Beelzebub

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Beelzebub
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Età: Unknown (Eons, possibly)
Compleanno: 6 Giugno
Zodiaco: Gemelli
Genere: Maschio
Nome inglese: Beelzebub
Nome giapponese: ベルゼブブ
Nome cinese: 別西卜
Nome coreano: 벨제부브
Nome romanizzato: Beruzebubu
Debutto del manga: Capitolo 49
Debutto nell'Anime: Episodio 26
amo numero: 2
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Daisuke Namikawa
Daisuke Namikawa
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Brandon McInnis
Brandon McInnis
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021

Impostazioni del personaggio

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Beelzebub è un dio-demone della serie a fumetti Record of Ragnarok, rappresentato come il “Re delle Mosche” e al tempo stesso come divinità della fertilità Baal-Zebul, nonché uno dei combattenti del lato degli dei nel Ragnarok, celebre per il suo ruolo di scienziato folle e maledetto cercatore della propria morte.

Beelzebub è una divinità che possiede due volti: il dio della fertilità “Baal-Zebul” e il demone delle mosche “Re delle Mosche”.

È noto anche come “Colui che è maledetto da Satana”, e si dice che chiunque abbia a che fare con lui vada incontro alla sfortuna.

Viene temuto e detestato persino dagli altri dei, che preferiscono evitarlo.

Nel Ragnarok, è scelto come combattente per il lato divino e affronta Nikola Tesla nell’ottavo scontro.

Parla spesso in modo freddo e distaccato, come se tutto fosse solo un esperimento.

Una sua frase caratteristica è: «Capisco… con una terra così buona il risultato è questo».

Nome: Beelzebub

Soprannomi e titoli:

Re delle Mosche

Colui che è maledetto da Satana

Dio maledetto

Dio oscuro nato dalle tenebre

Sacerdote della gola (uno dei sette peccati capitali, “Gola”)

Protettore della fertilità Baal-Zebul

Opera di appartenenza: Record of Ragnarok

Ruolo: Dio, scienziato pazzo, combattente del lato degli dei nel Ragnarok (ottavo combattente)

Doppiatore (CV): Daisuke Namikawa

Beelzebub appare come un giovane uomo vestito completamente di nero.

La sua figura ricorda tanto un monaco quanto uno scienziato, rafforzando l’idea di un ricercatore ossessivo e ascetico.

Indossa un abbigliamento sobrio e scuro, che accentua il suo aspetto lugubre e la sua aura demoniaca.

Lo sguardo è spesso freddo, distante, ma dietro c’è un tormento emotivo costante.

Caratterialmente è il tipico scienziato folle, con un’etica praticamente inesistente.

È disposto a usare qualsiasi essere – inclusi gli altri dei – come cavie pur di soddisfare la propria curiosità.

Nel profondo però è guidato da un desiderio di morte e di espiazione.

Tutta la sua ricerca scientifica è, in realtà, una lunga e disperata ricerca di qualcuno capace di ucciderlo davvero.

Non mostra quasi mai rimorso per le atrocità che commette nei suoi esperimenti.

Quando Zerofuku viene completamente divorato da Hajun, si limita a osservare e mormorare che con un “terreno” così buono il risultato era prevedibile, come un agricoltore soddisfatto del raccolto.

Beelzebub è una figura ibrida:

è al tempo stesso il dio della fertilità Baal-Zebul e il demone delle mosche Beelzebub.

Porta con sé la terribile maledizione di “colui che è maledetto da Satana”.

Secondo le voci del mondo divino, chiunque lo frequenti finisce per essere travolto dalla sventura.

Questa fama lo condanna alla solitudine.

Gli altri dei lo evitano, temendo che avvicinarlo significhi attirare su di sé la rovina.

La tragedia nasce da una caratteristica intrinseca della sua anima:

possiede un impulso chiamato “Impulso distruttivo demoniaco della vita (Destrudo)”.

Quando il suo amore verso qualcuno raggiunge l’estremo, questo impulso prende il sopravvento.

Contro la sua volontà, finisce per distruggere proprio ciò che ama di più.

È da questa natura distruttiva che nasce la leggenda di Satana che lo maledice.

Col tempo, l’immagine di Satana si fonde con la sua, fino al punto in cui la “maledizione” altro non è che la sua stessa esistenza.

Isolamento e nome di “Anatema”

In cielo, Beelzebub è conosciuto come “l’Anatema”, colui che è maledetto da Satana.

Si crede che chi abbia a che fare con lui sia destinato a sofferenza e morte.

Per questo motivo trascorre giorni solitari in un ambiente che lo rifiuta.

Nessuno osa avvicinarsi, per timore di essere travolto dalla sua presunta maledizione.

Tuttavia, tre angeli decidono di ignorare queste voci: Lucifero, Azazel e Samael.

I tre mostrano interesse per Beelzebub e iniziano a frequentarlo.

Grazie a loro, Beelzebub assapora per la prima volta giorni di gioia e amicizia autentica.

La loro compagnia spezza l’isolamento che lo circondava.

Questa felicità è però di breve durata.

Un giorno, Lucifero, Azazel e Samael vengono misteriosamente uccisi.

Beelzebub è convinto che il responsabile sia Satana.

La sete di vendetta diventa il suo nuovo scopo, e giura di scoprire l’identità di Satana e di eliminarlo.

Viaggio con Lilith e scoperta della verità

Per perseguire il suo obiettivo, Beelzebub si allea con Lilith, amica d’infanzia di Lucifero.

Insieme iniziano a viaggiare tra Cielo e Inferi, studiando e cercando indizi su Satana.

Durante questi viaggi, Beelzebub approfondisce le sue ricerche sull’essenza di Satana.

Allo stesso tempo, il legame con Lilith si fa sempre più intenso.

Ma un giorno accade l’irreparabile.

Beelzebub si ritrova con le mani insanguinate, accorgendosi di essere stato lui stesso a uccidere Lilith.

In quel momento comprende la verità:

l’“impulso distruttivo demoniaco della vita” dentro di lui lo costringe a distruggere ciò che ama di più.

Capisce che Satana non è un’entità esterna.

Satana è, in realtà, una parte di sé stesso.

Devastato, chiede perdono a Lilith.

Lei, invece di maledirlo, gli ordina di vivere anche per conto loro, di continuare a esistere.

Prima di morire, Lilith gli incide sul corpo un tatuaggio.

Questo tatuaggio diventerà un sigillo che impedirà a Beelzebub di togliersi la vita.

Per molto tempo Beelzebub interpreta il tatuaggio come una maledizione.

Ai suoi occhi, Lilith lo aveva condannato a non poter morire, a soffrire in eterno.

Incontro con Hades

Senza più uno scopo chiaro dopo la scoperta di essere lui stesso Satana, Beelzebub si spezza interiormente.

Decide allora di cercare qualcuno che possa dargli la morte che lui stesso non può infliggersi.

Scende così negli Inferi per sfidare Hades, il signore del regno dei morti.

Durante il suo cammino combatte contro i mostri dell’oltretomba, spingendosi sempre più in profondità.

Alla fine raggiunge Hades e lo affronta.

Il risultato è la sua sconfitta.

Nel corso di questo incontro, Beelzebub parla del tatuaggio di Lilith.

Racconta di come abbia tentato più volte il suicidio, impedito sempre da quel marchio.

Lui vede quel segno come una maledizione che lo condanna a vivere e soffrire.

Hades, invece, gli offre una prospettiva diversa.

Hades gli dice che non si tratta di una maledizione.

È una preghiera: il desiderio di Lilith che Beelzebub continui a vivere.

Lo esorta a riflettere su cosa gli sia stato lasciato in eredità da chi ha amato e da chi ha perso.

Non gli ordina di smettere di cercare la morte, ma gli chiede di capire cosa significhi davvero “espiare”.

Beelzebub ci pensa a lungo.

Arriva alla conclusione che deve comunque morire, ma non per una morte “pulita” o misericordiosa come quella che Hades potrebbe dargli.

Per lui la vera espiazione è una morte lunga, dolorosa, miserabile, crudele e orribile.

Solo un destino del genere può, ai suoi occhi, costituire un risarcimento verso Lucifero, Lilith e gli altri.

Da quel momento, il suo principio d’azione diventa: trovare qualcuno che lo uccida in quel modo.

È così che nasce il Beelzebub scienziato folle, pronto a tutto pur di incontrare il proprio carnefice definitivo.

Beelzebub è temuto e al tempo stesso rispettato per la sua intelligenza e pericolosità.

La sua reputazione come scienziato e come “maledetto” è ben nota a tutti gli dei.

Hades è una delle pochissime figure che lui rispetta profondamente.

La lezione ricevuta da Hades segna la sua esistenza, e la sua morte lo colpisce in modo devastante.

Dopo la settima battaglia del Ragnarok, quando Adam viene quasi ucciso da Adamas mentre cerca di vendicare Hades, Beelzebub interviene.

Ferma Adamas e salva Brunhilde, dimostrando che, pur essendo cinico, segue una sua logica e un certo rispetto per la volontà di Hades.

Davanti a Brunhilde, la avverte con rabbia contenuta.

Dice che non solo lui e Adamas, ma anche molti altri dei non riusciranno a trattenere l’impulso di sterminare l’umanità, e che deve stare attenta.

In seguito si reca da Hermes.

Gli chiede di riferire a Zeus che vuole partecipare personalmente all’ottava battaglia.

Ha anche un confronto teso con Odin.

Intuisce che il grande desiderio di Odin è la “resurrezione del dio primordiale” e prova a chiederglielo direttamente, innescando quasi uno scontro, fermato solo dall’intervento di Thor e degli altri.

Beelzebub è considerato uno degli scienziati più brillanti del Cielo.

I suoi laboratori sono pieni di mostri da lui creati e di documentazioni sulle sue ricerche.

La sua curiosità è talmente distorta che usa persino altri dei come cavie.

Questo atteggiamento fa sì che molti lo considerino pericoloso e profondamente disturbato.

Alla base di tutto c’è sempre il suo obiettivo: individuare qualcuno o qualcosa capace di ucciderlo.

Ogni esperimento è un passo in quella direzione.

Hajun, il signore della distruzione

Hajun è un leggendario guerriero folle che in passato aveva quasi distrutto gli Inferi.

Il suo potere era talmente grande che il suo stesso corpo non riusciva a sopportarlo e finì per disintegrarsi.

Nonostante la sua scomparsa, nei meandri degli Inferi erano rimaste delle tracce di Hajun.

Beelzebub recupera questi residui, li coltiva e li trasforma in un “seme”.

Questo seme viene poi impiantato in Zerofuku, un dio della fortuna.

Beelzebub sceglie Zerofuku non per un motivo personale, ma per puro opportunismo scientifico: era il “terreno” più adatto che aveva davanti in quel momento.

Durante la sesta battaglia del Ragnarok, Zerofuku prende parte allo scontro.

Nel corso della lotta, il seme si risveglia, Hajun emerge e finisce per assorbire completamente Zerofuku, cancellandone l’esistenza.

Beelzebub osserva questo processo con sguardo analitico.

Si limita a commentare che con un terreno così buono il risultato era ottimale, senza mostrare alcun rimorso.

Dopo la fine dello scontro, brucia i documenti relativi a Hajun.

Quando Odin lo affronta e lo accusa indirettamente, Beelzebub non nega né si giustifica.

Questo suggerisce che non stesse cercando di nascondere le prove del suo crimine.

Semplicemente, Hajun non si era rivelato capace di ucciderlo, e quindi la ricerca aveva perso interesse ai suoi occhi.

Adamas e il corpo cibernetico

Adamas, dio della conquista e fratello di Hades e Poseidon, era stato un tempo giustiziato da Poseidon, venendo tagliato in due.

Hades, desideroso di salvare il fratello, chiede a Beelzebub di intervenire.

Beelzebub accetta la richiesta, non per sadismo ma per fiducia e rispetto verso Hades.

Inizialmente il piano è quello di coltivare i due pezzi del corpo di Adamas e rigenerarli.

Durante il periodo di coltivazione, però, Adamas fa un commento sarcastico sul brutto gusto di Beelzebub.

Offeso, Beelzebub decide di cambiare progetto.

Invece di ripristinare il corpo originale, lo trasforma in un cyborg.

Il risultato è un corpo esagerato, massiccio e pieno di potenziamenti.

Per ironia, Adamas si mostra soddisfatto del nuovo aspetto.

Esclama che è “bello vistoso” e, divertito dalla reazione, Beelzebub ammette che Adamas ha stile.

In questo episodio si vedono sia la crudeltà che il lato quasi scherzoso di Beelzebub.

Pur agendo spesso in modo estremo, conserva una certa coerenza nei rapporti con chi rispetta.

Beelzebub decide di partecipare al Ragnarok spinto dalla speranza oscura che fra gli umani possa esserci qualcuno in grado di ucciderlo.

Non combatte per difendere l’onore degli dei, ma per il proprio desiderio di morte.

Viene scelto per l’ottava battaglia, dove si scontra con Nikola Tesla.

Tesla è uno scienziato umano geniale, il che rende il duello un confronto simbolico fra due menti ossessionate dalla ricerca.

Durante il combattimento, Beelzebub ricorda il suo passato con Hades.

Arriva a pensare che il suo carattere complicato sia, in parte, una “colpa” di Hades, con il quale condivide una specie di specularità.

In realtà, Beelzebub voleva da sempre essere ucciso da Hades.

La morte di quest’ultimo, però, distrugge quell’ultima speranza e accende in lui un nuovo istinto: il desiderio di sterminare l’umanità.

Per inseguire la morte e la vendetta, è disposto a sacrificare il proprio corpo.

Si scaglia contro Tesla con attacchi che ignorano completamente la propria sicurezza.

Sfidando il tatuaggio di Lilith

Il tatuaggio di Lilith ha la funzione di impedirgli di morire.

Quando sta per oltrepassare certi limiti, il marchio interviene, fermando i suoi tentativi autolesionisti.

Nel corso del combattimento contro Tesla, Beelzebub decide di sfidare direttamente quel sigillo.

Dichiara di scommettere la propria vita contro la volontà del tatuaggio e forza il proprio corpo oltre ogni limite.

Con la sua determinazione riesce temporaneamente a bloccare la funzione protettiva del tatuaggio.

È disposto a tradire persino la preghiera di Lilith, pur di ottenere una morte “degna” e spaventosa.

Usa anche una tecnica proibita da Hades, chiamata “Dio Vacuo”.

Si tratta di un potere talmente pericoloso da essere stato espressamente vietato.

Nonostante ciò, Tesla non arretra.

Beelzebub, conoscendo il genio di Tesla, è convinto che l’ultimo attacco del suo avversario non sia mai sprovvisto di un piano.

Proprio per questo riesce a prevedere il colpo finale.

Lo neutralizza con precisione e infligge a Tesla una ferita mortale.

Tesla viene completamente annientato.

Beelzebub vince il combattimento, ma la vittoria è vuota, perché non gli ha portato la morte che desiderava.

Uscendo dall’arena, osserva il suo bastone Apomuios e sospira che Hades gli ha “rovinato i piani” ancora una volta.

Guardando poi gli dei che lo acclamano dopo averlo disprezzato in passato, conclude amaramente che tra dei, uomini e lui stesso non c’è poi tanta differenza.

Beelzebub è considerato uno dei migliori combattenti degli Inferi.

La sua vera arma non è solo il bastone, ma soprattutto una capacità devastante legata alle vibrazioni.

“Battito d’ali del demone” (Balmura)

La sua tecnica principale è chiamata “Battito d’ali del demone”.

Gli permette di controllare le vibrazioni a un livello estremamente fine.

Le vibrazioni generate dalla sua capacità possono essere orientate in modo differente tra le due mani.

La mano sinistra viene specializzata nella difesa, la destra nell’attacco.

Con la mano sinistra può annullare o disperdere i colpi avversari, trasformandola in uno scudo quasi impenetrabile.

Con la mano destra può invece scatenare vibrazioni distruttive in grado di disintegrare ciò che tocca, divenendo una lancia mortale.

Hermes descrive questa abilità come semplice e proprio per questo infinitamente versatile.

Brunhilde, combinando la tecnica con il bastone Apomuios, definisce Beelzebub un dio che possiede allo stesso tempo la lancia e lo scudo più forti.

La combinazione di attacco e difesa lo rende imprevedibile.

Può cambiare ritmo, potenza e direzione delle vibrazioni all’istante, adattandosi a qualsiasi nemico.

Apomuios, il bastone di Beelzebub

Il bastone di Beelzebub è la sua arma divina, ricevuta un tempo da Hades.

All’estremità del bastone è incastonata una sfera a forma di teschio chiamata “Apomuios”.

Apomuios ha la capacità di amplificare enormemente le vibrazioni generate dal “Battito d’ali del demone”.

In questo modo il bastone può fungere sia da arma offensiva che da barriera difensiva assoluta.

In base a come Beelzebub regola le vibrazioni, il bastone può distruggere o proteggere.

Può diventare una lama sonora che fende ogni cosa, o uno scudo vibrante in grado di deviare anche gli attacchi più potenti.

Il nome “Apomuios” deriva da uno degli epiteti di Zeus nella mitologia greca.

In greco significa “colui che respinge le mosche”, un riferimento ironico e raffinato al ruolo di Beelzebub come “Re delle Mosche”.

Tecnica proibita: “Dio Vacuo”

Fra le sue abilità esiste una tecnica proibita, denominata “Dio Vacuo”.

Hades gli aveva espressamente proibito di utilizzarla.

Questa tecnica sembra concentrare le vibrazioni in una forma estrema, al punto da creare una sorta di vuoto distruttivo.

È un potere che rischia di distruggere non solo il bersaglio, ma anche chi lo utilizza.

Beelzebub la impiega contro Tesla, ignorando il divieto di Hades.

L’uso di questa tecnica dimostra quanto sia disposto a sacrificare sé stesso pur di raggiungere il suo ideale di morte.

Beelzebub prova un misto di curiosità e odio verso l’umanità.

In passato, la sofferenza e la morte dei suoi cari avevano diretto il suo risentimento soprattutto verso Satana e verso sé stesso.

Dopo la morte di Hades, qualcosa in lui si spezza di nuovo.

Il dolore lo spinge ad abbracciare il desiderio di fare dell’umanità un bersaglio della propria rabbia.

Pur volendo sterminare gli uomini, mostra però rispetto per coloro che dimostrano una volontà o un genio straordinari.

L’interesse verso Nikola Tesla e, in seguito, verso Buddha, ne è una prova.

Il segreto svelato a Buddha

Dopo essere stato curato dalle ferite dell’ottavo scontro, Beelzebub assiste a una discussione fra Buddha e Odin.

Si intromette, proponendo che il grande desiderio di Odin sia la resurrezione di un dio primordiale.

Odin reagisce con rabbia, e la tensione fra i due rischia di esplodere in combattimento.

Solo l’intervento di Thor e degli altri dei impedisce che il confronto degeneri.

In quel momento Beelzebub si rivolge a Buddha.

Gli rivela di essere lui ad aver piantato il seme di Hajun in Zerofuku.

Gli chiede se lo odia per questo.

Buddha risponde in un modo che non soddisfa il desiderio di condanna di Beelzebub, ma che lo colpisce profondamente.

Dalle parole di Buddha, Beelzebub intravede una possibilità:

pensa che Buddha potrebbe essere in grado di ucciderlo.

Per questo gli dice che, se un giorno ne avrà voglia, potrà venire a ucciderlo.

Poi si allontana, lasciando sospesa la promessa di un futuro scontro.

Quando Beelzebub entra in scena nel Ragnarok, viene introdotto con toni solenni e sinistri.

La sua presenza viene descritta come quella di un dio oscurissimo, portatore di disperazione.

Viene annunciato come il primo caso nella storia in cui un dio ha permesso all’umanità di superarlo.

Ora è giunto per cancellare quell’umiliazione e riportare gli dei al loro trono assoluto.

È presentato come un dio venuto dagli Inferi per portare la vera disperazione all’umanità ribelle.

Il pubblico lo conosce come il dio maledetto che porta la rovina a chiunque lo circondi.

Viene chiamato dio delle tenebre, nato dal buio più profondo.

Si chiede se le sue mani porteranno distruzione o fertilità, se la sua bocca divorerà uomini o dei.

È definito sacerdote della gola, uno dei sette peccati capitali.

Viene descritto come dominatore dei demoni, colui che persino gli dei temono.

Infine, si ricorda il nome con cui l’umanità lo ha temuto e adorato nel corso dei secoli.

Lo chiamano “Re delle Mosche”: Beelzebub.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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