TOUGEN ANKI

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TOUGEN ANKI
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Episodi: 24
Canale di distribuzione: TV
Fonte della trama: Manga
Data di rilascio: 11 Luglio 2025
Categorie di opere: Anime
Studi: Studio Hibari
Formato: TV
Nome inglese: TOUGEN ANKI
Nome giapponese: 桃源暗鬼
Nome cinese: 桃源暗鬼
Nome coreano: 도원암귀
Nome romanizzato: Tougen Anki
Risorse: Sito Ufficiale

Personaggi (23)

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Kuina Sazanami
Kuina Sazanami
Genere: FemminaAltezza: 160cm (5'3")
Compleanno: 21 Agosto
Doppiatore: Aimi
Naito Mudano
Naito Mudano
Genere: MaschioAltezza: 183cm (6')
Compleanno: 31 Dicembre
Doppiatore: Hiroshi Kamiya
Shiki Ichinose
Shiki Ichinose
Genere: MaschioEtà: 17
Compleanno: 4 Febbraio
Doppiatore: Kazuki Ura、Shizuka Ishigami
Mikado Momodera
Mikado Momodera
Genere: MaschioEtà: 19
Compleanno: 21 Ottobre
Doppiatore: Shunichi Toki (Shun'ichi Toki)
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Staff di produzione (21)

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Yura Urushibara
Yura Urushibara
Creatore originale
Yukie Sugawara
Yukie Sugawara
Composizione della serie
Copione
Ato Nonaka
Ato Nonaka
Regista
Kouta Yamamoto
Kouta Yamamoto
Musica
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TOUGEN ANKI è un manga shonen d’azione e dark fantasy di Yurai Urushibara, ambientato in un Giappone contemporaneo in cui i discendenti dei demoni e quelli di Momotaro combattono una guerra segreta vista dal punto di vista dei “demoni”.

Dal 2020 è serializzato sulla rivista settimanale Weekly Shonen Champion, ha generato uno spin‑off, una serie animata televisiva, spettacoli teatrali e un videogioco mobile/PC, superando i 5 milioni di copie in circolazione.

TOUGEN ANKI segue la storia di Shiki Ichinose, adolescente problematico che scopre di essere discendente di un “dio demone” e si ritrova nel cuore di un conflitto millenario.

La serie mescola battaglie spettacolari, poteri sanguigni chiamati “liberazioni ematiche” e un forte tema di discriminazione e propaganda tra razza dei demoni, umani e Momotaro.

Il manga è pubblicato da Akita Shoten sotto l’etichetta Shonen Champion Comics.

Nel 2025 comprende 27 volumi, più 1 volume dello spin‑off TOUGEN ANKI Gaiden ~Moon and Sakura Crazy Concerto~, centrato sul passato di due avversari chiave.

L’anime televisivo, prodotto da Studio Hibari, è andato in onda nel 2025 per 24 episodi su rete Nippon TV, coprendo l’arco di Kyoto e quello di Nerima.

Al termine è stato annunciato un seguito animato dedicato all’arco di Nikko e del laboratorio alle cascate Kegon.

Oltre a manga e anime, il marchio include un progetto teatrale in più parti e un gioco di ruolo strategico a turni per smartphone e PC, TOUGEN ANKI Crimson Inferno.

L’opera è nota per tavole d’azione estremamente dense, personaggi carismatici e per una reinterpretazione molto cinica del mito di Momotaro.

Impostazione del mondo

Nel mondo di TOUGEN ANKI esistono i demoni, esseri dall’aspetto umano ma dotati di enorme quantità di sangue e poteri che manipolano il proprio fluido ematico.

Da millenni sono in guerra con i Momotaro, ordine paramilitare umano che usa batteri neri come arma e che per lo stato è ufficialmente una sorta di polizia d’élite.

Ogni demone può risvegliare una propria liberazione ematica (kesshoku kaihō), creando armi o effetti tramite il sangue.

Se il demone perde il controllo, entra in stato di furia, trasformandosi in un mostro che attacca chiunque, motivo per cui sia demoni sia Momotaro temono questa forma.

Al vertice della genealogia demoniaca c’è il leggendario Dio Demone, un condottiero che un tempo quasi annientò l’organizzazione Momotaro.

I suoi geni riemergono talvolta in otto individui, i Figli del Dio Demone, ognuno legato a un elemento (fuoco, vento, fulmine, acqua, ghiaccio, terra, luce, oscurità): sono arsenali viventi, ma ogni uso dei loro poteri consuma la loro vita.

Per contrastare i Momotaro, i demoni hanno creato il Corpo dei Demoni, una struttura semi‑militare che cerca di proteggere i demoni civili e negoziare una pace armata.

Tra le sue colonne portanti c’è il Liceo Rashomon (Rashomon Academy), un’accademia militare su un’isola isolata chiamata “Isola dei Demoni”, dove i giovani demoni apprendono sia le materie scolastiche sia il combattimento.

Sul fronte opposto c’è l’enorme Organizzazione Momotaro, che nasconde la propria esistenza al pubblico e si presenta come corpo di sicurezza governativo.

Gerarchicamente è guidata dal misterioso Gran Imperatore, seguito da imperatori, comandanti supremi, capitani e vicecapitani; gran parte dei suoi membri disprezza apertamente i demoni e li stermina a vista, inclusi bambini e non combattenti.

Prologo: la scoperta di Shiki

Shiki Ichinose è un ragazzo di 17 anni, ripetente e violento, ossessionato dalle armi da fuoco ma con un cuore sorprendentemente empatico.

Vive con il padre adottivo Tsuyoshi Ichinose, proprietario di una piccola enoteca, con cui ha un rapporto incrinato dopo aver scoperto di essere stato “raccolto in una discarica”.

Un giorno la casa viene attaccata dal comandante supremo Samidare Momoya, alto ufficiale dei Momotaro.

Tsuyoshi rivela a Shiki che è un demone e, dopo uno scontro durissimo in cui viene ucciso, spinge il ragazzo a risvegliare il proprio sangue.

Trascinato dalla furia e dal dolore, Shiki entra in stato di furia e ferisce gravemente Samidare, bruciandogli mezzo corpo e strappandogli il braccio sinistro.

Samidare però sopravvive e giura vendetta contro il giovane Figlio del Dio Demone che lo ha sfigurato.

Dopo l’attacco, Shiki viene “rapito” e messo in salvo da Naito Mudano, celebre demone del Corpo dei Demoni.

Mudano lo porta al Liceo Rashomon, proponendogli di addestrarsi per vendicarsi dei Momotaro e cambiare il destino dei demoni.

Liceo Rashomon e il “gioco del demone”

Al Rashomon, Shiki viene inserito in squadra con Jin Kougasaki e Homare Byobugaura, entrambi con un passato pesante.

Come test di ingresso i tre partecipano al “gioco del demone”: devono rubare una palla a Mudano in una foresta innevata, pena l’espulsione.

Durante la prova Shiki scopre la propria liberazione ematica, Arsenale Funebre: può modellare il proprio sangue in armi da fuoco di vari tipi, a costo di rischiare di dissanguarsi.

Jin, metà demone e metà Momotaro, usa invece Sette Condanne, facendo spuntare da tutto il corpo seghe circolari e lame motorizzate.

Homare, ragazza insicura perseguitata dal trauma di aver ucciso il padre abusivo in stato di furia, evoca la gigantesca sorella morta, Sumire, come colosso ematico protettore.

Grazie alla collaborazione, i tre riescono sorprendentemente a superare il test e Mudano li accetta come suoi allievi.

Arco di Kyoto

Durante un addestramento, al Liceo arriva una richiesta d’aiuto: la sezione di Kyoto del Corpo dei Demoni è sotto massacro.

Mudano parte con Shiki e i compagni per la città, dove trovano demoni massacrati dal comandante Tsubakiri Momomiya e dalla vicecapitana Yomogi Momokusa.

Tsubakiri, sorridente sadico ossessionato dalla vivisezione, usa cadaveri infettati da batteri per creare soldati zombie, tra cui il corpo del suo defunto mentore Momoka Manaka.

Kyoto è trasformata in una trappola: Yomogi sigilla l’intera sede del Corpo dei Demoni in “stanze batteriche” da cui è impossibile uscire.

A Kyoto Shiki incontra la piccola Mei, orfana di demoni uccisi da Tsubakiri, e Kyoya Oiranzaka, capo reparto medico e miglior amico di Mudano.

Quando Tsubakiri assalta la sala principale, Shiki assiste impotente alla crudeltà del Momotaro, che racconta a Mei, ridendo, come ha ucciso i suoi genitori.

Spinto dall’ira e dal desiderio di proteggere, Shiki risveglia il potere elementale dell’Enki, il Figlio del Dio Demone del fuoco: il suo corpo si avvolge di fiamme e le pallottole di sangue diventano proiettili incendiari capaci di bruciare selettivamente solo i nemici.

Con l’incoraggiamento di Mei, Shiki riesce a sconfiggere Tsubakiri, mentre Mudano recupera le forze e finisce il lavoro, uccidendo il comandante.

Yomogi viene messa in fuga da Mudano e dagli altri, e Kyoto viene salvata al prezzo di pesanti perdite.

Dopo la battaglia, Shiki prende sempre più coscienza della brutalità della guerra tra demoni e Momotaro.

Arco di Nerima

Per formare i suoi allievi, Mudano porta Shiki, Jin, Homare, Ikari Yaoroshi, Juji Yusurube, Rokuro Kiriyama e Kuina Sazanami a Tokyo, nel quartiere di Nerima.

Qui opera la squadra di ricognizione guidata da Masumi Yodogawa e dal vice Kaoru Namikido, ma soprattutto la coppia di Momotaro Tsukuyomi Momoka e Osuke Momokado, celebri per la loro forza e follia.

Shiki si imbatte casualmente in Mikado Momodera, giovane vicecapitano geniale e appassionato di armi da fuoco, con cui stringe amicizia sotto falso nome.

Nel frattempo il corrotto comandante Shinya Momoiwa, superiore di Mikado, organizza una serie di incendi e attacchi fingendo che i demoni ne siano responsabili, per scalare i ranghi dell’organizzazione.

Momoiwa rapisce Jin, lo infetta con i propri batteri e usa la sua vista come telecamera, mentre i suoi scagnozzi umani, la gang “Unione delle Noci del Kanto”, diffondono il caos.

Shiki e Mikado si ritrovano così in opposte fazioni, apparentemente nemici.

Dopo numerosi scontri, che includono una devastante battaglia tra Yaoroshi e Osuke Momokado piena di poteri copiati e furia, le manipolazioni di Shinya vengono smascherate.

Jin riesce a ribaltare il controllo dei batteri e a condurre Mikado nella trappola del suo stesso comandante, eliminandolo in un duello in un palazzo imbottito di esplosivi.

Lo scontro emotivamente più duro è tra Shiki ed Mikado, convinti di essere uno il carnefice delle tragedie dell’altro.

Shiki finisce in stato di furia ma, grazie all’amicizia nata con Mikado, riesce a combattere contro la propria follia e permette a Mikado di fermarlo senza ucciderlo: i due si lasciano come alleati potenziali, desiderosi di pace tra demoni e Momotaro.

Addestramento sulla montagna innevata

Rientrati al Rashomon, Mudano organizza un addestramento brutale: gli studenti devono scalare in squadra la montagna dietro la scuola sotto una tempesta di neve, entro 24 ore.

A complicare la prova ci sono i “docenti part‑time” Yu Innami (versione manga) e Kuina Sazanami, che fungono da sabotatori.

Durante la scalata emergono le fragilità di tutti: Yaoroshi, ossessionato dal diventare forte, si isola e mette a rischio la squadra; Juji viene rapito da Innami per spingere Rokuro a reagire; Homare rischia di morire salvando Shiki da una valanga.

Rokuro, che soffre di ansia cronica e ipocondria, trova finalmente il coraggio di usare la sua liberazione Danza delle Ceneri Morte, trasformando il suo sangue in petali di ciliegio taglienti.

Homare affronta il proprio trauma riguardo alla sorella Sumire, “parlando” con lei in uno spazio mentale e imparando a controllarla.

Alla fine Shiki e Homare raggiungono per primi la cima, seguiti da Juji, Rokuro, Kuina e, per ultimi, Jin e Yaoroshi, ora più consapevoli di sé e dei compagni.

Arco del laboratorio alle cascate Kegon

Nel frattempo l’organizzazione Momotaro ha costruito un gigantesco laboratorio segreto sulle rovine della cascata Kegon, ufficialmente per studiare un “incidente di gas tossico”.

In realtà qui il direttore Kusabi Momoura, scienziato sadico, conduce esperimenti atroci su demoni, sviluppando tra l’altro un sistema per convogliare fulmini sui bersagli usando cervelli di demone collegati a elettrodi.

Il Corpo dei Demoni e il gruppo estremista di demoni Esercito Nazionale dei Demoni (Oni‑koku‑tai) convergono sul laboratorio con obiettivi opposti ma un nemico comune.

L’Esercito è guidato da Hayate Todoroki, Figlio del Dio Demone del vento, cresciuto da un medico demone, Takeji Todoroki, ucciso anni prima da un soldato Momotaro: ciò lo ha reso convinto che tutti i Momotaro debbano essere sterminati.

Hayate tenta di reclutare Yaoroshi, che lo segue abbandonando momentaneamente il Rashomon.

Mudano però decide di inseguirli con tutta la classe, ritenendo che Yaoroshi sia comunque “uno dei suoi ragazzi”.

Dentro il laboratorio, i ragazzi si dividono: alcuni combattono capitani Momotaro come il prudente Shingi Momobayashi, l’inquieto Yoichi Momokida o il sadico misogino Teru Momosumi, altri cercano di salvare i demoni rinchiusi.

Rokuro e Kuina si ritrovano nel mezzo di un incontro/scontro con il muscoloso Shinichi Fuwa e Yoichi; i complessi amorosi di Rokuro lo spingono a una nuova, più furiosa versione della sua danza.

Shiki affronta Matoi Momoma, capitano ossessionato dalla moda che copia abilità animali attraverso i vestiti, e grazie a lui concepisce l’idea di “armi inesistenti”: non solo pistole reali, ma armi immaginate, se ne comprende il funzionamento.

Nel frattempo Kusabi Momoura manipola una bambina demone, Miyuki, costringendola a “pulire” con la lingua un veleno sparso a terra, uccidendola davanti agli occhi di Shiki.

Questa scena scatena in Shiki una rabbia assoluta: la morte di Miyuki diventa la molla che lo porta a decidere non solo di fermare, ma di uccidere i suoi nemici.

Kusabi, deciso a far esplodere il laboratorio per non lasciare prove, attiva cariche esplosive e contemporaneamente attiva il Sistema di Emissione di Fulmini, generando un inferno di crolli e fulmini che colpiscono a caso.

Nell’ultima parte dell’arco, Hayate si scontra con il glaciale capitano Hizumi Momotsugi, l’assassino del nonno Takeji, capace di distorcere lo spazio con i batteri.

Dopo una battaglia in cui quasi muore due volte, Hayate, sostenuto dalla sua squadra (tra cui il serissimo Uri Torikai, l’allegro Shinichi Fuwa, la brusca ma leale Miyo Umitsuki, il cieco cecchino Go Todomeki, il tattico Kyotaro Otohara e la “madre” Akari Hirunuma), riesce a decapitare Hizumi, mentre la squadra del Rashomon e l’Esercito cercano di fuggire dal laboratorio in rovina.

Shiki raggiunge Kusabi in una capsula di fuga a forma di razzo; Kusabi usa la tecnica Gioco della Casina delle Bambole, controllando organi estratti dai demoni come bambole viventi, inclusa l’innocente Remi Enomoto.

Shiki, con l’aiuto di Yaoroshi e delle sue nuove armi “impossibili”, riesce però a farsi strada, libera l’organo di Remi e, infine, uccide Kusabi con un colpo dell’Enki, cadendo privo di sensi e precipitando, ma venendo salvato in extremis da Torikai.

Il laboratorio esplode, la cascata Kegon “rinasce” e decine di demoni vengono tratti in salvo.

Hayate, profondamente cambiato dal sacrificio di Akari e dalla collaborazione con i ragazzi del Rashomon, decide di cambiare obiettivo: non più sterminio totale dei Momotaro, ma salvataggio dei demoni prigionieri.

Arco di Kōenji (Suginami)

Mentre la battaglia alle cascate Kegon infuria, a Tokyo il quartiere di Suginami viene devastato da un attacco massiccio dei Momotaro.

La sezione locale del Corpo dei Demoni, guidata dal “falso santo” ma in realtà ex‑insegnante del Rashomon Shion Kuchimori e dall’imponente Taiga Hyakki, è messa in ginocchio dal capitano Ukyō Momogiwa, capo della quindicesima squadra.

Ukyō, figlio di un demone e di un umano come Juji, ha subito una vita di discriminazioni e ora guida un’unità di Momotaro fanatici che si fanno esplodere senza esitazione pur di servire il loro comandante.

Per pagare le costose cure della figlia gravemente malata Temari, Ukyō ha spinto il Corpo dei Demoni a odiarlo, manipolando informazioni attraverso una spia: Juji Yusurube.

Juji, infatti, è mezzo umano, mezzo demone come la sua sorellina Fumino, e ha accettato di infiltrarsi al Rashomon e nel Corpo dei Demoni in cambio della promessa di cure mediche per Fumino.

Ukyō però ha da tempo fatto uccidere Fumino e, tramite lavaggio del cervello batterico, fa vivere a Juji una realtà illusoria in cui la sorella è ancora viva.

Dopo l’arco di Kegon, Shiki è traumatizzato dall’aver ucciso Kusabi e non riesce più a usare la liberazione ematica: resta quindi al centro di comando con Kyoya Oiranzaka a curare feriti.

Quando Suginami chiede rinforzi, Mudano e Kyoya partono con la classe, senza sapere che il traditore è proprio Juji.

Gli assalti si susseguono: i Momotaro attaccano non solo i demoni adulti, ma anche scuole e rifugi; Shion e Taiga tengono testa con incredibile ostinazione, difendendo bambini spaventati.

Juji, fingendo di cadere eroicamente per difendere Shiki, viene creduto ancora di più, sebbene Jin inizi a sospettare di lui.

Alla fine Shiki sorprende Juji mentre scarica dati sensibili sui rifugi dei demoni; Juji li tramortisce e consegna Shiki a Ukyō, che mette in atto una caccia all’uomo nel quartiere.

Nel frattempo, grazie alle autopsie di Kyoya, si scopre la vera natura dell’abilità di Ukyō: Burattino di Gocce, un lavaggio del cervello batterico che può potenziare fisicamente e psicologicamente i subordinati, ma li priva di sé stessi.

Shiki si libera, salva Senritsu Momoo (ex vicecapitano di Kegon spostato ora a Suginami) e un gruppo di demoni prigionieri, e porta Juji da Jin, che decide di affrontare il ragazzo non per vendetta ma per liberarlo dal suo incubo.

Dopo una lotta durissima con Juji in stato di furia, Jin, Rokuro, Kuina e Homare riescono a farlo sfogare e a far riemergere i suoi veri sentimenti.

Nel duello finale Shiki, finalmente riconciliato con la propria rabbia, riattiva l’Enki, affrontando Ukyō insieme a Tsukuyomi Momoka e Osuke Momokado, temporaneamente alleati.

Ukyō spinge la propria abilità fino al 120% di lavaggio, trasformandosi in un gigante muscoloso, ma Shiki canalizza tutto il proprio sangue in una singola scarica di fuoco e lo abbatte.

Ukyō sopravvive quel tanto che basta per accettare un patto con Masumi Yodogawa: in cambio del suo decesso ufficiale e del pagamento delle cure di Temari col suo assicurazione sulla vita, revoca totalmente il lavaggio su Juji.

Shiki spara al cuore di Ukyō e la guerra di Suginami si chiude, lasciando però una città devastata e molti interrogativi.

Arco di Matsumoto

Per giudicare definitivamente Juji, accusato di tradimento, Mudano, Shiki e Jin vanno a Matsumoto, in Nagano, dove vive Subaru Yorozu, giovane demone capace di leggere i ricordi dal sangue.

Subaru vive con Kageyoshi Raiden, Figlio del Dio Demone del fulmine, che protegge con riluttanza i demoni anziani della zona dalla sezione locale dei Momotaro.

Qui incontrano il capitano Hanma Momoyamakawa, figlio dell’ex primo ministro Hōsaku Momoyamakawa, e il vice Abumi Momohiki, sottoposto del glaciale scienziato Hayate Momoiro.

Hanma, incompetente, ha usato una sola volta su ciascun cittadino un test sanguigno difettoso per individuare i demoni, finendo per giustiziare anche umani innocenti.

Situazione eclatante che fa esplodere il caso a livello nazionale e mette in crisi la segretezza di Momotaro e demoni.

Shiki, con l’aiuto di Raiden e delle sue tecniche di fulmine come Tuono Primaverile e Kaleidoscopio del Tuono, sconfigge Mogura Momoshimo, vicecapitano corrotto che ha creato un’orda di mostri tipo Agri modificati.

Subaru, tastando il sangue di Juji, mostra a tutti che lui era già sotto lavaggio mentale totale quando è entrato al Rashomon.

Juji viene quindi assolto come vittima, non carnefice, e decide di espiare i propri peccati combattendo al fianco del Corpo dei Demoni.

L’incidente di Matsumoto ha però un’altra conseguenza: i media scoprono video e prove sugli “incidenti di gas” e i “mostri”, rendendo impossibile continuare a nascondere la verità.

La questione giunge al parlamento e alla cima dell’organizzazione Momotaro.

Arco di Mikado (Kirishima)

Al quartier generale dell’Organizzazione Momotaro, i comandanti supremi si riuniscono: Samidare Momoya, Hayate Momoiro e il nuovo arrivato Jūbē Momobami, un narcisista amante delle telecamere.

Si discute se rivelare o meno al mondo l’esistenza di demoni e Momotaro: Samidare e Jūbē sono favorevoli per motivi diversi, Hayate è contrario per il rischio di caos civile.

Il misterioso Gran Imperatore, che parla tramite una bambola ingessata, decide però di rifiutare la proposta.

Mikado Momodera, che ora cerca attivamente la coesistenza tra demoni e Momotaro, sostiene un’idea simile a quella di Shiki, ma viene punito: retrocesso e spedito come semplice soldato in una remota base di Kirishima, in Kagoshima.

Nel cosiddetto “arco di Mikado”, egli vive sulla propria pelle il razzismo e la violenza dei Momotaro contro pacifici villaggi di demoni, come quello del bambino Fumiya, mentre tenta di proteggere i civili nonostante la propria emarginazione.

Qui vede chiaramente quanto la retorica di “giustizia” dei Momotaro sia marcia: la sua disillusione prepara il terreno per probabili futuri tradimenti o alleanze inattese.

Pubblicazione pubblica dell’esistenza dei demoni

Ignorando gli ordini del Gran Imperatore, Jūbē Momobami organizza un enorme spettacolo mediatico.

Fa scatenare un demone in mezzo a civili ignari, trasmettendo in diretta l’attacco e il suo “eroico” intervento per abbatterlo con un’enorme spada e colpi denominati “Cometa Uno” e “Cometa Due”.

Così, Momotaro e demoni vengono rivelati a tutto il Giappone, con una narrazione che definisce i demoni come “male assoluto” e i Momotaro come protettori divini.

Il vecchio primo ministro Hōsaku è costretto a dimettersi, sostituito dal vice Jirō Anba, che spinge una serie di leggi emergenziali.

Viene introdotta la Legge di Priorità allo Sterminio dei Demoni: in caso di scontro con un demone, i Momotaro non saranno legalmente responsabili di danni collaterali a civili o infrastrutture.

Crescono così odio, paura, linciaggi spontanei contro chiunque sia sospettato di essere demone.

In questo clima appare una nuova élite di giovani Momotaro, i “Più Crudeli della Generazione”:

Haru Tōjō, ragazza dai tentacoli caotici e gusto estetico disturbante;

Natsuki Tōsui, amante del sudore e del corpo, che considera i demoni lezioni per i bambini;

Shūkyō Momotachi, narcisista che usa specchi e illusioni;

Tōgo Momoragi, gelido stratega che manipola minerali, trasformando interi edifici in armi e pietrificando avversari.

Demoni – Liceo Rashomon

Shiki Ichinose

Shiki è il protagonista, Figlio del Dio Demone del fuoco, l’Enki.

Ha 17 anni, due nei a lacrima sotto l’occhio sinistro, ama follemente le armi da fuoco e si mette nei guai con risse e espulsioni scolastiche.

Nonostante l’aspetto da teppista e il cervello poco portato allo studio, è estremamente sensibile alle storie tragiche e non sopporta chi calpesta i sentimenti altrui.

Questo spiega perché, pur desiderando vendetta, si blocchi quando si tratta di uccidere qualcuno per la prima volta.

Shiki è stato trovato in una discarica da Tsuyoshi Ichinose, alias Tsuyoshi Momogawara, ex Momotaro; crescendo ha subito bullismo per essere “spazzatura”, e ha iniziato a odiare se stesso.

La morte di Tsuyoshi per mano di Samidare lo spinge però a fissare un obiettivo: creare un mondo in cui i demoni possano ridere normalmente.

Come studente del Rashomon, Shiki diventa rapidamente il cuore emotivo del gruppo, con una crescita vertiginosa nel controllo del sangue.

Personaggi come Masumi Yodogawa e Mudano riconoscono in lui un talento naturale di apprendimento “a istinto”, copiando dal vivo tecniche e movimenti.

Liberazione ematica: Arsenale Funebre

Shiki può plasmare il sangue in armi da fuoco: pistole, fucili a pompa, fucili di precisione, persino armi “impossibili” come pistole soniche o laser.

Ogni colpo è letteralmente sangue che se ne va, quindi un uso eccessivo porta a forte anemia o morte.

In stato di furia il suo corpo sputa letteralmente armi da ogni parte, sparando a caso e devastando tutto.

Con l’esperienza impara anche a manipolare la “temperatura” del sangue, creando proiettili infuocati grazie all’Enki.

Tecniche dell’Enki e dell’arsenale includono:

proiettili incendiari che bruciano solo i nemici;

un fucile “a trombone” che emette onde sonore devastanti;

proiettili rimbalzanti che riempiono un’area di colpi;

raggi laser ematici;

l’uso di fiamme per muoversi a velocità fulminea.

Naito Mudano

Naito Mudano è il professore e mentore di Shiki, ex capitano più giovane della storia del Corpo dei Demoni e leggenda vivente.

Magro, sempre in pattini a rotelle, con un ombrello che non è mai “solo” un ombrello e il volto coperto da due bande rettangolari sotto gli occhi.

Mudano è gelidamente razionale, odia gli sprechi e si mostra spesso duro, ma in realtà è feroce solo perché vuole che i suoi studenti sopravvivano sul campo.

Ogni volta che un compagno muore, si tatua una grande area nera sul corpo, come monito a non dimenticare e come punizione personale.

Senza usare poteri è già un mostro fisico capace di abbattere da solo intere squadre di Momotaro, incluse più vicecapitani.

Con il potere, diventa letteralmente una tempesta sanguigna.

Liberazione ematica: Pioggia Sfrenata

Mudano crea un ombrello di sangue con cui fa piovere gocce ematiche controllabili.

Questa pioggia può trasformarsi in soldati, draghi, giganti, ondate, barriere o trappole.

Tra le sue mosse:

evocare “ragazzini” sanguigni che scoccano frecce dall’alto;

trasformare pozze di sangue in due enormi draghi che travolgono i nemici;

evocare un colosso sanguigno che vomita tsunami rossi;

accerchiare e schiacciare avversari in sfere di sangue;

richiamare un drago gigantesco che lancia un raggio devastante.

Dietro le quinte, Mudano è stato creato dall’autore proprio come “prof perfettamente efficiente”: pattini per non perdere fiato, ombrello per un linguaggio visivo riconoscibile e per giustificare tecniche legate alla pioggia.

Jin Kougasaki

Jin Kougasaki è il compagno di classe più forte e problematico di Shiki, metà demone e metà Momotaro.

Porta sempre una maschera che gli copre gran parte del viso, martoriato da cicatrici dovute al padre Momotaro, che ha ucciso sua madre Asumi e la sorella Hazuki quando ha scoperto che erano demoni.

È freddo, cinico, apparentemente misantropo, ma nei fatti si sacrifica spesso per altri, specie bambini in pericolo.

Il suo obiettivo dichiarato è uccidere il padre, Hayate Momoiro, ora comandante supremo e capo ricerca scientifica dei Momotaro.

Inizialmente Jin considera Shiki solo un mezzo, ma la lotta fianco a fianco a Nerima lo porta a riconoscere in lui un amico.

Diventa anche naturalmente un leader in situazioni di crisi, come si vede nell’addestramento in montagna e nella fuga dal laboratorio alle cascate Kegon.

Liberazione ematica: Sette Condanne

Jin fa spuntare dal proprio corpo seghe circolari, motoseghe, falci e lame di varia forma.

Può sparare queste lame a distanza, farle esplodere in sciami di micro‑lame, correre sulle pareti usando seghe come pattini e lanciare raffiche di “shrapnel” rotanti.

Nelle battaglie di Kegon, userà le sue lame per combinare mobilità estrema e attacchi chirurgici, tagliando letteralmente in coriandoli difese batteriche che parevano impenetrabili.

Homare Byobugaura

Homare Byobugaura è la ragazza del gruppo principale, timida, curvilinea, con lunghi capelli rosa e una tendenza compulsiva a scusarsi e sminuirsi.

Ha subito per anni violenza domestica: sua sorella maggiore Sumire è morta cercando di proteggerla, uccisa dal padre ubriacone.

Nel trauma, Homare è entrata in stato di furia, uccidendo il padre; da allora vive convinta che Sumire la odi e che il suo potere sia una punizione.

Mudano la trova e la porta al Rashomon.

Liberazione ematica: Fanciulla delle Viscere Oscure

Homare evoca la gigantesca Sumire, un colosso di sangue con una lama a forma di coltello da cucina, dotata di una propria volontà protettiva verso Homare.

Col tempo riesce a ridurne la dimensione, a renderla più “portatile” e perfino a far emergere una versione piccola e serpentina di Sumire che comunica a colpi di mimica.

Sumire può sferrare colpi che tranciano interi corridoi, frustare i nemici con lingue di sangue e proteggere massicciamente alleati.

Il suo arco di sviluppo è fortemente emotivo: Homare non è più “un peso” ma una delle colonne difensive del gruppo.

Ikari Yaoroshi

Ikari Yaoroshi è il ragazzo sempre arrabbiato, con piercing ereditato dal suo mentore biker Tenma.

È stato salvato da Tenma Kajiki e dal gruppo di demoni “Team Wild Fist” dopo la morte dei suoi genitori per mano dei Momotaro, e ha giurato di uccidere tanti Momotaro quanti sono stati i suoi compagni caduti.

Inizialmente vede solo la forza come valore, si isola e rischia di mettere a repentaglio la squadra in montagna.

La sua crescita passa per l’accettazione del fatto che avere compagni significa anche avere qualcuno da perdere… e da proteggere.

Liberazione ematica: Follia d’Ira del Demone

Yaoroshi può creare tre volte al giorno un oggetto o arma di sangue, la cui forma è determinata dalla sua rabbia del momento.

Può essere una scarpa che potenzia i salti, un artiglio devastante, una coppia di coltelli, ali capaci di creare tornado, spade, lance o tonfa.

La versione evoluta, Follia d’Ira del Demone – Fulmine Modificato, è una moto demoniaca ispirata al potere del defunto Tenma, capace di trasformarsi in cannone o veicolo supersonico.

In sella a essa e in combinazione con Shiki, Yaoroshi diventa una sorta di cavalleria pesante a sangue e fuoco.

Juji Yusurube

Juji Yusurube è lo studente più “normale”: occhiali, studioso, moderatamente pervertito, genuinamente affidabile.

È fratello maggiore di Fumino e viveva a Suginami; si è arruolato per proteggere lei e la madre, ignaro di essere finito nelle mani di Ukyō Momogiwa.

La sua liberazione ematica è fondamentale in ambito tattico.

Liberazione ematica: Dove Vai

Juji lascia cadere una goccia di sangue e ottiene una vista dall’alto entro 5 km, potendo individuare persone e capire se sono Momotaro.

La variante Dove Sei copre un raggio minore (25 metri) ma è tridimensionale e ripetibile senza tempo di ricarica.

Dopo la rivelazione di essere stato lavato nel cervello fin dall’inizio, Juji cade in un abisso di colpa e dolore.

Grazie a Jin, Shiki e gli altri, però, trova una nuova ragione di vita: combattere non per una bugia, ma per proteggere davvero chi ama.

Rokuro Kiriyama

Rokuro Kiriyama è l’ipocondriaco doc del gruppo: vede malattie mortali ovunque, teme qualsiasi sintomo e si immobilizza per la paura.

Ha perso il suo primo amore, Ruru, una demone malata che non è riuscita a salvare, e da allora i capelli sono ingrigiti dallo stress.

Nonostante ciò, quando una persona a lui cara è in pericolo – prima Ruru, poi Kuina, poi Juji – riesce a trovare coraggio incredibile.

È supportato dalla devota e spaventosamente possessiva Kuina Sazanami, che lo considera letteralmente l’amore della propria vita.

Liberazione ematica: Danza delle Ceneri Morte

Rokuro indossa un haori e brandisce ventagli, trasformando il sangue in petali di ciliegio taglienti che creano lame di vento.

Più avanti sviluppa forme come Morte‑Ira, in cui si elettrizza e attacca come una tempesta sanguigna, evocando persino pesci carnivori o serpenti giganti.

La sua evoluzione più recente include la forma Morte‑Dolore, che diffonde una nebbia emotiva capace di rallentare drasticamente i movimenti dei nemici.

Rokuro passa così da essere il più pauroso a una mina vagante potentissima… se solo riuscisse a controllarsi.

Kuina Sazanami

Kuina Sazanami è la “gal” del gruppo: trucco pesante, seno prosperoso, linguaggio sciolto e una devozione patologica per Rokuro.

Ha una storia di relazioni in cui ha letteralmente “dato troppo”, fino a ridurre gli uomini a dipendenze e rovina; con Rokuro trova invece qualcuno che la teme più della morte.

È però anche una persona protettiva, capace di arrabbiarsi quando vede ingiustizie o crudeltà, e dimostra grande senso del dovere come membro del Rashomon.

Ha un rapporto amore‑odio con l’innocente perversione di Juji.

Liberazione ematica: Amore Puro e Anormale (I Love)

Kuina copre gli avversari di sangue con pugni e colpi; quando è presente una certa quantità di sangue su di loro, questi cadono innamorati di lei, perdendo volontà di combattere.

Può controllare fino a decine di persone per poco tempo, oppure pochi nemici per periodi più lunghi.

Nel laboratorio alle cascate Kegon, usa questa tecnica per trasformare Momotaro prigionieri in facchini volontari, aiutando a evacuare demoni feriti e bambini.

Il suo potere, ridicolo in apparenza, si rivela uno dei più pratici in contesti logistici.

Corpo dei Demoni – Insegnanti e comandanti

Principal

La Preside del Liceo Rashomon è una figura misteriosa, di solito avvolta in vesti che ricordano un esorcista e con il volto coperto.

Dietro la maschera è un uomo con capelli bianchi, pelle scura e il corpo ricoperto di sutra tatuati.

Sembra legato in modo particolare all’isola dell’Accademia, tanto che non può allontanarsi per lunghi periodi.

Conosce personalmente pochi ma importantissimi demoni, come la precedente demone in grado di leggere i ricordi dal sangue, la nonna di Subaru.

Kyoya Oiranzaka

Kyoya Oiranzaka è il medico capo della sezione di Kyoto e poi dottore del Rashomon, amico d’infanzia di Mudano.

Ha un look vistoso con gioielli, orecchini e capelli lunghi, parla in modo leggero ma è assolutamente serio quando si tratta di salvare vite.

La sua specialità è la rigenerazione.

Liberazione ematica: Super Recupero

Kyoya può far ricrescere arti perduti e curare ferite mortali versando il proprio sangue sulle ferite dei demoni.

L’effetto è talmente forte che, se usato in eccesso su una stessa persona in una sola volta, quest’ultima sviluppa “anticorpi” e non beneficia più degli stessi livelli di guarigione.

Con questa abilità ha letteralmente “ricostruito” il corpo di Shiki dopo lo scontro con Mikado a Nerima, e spesso si trova a rimettere in piedi intere squadre dopo missioni suicide.

Considera se stesso un “supporto di retrovia”, ma in realtà è una delle risorse più strategiche del Corpo dei Demoni.

Mary Aki

Mary Aki è una dottoressa e ricercatrice del Corpo dei Demoni di Nerima, corpulenta, con occhiali e enorme decollété che mostra senza imbarazzo.

Ha una personalità spigliata e diretta: al primo incontro offre a Shiki di “prendersi la sua verginità”, lasciandolo paralizzato dall’imbarazzo.

Svolge analisi del sangue, esami sugli ibridi e studi sulle liberazioni ematiche, rappresentando il volto un po’ svitato ma geniale della medicina demoniaca.

La sua figura serve anche a dare un tono ironico e leggermente piccante alla serie.

Masumi Yodogawa e Kaoru Namikido

Masumi Yodogawa è il capitano della squadra di ricognizione di Nerima, coetaneo di Mudano e Kyoya.

Ha sempre un sorriso congelato ma non è realmente allegro: è un professionista forgiato da torture e missioni di infiltrazione impossibili.

La sua liberazione, Rifiuto Totale, lo rende invisibile insieme a ciò che tocca, permettendogli di eliminare silenziosamente interi palazzi pieni di Momotaro.

È forse il più “spia” dei demoni, ed è lui a guidare Shiki e compagni durante la missione di salvataggio di Jin a Nerima.

Il vice, Kaoru Namikido, è più morbido nei modi ma non meno pungente nelle parole.

È segretamente un grande fan di Mudano, fino a tagliarsi i capelli nello stesso modo, e utilizza un sonar ematico in piccole fiale per mappare strutture e presenze.

Momotaro – Comandanti principali e rivali

Samidare Momoya

Samidare Momoya è uno dei comandanti supremi dei Momotaro, l’uomo che uccide Tsuyoshi e tenta di assassinare Shiki nel prologo.

È un veterano anziano, con barba bianca e un foro di proiettile nella testa (lasciato lì come monito), e vede i demoni né più né meno come “parassiti” da eliminare.

I suoi poteri combinano batteri‑ragnatela capaci di immobilizzare i nemici e la creazione di armi affilate.

Dopo essere stato bruciato dall’Enki di Shiki, sviluppa un’ossessione vendicativa nei suoi confronti e si oppone all’idea di catturare i Figli del Dio Demone vivi per esperimenti.

Tsubakiri Momomiya

Tsubakiri Momomiya è il comandante responsabile del massacro di Kyoto.

All’apparenza è un trentenne affascinante e allegro, ma in realtà considera i demoni solo “carogne” da vivisezionare e ha l’hobby di collezionare organi e cadaveri.

Il suo potere è manipolare i morti, trasformandoli in burattini armati dei loro vecchi poteri.

Manaka, il suo ex capo, è ora un corpo morto che Tsubakiri muove come marionetta da battaglia, svuotandolo di significato pur di vincere.

Yomogi Momokusa

Yomogi Momokusa è l’ex vice di Tsubakiri, ora trasferita a Tokyo.

È una donna provocante, sempre con un lecca‑lecca in bocca, e un forte risentimento verso i demoni, che giustifica come sacrificio per il bene dei civili.

Il suo potere genera “stanze” di batteri: cubi o sfere chiuse in cui solo chi è autorizzato può entrare o uscire.

Può rimpicciolire le stanze fino a schiacciare persone o fratturare arti isolati in un istante.

Shinya Momoiwa

Shinya Momoiwa è il comandante opportunista di Nerima, pieno di tatuaggi e piercing, terrorizzato dall’idea di essere “nessuno”.

Ha scalato i ranghi con intrighi, usando i propri batteri per spiare fino a 36 persone attraverso la loro vista.

È un combattente mediocre, ma un manipolatore letale: preferisce bruciare ospedali, incolpare demoni, far esplodere palazzi piuttosto che scontrarsi apertamente.

Verrà ucciso da Jin in uno scontro in cui la sua sete di riconoscimento non gli darà alcun conforto.

Mikado Momodera

Mikado Momodera è inizialmente vice di Shinya a Nerima, un prodigio di 19 anni con potere “Otto Serpenti” che gli consente di evocare fino a sei fucili collegati al suo corpo tramite nastri batterici.

Ama le armi, i videogiochi e i film, e ha un codice morale sorprendentemente limpido per un Momotaro.

Incontra Shiki per caso durante una festa del quartiere e, senza sapere che è un demone, ne diventa amico per via della passione condivisa per i fucili.

Quando scopre la verità, è costretto a scegliere tra gli ordini e il proprio senso di giustizia, finendo per difendere Shiki contro se stesso e gli altri Momotaro.

Dopo gli eventi di Nerima, viene punito per aver proposto la coesistenza, spedito nella base di Kirishima, dove si scontra con l’orrore di Momotaro che massacrano interi villaggi di demoni pacifici.

Il suo arco suggerisce fortemente che in futuro potrebbe diventare un alleato cruciale dei demoni.

Tsukuyomi Momoka e Osuke Momokado

Tsukuyomi Momoka è il capitano della “squadra 20” (Nerima), un fanatico dell’astrologia e delle carte; truccato come un medium, si affida ossessivamente ai tarocchi per ogni decisione.

Sotto la patina esoterica c’è però un combattente brillante, con un potere che “legge il desiderio di Dio”, traducendolo in effetti collegati alle carte pescate.

Osuke Momokado, suo vice, è un combattente selvaggio che copia le abilità avversarie utilizzando batteri, con un limite di una persona al giorno.

È un maniaco della lotta corpo a corpo, che considera ogni scontro una forma di intrattenimento quasi erotico.

I due sono compagni di classe di Senritsu al liceo di formazione dei Momotaro e hanno condiviso sogni strampalati come trasformare il loro club di astrologia in una religione nazionale.

Pur essendo nemici dei demoni, mostrano una certa onestà: quando Senritsu viene salvato da Shiki, ripagano il debito aiutando a contenere Ukyō a Suginami e poi si ritirano.

Kusabi Momoura

Kusabi Momoura è il direttore del laboratorio alle cascate Kegon, scienziato infantile e crudele che considera i demoni un “meraviglioso scatolone di giocattoli”.

Gioca con organi estratti, trasformandoli in bambole viventi; vede la morte solo come “un dato” o un “fenomeno interessante”.

Il suo potere Gioco della Casina delle Bambole permette di usare organi estratti da demoni infettati con i suoi batteri come pupazzi armati: se il pupazzo viene danneggiato, lo stesso accade all’organo originale nel corpo del proprietario.

Per questo riesce a prendere in ostaggio anche la piccola Remi Enomoto, facendo leva sulla mancanza di volontà omicida di Shiki.

Kusabi porta a termine la ricerca di Tsubakiri creando il Sistema di Emissione di Fulmini, con decine di cervelli di demoni come batterie viventi.

Alla fine, con l’odio di Shiki come carburante dell’Enki, viene incenerito, perdendo la sua “curiosità” nell’istante in cui punge Shiki per costringerlo a diventare assassino.

Hizumi Momotsugi

Hizumi Momotsugi è il giovane ma terrificante capitano della decima squadra del laboratorio di Kegon.

Possiede il potere Vite Distorte, generando spirali di spazio che storcono oggetti e arti, a patto di non toccare i propri stessi batteri, altrimenti subisce il contraccolpo.

Da bambino è stato salvato da Takeji Todoroki, il medico demone “nonno” di Hayate, che gli ha curato le ferite gravissime.

Ma una volta ripresosi, lo ha ucciso brutalmente per “insegnargli la lezione” che i Momotaro non devono mai provare compassione per un demone.

La sua battaglia con Hayate è una delle più crude e psicologicamente intense della serie.

Alla fine, grazie anche ai sacrifici di Akari Hirunuma e alle analisi di Kyotaro, Hizumi viene decapitato da Hayate, completando un ciclo di vendetta lungo dieci anni.

Ukyō Momogiwa

Ukyō Momogiwa è il capitano di Suginami: all’apparenza un uomo gentile e allegro, in realtà un manipolatore capace di lavare il cervello a intere unità.

Ha il sopracciglio sinistro rasato e tre fermagli a fiore nei capelli, dono della figlia Temari.

Il suo potere Burattino di Gocce infiltra batteri nel cervello dei bersagli, permettendogli di mostrare loro illusioni e di alterare il cervello in modo da aumentare forza e aggressività.

È responsabile dell’infiltrazione di Juji al Rashomon e del condizionamento compulsivo della sua lealtà.

Nonostante le atrocità, Ukyō è sinceramente devoto a Temari, malata grave curata solo grazie a un costosissimo trattamento all’estero.

Il suo finale, in cui accetta la propria morte pur di finanziare l’operazione della figlia tramite l’assicurazione, è amaramente umano.

Jūbē Momobami

Jūbē Momobami è un comandante supremo eccentrico, assetato di visibilità mediatica.

Porta una spada gigantesca decorata in modo teatrale e vive per le telecamere.

È lui l’artefice dell’uscita allo scoperto dei Momotaro, non per giustizia ma per vanità e desiderio di grandezza.

È disposto a sacrificare civili e altri Momotaro pur di costruirsi l’immagine dell’eroe assoluto.

Altri Figli del Dio Demone

Oltre a Shiki (fuoco) e Hayate Todoroki (vento), in scena appare il Figlio del Dio Demone del fulmine, Kageyoshi Raiden, e viene introdotto in catene all’asta di Toyosu il misterioso Rei Hidaka, con attributo sconosciuto.

Ogni Figlio ha un rapporto complicato con il proprio potere: enorme forza, ma rischio di vita abbreviata.

Subaru ipotizza che i Figli del Dio Demone ereditino non solo geni, ma anche memorie e istinti di sopravvivenza del Dio Demone originario.

Questo spiegherebbe perché, pur in tempi diversi, emergano sempre in epoche di persecuzione estrema dei demoni.

Demoni e Corpo dei Demoni

I demoni sono cittadini che in molti casi vivono anonimamente tra gli umani, spesso senza sapere della propria natura fino al risveglio del sangue.

Quando muoiono, corna di “fumo” appaiono per pochi secondi, rivelando retroattivamente la loro identità.

Il Corpo dei Demoni registra i demoni che vivono in città e assegna loro alloggi protetti, spesso gestiti da altri demoni, per creare “stanze sicure”.

La sua missione ufficiale è contrastare i Momotaro, proteggere i demoni civili e un giorno imporre una pace.

Il gruppo estremista Esercito Nazionale dei Demoni, invece, si stacca dal Corpo ufficiale e mira all’eliminazione totale dei Momotaro, senza fare differenze tra innocenti e colpevoli.

Dopo i fatti di Kegon, grazie all’evoluzione di Hayate, si orienta invece verso il salvataggio sistematico dei demoni prigionieri.

Momotaro e Organizzazione Momotaro

I Momotaro sono umani che manipolano batteri per ottenere poteri simili, in scala, alle liberazioni ematiche.

L’Organizzazione Momotaro regna dall’ombra, sostenuta dal governo in cambio di ricerche e “gestione dei mostri”.

Al vertice c’è il Gran Imperatore, entità sconosciuta che usa manichini ingessati come interfacce di comunicazione, seguita da quattro “imperatori” che condividono la sua visione aristocratica.

La maggior parte dei Momotaro considera i demoni “sporco sangue” o “rifiuti”, ritenendo giustificato qualsiasi atto di violenza.

L’Accademia Momotaro è la scuola dove vengono formati i cadetti, spesso sottratti alle loro vite normali in giovane età.

Qui studiano personaggi come Mikado, Tsukuyomi, Osuke, Senritsu, Ukyō, Gin Momokane e Kokuryō Momosaka.

Laboratorio alle cascate Kegon

Il laboratorio alle cascate Kegon è una mega‑struttura Momotaro costruita direttamente sopra la cascata, che viene “tappata” e nascosta al pubblico.

I demonici muri sono pieni di sangue, cervelli in vasca, sale operatorie e stanze di “ricerca” personalizzate per ogni capitano.

La struttura è difesa da dieci unità Momotaro, guidate da capitani spesso inetti o moralmente corrotti, tranne pochi elementi davvero pericolosi come Hizumi.

La lotta con il Corpo dei Demoni e l’Esercito Nazionale porta alla distruzione totale del laboratorio e al ritorno della cascata.

Leggi e politica

Con la rivelazione di Jūbē, il governo, guidato inizialmente da Hōsaku Momoyamakawa e poi da Jirō Anba, deve creare una nuova cornice legale.

Nascono così misure come l’obbligo di test sanguigni di massa, rifugi anti‑demone, e soprattutto la Legge di Priorità allo Sterminio dei Demoni.

Questa legge offre ai Momotaro immunità quasi totale per eventuali danni a civili durante scontri contro demoni.

Sul piano sociale, la popolazione, bombardata da propaganda e immagini selezionate, inizia a reagire con linciaggi e insulti anche contro innocenti solo sospettati di essere demoni.

Anime televisivo

La serie animata di TOUGEN ANKI è prodotta da Studio Hibari.

È stata trasmessa da luglio a dicembre 2025 su Nippon TV, nel blocco “FRIDAY ANIME NIGHT”, per un totale di 24 episodi.

La regia è di Ato Nonaka, con supervisione di Hiroyuki Hashimoto; la composizione di serie è curata da Yukie Sugahara, e il character design da Ryoko Amisaki.

La colonna sonora è di KOHTA YAMAMOTO, con un tono orchestrale e moderno che sottolinea soprattutto le battaglie e i drammi personali.

Il primo cour (episodi 1‑12) copre l’arco di Kyoto, il secondo (13‑24) quello di Nerima.

Alla fine dell’episodio 24 è stato annunciato il seguito dedicato a Nikko e al laboratorio delle cascate Kegon.

Le sigle includono:

“OVERNIGHT” dei THE ORAL CIGARETTES come opening del cour di Kyoto;

“What is justice?” delle BAND‑MAID come ending del cour di Kyoto;

“Amidakuji” (Amida) di Chōgakusei come opening del cour di Nerima;

“ACTION”, cantata da eill, come ending del cour di Nerima.

In parallelo è uscita una mini‑serie web di corti umoristici, “Onimomomo”, che approfondisce gag e retroscena comici dei personaggi, come le vere ragioni per cui Yomogi ha smesso di fumare.

Teatro

Il primo spettacolo teatrale dedicato a TOUGEN ANKI è andato in scena nel 2024, coprendo l’inizio della storia e l’arco di Kyoto.

Il secondo, “TOUGEN ANKI – Arco di Nerima”, si è svolto nel 2025 a Tokyo.

Shiki è interpretato da Aran Abe, Mudano da Yudai Tachibana, Jin da Reya Takahashi, Yaoroshi da Ryōshi Kusachi, Juji da Ryōta Hirono.

La regia è di Fumiya Matsuzaki, che ha puntato su coreografie d’azione molto fisiche, usando pattini veri per Mudano e un sistema di fili per rendere le liberazioni ematiche.

L’autore Urushibara ha dichiarato che vedere Mudano volteggiare davvero sui pattini lo ha convinto che l’adattamento teatrale “aveva vinto”, tanto da far convertire molti fan del manga in fan del teatro.

Le scene di “liberazione ematica” sono state rese con attori di supporto in tute neutre che si muovono come sangue vivente – un concetto che la produzione chiama “CG umano”.

Videogioco – TOUGEN ANKI Crimson Inferno

TOUGEN ANKI Crimson Inferno è un gioco di ruolo strategico a turni per smartphone e PC, sviluppato da Com2uS Japan.

Riprende la storia dell’anime, permettendo al giocatore di assemblare squadre miste di demoni e Momotaro, sia canonici sia originali.

Le abilità degli eroi riproducono fedelmente le liberazioni ematiche e i poteri batterici del manga, con animazioni spettacolari in stile “ultimate move”.

Oltre alla trama principale sono presenti archi inediti approvati dall’autore, che esplorano versioni alternative di incontri e alleanze.

Spin‑off manga: TOUGEN ANKI Gaiden ~Moon and Sakura Crazy Concerto~

Questo spin‑off, scritto da Urushibara e disegnato da Dōma Oda, è serializzato su Monthly Shonen Champion dal luglio 2025.

È incentrato sulla giovinezza di Tsukuyomi Momoka e Osuke Momokado all’Accademia Momotaro.

Li vediamo come studenti, come nascono le loro fissazioni (tarocchi, combattimenti spettacolari), e soprattutto come si scontrano con il gruppo di demoni ribelli Kiryūkai, che cerca vendetta contro di loro.

È un racconto di amicizia, fanatismo e “amore per la lotta”, che approfondisce le motivazioni dei due grandi rivali/alleati di Shiki.

Il manga ha ottenuto grande attenzione tra il 2020 e il 2022 grazie ai video di raccomandazione su TikTok, in particolare da parte di creator come Nun, Motsumotsu e Hana.

Una delle clip più virali era incentrata proprio sulla “sfilata di belli” del cast: Mudano, Kyoya, Jin, Tsukuyomi e altri, rendendo la serie molto popolare tra lettrici giovani.

È stato nominato al premio “Manga che verranno” 2021, e diversi librai e curatori di catene come TSUTAYA lo hanno indicato come uno dei titoli più esplosivi dell’anno.

Nel 2021 è stato anche consigliato da comici televisivi in programmi nazionali, ampliando ulteriormente il pubblico.

Critici e giornalisti hanno elogiato:

la densità e la potenza delle tavole d’azione, che “riempiono” la pagina;

la reinterpretazione del mito di Momotaro in chiave di propaganda e guerra di razze;

la capacità di mostrare un cast variopinto in cui anche personaggi secondari hanno archi emotivi forti.

L’autore Yurai Urushibara ha spiegato di aver voluto deliberatamente una storia facile da seguire ma non banale, usando il mito di Momotaro come base riconoscibile.

Ha progettato Shiki come protagonista difficile da manovrare, francamente sincero anche quando dice cose scomode, e ha messo gran parte di sé stesso nel nevrotico Rokuro.

Tutto questo fa di TOUGEN ANKI una serie che unisce botte spettacolari, worldbuilding ricco e riflessioni su razzismo, propaganda e colpa personale, il tutto con un tono shonen energico e spesso ironico.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Sabato 27 Dicembre 2025 18:00)

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