Kaigaku Inadama

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Kaigaku Inadama
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Genere: Maschio
Altezza: 167 cm (5'5¾")
Peso: 64 kg (141 lb)
Nome inglese: Kaigaku Inadama
Nome giapponese: 稲玉 獪岳(かいがく)
Nome cinese: 狯岳 (kuài Take)
Nome coreano: 카이가쿠 (kaigaku)
Nome romanizzato: Inadama Kaigaku
Debutto del manga: Capitolo 34
Debutto nell'Anime: Episodio 17
amo numero: 2
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Yoshimasa Hosoya
Yoshimasa Hosoya
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Alejandro Saab
Alejandro Saab
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Demon Slayer - Kimetsu no yaiba
Demon Slayer - Kimetsu no yaiba
Data di rilascio: 06 Aprile 2019

Impostazioni del personaggio

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Kaigaku Inadama è un personaggio maschile dell’universo di Demon Slayer - Kimetsu no yaiba, ex membro del Corpo Ammazzademoni, fratello maggiore di addestramento di Zenitsu Agatsuma e, dopo la trasformazione in demone, nuovo portatore del titolo di Luna Superiore Sei tra le Dodici Lune Demoniache agli ordini di Muzan Kibutsuji.

Nome completo: Kaigaku Inadama

Sesso: Maschio

Altezza: 167 cm

Peso: 64 kg

Hobby: gioco d’azzardo

Residenza/Origini note: ex orfano cresciuto in un tempio sotto la tutela di Gyomei Himejima, poi allievo di Jigoro Kuwajima

Affiliazione (in vita): Corpo Ammazzademoni

Affiliazione (da demone): Dodici Lune Demoniache, Luna Superiore Sei

Stile di combattimento umano: Respiro del Tuono

Abilità da demone: tecnica demoniaca del sangue basata su fendenti che crepano il corpo della vittima

Prima apparizione (manga): volume 4, capitolo 34 “Lama robusta” (come “fratello maggiore di Zenitsu”)

Prima apparizione (anime): episodio 17 (come “fratello maggiore di Zenitsu”)

Risultato sondaggio di popolarità ufficiale (2°): 21° posto (865 voti)

Doppiatore originale: Yoshimasa Hosoya

Da umano, Kaigaku indossava l’uniforme standard del Corpo Ammazzademoni coperta da un kimono con cintura, oltre a una collana con magatama (perline a forma di virgola).

La sua spada Nichirin era gialla, con un motivo a fulmine lungo la lama, praticamente identica a quella di Zenitsu ma con colori invertiti.

Da demone, conserva gran parte dei tratti umani, ma con vistose alterazioni:

la pelle del viso è solcata da macchie o “voglie” scure, gli occhi hanno la sclera nera e le orecchie sono appuntite, conferendogli un’aria innaturale.

Sulle pupille porta le iscrizioni tipiche delle Lune Superiori: sull’occhio destro la parola “Superiore”, sul sinistro “Sei”.

Dopo la trasformazione abbandona la spada Nichirin e porta sulle spalle una lama formata dalla propria carne e dalle proprie ossa.

Quando combina il Respiro del Tuono con la tecnica demoniaca del sangue, le sue scariche assumono un colore nero (talvolta con riflessi blu o rossi nelle rappresentazioni animate), in contrasto con i fulmini dorati di Zenitsu.

Kaigaku è seriamente ligio all’allenamento e molto diligente, ma possiede un orgoglio smisurato e un’altrettanta enorme necessità di approvazione.

Ha un bisogno costante di sentirsi “speciale” e superiore, e questo lo porta a disprezzare chi considera debole e a non sopportare di essere messo sullo stesso piano di altri.

Con Zenitsu è duro, aggressivo e spesso crudele nelle parole: gli rinfaccia la codardia, le fughe continue e il fatto di saper usare solo la Prima Forma del Respiro del Tuono.

Nel suo modo di vedere, il tempo che Jigoro dedica al discepolo più debole è “completamente sprecato” e considera Zenitsu un ostacolo, qualcuno che ruba attenzioni che dovrebbero spettare solo a lui.

Sotto questa facciata di sicurezza, però, Kaigaku è divorato da insicurezze:

vive con frustrazione il fatto di non riuscire a padroneggiare la Prima Forma, quella base, mentre riesce bene nelle forme dalla Seconda alla Sesta.

Da qui nasce la convinzione tossica che “chi lo valuta in alto è buono” e “chi non lo riconosce è cattivo”, un sistema etico totalmente centrato sul proprio ego.

Zenitsu, che pure lo definisce “spazzatura umana”, coglie con precisione il nucleo del suo problema: secondo lui, nel cuore di Kaigaku c’è una “scatola della felicità” bucata.

Qualsiasi riconoscimento o successo entra ma subito cola via, impedendogli di sentirsi davvero appagato, e questo lo lascia sempre in uno stato di frustrazione e risentimento.

Da bambino Kaigaku era uno degli orfani ospitati in un tempio di montagna, sotto la cura del futuro Pilastro della Roccia, Gyomei Himejima.

Il tempio sorgeva in una zona pericolosa, infestata da demoni, e per protezione si usavano bracieri con fiori di glicine, il cui odore allontana i mostri.

Un giorno Kaigaku rubò del denaro del tempio.

Gli altri bambini lo scoprirono, lo rimproverarono duramente e senza consultare l’adulto responsabile lo cacciarono fuori nel cuore della notte, senza provviste, né protezioni, né la barriera di glicine.

Nel buio, solo e vulnerabile, Kaigaku si imbatté in un demone.

Per salvarsi propose al mostro di condurlo al tempio in cambio della propria vita, tradendo così Gyomei e gli altri bambini.

Il massacro che seguì segnò per sempre Gyomei, che fu accusato ingiustamente e condannato, e solo più tardi entrò nel Corpo Ammazzademoni.

Anni dopo, l’opera rivela esplicitamente che il bambino traditore del tempio e Kaigaku sono la stessa persona, confermando i sospetti nati dalle somiglianze fisiche nel flashback.

Molto tempo dopo, quando Gyomei è in punto di morte, gli spiriti dei bambini del tempio appaiono per accoglierlo nell’aldilà.

Uno di loro chiede perdono per aver cacciato Kaigaku quella notte, segno che anche loro portavano il peso delle proprie scelte.

Questa vicenda mostra come Kaigaku, pur essendo la causa scatenante del disastro con il furto, sia stato anche vittima di una decisione imprudente e crudele:

in un mondo pieno di demoni, bandire un bambino solo e indifeso fuori dalla protezione del tempio equivaleva quasi a condannarlo a morte.

Dopo il massacro del tempio, Kaigaku viene in seguito raccolto da Jigoro Kuwajima, ex Pilastro del Tuono, che lo prende come discepolo.

Jigoro gli insegna il Respiro del Tuono, lo stile di spada che un tempo lo aveva reso uno dei guerrieri più forti del Corpo Ammazzademoni.

Kaigaku si dimostra da subito un allievo diligente e talentuoso.

Rispetta Jigoro, che chiama “maestro”, e sogna chiaramente di diventare il successore del Respiro del Tuono.

L’equilibrio si incrina quando arriva un nuovo allievo: Zenitsu Agatsuma.

Zenitsu è codardo, fugge spesso, piange continuamente e padroneggia soltanto la Prima Forma, mentre Kaigaku padroneggia dalla Seconda alla Sesta ma non riesce in alcun modo con la Prima.

Jigoro, però, prende una decisione destinata a segnare il destino di tutti:

dichiara che entrambi saranno successori del Respiro del Tuono, ciascuno portando avanti ciò in cui eccelle.

Per Kaigaku, questa scelta è intollerabile.

Si sente superiore in tutto a Zenitsu e non sopporta di essere trattato alla pari con qualcuno che considera un “fallito” e un peso morto.

Intanto, Zenitsu, pur terrorizzato da lui, guarda al fratello maggiore con rispetto.

Ammira la sua dedizione e spera sinceramente di poter un giorno combattere al suo fianco come pari.

Quando altri membri del Corpo Ammazzademoni parlano male di Kaigaku alle sue spalle, ridicolizzandolo perché non sa usare la Prima Forma e dicendo che “non diventerà mai un Pilastro”, è proprio Zenitsu a difenderlo.

Arriva perfino a picchiare chi lo denigra, pur sapendo che Kaigaku lo disprezza e lo chiama “spazzatura” e “vergogna” per la loro scuola.

La frattura definitiva arriva quando Kaigaku scopre che anche Zenitsu ha ricevuto da Jigoro un haori (mantello) da successore, simile al suo ma di colore diverso.

In un breve momento prova gioia per aver ricevuto il simbolo dell’eredità del Respiro del Tuono, ma quel sentimento svanisce appena vede che la stessa onorificenza è stata data anche al “fratello minore indegno”.

Kaigaku non riuscirà mai a indossare davvero quell’haori né ad accettare la filosofia inclusiva di Jigoro.

Nella sua mente, l’esclusività è l’unica forma di riconoscimento che valga qualcosa.

In un momento non precisato, dopo l’ingresso nel Corpo Ammazzademoni ma prima dell’inizio dello scontro finale al Castello Infinito, Kaigaku si imbatte in Kokushibo, Luna Superiore Uno.

Per un semplice spadaccino non-Pilastro, trovarsi faccia a faccia con il più antico e potente tra le Lune Superiori equivale praticamente a una sentenza di morte.

L’enorme divario di potere lo getta nella disperazione.

Diversamente da molti ammazzademoni che accettano la morte per portare a compimento il proprio dovere, Kaigaku non ha una motivazione eroica o un odio viscerale verso i demoni: ha paura, e basta.

Inginocchiato, chiede pietà al demone.

Kokushibo, il cui interesse per gli spadaccini respiratori è noto ma da secoli deteriorato, gli offre una scelta binaria: convertirsi in demone o morire sul posto.

Kaigaku, terrorizzato, sceglie la vita.

Beve il sangue di Muzan Kibutsuji, a cui si dimostra pienamente compatibile, e viene trasformato in un demone.

La sua natura egoista e la mentalità opportunista vengono riconosciute come “utili” dal signore dei demoni.

Su raccomandazione di Kokushibo e in un momento in cui la struttura delle Lune Superiori è in riorganizzazione per via delle recenti sconfitte, Kaigaku viene nominato nuova Luna Superiore Sei, riempiendo il posto rimasto vacante dopo la morte di Daki e Gyutaro.

Va sottolineato che, al momento della promozione, Kaigaku è un demone relativamente “giovane”.

Non ha avuto secoli per accumulare potere divorando umani come le precedenti Lune, quindi la sua forza assoluta è inferiore a quella degli altri membri veterani, ma le sue potenzialità sono comunque riconosciute.

Secondo Yushiro, se lo scontro con Zenitsu fosse avvenuto un anno dopo, con Kaigaku ormai completamente abituato ai suoi poteri demoniaci, Zenitsu sarebbe morto all’istante.

In altre parole, è un “buco da tappare” nel sistema delle Lune Superiori, ma con un potenziale reale.

Durante l’assalto finale al Castello Infinito, il covo vivente dei demoni governato da Nakime, Zenitsu si muove attraverso i corridoi deformati sapendo che prima o poi incontrerà il suo vecchio fratello di addestramento.

Quando percepisce la sua presenza, lo chiama e lo provoca a farsi vedere.

Kaigaku appare con la sua nuova forma da demone.

Lo deride per l’aspetto ancora “miserabile” e per la debolezza che, ai suoi occhi, Zenitsu non ha mai superato.

Da subito, Kaigaku combina il Respiro del Tuono con la propria tecnica demoniaca del sangue.

Le sue forme dalla Seconda alla Sesta diventano attacchi imbevuti di energia demoniaca: i suoi tagli lasciano crepe nel corpo di chi colpisce, che continuano ad allargarsi fino a causare la morte.

Nel combattimento, Kaigaku ferisce gravemente Zenitsu.

Utilizza una velocità e una potenza che superano di gran lunga il livello che Zenitsu aveva visto in lui quando erano umani e si mostra in grado di prevedere e neutralizzare la Prima Forma, che conosce bene.

Kaigaku lo provoca ripetutamente, incitandolo a usare la Prima Forma che considera la sua unica “vera” arma.

Quando Zenitsu passa a varianti come “Otte Volte” (otto colpi in rapida successione), Kaigaku riesce comunque a difendersi, dimostrando che, come Luna Superiore, è su un altro livello rispetto a quasi tutti i normali ammazzademoni.

Quando sembra che Zenitsu sia ormai allo stremo, Kaigaku pensa di aver vinto.

È convinto che, anche se dovesse morire poco dopo per le ferite, il fatto di aver abbattuto il suo “fratellino fallito” lo confermi come superiore e gli dia una sorta di rivincita definitiva.

Zenitsu, invece, tira fuori la risorsa che ha tenuto nascosta fino a quel momento: una forma del Respiro del Tuono che non esisteva prima, ma che ha ideato da solo.

Si tratta della Settima Forma, chiamata “Dio del Tuono di Fuoco”.

Questa tecnica è stata concepita da Zenitsu con un obiettivo preciso: poter un giorno combattere fianco a fianco con Kaigaku come vero pari.

Non è una forma che Jigoro abbia insegnato a qualcuno, ma una creazione originale del suo allievo più insicuro.

La Settima Forma supera in velocità tutto ciò che Kaigaku ha visto fino a quel momento.

È così rapida che questi capisce immediatamente, dall’andamento del colpo, che non può trattarsi della Prima Forma e quindi è qualcosa di completamente nuovo.

Il colpo taglia il collo di Kaigaku, segnando la sua sconfitta.

Nell’istante in cui viene decapitato, Kaigaku esplode in una reazione di rabbia e incredulità.

Accusa ancora Jigoro di favoritismo, convinto che il maestro debba aver insegnato in segreto quella tecnica solo a Zenitsu.

Ma Zenitsu lo smentisce: la Settima Forma è sua, una tecnica creata da lui, proprio perché desiderava colmare il divario col fratello maggiore e combattere al suo fianco.

Questa verità colpisce Kaigaku più duramente del colpo stesso.

Mentre la sua testa rotola e il corpo comincia a disintegrarsi, si rende conto che non solo è stato sconfitto dalla sua “ombra”, ma anche che questa “ombra” ha saputo creare e donare qualcosa di nuovo al loro stile, cosa che lui non ha mai fatto.

Kaigaku tenta di consolarsi pensando che Zenitsu morirà comunque per le ferite, quindi che non potrà “godersi” la vittoria.

Ma in quel momento interviene Yushiro, che salva Zenitsu applicando prontamente le cure necessarie.

A questo punto Yushiro, osservando il modo in cui Kaigaku ha buttato via legami, opportunità e talenti, lo investe con un commento spietato ma lucidissimo:

chi non dà niente agli altri, prima o poi si ritrova senza ricevere nulla; chi sa solo pretendere finisce per non possedere davvero niente, perché non è in grado di creare qualcosa di proprio.

Mentre il suo corpo si sbriciola del tutto, Kaigaku non riesce più a rispondere.

Emette solo un urlo strozzato, e scompare da solo, senza nessuno che lo pianga o lo accolga.

Tra i molti personaggi di Demon Slayer trasformati in demoni o travolti dalla tragedia, Kaigaku è uno dei pochissimi la cui “stortura” interiore è chiaramente antecedente a qualsiasi contatto con i demoni.

Già da umano è pronto a sacrificare gli altri per la propria sopravvivenza e il proprio tornaconto, e a fare scelte che producono morte e sofferenza.

A differenza di molti demoni della serie, che suscitano compassione una volta svelato il loro passato, Kaigaku arriva fino alla fine senza mai pentirsi veramente.

Tradisce Gyomei, tradisce Jigoro, tradisce il Corpo Ammazzademoni, disprezza Zenitsu, e considera “giusti” solo coloro che lo esaltano.

Eppure, il suo caso non è completamente privo di sfumature.

La sua mancanza di empatia e di capacità di condividere potrebbe derivare anche da un’infanzia di privazioni emotive: abbandonato dai genitori, costretto a sopravvivere da solo, privo di figure che gli insegnassero genuinamente cosa significa dare e ricevere affetto.

Il suo bisogno di “essere il numero uno” e l’ossessione per un riconoscimento assoluto ricordano da vicino il grido di un bambino che non ha mai avuto qualcuno che lo mettesse al primo posto.

Nella figura di Jigoro, forse, cerca inconsciamente un padre che lo riconosca come unico e speciale, e quando questo non accade, vive la cosa come un tradimento intollerabile.

Dal punto di vista psicologico, Kaigaku è un esempio di come un forte complesso di inferiorità possa travestirsi da arroganza.

Non accetta i propri limiti (la Prima Forma), non sa valorizzare le proprie capacità reali (la padronanza delle forme avanzate), e non riesce a vedere che gli altri lo stimano davvero, sebbene non nel modo “esclusivo” che lui vorrebbe.

Il suo destino finale – una Luna Superiore “di ripiego”, sconfitta in poche pagine dal discepolo che più disprezzava e che lui stesso ha contribuito a formare indirettamente – è una parabola crudele ma coerente.

Chi mette sé stesso al centro di tutto, rifiutando legami e responsabilità, finisce per non avere nessuno accanto quando tutto crolla.

Come spadaccino umano

Kaigaku è un utilizzatore del Respiro del Tuono.

A differenza di Zenitsu, però, non riesce in alcun modo a padroneggiare la Prima Forma, mentre è in grado di eseguire dalla Seconda alla Sesta.

Questo lo rende un combattente anomalo: tecnicamente preparato, disciplinato e in grado di usare forme complesse, ma privo della base fondamentale su cui si regge tutto lo stile.

È presumibilmente entrato nel Corpo Ammazzademoni prima di Zenitsu e ha raggiunto un certo grado, ma non è mai stato esplicitamente indicato come candidato principale a diventare Pilastro.

Tra gli altri cacciatori circolano pettegolezzi sul fatto che “anche se fa tanto il gradasso, non diventerà mai Pilastro perché gli manca la forma base”.

Questo lo ferisce profondamente, anche se finge sicurezza, e alimenta la sua ossessione per il riconoscimento.

Come demone – Luna Superiore Sei

Da demone, Kaigaku mantiene l’uso del Respiro del Tuono e lo fonde con la propria tecnica demoniaca del sangue.

La lama organica che porta sulla schiena è un’arma viva, nutrita dal suo sangue, che amplifica la potenza dei colpi.

I suoi attacchi si distinguono per:

fulmini neri che accompagnano i movimenti della spada, in contrasto con i fulmini dorati di Zenitsu;

effetti postumi sulle vittime: i tagli provocano crepe nel corpo, che si allargano anche dopo il colpo, portando alla disgregazione e alla morte.

In combattimento, si dimostra in grado di:

tenere testa a Zenitsu potenziato, colpendo per primo e infliggendogli ferite quasi mortali;

leggere e neutralizzare la Prima Forma e le sue varianti, persino quando sono eseguite in successione ultra-rapida (come la versione “otto colpi”).

Nonostante ciò, paga la propria inesperienza come demone.

Non ha ancora pieno controllo su tutte le potenzialità del proprio sangue, e la sua forza complessiva non raggiunge i picchi mostruosi delle Lune Superiori veterane che hanno alle spalle secoli di massacri.

Yushiro riassume bene la situazione: al momento dello scontro, Kaigaku ha già il potenziale da Luna Superiore, ma gli manca ancora il tempo per consolidarlo.

Se avesse avuto anche solo un anno in più per abituarsi al suo potere, Zenitsu non avrebbe avuto alcuna possibilità.

In una versione alternativa e parodistica ambientata in un liceo, Kaigaku Inadama è uno studente del terzo anno di liceo nella “Classe Talpa di Terra”.

Qui, la storia di demoni e spadaccini viene reinterpretata in chiave scolastica e comica.

In questo contesto, Kaigaku lavora come spia per il politico corrotto Muzan Kibutsuji.

La sua motivazione è duplice: ambizione personale (spera di essere promosso e diventare a sua volta un potente politico) e necessità economiche (ha bisogno di guadagnare con il lavoro part-time).

Muzan e Kokushibo, tuttavia, non si fidano molto di lui.

Kokushibo gli dichiara apertamente che le sue ambizioni non lo interessano affatto, e Kaigaku non è considerato una pedina determinante nei piani alti.

Nonostante questo, come stagista nell’ufficio di Muzan è curiosamente benvoluto da alcuni impiegati, che lo trattano come un “junior” da proteggere.

Nella vita scolastica, Kaigaku ha ottimi voti e un atteggiamento servizievole con i professori e gli adulti, ma si mostra ostile e competitivo con Zenitsu, con cui è legato da un rapporto di fratellanza adottiva tramite Jigoro.

È amico – o almeno compagno di lavoro – di Yahaba e Susamaru, con cui condivide le attività di spionaggio e momenti di svago, come cucinare piatti freddi estivi.

Tuttavia, quando prova a trattarli da subordinati, questi reagiscono male, e la dinamica fra loro resta più orizzontale e conflittuale che gerarchica.

In un episodio speciale, Kaigaku ignora volutamente Zenitsu, che ingrassa durante le vacanze estive, dicendo “ingrassa quanto ti pare”.

Più tardi, però, dovrà fare i conti con la casa invasa da slogan motivazionali per la dieta appiccicati da Zenitsu ovunque, cosa che lo lascia parecchio perplesso.

Nell’anime principale, Kaigaku appare inizialmente solo come “fratello maggiore di Zenitsu” in un flashback, senza nome proprio.

Il suo aspetto e il modo in cui lancia una pesca contro Zenitsu gli valgono tra i fan il soprannome provvisorio di “senpai della pesca”.

Quando, più avanti nella storia, viene mostrato il flashback di Gyomei al tempio, uno dei bambini ha un design visivamente diverso dagli altri, più dettagliato.

La voce che gli presta il doppiatore è la stessa di Kaigaku, fatto che ha portato molti spettatori a collegare le due identità già prima della conferma ufficiale nel manga.

Nonostante il poco spazio in termini di capitoli, Kaigaku ha avuto un impatto notevole sui lettori.

Nel secondo sondaggio di popolarità ufficiale è arrivato al 21° posto, superando personaggi centrali e molto amati come Gyomei, Muzan Kibutsuji e Rui.

Nelle scene aggiunte dei film e di alcune versioni animate, la sua arroganza viene ulteriormente accentuata, con risate sguaiate e momenti in cui si definisce “io, il grande me stesso”.

Anche nei suoi ultimi istanti, mentre è fisicamente incapace di parlare, la regia suggerisce che dentro di sé continua a ridere istericamente, segno di un orgoglio che non vuole arrendersi neppure davanti alla dissoluzione.

In una collaborazione con il gioco mobile Monster Strike, Kaigaku appare come boss in un livello speciale.

È considerato dello stesso livello di difficoltà delle missioni “difficili avanzate” del gioco, non tra i più estremi, ma comunque impegnativo.

Per affrontarlo è consigliato utilizzare personaggi con capacità specifiche per contrastare i suoi ostacoli ambientali, come barriere gravitazionali e muri che rallentano.

La modalità consente anche scontri curiosi e impossibili nella storia originale, come far combattere Kaigaku contro Gyutaro o Daki.

Il nome “Kaigaku” è composto da due caratteri:

il primo significa “astuto, scaltro in senso negativo”,

il secondo indica un “alto picco montuoso”.

Combinati, possono suggerire qualcosa come “picco della malizia” o “cima della scaltrezza maligna”, un’allusione molto trasparente alla sua indole egoista e opportunista.

È interessante che questo sia il suo nome da umano, non un appellativo ottenuto dopo la trasformazione in demone.

Nel contesto scolastico alternativo, gli viene attribuito il cognome “Inadama”, preso dall’espressione “anima del fulmine”, una poetica descrizione del tuono come spirito che nutre le spighe di riso.

È un cognome che, paradossalmente, ha un significato più positivo del suo nome proprio, associato a fertilità e abbondanza, come se il mondo alternativo gli offrisse un’identità simbolicamente meno cupa.

Nel complesso, Kaigaku Inadama rimane una figura che unisce talento e autodistruzione: un guerriero dotato ma incapace di affrontare il proprio vuoto interiore, che spreca le poche mani tese verso di lui per rincorrere un’illusione di superiorità assoluta.

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(Ultima modifica: Domenica 01 Marzo 2026 19:39)

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