Pantyhose Taro è un personaggio proveniente dalla Cina che arriva in Giappone inseguendo Happosai. Pur avendo un nome completamente giapponese, è un cinese a tutti gli effetti, e si distingue soprattutto per il suo curioso "cinturone" fatto di collant femminili, dettaglio che genera numerosi equivoci e battute. È vittima di una potente maledizione: quando si bagna d’acqua fredda, si trasforma in un enorme mostro con testa di bue, corpo da yeti, ali da gru e coda d’anguilla, potenziato poi anche da tentacoli di polpo. La sua storia ruota intorno al desiderio di cambiare il suo imbarazzante nome, scelto da Happosai secondo la tradizione del suo villaggio, con risultati sempre esilaranti e tragici al tempo stesso.
Pantyhose Taro è un giovane uomo cinese di corporatura normale quando è in forma umana, ma si trasforma in una creatura terrificante con diversi tratti animali: testa di bue, corpo massiccio da ancora, ali di gru e una lunga coda da anguilla. Dopo essersi immerso in una seconda sorgente maledetta, sviluppa anche tentacoli di polpo che può usare a piacimento.
Indossa sempre dei collant femminili avvolti attorno ai fianchi come una cintura, sia in versione umana che mostruosa. I collant non sono solo parte del suo aspetto ma anche un importante simbolo del suo nome.
Pantyhose Taro possiede un carattere vendicativo e ostinato.
Nutre un odio profondo verso Happosai per il nome ridicolo che gli ha imposto, risultando spesso irascibile quando qualcuno pronuncia il suo nome completo.
Nonostante ciò, non odia la sua forma mostruosa, anzi, sembra apprezzarne la potenza, a differenza di altri personaggi come Ranma Saotome o Ryouga Hibiki, che cercano disperatamente di liberarsi della loro maledizione.
Sebbene possa sembrare burbero, Pantyhose Taro mostra anche una certa determinazione e coerenza nei confronti delle proprie regole e principi, evitando di usare soprannomi o identità false e affrontando sempre le cose in modo diretto.
Pantyhose Taro nasce in un villaggio in Cina dove vige la tradizione secondo cui chi immerge il neonato nel primo bagno ha il diritto di scegliere il suo nome. È così che, la sfortuna volle, Happosai gli desse un nome imbarazzante e difficilmente accettabile, “Pantyhose Taro”.
Il villaggio ha anche una regola secondo cui solo il padrino che ha scelto il nome originale può autorizzare un possibile cambio di nome, costringendolo così ad inseguire Happosai fino in Giappone per ottenere la propria rivincita.
Nel corso della sua vita, ogni volta che Pantyhose Taro provava ad avere una relazione amorosa, la rivelazione del suo vero nome distruggeva ogni possibilità, alimentando ancora di più la sua sete di giustizia contro Happosai.
La sua maledizione deriva dalla sorgente magica chiamata “Niuh-niu-turu-mani-ren-chi-quan”, in cui è annegata una creatura mostruosa composta da bue, gru, anguilla e mostro peloso.
Grazie a questo, bagnandosi d’acqua fredda, Pantyhose Taro si trasforma in una bestia gigantesca, capace di forza straordinaria, volo grazie alle ali da gru e colpi di coda d’anguilla.
In seguito, si immerge anche nella fonte “Zhangyu-niquan”, acquisendo tentacoli di polpo sul dorso che può utilizzare per afferrare, colpire e spruzzare inchiostro dai polpastrelli, aumentando ancora di più il suo potenziale offensivo.
Nonostante la potenza nella forma bestiale, nei combattimenti tra esseri umani risulta a volte alla pari, e viene giudicato da Soun Tendou e Genma Saotome “nulla più che un ragazzotto” senza la trasformazione.
- Happosa si: il suo più grande nemico, colui che gli impose il nome assurdo.
- Ranma Saotome: tra i primi a chiamarlo “quello delle calze” ancora prima di conoscerne il vero nome.
- Ryouga Hibiki: spesso si trova a dover commentare con cinismo (nella sua testa) la scarsa fantasia di Pantyhose Taro nella ricerca di un nuovo nome.
- Diversi altri abitanti del villaggio e potenziali amori perduti, tutti fuggiti sentendo pronunciare il suo nome.
L’arrivo in Giappone alla ricerca di Happosai
Pantyhose Taro giunge in Giappone seguendo Happosai con uno scopo ben preciso: costringerlo a concedergli il cambio nome desiderato, secondo l’imposizione della tradizione del suo villaggio natale.
Contrariamente a ciò che pensano Ranma Saotome e compagni, Pantyhose Taro non è motivato dal desiderio di liberarsi dalla maledizione della trasformazione, anzi ama la sua potente forma da mostro.
Il peso del nome e la vendetta
La motivazione vera e propria del suo viaggio nasce dall’umiliazione e dai problemi subiti a causa del ridicolo nome ricevuto. Tutte le sue relazioni sentimentali si sono infrante nel momento in cui le ragazze scoprivano il suo “terribile” nome.
Pantyhose Taro desidera solo un nuovo nome: “Cool Taro”, un’opzione talmente discutibile che persino Ryouga Hibiki pensa tra sé che lui scomparirebbe per sempre sulle montagne piuttosto che chiamarsi così.
Al termine di diversi scontri, riesce per breve tempo a far cambiare ufficialmente il suo nome, salvo essere nuovamente vittima delle bizzarie di Happosai, che lo ribattezza ancora con il nome originale.
Potenziamenti tramite le sorgenti maledette
Pantyhose Taro sfrutta la magia delle sorgenti cinesi, immergendosi successivamente anche nella fonte maledetta del polpo, acquisendo un’ulteriore arma: tentacoli che può sparare come proiettili e inchiostro per confondere o immobilizzare gli avversari.
Le sconfitte, i ritorni e la “condanna” finale
Nonostante le sue doti come mostro, Pantyhose Taro non si impone mai come vero antagonista: la sua rabbia nasce solo dal desiderio di giustizia personale per il nome.
Nel manga si distingue come il solo avversario “ospite” a ricomparire ben tre volte, mentre nell’anime è protagonista solo del suo arco narrativo iniziale.
Alla fine, la situazione non cambia: per via delle assurde idee di Happosai, l’unica scelta sarebbe comunque tra altri nomi imbarazzanti legati alla biancheria femminile.
- Pantyhose Taro è l’unico personaggio secondario a riapparire ben tre volte nella serie, una rarità dato che la maggior parte degli avversari di Ranma Saotome viene sconfitta una volta sola.
- Nell’anime viene trasposto solo il suo primo arco narrativo, senza il potenziamento con la maledizione del polpo.
- L’attore vocale che lo interpreta avrebbe dovuto doppiare originariamente Ryouga Hibiki, ma la parte fu assegnata a un altro per impegni concomitanti.
- Happosai inventa solo nomi ridicoli a tema biancheria intima femminile, rendendo il destino di Pantyhose Taro ancora più beffardo.
Il rapporto tra Pantyhose Taro e i collant è a dir poco particolare: benché sia costretto a portarne uno sempre addosso come ricordo del proprio nome, usa questa “cintura” anche come arma e strumento durante i combattimenti, sviluppando una bizzarra connessione tra odio e familiarità verso questo indumento.
Nonostante l’ossessione per cambiare il proprio nome, nelle relazioni personali più intime Pantyhose Taro non esita a rivelare la sua vera identità, segno forse di una certa accettazione o di un desiderio di affrontare la situazione a testa alta.
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