Tenza

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Tenza
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Età: 17
Compleanno: 22 Luglio
Zodiaco: Cancro
Genere: Maschio
Altezza: 176cm
Gruppo sanguigno: A
Nome inglese: Tenza
Nome giapponese: 典坐(てんざ)
Nome cinese: 山田浅卫门典坐
Nome coreano: 텐자
amo numero: 2
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Yuusuke Kobayashi
Yuusuke Kobayashi
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Hell's Paradise - Jigokuraku
Hell's Paradise - Jigokuraku
Data di rilascio: 01 Aprile 2023

Impostazioni del personaggio

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Tenza è un personaggio maschile dell’opera Hell's Paradise - Jigokuraku, membro della casata dei boia Yamada Asaemon, noto per il suo carattere caloroso, il temperamento sportivo e la profonda lealtà verso il suo maestro Shion e la prigioniera Nurugai.

Nome: Tenza

Sesso: Maschile

Età: 17 anni

Data di nascita: 22 luglio

Gruppo sanguigno: A

Altezza: 176 cm

Affiliazione: Casata Yamada Asaemon, prova della Prima Scuola di Spada, decimo posto

Elemento del “ki”: Fuoco

Colore immagine associato: Rosso

Ruolo principale: Boia e sorvegliante di Nurugai

Doppiatore (voce originale): Yusuke Kobayashi

Interprete (adattamento dal vivo): Yuta Iiyama

Tenza è uno degli Yamada Asaemon, boia ufficiali al servizio dello shogunato, classificato come decimo nella Prima Scuola di Spada.

È il boia incaricato della sorveglianza di Nurugai, una giovane dei popoli di montagna condannata alla pena capitale.

Sebbene gli Yamada Asaemon siano in teoria samurai rōnin armati di una singola spada, Tenza porta eccezionalmente due spade alla cintura.

Durante la spedizione sull’isola, i suoi capelli biondi sono raccolti all’indietro da una fascia frontale.

La sua energia spirituale, o “ki”, è legata all’elemento fuoco, coerente con il suo temperamento ardente e impulsivo.

Fin dalla sua prima apparizione, si distingue come figura solare e spontanea in contrasto con altri boia più freddi e distaccati.

Tenza è un vero tipo sportivo, diretto, impulsivo e spesso definito da sé stesso e dagli altri come un “sempliciotto”.

Non ama complicarsi la vita con ragionamenti troppo profondi, ma possiede una schiettezza che lo rende estremamente genuino.

Ha l’abitudine di chiudere le frasi con un tono informale e trascinato, che dà l’idea di un ragazzo da club sportivo sempre carico di energia.

Questa spontaneità lo porta a rispettare sinceramente chiunque sia più saggio o intelligente di lui, anche se più giovane.

Pur essendo un boia, Tenza ha un forte senso dell’umanità e della giustizia personale.

Non riesce a separare del tutto il dovere dalla compassione e segue il principio del “non posso accettare ciò che non mi convince”.

Questo tratto emerge chiaramente nel suo rapporto con Nurugai.

Non accetta che una bambina, con una colpa non chiara, venga trattata come un criminale irrimediabilmente malvagio destinato alla forca.

Per lui, l’idea di offrire a Nurugai una possibilità di sopravvivenza diventa una questione di coscienza.

La sua presenza allegra e positiva rappresenta una vera fonte di conforto sia per Shion che per Nurugai.

Incontro con Nurugai e incarico di sorveglianza

Tenza si offre volontario per essere il boia-sorvegliante di Nurugai.

Lo fa perché percepisce l’ingiustizia del suo caso: una giovane dei popoli delle montagne condannata a morte semplicemente per le sue origini e per accuse poco chiare.

Il suo obiettivo non è solo sorvegliarla.

Vuole anche farle capire che la sua vita ha ancora un valore e che sopravvivere, nonostante la condanna, è un modo per ribellarsi al destino imposto.

Inizialmente chiama Nurugai con un appellativo maschile, convinto che sia un ragazzo.

Solo dopo, in una scena in cui lei si lava dal sangue sulla spiaggia, scopre che è in realtà una ragazza e inizia a rivolgersi a lei con più rispetto, anche nel modo di chiamarla.

Sbarco sull’isola e prime azioni

Tenza fa parte del gruppo che approda sull’isola misteriosa in cerca dell’elisir di immortalità.

Lì deve proteggere Nurugai non solo dal potere dello shogunato, ma anche dalle mostruosità dell’isola stessa.

Insieme a lei tenta una fuga dall’isola, utilizzando una nave fra i relitti presenti in una sorta di “cimitero delle navi”.

Il piano però fallisce a causa dell’attacco di tentacoli misteriosi, e i due sono costretti, dopo varie peripezie, a tornare sull’isola e a riprendere la ricerca dell’elisir.

Durante queste vicende, Tenza dimostra una notevole prontezza nel combattere le creature dell’isola.

La sua velocità di estrazione e la forza bruta gli permettono di affrontare minacce spaventose senza restare indietro rispetto agli altri combattenti.

Rapporto con Shion

Tenza è il discepolo diretto di Shion, uno degli Yamada Asaemon più rispettati.

Lo chiama “maestro” con profonda gratitudine, poiché Shion è colui che lo ha letteralmente “raccolto dalla strada”.

Il legame tra i due è quasi familiare.

Shion ha visto in lui un grande potenziale e gli ha offerto un futuro diverso da quello di delinquente di strada; Tenza, in cambio, gli ha dedicato totale lealtà e affetto.

Nel corso degli eventi sull’isola, Tenza continua a cercare l’approvazione del maestro, ma allo stesso tempo inizia a prendere decisioni autonome basate sul proprio senso di giustizia.

Questo contrasto emerge soprattutto quando decide di proteggere Nurugai anche a rischio di andare contro la rigida etica del loro ruolo di boia.

Nonostante il suo rango relativamente basso nella gerarchia degli Yamada Asaemon, Tenza è estremamente dotato nel combattimento.

Il suo punto forte è la straordinaria velocità nell’estrazione della spada.

È capace di affrontare i mostri dell’isola senza farsi sopraffare, reagendo prontamente agli attacchi più improvvisi.

Oltre alla spada, possiede una forza fisica tale da poter frantumare il cranio di una persona con un singolo pugno.

La sua tecnica segreta è chiamata “Pioggia battente”.

Si tratta di una serie rapidissima di colpi di spada consecutivi, che simula una pioggia incessante di fendenti in grado di travolgere l’avversario.

Nel combattimento, lo stile di Tenza è coerente con la sua personalità: diretto, aggressivo e basato sulla fiducia nelle proprie capacità fisiche.

Tuttavia, questa linearità diventa un punto debole quando affronta nemici dotati di straordinaria inteligenza e capacità di analisi, come le entità divine dell’isola.

Prima di diventare un Yamada Asaemon, Tenza era un ragazzino di strada che viveva di risse e piccoli crimini.

La sua fama era quella di un teppista violento, senza prospettive né guida.

A 12 anni, Shion lo notò e vide in lui “una possibilità”.

Decise di portarlo nella casa Yamada, offrendogli l’occasione di cambiare vita e di incanalare la sua aggressività nello studio della spada e nella disciplina.

All’inizio Tenza reagì con ribellione verso Shion e verso le regole della casata.

Tuttavia, la sua natura fondamentalmente sincera lo spinse lentamente ad apprezzare il rigore, l’onore e la dignità del suo nuovo ruolo.

Col tempo si trasformò da delinquente a giovane gentiluomo, ancora impulsivo ma capace di rispetto e responsabilità.

Da allora considerò Shion come una figura salvifica, qualcuno a cui era legato non solo per dovere, ma per autentica gratitudine.

Questo passato è raccontato in dettaglio in un racconto spin-off intitolato “Giardino dei fiori di ciliegio in fiore”, in cui viene mostrato l’incontro fra un Tenza vagabondo e un Shion che gli tende la mano.

La scena è stata poi adattata anche nella prima stagione dell’anime, approfondendo ulteriormente la loro relazione maestro-allievo.

Il legame tra Tenza e Nurugai è uno degli aspetti più toccanti della sua storia.

All’inizio lui la vede semplicemente come una condannata da sorvegliare, ma presto si rende conto che si tratta di una ragazza giovane, confusa e piena di sensi di colpa.

Tenza la sprona a non arrendersi alla disperazione e le inculca l’idea che continuare a vivere sia una forma di resistenza e di speranza.

Le spiega che, anche se la società l’ha marchiata come criminale, ciò non significa che non possa costruirsi un futuro.

Nel corso delle loro interazioni, Nurugai arriva persino a proporgli scherzosamente o istintivamente di “diventare suo marito” e di unirsi alla sua gente.

Questo sottolinea quanto Tenza sia diventato, per lei, una figura di assoluta fiducia e affetto, più vicina a un futuro compagno che a un semplice carceriere.

Per Tenza, la protezione di Nurugai diventa qualcosa di ben oltre il proprio incarico.

Vede in lei un simbolo di quella “possibilità” che gli fu offerta da Shion quando era ragazzo, e vuole ricambiare il destino dando a un’altra persona l’occasione di vivere.

Quando Tenza, Nurugai e Shion si ritrovano coinvolti nella battaglia contro una delle entità divine dell’isola, emergono tensioni fra gli obblighi del boia e la compassione personale.

Shion rimprovera Tenza per il fatto che sta proteggendo una condannata anziché trattarla come un semplice strumento della missione.

Tenza, tuttavia, non si piega.

Attraverso una disperata ma sincera argomentazione, riesce a ottenere che il destino di Nurugai venga temporaneamente sospeso, rinviando la sua esecuzione.

Questa scelta è un punto di svolta per lui.

Per la prima volta, afferma apertamente che la sua idea di giustizia può contraddire quella dello shogunato e perfino quella del proprio maestro.

Nonostante ciò, il rispetto verso Shion non viene meno.

Il conflitto è doloroso proprio perché Tenza ammira il suo maestro, ma ritiene comunque giusto rischiare la sua approvazione pur di salvare Nurugai.

Mentre Tenza e Nurugai stanno cercando una corrente marina favorevole per lasciare l’isola, vengono intercettati da una delle divinità dell’isola, una creatura dalle capacità sovrumane chiamata Shujin.

La potenza di questo essere è tale da superare ogni avversario incontrato in precedenza.

Percependo l’enorme pericolo, Tenza decide di ritirarsi con Nurugai verso la foresta.

Lì si riuniscono con Shion, che interviene come supporto, permettendo loro di sfuggire per un momento all’attacco.

Durante lo scontro, però, la divinità coglie Shion di sorpresa e lo ferisce gravemente al collo, rendendolo quasi incapace di continuare a combattere.

A questo punto Tenza comprende che, se non farà qualcosa, né il suo maestro né Nurugai avranno scampo.

Consapevole del rischio mortale, Tenza sceglie di tornare all’attacco da solo contro Shujin.

Ma la divinità, dotata di un’intelligenza fredda e di poteri soprannaturali, impara rapidamente i movimenti di Tenza e ne prevede i colpi.

La tecnica della “Pioggia battente” viene completamente letta e neutralizzata.

Shujin trafigge Tenza al collo e al petto con una croce di energia, provocandogli ferite letali.

In quel momento Tenza è vicino alla resa, ormai certo della propria fine.

Tuttavia, vede Shion e Nurugai pronti a sacrificarsi per affrontare la divinità e capisce che, se non agisce, moriranno tutti e tre.

Raccoglie allora le ultime forze e, nonostante il collo ormai devastato e la voce spezzata, si scaglia di nuovo contro Shujin, questa volta a mani nude.

Non lo fa per vincere lo scontro, ma per guadagnare qualche istante prezioso al suo maestro e a Nurugai.

Durante questo scontro disperato, Tenza, con la voce ridotta a un filo, ferma Shion, facendogli capire che il suo compito ora non è morire combattendo, ma fuggire portando via Nurugai.

Shion comprende il messaggio del discepolo e, con il cuore spezzato, prende in braccio Nurugai e si ritira.

Tenza continua a lottare finché il suo corpo regge, affrontando la divinità in un pugilato disperato.

Alla fine, le sue forze si esauriscono e la sua giovane vita si spegne, ma non prima di aver garantito la salvezza delle persone a cui tiene di più.

Nei suoi ultimi istanti di coscienza, Tenza ricorda le parole di Shion di qualche anno prima.

Il maestro gli aveva detto: “Tu hai una possibilità”, riferendosi al suo potenziale di crescere, cambiare e costruire un futuro diverso.

Mentre la vita lo abbandona, Tenza si chiede in cosa sarebbe potuta consistere quella possibilità.

In un lampo di visione, immagina due futuri che non vedrà mai realizzati.

Nel primo, si vede adulto, divenuto a sua volta maestro, mentre accoglie giovani allievi sbandati e li guida, proprio come Shion ha fatto con lui.

Nel secondo, immagina di celebrare il matrimonio con una Nurugai ormai cresciuta, entrambi sorridenti e lontani dall’ombra della condanna.

Queste visioni non sono solo un rimpianto, ma l’affermazione che Tenza era davvero cambiato e che possedeva un potenziale enorme di amore, protezione e crescita.

Muore con il pensiero rivolto non alla rabbia, ma alle vite che avrebbe potuto vivere, e soprattutto alle persone che ha cercato di salvare.

Dopo la morte di Tenza, alcuni segni tangibili del suo passaggio continuano a influenzare gli eventi.

La fascia metallica che portava sulla fronte, simbolo della sua appartenenza e del suo carattere, viene ritrovata dalla seconda squadra di ninja del villaggio nascosto nella roccia, inviata successivamente sull’isola.

Questa fascia finisce nelle mani di Shugen Yamada Asaemon, uno degli altri boia.

Shugen la tiene come reliquia, custodendola nel grembo delle sue vesti quasi come un talismano.

Durante un conflitto successivo, quella stessa fascia si frantuma, ma il suo pezzo metallico devia un colpo mortale, salvando la vita di Shugen.

In questo modo, il ricordo di Tenza protegge letteralmente un suo compagno anche dopo la morte.

Shion, invece, rimane a lungo prigioniero dell’odio verso la divinità che ha ucciso il suo discepolo.

La sua sete di vendetta lo porta a combattere in modo autodistruttivo, come se volesse morire pur di abbattere il nemico.

È Nurugai a liberarlo da questo peso, raccontandogli che negli ultimi istanti Tenza li aveva guardati con un’espressione di sollievo, non di rancore.

Le sue azioni non erano quelle di un uomo pieno di rimpianti, ma di qualcuno soddisfatto di aver proteggendo le persone che amava.

Capendo questo, Shion riesce finalmente ad abbandonare la follia della vendetta cieca.

Decide di onorare la memoria di Tenza non morendo inutilmente, ma scegliendo di sopravvivere e di continuare a lottare nel modo in cui il suo allievo avrebbe voluto.

Così, anche se Tenza muore relativamente presto rispetto ad altri personaggi, la sua influenza continua a vivere nel cuore di chi resta.

Il suo coraggio, il suo sorriso e la sua scelta di proteggere gli altri fino all’ultimo istante dimostrano che la “possibilità” vista da Shion in quel ragazzo di strada non è stata affatto sprecata.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:04)

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