinistro perduto.
Mantiene ben visibili le cicatrici da ustione come monito personale e simbolo della minaccia rappresentata da Shiki.
Da quel momento in poi, concentra il suo odio e la sua determinazione in un solo obiettivo: eliminare Shiki Ichinose.
Ai suoi subordinati mette in guardia su chi sia davvero Shiki, sottolineando che si tratta del “figlio del dio oni”, quindi di una creatura eccezionalmente pericolosa.
Tsuyoshi Ichinose
Tsuyoshi Ichinose è stato il senpai di Samidare all’interno dell’Istituto Momotaro.
Il rispetto gerarchico di un tempo si trasforma in un profondo conflitto ideologico.
Per Samidare, Tsuyoshi ha tradito il cammino dei Momotaro scegliendo di crescere un oni come figlio.
Questo tradimento ai suoi occhi giustifica persino il fratricidio tra Momotaro.
Nonostante il legame passato, Samidare non mostra alcuna esitazione nell’affrontare Tsuyoshi in un duello mortale.
Fino alla fine rifiuta di accettare le ragioni del suo ex superiore.
Shiki Ichinose
Shiki è al centro dell’ossessione di Samidare Momoya.
Per lui Shiki non è una persona, ma una minaccia vivente, un oni che va eliminato prima che il suo potere travolga tutto.
L’incontro in cui Shiki risveglia il potere del dio oni e lo mutila segna definitivamente il loro rapporto.
Da quel momento Samidare non vede in Shiki altro che il “figlio del dio oni” e l’obiettivo finale della sua caccia.
Samidare è uno dei membri dell’Istituto Momotaro che spinge per una linea dura contro gli oni.
Durante un incontro con il governo, sostiene con decisione la proposta di Mikado Momodera di rendere pubblica l’esistenza degli oni e dei Momotaro.
Secondo Samidare, la priorità assoluta è l’abbattimento degli oni, e la trasparenza verso il pubblico può rafforzare il fronte di guerra.
Non ha paura del caos che tale rivelazione potrebbe generare, vedendolo come un prezzo necessario.
Al contrario, si oppone all’idea di catturare vivo il “figlio del dio oni”, proposta da un altro membro dell’organizzazione.
Si schiera apertamente contro questa strategia anche quando viene approvata dall’imperatore supremo, ritenendola troppo pericolosa e moralmente inaccettabile.
Samidare Momoya possiede capacità sovrumane in linea con il suo ruolo di Momotaro d’élite.
Le sue tecniche si basano su una combinazione di controllo di sostanze e invocazione di armi.
È in grado di manipolare batteri, disponendoli come una sorta di ragnatela.
Con questa “ragnatela batterica” può immobilizzare i nemici, bloccandone i movimenti come se fossero intrappolati in fili appiccicosi e invisibili.
Oltre a questo, possiede la capacità di evocare armi da taglio, in particolare spade.
Queste armi sembrano materializzarsi al suo comando, permettendogli di affrontare direttamente gli oni in combattimento ravvicinato.
La combinazione tra la sua tecnica di contenimento e la padronanza delle armi lo rende un avversario estremamente temibile.
Nonostante l’età e le menomazioni fisiche, rimane un combattente di altissimo livello, mosso da una determinazione feroce.
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