Kyara è una delle principali partecipanti ai giochi mortali del light novel «Playing Death Games to Put Food on the Table», una killer seriale dall’aspetto di bella donna e dalla fama di essere la più letale tra le giocatrici.
Kyara è una donna alta circa 170 cm, con lunghi capelli di colore kyara, descritto nel romanzo come un caramello molto chiaro.
È considerata una vera bellezza, dal fisico slanciato e dall’aspetto adulto.
Nelle illustrazioni ufficiali emana l’aria di una “sorella maggiore” un po’ misteriosa e gentile.
Tuttavia, chi la incontra davvero, come Yuki Sorimachi, percepisce un’atmosfera impossibile da definire chiaramente, diversa da qualunque persona conosciuta.
La sua voce e il suo modo di parlare sono leggermente rozzi e infantili, in contrasto netto con il look elegante da donna adulta.
Kyara è una spietata assassina, ma non si considera una persona che “uccide perché vuole uccidere”.
Secondo le sue stesse parole, lei non ha mai ucciso qualcuno per il semplice desiderio di farlo.
Dice cose come: «Non è che io voglia uccidere, è che gli altri mi fanno venire voglia di ucciderli».
In pratica, una frustrazione o antipatia che molti avrebbero solo a livello mentale, lei la traduce direttamente in omicidio.
Per lei l’omicidio è soprattutto uno sfogo di rabbia, un modo di scaricare lo stress.
Di conseguenza, è teoricamente una persona che “se non la provochi, non ti uccide”.
Il problema è che la soglia che la porta a “sentirsi in vena di uccidere” è assurdamene bassa.
Basta un piccolo fastidio, un contrattempo, perfino un ritardo nel rubare dei vestiti, per farle scattare la decisione di sterminare tutti.
Detesta inoltre essere guardata con occhi pieni di disprezzo, come se gli altri pensassero «è una killer».
Se percepisce quello sguardo, si irrita al punto da voler uccidere la persona che lo ha rivolto verso di lei.
Al contrario, se qualcuno non la giudica neppure dopo aver visto la sua vera natura, tende a trattarlo con sorprendente cordialità.
Questo lato contraddittorio la rende allo stesso tempo pericolosa, suscettibile, ma capace di una forma contorta di affetto.
Kyara è una giocatrice che partecipa saltuariamente ai giochi, ma ogni volta lascia dietro di sé una scia di sangue.
In quasi tutte le partite a cui prende parte uccide praticamente tutti gli altri partecipanti, con un’unica eccezione, la sua futura allieva Moegi.
Anche se il numero di partecipazioni non è particolarmente alto (dieci giochi fino all’episodio di Candlewoods), il numero di giocatrici da lei assassinate è nettamente superiore a quello di chiunque altro.
È nota, tra chi ne conosce le gesta, come la personificazione stessa della “killer assoluta” nel contesto dei giochi.
Curiosamente, nonostante questo curriculum terrificante, al momento del suo decimo gioco nessuno riconosce il suo volto.
Ciò significa che ha sempre agito in modo da non lasciare sopravvissuti che potessero descriverla, oppure da non farsi identificare chiaramente.
Kyara appare in modo centrale nel primo volume, nell’episodio del gioco intitolato «Candlewoods».
In questo gioco le partecipanti vengono divise in due squadre: i “Ceppi d’albero” (pochi, armati) e i “Conigli” (non armati, ma circa dieci volte più numerosi).
Kyara inizia il gioco dalla parte dei Conigli.
Tuttavia, nota che il costume dei Ceppi d’albero – una *jumper skirt* a tema “ceppo di albero” – le piace molto di più del succinto bunny suit aderente assegnato ai Conigli.
Decide quindi di uccidere una ragazza del team Ceppi d’albero per rubarle l’abito.
L’operazione, però, richiede più tempo e fatica del previsto, facendola irritare profondamente.
Per questo motivo, come sfogo, pensa: «Va bene, allora uccidiamo tutti».
Da lì parte una mattanza indiscriminata, che finisce per colpire sia le nemiche sia le compagne di squadra.
Nel giro di circa mezza giornata, Kyara uccide quasi tutti i circa 300 giocatori ancora in vita, molti dei quali veterani dei giochi.
Lo fa praticamente da sola, senza riportare danni visibili, e di fatto manda in pezzi la struttura stessa del gioco.
È in questa situazione, con il gioco ormai devastato dall’azione di Kyara, che avviene il suo incontro decisivo con il protagonista Yuki Sorimachi.
Dopo un duro scontro, Kyara viene sconfitta, lasciando però su Yuki cicatrici profonde, sia fisiche che psicologiche.
All’inizio della loro interazione Kyara si avvicina a Yuki in modo amichevole, poiché il suo “umore omicida” si era momentaneamente placato.
Ma quando Yuki ammette di non riuscire a comprendere il motivo per cui lei avrebbe sterminato tutti solo perché si è irritata rubando un vestito, il suo atteggiamento cambia di colpo e l’ostilità esplode.
Anche se nel romanzo è descritto in dettaglio solo lo scontro finale con Yuki, i risultati parlano da soli.
Kyara è capace di affrontare centinaia di avversarie in successione, molte delle quali esperte, senza subire apparentemente alcuna ferita significativa.
Prima dello scontro con Yuki, la vediamo affrontare da sola quasi un centinaio di Conigli.
Per farlo, utilizza una tattica fredda e metodica: prima oscura completamente la visuale con fumogeni, poi elimina una dopo l’altra le avversarie nascoste nella cortina di fumo.
Questo dimostra che non è solo forte fisicamente, ma anche estremamente abile nella gestione del campo di battaglia.
Sa usare la confusione e l’oscurità a proprio vantaggio, riducendo al minimo il rischio per sé stessa mentre aumenta quello per le altre.
Nel duello finale accetta un confronto uno contro uno, frontale, segno che considera Yuki di livello inferiore.
Nonostante fosse reduce da ore di combattimenti e sicuramente affaticata, riesce comunque a dominare lo scontro per la maggior parte del tempo.
Alla fine Yuki vince soltanto grazie a una mossa a sorpresa lasciata come “asso nella manica” dal suo maestro Hakushi.
In più, Kyara lo aveva sottovalutato e non si aspettava affatto quel tipo di colpo di scena.
In pratica, per abbattere Kyara è servita una combinazione di fattori:
un numero enorme di combattimenti precedenti, la sua arroganza, e una carta segreta imprevedibile preparata da un genio della sopravvivenza.
Questo scontro rende molto chiaro il tema del romanzo: nei giochi mortali, conta più la capacità di sopravvivere che la pura abilità di uccidere.
Kyara è probabilmente la migliore assassina in termini di “tecnica di uccisione”, ma perde perché vive il combattimento come sfogo, ignorando le strategie di lungo termine necessarie per restare viva.
Nel mondo di «Playing Death Games to Put Food on the Table» molte giocatrici ricorrono a modifiche del corpo in stile cyborg.
Kyara è una delle prime a mostrare chiaramente questo elemento.
Nel suo corpo sono stati impiantati piatti d’armatura sotto la pelle, in corrispondenza dei punti vitali.
Durante lo scontro con Yuki, quando viene colpita da proiettili, la pelle si lacera e sotto si intravede il luccichio metallico.
L’effetto ricorda volutamente un assassino robotico venuto dal futuro.
L’armatura non copre solo punti ovvi come la fronte, ma anche zone delicate come la gola, al punto da far pensare a una vera e propria ossessione paranoica per la protezione.
Questo livello di preparazione mostra quanto Kyara sia consapevole del proprio mestiere di killer e di quanto tema l’idea di essere uccisa.
La sua ossessione per la difesa, però, non è guidata dal desiderio di vivere a lungo, ma dall’esigenza di poter continuare a uccidere senza essere fermata.
Yuki riesce a sconfiggerla tentando la sorte proprio sulla base di queste modifiche.
Avendo appena combattuto contro Moegi, allieva di Kyara, deduce che le parti del corpo che Moegi non proteggeva probabilmente non erano coperte da armatura neppure nel corpo della maestra.
Questo collegamento gli permette di individuare un punto debole non protetto dall’armatura interna di Kyara.
È sfruttando quell’unico varco che ottiene una vittoria altrimenti impossibile.
Nonostante sia una killer egoista e terribile, Kyara dimostra un lato inaspettato quando si tratta delle persone che le piacciono.
In particolare, ha avuto più di una allieva, con cui il rapporto era sorprendentemente buono.
La sua allieva più nota è Moegi, incontrata nel gioco a tema natalizio «Death Christmas».
In quel gioco, i partecipanti indossano abiti da Babbo Natale e si scambiano “regali” contenenti armi, in una competizione violenta mascherata da festa.
Durante Death Christmas, Kyara conosce Moegi e decide di prenderla come discepola.
Da quel momento, Moegi diventa l’unica persona che Kyara risparmia sistematicamente nelle partite a cui partecipa.
Le allieve di Kyara vivono con lei nella stessa casa, in una sorta di convivenza da dormitorio.
Questo implica che, pur essendo una serial killer, Kyara è abbastanza astuta da mantenere una vita apparentemente stabile senza che la polizia riesca a individuarla.
Secondo quanto raccontato da una delle sue allieve, Kyara è molto disponibile anche su temi quotidiani.
Arriva persino a dare consigli sui tipici problemi delle ragazze adolescenti, come una sorta di sorella maggiore o senpai affidabile.
Per chi vive con lei, Kyara è quindi insieme una mentore spietata nell’arte di uccidere e una figura sorprendentemente accogliente nella vita di tutti i giorni.
Questa doppia natura la rende affascinante e inquietante al tempo stesso.
La serie dà alcune informazioni sulle partite a cui Kyara ha preso parte come giocatrice.
1ª partecipazione: dettagli non specificati.
2ª partecipazione – «Death Christmas»: gioco a tema natalizio in cui le giocatrici, vestite da Babbo Natale, si scambiano regali contenenti armi; è qui che Kyara incontra Moegi e la prende come allieva.
3ª–9ª partecipazione: dettagli non rivelati, ma in linea generale ha sterminato quasi tutte le altre giocatrici, lasciando sempre pochissime o nessuna sopravvissuta.
10ª partecipazione – «Candlewoods»: gioco dei Ceppi d’albero contro i Conigli, in cui Kyara, partita nel team Conigli, uccide quasi 300 giocatrici e manda in rovina l’intera partita prima di essere infine sconfitta da Yuki Sorimachi.
Anche se non conosciamo i dettagli di tutti i giochi, il pattern è chiaro.
Ovunque vada, Kyara trasforma il gioco – qualunque siano le regole – in un territorio di caccia personale, dominato dalla sua furia omicida.
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