Kokucho

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Kokucho
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Genere: Sconosciuto
Nome inglese: Kokucho
Nome giapponese: ゴクチョー
Nome cinese: 典狱长
Nome coreano: 고쿠초
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🎮 Giochi in cui appare

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Magical Girl Witch Trials
Magical Girl Witch Trials
Data di rilascio: 18 Luglio 2025

Impostazioni del personaggio

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Kokucho è il misterioso “gufo carino” che gestisce la prigione in cui vengono rinchiuse le candidate streghe nel gioco narrativo a tema processi di stregoneria e giochi mortali, fungendo da mascotte ambigua e supervisore dei processi e delle esecuzioni.

Kokucho è un gufo parlante che si autodefinisce “un gufo carino” e che amministra l’intero complesso carcerario dove vivono le ragazze portatrici di fattori magici.

Il suo volto è sempre inclinato di 90 gradi verso destra, dettaglio che lo rende riconoscibile e un po’ inquietante.

Parla con tono formale e rispettoso, ma appare completamente svogliato e privo di emozioni.

Non prova empatia, né positiva né negativa, verso le ragazze candidate a diventare streghe, e tratta processi ed esecuzioni come semplice routine d’ufficio.

Nonostante l’aspetto da mascotte e la somiglianza con i tipici “organizzatori di giochi mortali senza scrupoli”, in realtà Kokucho si limita ad eseguire regolamenti e ordini prestabiliti.

Arriva persino a sperare che non avvengano omicidi, perché ogni incidente gli aumenta il carico di lavoro.

Fisicamente, la tenuta carceraria è sorvegliata da numerosi gufi identici a Kokucho.

Queste copie monitorano costantemente i movimenti delle ragazze e, in caso di azioni sospette, i guardiani — ex streghe ridotte a mostri, chiamate “narehate” — intervengono per punire.

La sorveglianza però non è perfetta: la fuga è impossibile, ma le prigioniere godono comunque di una libertà di azione insolitamente ampia.

Kokucho proibisce esplicitamente di essere toccato, ma il divieto viene spesso ignorato senza particolari conseguenze reali.

Lo scopo del vero burattinaio della prigione è quello di radunare ragazze con un forte “fattore strega”.

Queste ragazze, che normalmente sarebbero destinate all’eliminazione immediata, vengono fatte vivere da prigioniere per sottoporle a un forte stress mentale e favorirne la trasformazione in streghe.

Chi non degenera in “narehate” e mantiene una forma di strega controllata viene visto come indizio dell’esistenza di una grande strega nascosta nella società umana.

Kokucho, pur lamentandosi che il suo “padrone tratta male gli uccelli”, svolge diligentemente il ruolo di esecutore al suo servizio.

Durante la storia, Kokucho viene colpito più volte dagli attacchi delle ragazze.

Tuttavia ucciderlo è inutile: ogni volta che un Kokucho viene distrutto, un altro individuo identico lo rimpiazza quasi immediatamente.

Nella fase finale del processo conclusivo, l’identità del burattinaio viene finalmente rivelata pubblicamente.

Di fronte a questa situazione, Kokucho decide che “non può proprio condannare a morte il proprio padrone” e manda all’aria l’intera procedura del processo.

Su ordine del padrone, utilizza inoltre le guardie “narehate” per tentare di mettere a tacere le ragazze sopravvissute, così da eliminare qualsiasi testimone scomodo.

Sembra quindi schierarsi definitivamente dalla parte del burattinaio, passando dalla neutralità burocratica a un ruolo attivo nella soppressione delle prigioniere.

All’ultimo momento però Sakuraba Emma si trasforma in strega e attiva il potere chiamato “Uccisore di Streghe”, che dovrebbe essere appannaggio esclusivo del burattinaio.

Emma utilizza questo potere per annientare le “narehate” e dimostra di poter ribaltare le regole del gioco.

Quando Emma ordina a Kokucho di procedere con l’esecuzione del burattinaio, lui cambia schieramento senza esitazioni e obbedisce con sorprendente rapidità.

Prepara la procedura di esecuzione in modo efficiente, ma viene immediatamente ucciso da Emma subito dopo aver completato i preparativi.

In un secondo ciclo della storia, il burattinaio è già morto fin dall’inizio.

Ciononostante, la prigione continua a funzionare e Kokucho dichiara apertamente che è lui ad aver tenuto le redini della struttura fin dall’inizio.

Afferma che l’assenza del suo vecchio padrone non solo non crea problemi, ma rende il lavoro più semplice e scorrevole.

Considerando anche il tradimento finale del primo ciclo, risulta evidente che la sua lealtà verso il burattinaio era molto debole e puramente strumentale.

Nonostante il padrone fosse l’ideatore dei processi, Kokucho continua comunque a gestire il sistema di “processo delle streghe”.

Tiene le ragazze sotto sorveglianza, senza eliminarle né liberarle, mantenendo il macabro equilibrio della prigione.

Introduce inoltre una nuova regola: una sorta di “voto preliminare”.

Prima che le ragazze possano indagare liberamente sulla prigione, è necessario scegliere quella che appare più sospetta, che verrà rinchiusa nella cella di punizione fino all’ora del processo.

Questa modifica serve sia come strumento di controllo, sia come test psicologico, alimentando tensioni e sospetti tra le prigioniere.

Kokucho mostra così un lato più creativo e manipolatore, pur rimanendo sempre freddo e professionale nel suo modo di parlare.

Dopo la conclusione della storia, in una scena di epilogo, Kokucho appare mentre conversa con una versione alternativa di sé proveniente da un’altra linea temporale o realtà parallela.

I due discutono del loro obiettivo comune e si incoraggiano a vicenda.

Entrambe le versioni di Kokucho dichiarano di voler “ripulire questo mondo dalle streghe”.

Si impegnano quindi a continuare la loro missione in universi o linee narrative differenti.

Questo è particolarmente intrigante perché, alla fine, la Grande Strega ha cancellato tutti i fattori strega dall’umanità.

In teoria, non dovrebbero più nascere streghe né nuovi casi da gestire nella prigione.

Il fatto che Kokucho continui a parlare di “eliminare le streghe” suggerisce che il fenomeno non sia stato del tutto eradicato.

Oppure indica che esistono altri mondi, altre linee temporali o altre forme di “strega” che sfuggono alla soluzione apparente della storia principale.

Kokucho incarna il tema dell’impiegato-obbediente ma disincantato, simile a un “dipendente aziendale sfruttato” trapiantato in un contesto soprannaturale e crudele.

La sua indifferenza emotiva contrasta con il dramma umano vissuto dalle ragazze, rendendolo una figura inquietante ma anche ironicamente comica.

Si presenta sempre con un tono educato e distaccato, come se stesse compilando scartoffie anziché decidere della vita e della morte delle persone.

Al tempo stesso, sa adattarsi rapidamente al mutare dei rapporti di forza, cambiando padrone senza scrupoli quando conviene alla sua “efficienza”.

La sua esistenza in multipli esemplari identici aggiunge un livello di disumanizzazione e meccanicità al suo ruolo.

Anche la sua morte perde significato, dato che può essere rimpiazzato senza problemi, rafforzando il parallelo con un pezzo sacrificabile di un grande sistema burocratico.

Nel complesso, Kokucho è una mascotte che mescola tenerezza, cinismo e humor nero.

Funziona come guida nel mondo del gioco, ma anche come simbolo della struttura disumana che macina le ragazze in nome dell’ordine e del controllo sulle streghe.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Martedì 25 Novembre 2025 10:05)

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