Erwin Smith

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Erwin Smith
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Età: 30+
Compleanno: 14 Ottobre
Zodiaco: Bilancia
Genere: Maschio
Altezza: 188cm
Peso: 92kg
Gruppo sanguigno: AB
Nome inglese: Erwin Smith
Nome giapponese: エルヴィン・スミス
Nome cinese: 艾尔文·史密斯
Nome coreano: 엘빈 스미스
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Daisuke Ono
Daisuke Ono
Giapponese(Anime、Doppiatore)
J. Michael Tatum
J. Michael Tatum
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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L'attacco dei giganti
L'attacco dei giganti
Data di rilascio: 07 Aprile 2013

Impostazioni del personaggio

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Erwin Smith è un personaggio dell’opera a fumetti e animata L'attacco dei giganti, tredicesimo comandante del Corpo di Ricerca e figura centrale nella lotta per la sopravvivenza e il “progresso dell’umanità” all’interno delle mura.

Nome completo: Erwin Smith

Sesso: Maschile

Altezza: 188 cm

Peso: 92 kg

Gruppo sanguigno: AB (indicazione basata sull’immaginario dell’autore; nell’opera non è confermato e non è certo che esistano solo quattro gruppi sanguigni)

Età: Fine dei trent’anni

Data di nascita: 14 ottobre

Professione: 13º comandante del Corpo di Ricerca

Doppiatore (anime): Daisuke Ono (edizione originale)

Attore teatro 2017: Sohei Izumi

Attore teatro 2023: Takuya Ono

Risultati sondaggi ufficiali di popolarità: 1º sondaggio: 11º posto; 2º sondaggio: 2º posto; 3º sondaggio: 1º posto; 4º sondaggio: 2º posto

Stato civile: Non sposato

Erwin è noto per la sua personalità fredda, lucida e straordinariamente intelligente.

Mantiene di solito un tono calmo e controllato, ma dietro le maniere misurate si cela una determinazione inflessibile a far avanzare l’umanità, anche a costo di sacrifici estremi.

È disposto a sacrificare decine, perfino centinaia di compagni se lo ritiene necessario per il futuro dell’umanità.

Questa apparente freddezza lo rende un “demone” agli occhi di alcuni, ma la sua capacità di comando e la coerenza con i propri obiettivi gli valgono la fiducia assoluta dei subordinati.

Possiede un pensiero molto flessibile e una grande audacia nelle decisioni strategiche.

Anche quando i suoi piani sembrano crudeli o incomprensibili, soldati come Levi e gli altri ufficiali dichiarano di seguirlo “anche senza capirlo”.

Di fronte a persone con cui ha un rapporto più intimo, come Levi, Hange Zoë o Nile Dok, la sua rigidità si allenta leggermente.

In queste situazioni il suo modo di parlare diventa meno formale e il suo lato umano affiora con più chiarezza.

Quando si avvicina alla verità sull’origine dei giganti, Erwin mostra un lato quasi ossessivo, con un entusiasmo che sfiora la follia.

Lui stesso ammette di essere sempre stato considerato “strano” fin da bambino, proprio per la sua tendenza a inseguire idee e ipotesi che altri giudicano fantasiose.

Erwin diventa il tredicesimo comandante del Corpo di Ricerca dopo Keith Shadis.

In una scena ambientata cinque anni prima degli eventi principali, lo vediamo ancora come ufficiale sotto il comando di Keith, impegnato in un’uscita di esplorazione fuori le mura.

Dopo la sua nomina a comandante, Erwin elabora la “formazione di ricognizione a lungo raggio”.

Questa innovazione tattica permette di individuare i giganti da lontano e ridurre le perdite, aumentando sensibilmente il tasso di sopravvivenza del Corpo di Ricerca nelle spedizioni fuori le mura.

Mostra grande pragmatismo nell’arruolare individui ritenuti “problematici” o pericolosi.

Accoglie Levi, famoso teppista della capitale reale, e in seguito Eren Yeager, temuto per il suo potere di trasformarsi in gigante, dimostrando una mente aperta e pronta a usare qualsiasi risorsa utile.

In qualità di comandante guida alcune delle operazioni più disperate ma decisive della storia.

Tra queste: la cattura del Gigante Femmina, il piano per smascherare le spie dotate di potere di trasformazione, la missione di salvataggio di Eren rapito dal Gigante Corazzato e il colpo di stato contro il vecchio governo reale.

Anche quando i suoi piani falliscono, come nel caso del tentativo di cattura del Gigante Femmina durante la 57ª spedizione, Erwin riesce spesso a volgere la situazione a proprio favore.

Dopo essere stato chiamato a rispondere delle pesanti perdite, ribalta il quadro con sangue freddo, facendo emergere informazioni cruciali sull’infiltrazione di nemici all’interno delle mura.

Il suo modo di guidare i soldati si riassume bene in uno dei suoi motti:

“Talvolta severo, talvolta flessibile,

agisci sempre secondo i principi fondamentali del soldato e dai il massimo.

Rispetta la catena di comando.

Siamo qui per vincere”.

Dietro la facciata del “comandante perfetto” si nasconde un conflitto interiore molto profondo.

Erwin è convinto di essere, in fondo, l’unico tra i suoi compagni a combattere non tanto “per l’umanità”, quanto per il proprio sogno personale.

Da bambino, Erwin seguiva le lezioni di storia tenute da suo padre, insegnante nel distretto dove vivevano.

Durante una lezione sul passato dell’umanità e sulla fuga entro le mura, nota una incongruenza: se gli uomini erano scappati dal mondo esterno, perché non è rimasto praticamente nessun documento su ciò che c’era fuori?

Il padre gli spiega, in privato e non davanti alla classe, una teoria pericolosa.

Secondo lui, i libri di storia distribuiti dal governo sono pieni di contraddizioni, e sarebbe impossibile che la generazione fuggita all’interno delle mura non abbia tramandato alcun ricordo del mondo esterno.

Da qui nasce l’ipotesi che l’umanità all’interno delle mura sia stata sottoposta a una manipolazione della memoria.

Il re avrebbe cancellato i ricordi per poter governare più facilmente, facendo sparire ogni traccia del vecchio mondo e della sua storia.

Il piccolo Erwin, senza comprendere il rischio, racconta la teoria del padre agli altri bambini del quartiere.

La voce giunge alla Polizia Militare, che interroga il ragazzo e, poco dopo, il padre muore in quello che viene descritto come un “incidente” in una città lontana.

Erwin capisce che la morte del padre è una esecuzione mascherata e si sente responsabile per averlo esposto.

Da quel momento decide che dedicherà la propria vita a dimostrare che la teoria del padre era vera, e a scoprire la verità sul mondo fuori dalle mura.

Questo diventa il suo vero motivo per entrare nel Corpo di Ricerca.

Mentre gli altri credono di sacrificarsi per l’umanità, Erwin sente di sfruttare quel sacrificio per inseguire il proprio sogno, costruendo “una montagna di cadaveri” sotto i suoi piedi.

In una sua celebre riflessione, riassume con amarezza questo peso morale:

“Così ho ingannato i miei compagni, ho ingannato me stesso,

e ora sto in piedi sopra una montagna di cadaveri”.

Nile Dok e Marie

Durante il periodo da cadetto, Erwin è compagno di corso di Nile Dok.

I due condividono in gioventù il desiderio di entrare nel Corpo di Ricerca.

Nile in seguito sceglierà la Polizia Militare e si sposerà con una donna di nome Marie.

Si scopre che Erwin era innamorato di lei in passato, e Nile gli fa notare amaramente che lui ha scelto “i giganti” e la guerra al posto della donna che amava.

Uno dei motivi per cui Erwin non si è mai sposato è la consapevolezza di vivere ogni giorno con la morte a un passo.

Essendo nel Corpo di Ricerca, sa di poter morire in qualsiasi spedizione e non vuole legare altre persone al proprio destino.

Levi e Hange Zoë

Con Levi, Erwin sviluppa un rapporto di fiducia reciproca profondissimo.

Levi, pur essendo notoriamente diffidente, riconosce in Erwin il solo uomo che può guidare l’umanità e accetta di eseguire i suoi ordini anche quando sembrano crudeli.

Nelle interazioni fra loro traspare la parte più umana di Erwin.

Levi è anche colui che, alla fine, si assume la responsabilità di non riportarlo in vita con il siero dei giganti, scegliendo di “liberarlo dall’inferno”.

Con Hange Zoë, Erwin condivide l’interesse per la ricerca e le domande sul mondo.

Saranno proprio Hange a ereditare il ruolo di comandante del Corpo di Ricerca dopo la morte di Erwin, raccogliendo la sua eredità strategica e investigativa.

Formazione di ricognizione a lungo raggio

Come comandante, Erwin introduce la formazione di ricognizione a lungo raggio.

Questa disposizione prevede l’uso di una rete di esploratori sparsi sul territorio, capaci di segnalare la posizione dei giganti e di deviare i percorsi per evitare scontri inutili.

La formazione riduce drasticamente le perdite nelle spedizioni.

Permette al Corpo di sopravvivere abbastanza a lungo da raccogliere informazioni preziose sul comportamento e sulla distribuzione dei giganti.

Cattura del Gigante Femmina

Durante la 57ª spedizione fuori le mura, Erwin organizza un piano complesso per catturare il Gigante Femmina, in realtà una spia umana dotata del potere di trasformarsi.

Vengono sacrificati molti soldati per intrappolarla in una zona boschiva, usando la foresta come supporto alla manovra.

Nonostante la cattura temporanea, l’operazione si conclude con un fallimento, e il Gigante Femmina riesce a fuggire.

Erwin viene messo sotto accusa per le perdite, ma sfrutta l’occasione per far emergere la presenza di traditori all’interno dei ranghi militari, guadagnando tempo e informazioni.

Colpo di stato e uso di Eren Yeager

Erwin propone che Eren Yeager sia affidato al Corpo di Ricerca, nonostante la diffidenza generale verso il suo potere di trasformazione.

Vede in lui una risorsa strategica e una chiave per comprendere la natura dei giganti e del mondo esterno.

Partecipa anche alla pianificazione delle operazioni per salvare Eren quando viene rapito dal Gigante Corazzato, Reiner Braun.

Inoltre gioca un ruolo centrale nel rovesciamento del vecchio governo reale, smascherando la corruzione e aprendo la strada a una nuova leadership militare.

Nel corso delle sue indagini, Erwin arriva a intuire che i giganti siano in realtà esseri umani trasformati.

Quando questa ipotesi comincia a essere confermata, prova una gioia quasi inquietante, avvicinandosi passo dopo passo alla verità immaginata dal padre.

Per Erwin, l’obiettivo finale è raggiungere il seminterrato della casa di Grisha Yeager, padre di Eren, nei resti della città oltre il Muro Maria.

Intuisce che lì si trovi la chiave per comprendere sia l’origine dei giganti, sia la verità sul mondo esterno.

Anche dopo aver perso il braccio destro in una precedente operazione, decide di partecipare personalmente alla missione finale per riconquistare il Muro Maria.

Lo fa pur sapendo che potrebbe non sopravvivere, perché non può rinunciare a vedere con i propri occhi se il padre aveva ragione.

Il suo sogno si concentra in una domanda semplice e ossessiva:

“Come avete fatto a verificare che fuori dalle mura non esiste l’umanità?”

Questa domanda racchiude il dubbio che ha guidato tutta la sua vita.

La certezza ufficiale che “non esiste vita umana fuori” gli appare sempre più come una menzogna costruita dal potere.

La carica contro il Gigante Bestia

Durante l’operazione finale per riconquistare il Muro Maria, il Corpo di Ricerca si trova di fronte al Gigante Bestia, Zeke Yeager.

Il Gigante Bestia usa i detriti come proiettili, massacrando sistematicamente i soldati nascosti dietro le barricate.

La situazione diventa disperata: quasi tutti i cavalieri sono morti o feriti, e lo stesso Erwin è gravemente colpito.

In questo scenario, Erwin concepisce un piano disperato: una carica suicida frontale per distrarre il Gigante Bestia e aprire a Levi una finestra di attacco.

Raduna i nuovi reclute e i pochi veterani rimasti.

Sapendo che li sta conducendo a una morte quasi certa, pronuncia uno dei suoi discorsi più famosi, incitando i soldati a gridare, arrabbiarsi e combattere fino all’ultimo respiro.

“Soldati, arrabbiatevi, soldati, urlate, soldati! Combattete!”

Con queste parole li guida nella carica, posizionandosi lui stesso in prima linea come esca.

Durante l’assalto viene colpito da un proiettile di pietra all’addome, cade da cavallo e resta in fin di vita tra i cadaveri.

Quasi tutti i soldati della carica muoiono, ma il piano funziona: Levi riesce ad avvicinarsi al Gigante Bestia e lo mette fuori combattimento.

La scelta del siero: Erwin o Armin Arlert

Il soldato Floch Forster trova Erwin miracolosamente ancora vivo, seppure in condizioni disperate.

Lo trascina oltre le mura fino a Levi, che possiede l’unica dose di siero per trasformare un umano in gigante, capace di salvarne uno a prezzo della vita di un altro.

Nel frattempo anche Armin Arlert è in punto di morte, carbonizzato dopo essersi sacrificato contro il Gigante Colossale, Bertolt Hoover.

Si apre così un lacerante conflitto tra i sopravvissuti: usare il siero su Erwin, il geniale comandante, o su Armin, il giovane stratega che ha appena dimostrato un coraggio straordinario.

Levi ha l’autorità per decidere e inizialmente opta per Erwin, ritenendo che la sopravvivenza dell’umanità dipenda più dalla sua mente che da chiunque altro.

Si prepara a iniettargli il siero e a far divorare a Erwin il corpo di Bertolt per restituirgli la vita come gigante.

In quel momento, però, Erwin, in stato di delirio febbrile, respinge istintivamente il braccio di Levi.

Sta sognando di nuovo la sua infanzia e sussurra: “Come avete fatto a verificare che fuori dalle mura non esiste l’umanità?”.

Levi si ricorda del momento in cui Erwin gli aveva chiesto di lasciarlo morire, affidandogli la missione di uccidere il Gigante Bestia e di vedere il futuro al posto suo.

Capisce che riportarlo in vita significherebbe condannarlo a essere ancora una volta il “demone” costretto a mandare i compagni alla morte.

Decide allora di cambiare scelta all’ultimo secondo.

Invece di Erwin, inietta il siero ad Armin Arlert, lasciando che Erwin scivoli in un sonno definitivo.

“Questo tizio non aveva altra scelta che diventare un demone, e siamo stati noi a chiederglielo.”

“Ma ora… dobbiamo lasciarlo riposare.”

Con queste parole Levi “lo libera dall’inferno”, impedendogli di conoscere il contenuto del seminterrato di Grisha Yeager e la verità completa sul mondo.

Erwin muore così senza vedere la conferma del sogno che lo aveva guidato per tutta la vita, a un passo dalla risposta.

Dopo la missione, i resti scheletrici di Erwin vengono recuperati da Levi e riportati all’interno delle mura.

Riceve una sepoltura speciale, a riconoscimento del ruolo unico che ha avuto nella storia del Corpo di Ricerca e dell’umanità.

Con la sua morte, il comando del Corpo di Ricerca passa a Hange Zoë.

Hange, insieme ai sopravvissuti, raggiunge infine il seminterrato e scopre che le ipotesi del padre di Erwin erano vere: oltre le mura esiste un mondo vasto, pieno di altri esseri umani e di nazioni in conflitto.

Il sogno di Erwin è realizzato, ma lui non è più lì per vederlo.

La sua intera vita si rivela essere stata il ponte necessario perché altri potessero raggiungere quella verità.

A livello meta-narrativo, il personaggio di Erwin Smith è ispirato ad Adrian Veidt, noto come Ozymandias, dall’opera Watchmen.

Come il suo modello, Erwin incarna il comandante disposto a confrontarsi con scelte disumane, pur di ottenere ciò che ritiene essere il “bene superiore” dell’umanità.

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(Ultima modifica: Giovedì 14 Maggio 2026 22:06)

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