Sakuraba Emma

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Sakuraba Emma
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Compleanno: 5 Marzo
Zodiaco: Pesci
Genere: Femmina
Altezza: 156cm
Peso: 48kg
Nome inglese: Sakuraba Emma
Nome giapponese: 桜羽 エマ(さくらば エマ)
Nome cinese: 樱羽艾玛
Nome coreano: 사쿠라바 에마
amo numero: 3
Io questo personaggio

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Magical Girl Witch Trials
Magical Girl Witch Trials
Data di rilascio: 18 Luglio 2025

Impostazioni del personaggio

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Sakuraba Emma è la protagonista femminile del gioco narrativo “Mahou Shoujo no Majo Saiban” (Il Processo alle Streghe delle Ragazze Magiche), una ragazza dall’aspetto androgino e solare, ma con un lato interiore distorto e pericoloso che la porta, alla fine della storia, a distruggere il mondo.

Nome: Sakuraba Emma

Numero di prigioniera: 658

Sesso: femmina

Altezza: 156 cm

Peso: 48 kg

Data di nascita: 5 marzo

Peccato originale: “Ciò che è odiato” (essere qualcosa che viene detestato e rifiutato)

Cosa che le piace: mangiare

Cosa che non le piace: mangiare da sola

Voce (CV): Nanami Mikiya

Magia: sconosciuta all’inizio (poi si scopre essere la magia “uccidi‑streghe”, cioè una magia capace di uccidere le grandi streghe)

Trauma: inizialmente non rivelato; in seguito si scopre che è legato al bullismo scolastico e al suicidio di una sua amica.

Emma si presenta come una ragazza positiva, vivace e molto alla mano.

Si definisce usando il pronome “boku”, tipicamente maschile, accentuando il suo lato un po’ “boyish” e androgino.

Ama il contatto umano, è estremamente affettuosa e si avvicina alle persone con naturalezza.

In realtà è molto sola, affamata di calore umano e terrorizzata dall’idea di essere odiata o abbandonata.

Per compiacere gli altri arriva perfino a “sbagliare di proposito”, così da risultare innocua e simpatica.

Nell’intimo, però, nasconde parti egoiste, storte e persino crudeli, che emergono con violenza nella fase finale della storia.

È goffa e pasticciona, spesso è quella di cui ci si deve prendere cura.

Ma quando vuole salvare qualcuno, sa improvvisamente mettere in campo un’ottima capacità di ragionamento e deduzione, sorprendendo chi le sta intorno.

Sa mantenere il sangue freddo e giudicare lucidamente le situazioni.

Il suo modo di fare allegro è in gran parte una maschera: recita la parte della ragazza solare per evitare di rimanere sola.

In passato ha subito pesanti molestie e bullismo a scuola, cosa che ha plasmato il suo terrore di essere detestata.

Questo passato la porta a sentirsi costantemente colpevole, convinta di “avere sbagliato lei” e di meritare il rifiuto.

Emma ha i capelli completamente bianchi, con le punte rosate.

I suoi occhi sono color rosa ciliegia, in armonia con la palette generale del personaggio.

Indossa un basco decorato con un nastro nero a cui è fissato un fiore simile a un fiore di ciliegio.

Una ciocca di capelli sul lato sinistro è significativamente più lunga delle altre.

Ha dei piccoli canini evidenti (le classiche “zanne” carine che si notano nei suoi sprite espressivi).

La sua espressione è spesso allegra, ma può diventare gelida e inquietante quando emergono i suoi veri sentimenti.

Come abbigliamento indossa una camicia con colletto nero e volant sul davanti.

Sopra porta un’ampia giacca nera con un colletto molto grande, che le arriva quasi alle ginocchia.

Al collo ha un fiocco bianco tipo cravatta, infilato nel colletto nero e fermato da un elemento centrale rosa.

Le maniche della giacca sono bianche dalla zona del gomito in giù, leggermente a sbuffo.

Sulle maniche sono applicati dei motivi floreali a quattro petali, tre fiori per ogni manica, per un totale di sei.

La giacca è un po’ più lunga sul corpo rispetto alla linea delle gambe, ma non copre completamente le ginocchia.

Emma è una delle poche candidate streghe che indossa i pantaloni.

Porta una cintura nera e dei pantaloncini bianchi in stile “pantaloni alla zuava” o bloomers corti.

L’orlo dei pantaloncini è decorato da tre piccoli fiori simili a quelli sulle maniche.

Sulla coscia sinistra indossa un anello da gamba nero, visibile perché la giacca non copre del tutto la parte superiore della coscia.

Come calzature ha delle scarpe nere, molto vicine a dei mocassini con plateau, con un design particolare che ricorda un colletto applicato sul davanti.

I calzini sono bianchi, con doppio volant in alto, accentuando un contrasto tra la dolcezza del design e la natura oscura del personaggio.

In alcune illustrazioni promozionali appare con bende sul viso e sulle mani, armata di coltello, mentre si trova in un corridoio scolastico pieno di compagne svenute o a terra.

Questa scena non è presente nel gioco, ma è interpretata dai fan come una visualizzazione simbolica del suo lato più inquietante e della sua relazione con il bullismo.

Nel gioco viene paragonata a un “cagnolino”: obbediente, attaccato agli altri e bisognoso di affetto.

Per questo i fan la disegnano spesso con orecchie e coda da cane, dando origine alla versione “Emma‑cane”.

Protagonista di “Mahou Shoujo no Majo Saiban”

Emma è la protagonista del gioco, definita ufficialmente come “ragazza positiva e piena di energia”.

È una candidata strega rinchiusa in un enorme complesso carcerario, chiamato “palazzo‑prigione”, insieme ad altre ragazze con il cosiddetto “fattore strega”.

Il suo obiettivo dichiarato è semplice e luminoso: collaborare con tutte per fuggire dal palazzo‑prigione.

Ripete convinta che “le streghe non fanno paura” e che “se lavorano insieme ce la faranno”.

Tuttavia, man mano che la storia avanza, questa visione ottimista viene corrosa dagli eventi, dalle morti e dalla verità sul suo passato.

Dietro il suo sorriso si accumulano rabbia, senso di colpa e un desiderio di annientamento che culmina nel famoso pensiero: “Sarebbe meglio se tutti morissero”.

Emma non conosce quasi nulla del mondo delle streghe e del palazzo‑prigione prima di esservi trascinata.

A differenza di altre ragazze, non aveva mai sentito parlare né di “fattore strega” né della struttura in cui viene rinchiusa.

Atteggiamento verso il palazzo‑prigione

Fin dall’inizio Emma è profondamente indignata dal modo in cui il palazzo‑prigione tratta la vita umana.

Rifiuta di accettare passivamente le regole, contrapponendosi alla linea più “prudente” di Hasumi Leia, che vorrebbe obbedire alle regole per sopravvivere.

Il suo ideale è: “Unite, possiamo uscire di qui”.

Però l’ambiente è pieno di candidate streghe individualiste e diffidenti, quindi il suo appello non ottiene il successo sperato.

Nonostante ciò, quando si ammala e cade a letto con la febbre, diverse altre ragazze vengono a farle visita.

Questo dimostra che, pur non seguendola apertamente, molte provano affetto o almeno simpatia per lei.

In tutto il gioco, Emma non è un’assassina diretta nelle prime fasi della storia.

Esistono però numerosi finali negativi in cui muore per colpa delle scelte del giocatore o viene condannata durante i processi.

Bullismo scolastico e senso di colpa

Prima degli eventi del gioco, Emma subisce un violento bullismo durante la scuola media.

Nelle immagini di trauma rilasciate prima dell’uscita del gioco, si vede che viene esclusa, umiliata e aggredita.

Emma interpreta quel passato come “un fallimento da parte sua”.

Crede che se fosse stata più brava, più simpatica o meno ingombrante, avrebbe potuto evitare di essere presa di mira.

La verità rivelata più avanti è ancora più crudele.

Emma non era tanto la vittima principale, quanto la spettatrice che ha chiuso gli occhi davanti alle sofferenze della sua amica Yuki Tsukishiro, davvero al centro delle violenze.

Questo rovesciamento di prospettiva è fondamentale per capire la sua evoluzione.

La sua paura di essere odiata nasce dal senso di colpa per non avere protetto Yuki, e per essersi lasciata trascinare dal gruppo.

Striscia ufficiale a due vignette “Dopo questo, morirà”

Nella miniserie comica ufficiale a due vignette, Emma appare spesso in contesti più leggeri.

Per esempio, chiede a Shitou Alisa di accendere una candela con la magia, partecipando a piccoli sketch quotidiani.

Jogasaki Noah mostra un disegno inquietante e dichiara che rappresenta Emma, anche se non le somiglia per nulla.

Nikaido Hiro corregge con un lunghissimo discorso un semplice errore di linguaggio fatto da Emma, esasperandola.

In un episodio, Emma dice ad Alisa che è “necessaria” e la coinvolge nelle pulizie, lasciando Coco Sawatari e Toono Hanna sconcertate da come sia riuscita a convincere una teppista.

In un altro momento, riesce a far tornare di buon umore Coco parlando delle sue “idol preferite” e delle sue passioni.

La striscia mette in evidenza sia il suo lato socialmente abile sia la sua goffaggine.

Ad esempio, rischia di rovesciare una secchiata d’acqua su Saeki Millia mentre quest’ultima è tutta truccata e di ottimo umore.

Nel complesso, queste vignette la mostrano mentre passa il tempo “più o meno” in armonia con le altre ragazze.

Ma non nascondono i suoi incidenti continui, che confermano la descrizione ufficiale: una ragazza gentile ma un po’ disastrosa.

Spettacolo di lettura “Mahou Shoujo no Majo Saiban – The First Page”

In una versione teatrale in forma di lettura, Emma si risveglia in un luogo che sembra a metà tra sogno e realtà.

È insieme a Toono Hanna, Houshou Margo e una terza ragazza che cambia a seconda della replica: Tachibana Sherry nella rappresentazione diurna, Nikaido Hiro in quella serale.

Tutte hanno perso la memoria e devono affrontare una serie di situazioni estreme: una vasca da bagno da cui sgorga sangue, una mensa avvolta dalle fiamme, un lago coperto da un sottile strato di ghiaccio.

Il loro obiettivo è trovare la “strega dietro le quinte”, la regista occulta di quell’incubo.

Durante questa storia Emma ricorda di essere stata spinta in piscina dalle compagne e tenuta con la testa sott’acqua.

Non sa nuotare e questa memoria la paralizza davanti alla vasca piena di sangue, impedendole di immergersi.

Grazie all’aiuto di Sherry o Hiro (a seconda della versione) riesce a superare la paura e ad affrontare la prova.

Questo consolidamento del legame tra loro anticipa o rafforza il rapporto che hanno nel gioco principale.

Emma confessa anche quale sia la sua più grande aspirazione per il liceo: bere un tè con le amiche dopo scuola.

Una volta aveva provato a bere il tè da sola, guardando gruppi di ragazze ridere insieme in città, ma l’aveva trovato solo “amaro”.

Alla fine, riesce a capire come salvare le altre tre ragazze in quel mondo onirico.

Dopo aver incontrato la “strega dietro le quinte”, beve un tè nero e torna alla realtà: il tè è amaro, ma questa volta “buono”.

Processi, scelte e finali negativi

Come protagonista di un gioco investigativo e di processi alle streghe, Emma guida il giocatore attraverso misteri e dibattimenti.

Le sue decisioni, e dunque le scelte del giocatore, determinano chi viene accusato, assolto o giustiziato.

In diversi finali negativi, se il tempo scade durante un processo o se le deduzioni sono errate, Emma stessa viene giustiziata come colpevole.

In uno di questi finali, viene condannata alla ghigliottina con un’esecuzione rapida e “banale” rispetto ai destinati più spettacolari di altre ragazze.

Il patibolo è coperto di scritte e scarabocchi che ricordano le frasi crudeli del bullismo subito a scuola.

La sua morte è volutamente “semplice” e poco teatrale, per sottolineare il carattere assurdo, quasi casuale, della violenza fatta alle vittime.

In altri momenti dei processi, Emma può andare completamente fuori fase per stress o disperazione.

Per esempio, arriva a dire cose assurde come “Se scaldi una bottiglia, diventa una bottiglia arrostita!”, disorientando le altre candidate streghe.

Il grande colpo di scena: il suo passato con Yuki Tsukishiro

Nel processo finale Emma scopre la vera identità del burattinaio che manipolava gli eventi nel palazzo‑prigione.

Questo “regista oscuro” ha radunato ragazze con un forte fattore strega e le ha sottoposte a pressioni tremende per spingerle alla “stregonizzazione”.

Lo scopo era scoprire quali ragazze, streghe o quasi streghe, non si trasformano in mostri deformi chiamati “nare‑hate”.

Chi non si trasforma e riesce a mantenere un’apparenza umana è in realtà una grande strega già mimetizzata tra gli esseri umani.

Quando il burattinaio si rivela apertamente, uccide tutte le altre ragazze sopravvissute.

Alla fine, nel palazzo rimangono solo Emma e il burattinaio.

Quest’ultimo mostra a Emma una foto in cui compare accanto a una grande strega.

Guardando questa foto, Emma ricorda tutto.

Ricorda che alle medie non aveva solo Nikaido Hiro come amica, ma anche Yuki Tsukishiro.

Ricorda che Yuki era quella davvero tormentata e massacrata dalle compagne.

Emma non era la vittima principale, ma la complice passiva, la spettatrice che non ha fatto nulla.

More dal rimorso, rielabora quel passato come se fosse stata lei la vittima, ma in realtà era la persona che non ha avuto il coraggio di intervenire.

Yuki, alla fine, decide di suicidarsi.

Nel momento della morte, però, si rivela come una grande strega e affida a Emma un potere speciale: la magia “uccidi‑streghe”.

Questa magia permette a Emma di uccidere anche le grandi streghe, entità di solito intoccabili.

Per la grande strega, Emma è una sorta di “scelta definitiva”, un’arma che verrà attivata quando i suoi sentimenti collasseranno.

Trasformazione in strega e uccisione del burattinaio

Quando Emma ricorda tutto, la sua mente cede e finalmente “si stregonizza”.

Sperimenta per la prima volta un impulso di omicidio puro e assoluto, una voglia di uccidere che non riesce più a contenere.

Pronuncia semplicemente l’ordine di morire, e i guardiani del palazzo crollano stecchiti sul posto.

Il burattinaio, che credeva di essere lui l’eletto della grande strega, non riesce a contenere lo shock.

Emma gli spiega senza pietà che la sua fede è stata solo un’illusione: non era lui il prescelto.

Lo accusa di essersi illuso per bisogno di credere, non per reale scelta da parte della grande strega.

Lo fa rinchiudere in una fornace fatta preparare da Kokucho, un carceriere del palazzo‑prigione.

Poi uccide anche Kokucho, completando la sua rottura con qualsiasi autorità.

Il burattinaio cerca disperatamente di convincerla che, essendo entrambi scelti dalla grande strega, potrebbero convivere e cooperare.

Emma respinge la richiesta senza esitazione: non è stato scelto, è stato scartato.

Con parole fredde e definitive, lo spinge nella fornace e lo brucia vivo.

Questo atto sancisce la sua totale adesione al ruolo di strumento della grande strega.

Il mondo distrutto dalla magia “uccidi‑streghe”

Terminato il massacro nel palazzo‑prigione, Emma esce nel mondo esterno.

Per un momento pensa alle ragazze con cui ha condiviso paura, angoscia e momentanei legami.

Col tempo, però, quei ricordi cominciano a sbiadire.

Resta solo un desiderio cieco e onnivoro: “Sarebbe meglio se tutti morissero”.

Il fattore strega, nel frattempo, è già stato diffuso in tutto il mondo dalla grande strega.

Ogni essere umano è potenzialmente un bersaglio, una futura strega, un possibile nemico.

Spinta dalla sua magia “uccidi‑streghe” e dall’odio che la divora, Emma si scaglia contro il mondo intero.

Così realizza appieno il piano della grande strega: usare Emma come arma definitiva per annientare l’umanità.

Il potere di Hiro: ritorno dalla morte

Il primo giorno nel palazzo‑prigione, Hiro sfida i carcerieri e viene uccisa quasi subito.

Tuttavia, il suo vero potere magico è quello di “tornare al giorno della propria morte”.

La magia di Hiro è un “ritorno dalla morte”: ogni volta che muore, il tempo per lei si riavvolge fino al momento in cui si è svegliata quel giorno.

Questo permette una seconda run della storia dove il protagonista diventa Hiro invece di Emma.

Dinamiche tra Emma e Hiro nella seconda run

Nella seconda run, Hiro e Emma si ritrovano nello stesso palazzo‑prigione, ma con ricordi divergenti rispetto alla prima run.

All’inizio Hiro prova ancora astio e diffidenza verso Emma, vedendola come responsabile, in parte, del destino di Yuki Tsukishiro.

Nel corso degli eventi, durante il secondo caso di omicidio, le due arrivano addirittura a sospettare l’una dell’altra.

In un momento cruciale, Hiro pensa di avere accidentalmente ucciso qualcuno, rimanendo paralizzata dal shock.

Emma, invece, reagisce subito, cercando di coprire le tracce e pregandola: “Ti prego, vivi”.

Questo gesto fa vacillare l’immagine di Emma come “mostro” agli occhi di Hiro.

Quando Hiro scopre una foto con Yuki Tsukishiro nelle mani del burattinaio, i pezzi cominciano a incastrarsi.

Capisce di essere stata manipolata da Yuki e di avere contribuito a mettere Emma all’angolo, spingendola verso il baratro.

La seconda run si concentra quindi sul tentativo di cambiare il destino scritto nella prima.

Il rapporto tra Hiro ed Emma, pieno di rancore, colpa e desiderio di redenzione, diventa il cuore emotivo della storia alternativa.

Nikaido Hiro

Hiro è l’amica d’infanzia di Emma, una figura centrale nella sua vita.

Nel palazzo‑prigione condividono la stessa stanza, ma Hiro inizialmente la disprezza e la rifiuta.

Per Emma, però, Hiro resta una delle persone con cui vorrebbe disperatamente riconciliarsi.

Il loro rapporto è fatto di incomprensioni, ferite passate e un bisogno reciproco che nessuna delle due riesce a esprimere bene.

Nei tag di coppia dei fan, la relazione tra Emma e Hiro viene spesso indicata come “Emma×Hiro” o “Hiro×Emma”.

Questo riflette la profondità del loro legame, che va oltre la semplice amicizia e si colora di sfumature emotive molto intense.

Tachibana Sherry

Nella prima run, quando Emma e Hasumi Leia si scontrano su come affrontare le regole del palazzo‑prigione, Sherry decide di schierarsi con Emma.

Lo fa con la motivazione che “sembra più interessante”, mostrando il suo lato giocoso e cinico.

Da quel momento in poi, Emma e Sherry passano molto tempo insieme.

Spesso esplorano il palazzo in coppia, su invito di Sherry.

Anche nella seconda run, pur senza una divisione formale dei gruppi, le due finiscono comunque per avvicinarsi.

Tra loro c’è una complicità fatta di battute e curiosità reciproca.

Toono Hanna

Nel momento in cui Emma e Leia si dividono, Hanna sceglie di unirsi a Emma per ribellione contro Leia.

Inizia così una collaborazione che le vede spesso insieme nelle indagini e nelle esplorazioni.

Hanna e Emma condividono una certa sensibilità ai soprusi e alle ingiustizie, seppur con approcci diversi.

Anche nella seconda run, pur con la storia che si struttura in modo diverso, rimangono comunque vicine.

Hikami Meruru

Quando Hiro spinge Emma e la ferisce, Meruru usa la sua magia di guarigione per curarla.

Da quel momento Meruru tende a restarle vicino, preoccupandosi spesso per lei.

Quando il gruppo si spacca tra Emma e Leia, Meruru si schiera senza esitazioni con Emma.

La vede come qualcuno da proteggere, ma al tempo stesso è attratta dal suo modo ostinatamente gentile di trattare gli altri.

Hasumi Leia

Nella prima run, Emma e Leia sono a capo di due correnti opposte: Emma vuole sfidare il sistema, Leia vuole sopravvivere seguendo le regole.

Nonostante il contrasto, il rapporto tra loro non è apertamente ostile.

Emma ammira il modo in cui Leia si prende sempre cura degli altri.

La vede come una persona forte, che porta su di sé il fardello della responsabilità.

Nella seconda run non si arriva a uno scontro diretto sulle strategie di sopravvivenza.

Questo consente alle due di collaborare più spesso e di mostrare un rispetto reciproco più evidente.

Altri rapporti e tag di coppia

Oltre a Hiro, Sherry, Hanna, Meruru e Leia, Emma intreccia rapporti più o meno stretti con molte altre candidate streghe.

Tra queste ci sono Sawatari Coco, Houshou Margo, Shitou Alisa, Saeki Millia, Jogasaki Noah, Kurobe Nanoka, Natsume e altre ancora.

Nella cultura dei fan compaiono diverse coppie popolari:

– Emma×Sherry

– Emma×Coco

– Emma×Meruru

– Emma×Alisa

Ognuna evidenzia un aspetto diverso di Emma: quello protettivo, quello bisognoso di affetto, quello manipolabile o quello pericoloso.

In tutte queste relazioni, il filo conduttore è lo stesso: Emma cerca disperatamente di essere accettata.

Talvolta ci riesce, talvolta no, ma ogni volta il prezzo emotivo che paga diventa un tassello in più del suo crollo finale.

In sintesi, Sakuraba Emma è un personaggio costruito sul contrasto tra una superficie dolce e una profondissima ferita interiore.

La sua trasformazione da ragazza che vuole “scappare con tutte” a strega che pensa “vorrei che tutti morissero” è il cuore tragico di “Mahou Shoujo no Majo Saiban” e il motivo per cui continua a colpire così tanto i fan.

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(Ultima modifica: Martedì 25 Novembre 2025 10:06)

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