Dot Pixis è un personaggio maschile di L'attacco dei giganti, comandante della Guarnigione e massima autorità militare dei territori meridionali dell’umanità, tra cui il Distretto di Trost.
Nome: Dot Pixis
Sesso: Maschile
Data di nascita: 13 settembre
Altezza: 180 cm
Peso: 73 kg
Affiliazione: Comandante della Guarnigione, massimo responsabile dei territori meridionali
Doppiatore (anime): Masahiko Tanaka (edizione originale)
Attore (palcoscenico 2017): Hidekazu Nagai
Pixis è il comandante supremo della Guarnigione e della difesa della parte sud dei territori umani, incluso il Distretto di Trost.
Viene comunemente chiamato Comandante Pixis.
È un uomo anziano, calvo e con una barba ben evidente, dal portamento sempre calmo e ironico.
Il suo aspetto si ispira al generale dell’Esercito imperiale giapponese Akiyama Yoshifuru, noto per il suo ruolo nella guerra russo-giapponese.
Caratterialmente è un misto insolito di lucidità strategica e bizzarria.
Ha una grande capacità di giudizio, sa prendere decisioni drastiche in tempi brevi, ma mantiene un atteggiamento disinvolto e quasi eccentrico.
È famoso per il suo umorismo stravagante: osservando i giganti dalle mura, arriva a dire che “se ci fosse un gigante di una bellezza assoluta, non gli dispiacerebbe farsi mangiare”.
Per questo, nel mondo interno alle mura, è spesso definito un “eccentrico nato”.
Pixis è anche un grande amante dell’alcol.
Porta sempre con sé una fiaschetta o una bottiglia e non rinuncia a bere nemmeno in prima linea.
Nonostante l’aria svagata, è un leader capace di assumersi fino in fondo il peso delle proprie decisioni.
Al punto da definire sé stesso un “assassino” pur di accettare l’idea di mandare i propri uomini in missioni quasi suicide.
Armin Arlert lo considera uno dei pochi uomini capaci di “cambiare qualcosa nel mondo”.
Pixis ricopre il ruolo di comandante della Guarnigione, responsabile della difesa delle mura e dell’ordine interno.
Controlla in particolare i territori meridionali, regione che comprende il strategico Distretto di Trost.
Collabora strettamente con Erwin Smith del Corpo di Ricerca, con il quale condivide informazioni e analisi sul vero nemico dell’umanità.
Nel corso della storia diventa una delle figure chiave nella caduta del vecchio regime monarchico e nella costruzione del nuovo governo dell’isola di Paradis.
Pixis è una delle principali autorità militari che accompagnano la transizione politica: prima sostenendo la rivolta contro la vecchia monarchia, poi cercando di contenere il caos dopo la scoperta della verità sul mondo esterno.
Difesa del Distretto di Trost
Nell’anime, Pixis viene introdotto mentre gioca a scacchi una volta al mese con un nobile, il conte Balt, all’interno dei territori nobiliari.
Quando arriva la notizia che i giganti hanno invaso il Distretto di Trost, il conte lo deride per la sua intenzione di recarsi al fronte e gli ordina di restare a protezione delle sue terre.
Pixis si limita a rivolgergli uno sguardo sprezzante e decide di andare a Trost, ignorando il comando del nobile.
In questo frangente è accompagnato dai suoi collaboratori Gustav e Anka Rheinberger.
Arriva sulle mura proprio mentre Kitts Verman e Riko Brzenska stanno per dare l’ordine di aprire il fuoco su Eren Yeager, Mikasa Ackerman e Armin Arlert, scambiati per potenziali nemici.
Pixis interviene in extremis, annulla l’ordine di sparare e rimprovera Kitts, che definisce “un uomo sensibile come un cerbiatto”, sottolineandone l’eccessiva emotività.
La sua decisione più importante durante la battaglia di Trost è l’adozione del piano proposto da Armin: utilizzare la capacità di Eren di trasformarsi in gigante per chiudere la breccia nelle mura.
Si tratta di un piano estremamente rischioso, basato su informazioni incerte e con una previsione di perdite altissima, ma Pixis sceglie di crederci.
Prima di dare il via all’operazione, parla direttamente a Eren.
Non gli chiede solo se “può” farcela, ma lo mette di fronte alla vera scelta: “lo farai o non lo farai?”, ribadendo il peso concreto della decisione.
Davanti ai soldati radunati per la missione, Pixis pronuncia un discorso potente per motivarli.
Sa che molti di loro moriranno, ma considera necessario affrontare il rischio per riconquistare il Distretto di Trost e dimostrare che l’umanità può avanzare, non solo arretrare.
In questa fase, si assume pienamente la responsabilità morale di mandare i suoi subordinati nella mischia, definendo sé stesso “un massacratore” pur di raggiungere l’obiettivo.
Rapporto con Erwin Smith e il colpo di stato
Dopo gli eventi di Trost, Pixis continua a coordinarsi con Erwin Smith.
In particolare, i due condividono informazioni sulle anomalie legate ai giganti e sul possibile coinvolgimento dell’ordine politico esistente.
Quando avviene l’incidente dei giganti comparsi all’interno delle mura di Wall Rose, Pixis e il Corpo di Ricerca instaurano una forma di cooperazione stabile.
La minaccia interna e il sospetto sul governo spingono Pixis a valutare seriamente un cambiamento di regime.
Durante il colpo di stato guidato dal Corpo di Ricerca, Pixis si mostra in apparenza come uno degli oppositori di Erwin.
In realtà, dietro le quinte collabora con Darius Zackly, il comandante supremo, per verificare il valore e la moralità del governo monarchico.
Quando viene diffusa la falsa notizia dell’apparizione di giganti all’interno delle mura, i membri di alto rango del governo rivelano la loro vera natura.
Scegliendo la propria sicurezza e i propri privilegi, rinunciano a proteggere la popolazione, dimostrando di essere completamente scollegati dal destino dell’umanità.
Questo comportamento ignobile convince definitivamente Pixis e Zackly a schierarsi contro il vecchio ordine.
Pixis diventa così uno dei protagonisti della rivolta che rovescia la vecchia monarchia e apre la strada a un nuovo governo guidato da figure più responsabili.
Nuovo governo e verità sul mondo
Dopo la caduta del vecchio regime, Pixis diventa uno dei principali leader del nuovo apparato governativo dell’isola di Paradis.
Continua a esercitare il comando militare sulla Guarnigione e a partecipare alle decisioni strategiche di più alto livello.
Quando il Corpo di Ricerca ritorna dall’operazione di riconquista di Wall Maria con la verità sul mondo esterno – l’esistenza di altre nazioni, del continente di Marley e dell’oppressione verso gli eldiani – si apre un acceso dibattito tra i nuovi dirigenti.
Molti temono che rivelare tutto alla popolazione possa scatenare panico e destabilizzare il fragile ordine interno.
Pixis, invece, sostiene con forza la necessità di dire la verità ai cittadini.
Secondo lui, nascondere i fatti renderebbe privo di senso il colpo di stato: se il nuovo governo si comportasse come il vecchio, mentendo al popolo, perderebbe ogni legittimità morale.
Con le sue parole, richiama gli altri leader alla coerenza con gli ideali che avevano dichiarato durante la rivolta.
Arco di Marley e ascesa degli Jaegeristi
Passati quattro anni, nel cosiddetto arco di Marley, Pixis mantiene la carica di comandante della Guarnigione.
In questo periodo l’isola di Paradis, ormai consapevole dell’esistenza del mondo esterno, ha stabilito contatti con i cosiddetti “volontari anti-Marley”, guidati da Yelena.
Pixis accetta di collaborare con questi volontari e permette loro di operare all’interno dell’isola, sfruttando le loro conoscenze e le tecnologie provenienti da Marley.
Fra i beni recuperati dopo l’attacco all’area di Liberio c’è anche una misteriosa “medicina di trasformazione in gigante”, che diventa un elemento chiave nella strategia militare.
Con il tempo, però, Pixis comincia a diffidare dei volontari.
Quando intuisce che conoscono più di quanto rivelano sui piani di Eren Yeager e Zeke Yeager, decide di farli arrestare, sospettando un complotto più ampio.
La situazione precipita con l’attentato che uccide Darius Zackly, attribuito agli Jaegeristi, il gruppo radicale che sostiene Eren.
Dopo la morte di Zackly, Pixis si ritrova di fatto a essere la figura più alta in grado di coordinare le forze armate sull’isola.
Consapevole che l’isola rischia di logorarsi in una guerra civile fra esercito e Jaegeristi, sceglie una linea estremamente pragmatica:
decide di non perseguire apertamente gli assassini di Zackly e di accettare, almeno in apparenza, la supremazia degli Jaegeristi, attendendo un momento migliore per reagire.
Parallelamente, con altri ufficiali, inizia a elaborare un piano per sottrarre a Eren il potere del gigante fondatore, temendo l’enormità delle sue intenzioni.
Il vino con il liquido spinale di Zeke
Questa strategia viene compromessa da un dettaglio cruciale.
Yelena e i volontari avevano fatto distribuire, in modo subdolo, vino contenente il liquido spinale di Zeke a molti ufficiali di Paradis.
Pixis, che ama il vino e lo beve spesso anche in servizio, ne risulta uno dei principali contaminati.
Quando l’esercito di Marley lancia la sua incursione improvvisa contro il Distretto di Shiganshina, Zeke utilizza il suo potere e lancia il suo “urlo”.
Questo urlo attiva il liquido spinale presente nei corpi di chi ha bevuto il vino contaminato, trasformandoli in giganti puri.
Pixis è tra coloro che si trasformano, perdendo completamente la propria umanità.
Poco prima di mutare, si impegna ancora una volta a motivare i suoi uomini, inviandoli in prima linea a Shiganshina.
La trasformazione lo coglie ancora con una bottiglia in mano: un’immagine che sottolinea come il suo legame con l’alcol lo accompagni fino all’ultimo istante.
La morte
Una volta trasformato in gigante, Pixis diventa parte della massa di giganti puri scatenati all’interno delle mura.
Non ha più coscienza né controllo delle proprie azioni, diventando una minaccia come tutte le altre.
Durante gli scontri successivi all’attivazione del “Rombo di tuono”, Armin Arlert è costretto a uccidere i giganti puri che un tempo erano soldati dell’isola, compreso Pixis.
Armin utilizza una lancia fulminea per abbatterlo, ponendo fine alla sua vita.
La morte di Pixis rappresenta la tragica conclusione di uno dei comandanti più lucidi e umani dell’isola di Paradis.
Fino alla fine, rimane legato sia al suo ruolo di leader che alla sua umanissima debolezza per il vino.
Pixis è spesso visto con una fiaschetta o una bottiglia, persino durante le operazioni più pericolose.
Questa caratteristica, unita al suo umorismo nero, lo rende uno dei personaggi più memorabili e particolari della serie.
Pur essendo un personaggio anziano, è considerato da molti – incluso Armin – uno di quelli in grado di cambiare davvero il corso della storia.
Il suo mix di pragmatismo politico, coraggio operativo e bizzarria personale lo distingue nettamente dagli altri comandanti militari dell’opera.
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