Heracles

✒️Modifica
Heracles
Chat
Età: 4000+
Genere: Maschio
Altezza: 210m
Nome inglese: Heracles
Nome giapponese: ヘラクレス
Nome cinese: 海格力斯
Nome coreano: 헤라클레스
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

Modifica
Katsuyuki Konishi
Katsuyuki Konishi
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

Modifica
Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021

Impostazioni del personaggio

Modifica

Heracles è un semidio della Grecia mitologica e, nell’opera a fumetti e animata Record of Ragnarok, è celebrato come il più grande eroe greco e “dio della tenacia”, schierato dalla parte degli dei ma profondamente innamorato dell’umanità.

Heracles è un ex essere umano divenuto dio dopo aver bevuto il sangue di Zeus e aver superato le celebri Dodici Fatiche.

Nel Ragnarok, il torneo finale tra Dei e Umanità, combatte come rappresentante degli dei nel quarto incontro, affrontando Jack the Ripper in un duello all’ultimo sangue.

Pur essendo ormai un dio, Heracles si oppone alla distruzione del genere umano e intende usare la sua vittoria, se ottenuta, per proteggere gli uomini.

Per il suo carattere solare e giusto, è visto come un “eroe” sia dagli dei che dalle Valchirie, che lo chiamano affettuosamente “fratello maggiore”.

Heracles è un giovane enorme e muscoloso, con capelli rosso-bruni e un fisico da culturista divino.

La parte destra del suo corpo è coperta da tatuaggi neri che si estendono ogni volta che usa i suoi poteri.

Il suo carattere è quello di un ragazzo limpido, diretto e incredibilmente altruista.

Ha un senso della giustizia incrollabile e sin da umano voleva “stare sempre dalla parte di chi è nel giusto”, anche quando ciò significava prendere botte.

Per questo viene adorato dagli altri dei come un simbolo di eroismo genuino, in netto contrasto con altri ex umani divenuti dei, più cinici.

Le Valchirie lo vedono come un fratello maggiore rassicurante, mentre Ares lo considera il suo più grande amico divino, chiamandolo “amico-dio”.

Heracles non teme la morte, il dolore o gli dei stessi.

L’unica cosa che dice di temere è di perdere la propria giustizia:

«L’unica cosa che temo è solo una: il momento in cui perderò la giustizia!»

Nonostante i crimini e le bassezze dell’umanità, dichiara:

«Eppure io amo gli esseri umani.»

Nel Consiglio degli Dei, la maggior parte delle divinità vota per lo sterminio dell’umanità.

Heracles è uno dei pochissimi che si oppone apertamente a questa decisione, proprio perché ricorda le sue origini umane.

Quando viene scelto come combattente della fazione divina nel quarto combattimento del Ragnarok, accetta il ruolo pur mantenendo il proposito di salvare gli uomini.

La sua idea è chiara: vincere come dio e poi usare quell’autorità per influenzare il mondo divino a protezione dell’umanità.

La sorella maggiore delle Valchirie, Brunhilde, lo seleziona come avversario di Jack the Ripper, considerato uno dei peggiori criminali della storia umana.

In apparenza sembra un cinico abbinamento “eroe contro mostro”, ma le motivazioni di Brunhilde sono molto più complesse.

All’inizio Brunhilde sembra disprezzare l’idealismo di Heracles, ritenendolo ingenuo.

In realtà, è profondamente delusa dal fatto che un ex umano come lui abbia scelto di combattere dalla parte degli dei nel Ragnarok, mentre lei guida la fazione umana.

Per questo lo manda contro Jack the Ripper: non solo per vincere, ma per salvare la dignità di Heracles qualunque sia l’esito del combattimento.

Se Heracles avesse perso contro un altro combattente umano “nobile”, il rischio era che gli dei lo marchiassero come traditore che si è lasciato battere apposta pur di far vincere gli umani.

Affrontare uno dei peggiori criminali dell’umanità gli permette invece di rimanere coerente al suo ruolo di “difensore del giusto”: combattere e, se necessario, punire il male umano più nero.

Brunhilde, quindi, tenta di trovare un equilibrio impossibile: far vincere l’umanità nel Ragnarok, proteggere la reputazione di Heracles e, se potesse, salvargli anche la vita.

Quando Heracles muore, Brunhilde, le sue sorelle Valchirie e i combattenti umani ne restano sinceramente sconvolti.

In seguito Brunhilde arriverà ad affermare che, finito il Ragnarok, intende prendere su di sé la responsabilità delle morti delle sue sorelle e seguirlo nella morte, a sottolineare quanto lo stimasse.

Nella versione di Record of Ragnarok, Heracles non è figlio di Zeus per nascita.

Da umano si chiamava Alceide e viveva nella città-stato greca di Tebe.

Fin da ragazzo era debole fisicamente, ma con un senso della giustizia enorme.

Ogni volta che vedeva un’ingiustizia, interveniva, venendo puntualmente picchiato e sconfitto, ma senza mai smettere di rialzarsi.

Nonostante la sua debolezza, la sua integrità lo rendeva molto amato, soprattutto dal suo migliore amico Castore.

Nei momenti liberi, Alceide si allenava ossessivamente per diventare abbastanza forte da poter difendere da solo le persone innocenti.

Un giorno, nel cielo, gli dei decidono di “punire un po’ l’umanità”.

Il luogo scelto per questa “lezione” è proprio Tebe, nel territorio controllato dal dio della guerra Ares.

Ares discende con il suo esercito divino per devastare la città.

La popolazione cade nella disperazione, molti cedono alla paura, incluso Castore, ma Alceide rifiuta di arrendersi.

Per poter difendere Tebe, entra nel tempio della città e beve il sangue di Zeus, l’ambrosia, una sostanza che normalmente distrugge il corpo di qualsiasi essere umano.

Alceide resiste al dolore e alla disgregazione del corpo, ottenendo così il potere del padre degli dei.

Con queste nuove forze, annienta da solo l’avanguardia dell’esercito divino.

Poi affronta direttamente Ares, combattendo alla pari al punto che lo stesso dio della guerra ammette che, se lo scontro fosse continuato, avrebbe potuto perdere.

A quel punto interviene Zeus, interrompendo il combattimento.

Comprendendo che lasciare Alceide sulla Terra avrebbe creato nuovi problemi, gli offre di diventare un dio e salire nel regno divino.

Alceide accetta, ma pone una condizione ferrea: gli dei dovranno promettere di non fare mai più del male all’umanità.

Zeus accetta il patto e, come riconoscimento, ordina che ad Alceide siano imposte Dodici Fatiche divine come prova definitiva.

Completate tutte le prove, Alceide ottiene il nuovo nome “Heracles”, in onore di Hera, la moglie ufficiale di Zeus.

Da quel momento diventa il grande eroe divino che porta giustizia “sia sulla terra che nel cielo”.

Ares

Ares è inizialmente il conquistatore che cerca di schiacciare Tebe, ma l’incontro con Alceide gli cambia la vita.

Lo scontro in cui un semplice umano potenziato dall’ambrosia riesce a combatterlo alla pari lascia in Ares un misto di shock, rispetto e ammirazione.

Col tempo, Ares sviluppa una fiducia assoluta in Heracles.

Lo definisce il suo “migliore amico” tra gli dei e il suo “orgoglio”, sostienendo che la forza di Heracles non risiede solo nel potere, ma soprattutto nella “tempra del cuore” che non si piega neppure davanti a Zeus.

Al momento della morte di Heracles, Ares è uno dei più devastati emotivamente, piangendo apertamente l’amico.

Zeus

Zeus è colui che gli dona il potere e lo trasforma in dio.

Pur non essendo suo padre di sangue in questa versione, tra i due si crea un legame particolare, quasi da mentore e allievo.

Zeus riconosce in Heracles una minaccia potenziale, ma anche una risorsa preziosa.

Interrompe lo scontro con Ares non solo per proteggere il suo dio della guerra, ma anche per avvicinare a sé un eroe che ha dimostrato un coraggio oltre ogni misura.

Le Valchirie

Le Valchirie vedono Heracles come un fratello maggiore caloroso e affidabile.

Molte di loro lo chiamano “fratello maggiore”, confidando nel suo senso di giustizia e nella sua bontà.

Göll, una delle Valchirie più ingenue e sensibili, è particolarmente colpita dalla morte di Heracles.

Durante il Ragnarok, le reazioni disperate delle Valchirie davanti alla sua scomparsa mostrano quanto fosse amato nella loro cerchia.

Altri dei

Anche divinità come Loki o altri degli schieramenti non direttamente amici di Heracles restano sinceramente toccati dalla sua morte.

La sua figura è talmente luminosa che persino chi tende al caos o alla malizia riconosce la grandezza del suo sacrificio.

Heracles utilizza come arma principale una mazza massiccia, la cui testa è a forma di testa di leone.

Il suo stile di combattimento è fondato su forza fisica brutale, resistenza sovrumana e tecniche legate alle Dodici Fatiche.

Sul suo corpo, soprattutto sul lato destro, compaiono tatuaggi neri: sono il segno delle “Dodici Calamità e Peccati”, i poteri che ha conquistato completando le Dodici Fatiche.

Ogni volta che usa uno di questi poteri, i tatuaggi si espandono e il dolore è tale che un dio normale svenirebbe solo per un millimetro in più di superficie coperta.

Se i tatuaggi dovessero coprire il suo corpo interamente, Heracles verrebbe completamente annientato.

Questo significa che ogni uso delle sue tecniche è letteralmente un passo in più verso l’autodistruzione.

Dodici Calamità e Peccati (Heracle Exodus)

Questa serie di tecniche è direttamente basata sulle Dodici Fatiche compiute da Heracles per diventare dio.

Ogni tecnica richiama uno dei mostri o delle imprese, rivoluzionando il suo corpo o la sua arma per scatenare un potere devastante.

Prima Opera: Ruggito che divora la terra (Leone di Nemea)

Heracles canalizza il potere del Leone di Nemea nella sua mazza.

Dalla testa di leone della mazza esplode una gigantesca onda d’urto, simile al ruggito di una bestia, in grado di devastare l’arena.

L’ispirazione è la prima fatica: l’uccisione del Leone di Nemea, creatura dalla pelle impenetrabile.

Sesta Opera: Uccello che chiama i venti rapidi (Uccelli Stinfali)

La mazza cambia forma: la testa di leone si trasforma in una testa d’uccello.

Heracles può così generare e scagliare violentissime raffiche di vento, capaci di travolgere il nemico.

L’origine è la sesta fatica: la sconfitta degli Uccelli del lago Stinfalo.

Settima Opera: Zoccolo del toro in furia (Toro di Creta)

In questa tecnica, la mazza si trasforma in una testa di toro.

Nel combattimento contro Jack the Ripper l’attacco viene interrotto e non se ne vede la piena esecuzione, quindi i dettagli restano incerti.

Il nome richiama la settima fatica: la cattura del Toro di Creta.

Dodicesima Opera: Sciagura emersa dall’Oltretomba (Cerbero, cane degli inferi)

Heracles lancia la mazza verso il cielo, aprendo un varco verso l’Oltretomba.

Da quel varco emerge Cerbero, il cane a tre teste guardiano degli inferi, che si fonde con il corpo di Heracles, rivestendolo di un’armatura vivente mostruosa.

Questa è la sua tecnica più potente e al tempo stesso la più distruttiva per lui.

Una volta attivata, l’Opera dodicesima non si arresta finché l’avversario non è sconfitto oppure finché i tatuaggi non coprono tutto il corpo di Heracles, portandolo alla completa distruzione.

L’ispirazione arriva dalla dodicesima fatica: la cattura di Cerbero vivo dall’Oltretomba.

Pugno del grande eroe (Apheris Heros)

Heracles può ingrandire il proprio pugno fino a dimensioni gigantesche e colpire il nemico con una forza inaudita.

Il nome in greco significa “eroe puro”, a sottolineare l’anima limpida dietro questa manifestazione di potenza.

Quando scopre che il suo avversario nel Ragnarok sarà Jack the Ripper, Heracles s’infuria con Brunhilde per la scelta.

Considera Jack un essere spregevole che si è divertito a giocare con la vita di molti innocenti.

Durante lo scontro, Jack usa trucchi, armi occulte e la città stessa come campo di battaglia, sfruttando l’ambiente per compensare la differenza fisica abissale.

Heracles combatte lealmente, con il suo solito spirito da guerriero giusto, subendo ferite su ferite pur di proteggere i civili presenti nell’arena ricreata.

Nel corso del duello, però, Heracles inizia a capire la storia di Jack: la povertà, il tradimento, il crollo della fiducia negli esseri umani, e come tutto ciò abbia corrotto la sua anima fino a trasformarlo in un mostro.

Anziché condannarlo soltanto, Heracles decide di salvare Jack dal suo stesso abisso esistenziale attraverso il combattimento.

Nella fase finale, Heracles spinge al limite le sue Dodici Calamità e Peccati, attivando perfino la Dodicesima Opera.

Nonostante il dolore intollerabile e i tatuaggi ormai prossimi a ricoprire il corpo intero, continua a rialzarsi ogni volta, senza piegarsi.

Alla fine è Jack a sopravvivere allo scontro, mentre Heracles viene consumato dai tatuaggi.

Morendo, definisce Jack “uno che vale molto”, riconoscendo la forza e l’umanità distorta ma reale del suo avversario.

Prova soddisfazione per il combattimento e affida a Brunhilde la salvezza dell’umanità, accettando il fatto che la sua parte è compiuta.

Jack, pur essendo uno dei peggiori criminali dell’umanità, piange la morte dell’eroe che non ha mai smesso di credere nella possibilità di redenzione.

Quando Heracles viene completamente consumato dai tatuaggi e scompare, il colpo emotivo è enorme.

Non piangono solo Ares e le Valchirie, ma anche molti altri dei, insieme a Brunhilde, Göll, i cittadini di Tebe e persino Jack the Ripper.

La sua morte è fra le più dolorose e rispettate di tutto il Ragnarok.

Heracles muore coerente con se stesso: sacrificando tutto per difendere la giustizia, l’amore per gli umani e la dignità dei suoi avversari.

Nella mitologia greca tradizionale, Eracle (Heracles) è una figura molto più ambigua.

Pur essendo un eroe, è tormentato: vittima dell’odio di Hera, impazzisce e uccide perfino la propria moglie e i propri figli, e nel corso della sua vita compie numerosi omicidi.

È noto anche per un forte appetito sessuale e per varie storie di infedeltà.

Alla fine viene ucciso dalla tunica avvelenata che la moglie Deianira gli fa indossare, manipolata da un inganno.

Record of Ragnarok sceglie invece di enfatizzare il lato eroico, altruista e idealista del personaggio.

Heracles diventa così un simbolo di giustizia pura, pronto a sacrificare se stesso per un ideale, pur mantenendo un legame con le sue “Dodici Fatiche” del mito.

Nell’opera, l’ambrosia non è solo cibo divino, ma viene presentata come il vero sangue di Zeus, capace di donare la potenza di un dio a chi sopravvive al suo effetto distruttivo.

Castore, il migliore amico umano di Alceide, nella mitologia è in realtà l’istruttore di arti marziali di Eracle e un eroe spartano, non tebano.

Le Dodici Opere di Heracles nella serie sono una reinterpretazione spettacolare delle Dodici Fatiche del mito, trasformate in tecniche da combattimento.

In uno spin-off dedicato a Lü Bu Fengxian, appare un gladiatore romano chiamato Ottavino, soprannominato “Colui che porta il sangue di Heracles”.

Nonostante il soprannome altisonante e le 50 vittorie consecutive nell’arena, viene eliminato facilmente da Lü Bu, fungendo da “antagonista di passaggio”.

Il doppiatore originale di Heracles è Katsuyuki Konishi, mentre Brunhilde è doppiata da Miyuki Sawashiro; in un’altra opera i due interpretano davvero un fratello e una sorella, creando un gioco di rimandi metanarrativi.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Mercoledì 29 Aprile 2026 20:27)

💬 Discussione della comunità

Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.

Fonte: ()
💬 Rispondi 🗑 Elimina
Anibase.Net
La più grande comunità di anime del mondo, che ha già avuto oltre 100 milioni di visitatori.

Condividi

Altri personaggi

Visualizza tutto
Qin Shi Huang
Qin Shi Huang
Genere: MaschioEtà: 2,200+
Doppiatore: Kaito Ishikawa
Aphrodite
Aphrodite
Genere: FemminaEtà: 4,000+
Doppiatore: Rie Tanaka
Buddha
Buddha
Genere: MaschioEtà: 2,500+
Doppiatore: Yuuichi Nakamura
Beelzebub
Beelzebub
Genere: MaschioEtà: Unknown (Eons, possibly)
Compleanno: 6 Giugno
Doppiatore: Daisuke Namikawa
Hades
Hades
Genere: MaschioEtà: Eons
Doppiatore: Ryoutarou Okiayu
Brunhilde
Brunhilde
Genere: FemminaEtà: 4,000+
Doppiatore: Miyuki Sawashiro
Visualizza tutto