Hachiman è l’ex-boss della mafia cinese e il precedente capo di Liang, Upa e Qi, attualmente imprigionato nella prigione sotterranea del Blocco Cinque; è noto per la sua crudeltà e per utilizzare i suoi subordinati come semplici strumenti.
È un uomo dalla statura impressionante, descritto come estremamente corpulento, con le sembianze spesso nascoste dietro una maschera a forma di testa di maiale.
Il suo vero volto non è mai stato mostrato, il che alimenta il mistero che lo avvolge.
Ex capo della mafia cinese, era coinvolto in attività di traffico d’organi, omicidio e tradimento senza alcun rimorso.
Spietato e astuto, Hachiman considera la vita altrui insignificante e usa qualsiasi mezzo per ottenere ciò che desidera.
Viene rinchiuso nella prigione sotterranea del Blocco Cinque, dove ricompare come antagonista principale per Liang e Upa.
Al suo incontro con i vecchi subordinati, Hachiman li mette in difficoltà impugnando un enorme martello d’acciaio, rivelando una forza devastante.
Per farli fuori utilizza anche vili trucchi come il veleno creato da Qi, dimostrando di non avere alcun freno morale.
Viene spesso chiamato “maiale” da Upa, sottolineando sia il suo aspetto che la sua natura spregevole.
Sadico e crudele, Hachiman è privo di empatia, pronto a tradire o uccidere perfino i propri uomini senza esitazione.
Non solo è un manipolatore, ma è anche ingannevole, disposto a tutto per ottenere potere e denaro.
Le sue azioni lo rendono uno dei personaggi più temuti e odiati di Nanbaka.
Diffonde terrore sfruttando la forza fisica e la sua inesauribile cattiveria.
Hachiman si distingue per l’uso di una grande palla di ferro come arma, scatenando attacchi devastanti grazie alla sua forza straordinaria.
Non si limita alla forza bruta: sfrutta veleni e trucchi psicologici per mettere in ginocchio i suoi avversari.
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