Elias Brandt Dale Raeven è un potente nobile del Regno di Re-Estize, uno dei celebri “Sei Grandi Nobili”, considerato il più influente per capacità politica e rete di contatti, nonché un sorprendente padre estremamente affettuoso verso i figli.
Dietro la fama di opportunista capace di passare da una fazione all’altra, è in realtà uno dei più leali sostenitori del re e un abile equilibratore degli assetti interni del regno.
Nome completo: Elias Brandt Dale Raeven
Sesso: Maschile
Appartenenza: Regno di Re-Estize
Titolo nobiliare: Marchese, uno dei Sei Grandi Nobili
Ruolo politico: Grande nobile del Regno di Re-Estize, leader ombra della fazione reale
Residenza: Dimora di Raeven nella città di E-Rantel (nota anche come residenza Raeven)
Classe / Occupazione (livelli ipotizzati):
Nobile Altolocato (High Noble) – livello sconosciuto
Saggio (Sage) – livello sconosciuto
Carisma – livello sconosciuto
Data di nascita: Giorno 30 del mese della Fiamma Calante
Età: Circa alla soglia dei 40 anni al momento degli eventi principali
Hobby: Qualsiasi cosa riguardi i figli
Soprannome: “Grande nobile iper-figliol-fobico” (super padre estremamente affezionato ai figli)
Elias è celebre in tutta la nobiltà per la sua mente strategica e la capacità di leggere persone e situazioni con freddezza quasi spietata.
Agli occhi dei più appare come un politico calcolatore, pronto a cambiare schieramento tra fazione reale e fazione dei nobili a seconda della convenienza, motivo per cui viene disprezzato come “pipistrello”.
In realtà, questa immagine è solo una maschera.
Dietro le quinte, Elias è il leader ombra della fazione reale e un vero riformatore, impegnato a mantenere un precario equilibrio tra le forze del regno per evitare il collasso interno.
In gioventù fu un ambizioso aspirante usurpatore, intenzionato perfino a puntare al trono.
Tuttavia, la nascita del suo primogenito – che chiama affettuosamente “Lee-tan” – ha cambiato radicalmente la sua visione della vita.
Da allora, l’uomo freddo e calcolatore è diventato un padre incredibilmente affettuoso, persino più del re Ramposa III stesso.
La trasformazione è stata talmente drastica che perfino sua moglie ebbe il sospetto che avesse perso il senno.
Il suo amore per i figli è anche la sua più grande debolezza.
Quando la loro sicurezza viene minacciata, Elias è disposto a gettare via onore, ambizioni e persino la lealtà verso la patria pur di proteggerli.
Nonostante il cinismo politico, Elias è sinceramente preoccupato per il futuro del regno e sogna un’epoca in cui suo figlio e i suoi discendenti possano amministrare le loro terre in pace.
Arriva perfino a desiderare un secondo figlio, sperando di farlo crescere in un mondo più stabile.
Elias è alto, magro e dall’aspetto quasi emaciato, con una figura longilinea che gli conferisce un’aria elegante ma sinistra.
Ha i capelli biondi pettinati all’indietro e occhi azzurri allungati, taglienti e freddi.
Le labbra sono sottili e il viso è pallido, con una carnagione biancastra, poco toccata dal sole, che lo fa sembrare più anziano della sua età.
Questo incarnato malsano, unito al suo sguardo affilato, dà a chi lo osserva la forte impressione di un serpente.
Come si addice a uno dei Sei Grandi Nobili, indossa abiti di altissima qualità, impreziositi da elaboratissime decorazioni.
La sua eleganza è sempre impeccabile, ma il suo portamento e il volto freddo rendono la sua presenza inquietante per molti.
Nel panorama dei Sei Grandi Nobili, ognuno eccelle in un ambito diverso rispetto alla famiglia reale:
Il marchese Boullope è il più forte in termini militari.
Il marchese Blumrush domina per potere economico.
Il marchese Pespea spicca per capacità di attrazione e carisma politico.
Il marchese di frontiera Urovana ha le relazioni più forti con l’estero.
Il conte Litton è noto per la sua spietatezza e assenza di scrupoli.
Elias Raeven è il maestro assoluto della politica e degli intrighi di corte.
Pur non avendo il territorio più vasto (in questo lo supera il marchese Boullope), Elias possiede la rete di contatti più estesa dell’intero regno.
Intrattiene relazioni sia con la fazione reale che con quella dei nobili, raggiungendo una posizione di influenza tale da rendere impossibile per qualsiasi nobile o membro della famiglia reale ignorarlo.
Questa capacità di “volare” tra le fazioni in conflitto – avvicinandosi ora agli uni, ora agli altri – gli ha valso il soprannome di “pipistrello”.
Molti lo ritengono un opportunista senza principi, tra cui inizialmente il guerriero Gazef Stronoff, che lo detestava come si detestano serpenti e scorpioni.
In verità, Elias sfrutta la sua reputazione ambigua per tenere in equilibrio il paese e prevenire che una fazione schiacci completamente l’altra.
Il suo vero obiettivo è favorire riforme che rafforzino il regno, rimanendo però nell’ombra per non destabilizzare ulteriormente il delicato sistema di potere.
Il problema è che la sua straordinaria competenza crea un effetto collaterale pericoloso.
I nobili capaci e promettenti si aggregano spontaneamente alla sua cerchia, mentre nelle altre fazioni restano soprattutto incapaci, opportunisti e adulatori.
Nella fazione dei nobili, figure come il marchese Boullope o il conte Litton finiscono circondate da cortigiani mediocri come il barone Chieneico e altri nobili-zerbino.
Questo porta a decisioni disastrose e a un pericoloso ciclo di degrado politico, che causa a Elias non pochi mal di testa.
La famiglia è il centro emotivo della vita di Elias.
Il suo primogenito, che chiama con il soprannome vezzeggiativo “Lee-tan”, è l’essere a cui tiene di più al mondo.
Il suo amore per il figlio sfocia quasi nell’ossessione, tanto da ispirare il soprannome di “grande nobile super-figliol-dipendente”.
Ogni piccolo progresso o parola del bambino diventa per lui motivo di gioia inesauribile.
La nascita di questo figlio segnò la fine delle sue ambizioni di usurpazione del trono.
Il desiderio di potere si è trasformato in desiderio di stabilità e sicurezza per il futuro del bambino.
Anche il rapporto con la moglie è migliorato drasticamente dopo la nascita del figlio.
Ciò che inizialmente le era sembrata una follia – la trasformazione improvvisa di Elias in padre iper-affettuoso – col tempo si è tradotta in una relazione matrimoniale armoniosa e serena.
Durante gli eventi successivi alla caduta del regno, Elias viene a sapere che la moglie è incinta del loro secondo figlio.
In mezzo a morte, rovina e tradimento, questa notizia diventa l’unico barlume di speranza e felicità per lui e per i pochi nobili rimasti al suo fianco.
Una frase emblematica del suo lato familiare è il suo modo infantile e dolce di parlare al figlio:
«Scusami, Lee-tan. Papà è sciocco e si è dimenticato. Perciò, me lo insegni tu?»
Questa tenerezza contrasta fortemente con la sua immagine pubblica di serpente politico.
Con il re Ramposa III
In passato Elias pensava anche di poter superare Ramposa III e strappargli di mano il trono.
Dopo la nascita del figlio e il maturare del suo senso di responsabilità, ha abbandonato tali progetti.
Nel presente, è uno dei più importanti sostenitori del re Ramposa III, pur operando spesso nell’ombra.
Si preoccupa sinceramente del futuro del regno e collabora con il sovrano per mantenere un fragile equilibrio tra le fazioni.
Con Gazef Stronoff
Gazef Stronoff, il leggendario guerriero del regno, disprezzava Elias considerandolo un traditore opportunista.
Ai suoi occhi, il “pipistrello” che saltava da una fazione all’altra era l’antitesi dell’onore.
In seguito, Elias ha l’occasione – alla presenza della principessa – di mostrare a Gazef la sua vera lealtà e i suoi veri obiettivi.
Capendo che entrambi desiderano proteggere lo stesso re e lo stesso regno, i due uomini finiscono per riconoscere di avere in fondo la stessa missione.
Questa comprensione reciproca permette loro di rispettarsi e, in un certo senso, di diventare alleati nella difesa del regno.
Il passato astio di Gazef viene sostituito da una fiducia prudente ma sincera.
Con la principessa Renner
Sin da quando la principessa Renner era bambina, Elias ha intravisto in lei un barlume della sua vera natura.
Prima degli incidenti legati ai demoni, decide di affrontarla apertamente e chiederle conto di questa “maschera”.
Renner, allora, gli mostra il suo vero volto interiore: non la dolce principessa angelica che tutti vedono, ma una mente brillante e spietata.
Lungi dall’orrore, Elias prova un’emozione vicina all’estasi: ammirazione profonda per una creatura tanto lucida e geniale.
Quando però Renner propone la possibilità di fidanzare se stessa con il figlio di Elias, la reazione cambia completamente.
L’idea che il suo adorato “Lee-tan” venga legato a qualcuno che lui percepisce come potenzialmente pericoloso lo manda su tutte le furie.
Elias rifiuta con veemenza, infuriandosi in modo quasi irrazionale.
Lì non parla il politico, ma il padre disposto a tenere il figlio lontano da qualsiasi minaccia, persino da una alleata preziosa come la principessa.
Con Albedo
Albedo, la potente amministratrice del Regno della Magia e una delle principali figure del seguito di Ainz Ooal Gown, nota la grande competenza politica di Elias.
Tra i vari personaggi del vecchio Regno di Re-Estize, lo valuta come secondo solo alla principessa Renner in termini di capacità strategica.
Quando la Magia del Re-Non-Morto si abbatte sul regno, Albedo considera Elias una pedina importante da recuperare.
Per piegarne la volontà, arriva a prendere in ostaggio suo figlio, costringendolo così a tradire la patria.
Pur disgustato da se stesso, Elias non può ignorare questa minaccia.
Il suo amore per i figli lo porta ad accettare i patti con il Regno della Magia, mettendo le sue competenze al servizio dei nuovi padroni.
Con Ainz Ooal Gown
Ainz Ooal Gown, il sovrano della Magia e conquistatore del regno, ha una considerazione sorprendentemente alta di Elias.
Apprezza sia il suo talento politico che il suo carattere fondamentale, e sa che fu in buoni rapporti con Gazef Stronoff.
Per queste ragioni, Ainz ritiene che sarebbe un peccato ucciderlo durante la guerra.
Così, quando la Magia del Re-Non-Morto invade il regno, Elias viene spinto al tradimento ma anche “preservato” come risorsa.
Dopo la caduta del regno, Elias e un piccolo gruppo di nobili che hanno seguito il suo esempio si presentano davanti ad Ainz nella capitale ormai distrutta.
Di fronte al Re della Magia assiso su un trono fatto di macerie, con la corona del defunto re Ramposa III posta in posizione di trofeo, Elias non può fare altro che inchinarsi e giurare fedeltà.
Ainz, non avendo ancora deciso la struttura amministrativa definitiva dei territori conquistati, affida temporaneamente a Elias la gestione della sua stessa terra.
Elias, tremando, accetta, consapevole che qualsiasi speranza di ribellione sia solo un’illusione.
In origine, Elias era il classico grande nobile ambizioso sino all’estremo.
Guardava il trono come a un obiettivo raggiungibile, e vedeva la debolezza del regno come un’opportunità per salire al potere.
La nascita del primogenito segna il punto di svolta definitivo.
La paternità risveglia in lui una nuova scala di valori, dove la sicurezza e la prosperità dei figli valgono più di qualsiasi corona.
L’ambizione si trasforma in responsabilità, e il desiderio di regnare sul paese viene sostituito dal desiderio di renderlo stabile per le generazioni future.
Da quel momento, il suo impegno si orienta verso riforme che non rompano l’equilibrio, ma lo consolidino.
Il paradosso è che il suo talento eccezionale finisce per squilibrare le fazioni, concentrando le persone capaci intorno a lui.
Questo porta gli altri nobili a degenerare in blocchi di incompetenza, mentre lui si sforza di contenerne i danni.
Elias si rende conto di essere sia la soluzione sia parte del problema.
Ma nonostante tutto continua a operare, perché sa che abbandonare la scena causerebbe un collasso ancora più rapido del regno.
Prima della “Grande Carneficina”
Elias appare per la prima volta quando la situazione del Regno di Re-Estize inizia a deteriorarsi gravemente.
Durante la cosiddetta Operazione Gehenna, si trova coinvolto negli scontri che vedono in campo il misterioso avventuriero Momon e la sua compagna Narberal Gamma.
In quel frangente, Elias chiede loro aiuto per fronteggiare le minacce che si addensano sulla capitale.
Mostra già la sua abilità nel riconoscere rapidamente chi può essere un alleato valido, anche se misterioso.
Parallelamente, lavora al fianco del principe Zanak, sostenendolo nella delicata questione della successione al trono.
Il suo obiettivo è mantenere l’equilibrio tra le fazioni e prevenire che la lotta per l’eredità del trono sfoci in guerra civile.
A complicare tutto, c’è il degrado della fazione nobiliare, dove personaggi mediocri come il barone Chieneico e altri parassiti di corte fomentano decisioni insensate.
Elias deve spendere gran parte delle sue energie politiche nel tentativo di contenere queste derive.
La “Grande Carneficina”
Durante la devastante battaglia nota come “Grande Carneficina”, Ainz Ooal Gown scatena un potere al di là di ogni immaginazione.
Tra le sue armi vi è un incantesimo di livello supremo che evoca la creatura chiamata “Capretto Nero”, una bestia apocalittica che travolge lo schieramento del regno.
Elias, che si trova coinvolto in quella battaglia, tenta disperatamente di organizzare una risposta efficace.
Tuttavia, la situazione sfugge completamente di mano a tutti i comandanti umani.
Soltanto il sacrificio di un ex gruppo di avventurieri di grado oricalco – che rallenta la devastazione al costo della propria vita – e un momentaneo arresto delle ostilità, quando Ainz individua Gazef Stronoff, permettono a Elias di sopravvivere.
Si salva per un soffio, scampando a un annientamento pressoché totale.
L’esperienza lo segna per sempre.
Capisce che opporsi ad Ainz e al Regno della Magia equivale a una condanna a morte certa.
Con il cuore spezzato e la volontà spezzata, Elias decide di ritirarsi nella sua terra.
Ignora i tentativi di Zanak di richiamarlo nella capitale, preferendo rifugiarsi nella sua dimora, lontano dall’orrore rappresentato dal Re della Magia.
Nella versione alternativa degli eventi (la versione “web”), questa tregua non avviene.
Lì, senza l’interruzione causata da Ainz nel momento in cui nota Gazef, Elias non riesce a fuggire e muore sul campo.
Dopo la “Grande Carneficina” e la caduta del regno
Per un certo periodo, Elias scompare dalla scena principale, rinchiuso nella sua terra e annientato psicologicamente dall’esperienza con Ainz.
Non vuole avere più nulla a che fare con quella potenza sovrannaturale.
Quando però il Regno della Magia decide di punire duramente il Regno di Re-Estize e inizia una guerra di annientamento, Elias viene suo malgrado riportato in gioco.
Albedo, che ha bisogno di amministratori competenti per gestire i territori conquistati, decide di sfruttarlo.
Prende in ostaggio suo figlio “Lee-tan”, usandolo come leva per costringere Elias a tradire il suo paese.
Il marchese, dilaniato da sensi di colpa e paura, non ha scelta: sceglie la vita dei figli a scapito della fedeltà al regno.
Su ordine del Regno della Magia, Elias mette a frutto la sua rete di contatti.
Organizza il blocco delle informazioni all’interno del regno e ritarda volutamente la reazione delle forze del re all’avanzata dell’esercito di Ainz.
Il suo tradimento, pur dettato dalla coercizione, contribuisce significativamente alla vittoria del Regno della Magia.
In cambio, ottiene la promessa che lui, la sua famiglia, la sua terra, i suoi sudditi e undici nobili capaci della sua fazione (con le rispettive famiglie e terre) saranno risparmiati.
Quando giunge la notizia definitiva: la capitale è caduta, il regno è di fatto distrutto.
Sulla strada verso la città ormai in rovina per presentarsi ad Ainz, Elias viaggia insieme agli altri nobili che hanno seguito il suo esempio.
Durante il cammino, schiacciato da sensi di colpa per aver tradito il proprio paese, Elias sembra a tratti quasi spezzato.
In questo clima cupo, racconta che la moglie aspetta il loro secondo figlio.
A prima vista, il tema può sembrare fuori luogo e quasi irrispettoso rispetto alla tragedia appena consumata.
In realtà, per lui e per gli altri nobili al suo fianco, è l’unico argomento capace di portare un po’ di luce nel mezzo della devastazione.
Gli altri accolgono la notizia con sorprendente calore, come se si aggrappassero a quell’idea di nuova vita per non affondare nella disperazione.
Così, camminano tra le strade deserte della capitale distrutta, parlando di un bambino che ancora deve nascere.
Arrivati nel cuore della città, trovano il palazzo reale ridotto a una montagna di rovine.
Dalle macerie è stato composto un trono, su cui spicca la corona che un tempo era prerogativa esclusiva del re Ramposa III.
Su quel trono di detriti siede ora Ainz Ooal Gown, il Re della Magia, in una scena che incarna perfettamente la fine del vecchio regno e la nascita del nuovo dominio.
Alla vista di tutto ciò, Elias è sopraffatto da terrore, senso di sconfitta e rassegnazione.
Capisce che il Regno di Re-Estize è morto e che non tornerà mai più.
Con gli altri nobili che lo accompagnano, si inginocchia e giura lealtà ad Ainz.
Ainz, su suggerimento di Albedo, affida temporaneamente a Elias la gestione delle sue stesse terre all’interno del nuovo ordine.
Elias accetta, ma dentro di sé riconosce che ogni sogno di “eroe che sconfigge Ainz” è solo una fantasia consolatoria.
Per quanto desideri intimamente che un giorno emerga un campione capace di opporsi al Re della Magia, sa che nella realtà ciò non accadrà.
Così, mentre il suo corpo trema, sceglie di vivere, di proteggere i suoi figli e di governare la sua terra sotto l’ombra del nuovo sovrano.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.