Ryuzu Meyer è una ragazza dall’aspetto di bambina che funge da rappresentante del “Santuario di Kremaldy” nel territorio di Mathers, ma in realtà è una delle prime quattro copie create a partire dal corpo originale di Ryuzu Meyer, usato come nucleo della barriera del Santuario e vissuta per oltre cent’anni.
Ryuzu ha l’aspetto di una bambina di circa undici o dodici anni, ma la sua vera età supera i cento anni.
È una figura centrale nel Santuario ed è considerata una sorta di nonna adottiva da Garfiel Tinsel e Frederica Baumann.
È una delle prime quattro copie di Ryuzu, note come “le quattro originali”, che svolgono il ruolo di coordinatrici e portavoce del Santuario.
Tra queste quattro copie, Ryuzu è quella che si presenta come Ryuzu Meyer nella versione animata e cartacea.
Ryuzu è una piccola ragazza dagli occhi e dai lineamenti molto delicati, con un viso dolce e regolare.
I suoi capelli sono lunghi, mossi e di un colore rosato tenue, e possiede orecchie lunghe che le conferiscono un’aria elfica.
Indossa un largo mantello nero, tanto ampio che le mani non sporgono quasi mai dalle maniche.
Nonostante l’aspetto infantile, si comporta in modo estremamente maturo, con un tono di voce e una saggezza che ricordano una donna molto anziana.
Parla spesso di sé come di una “vecchietta”, enfatizzando il contrasto tra aspetto e realtà.
La sua personalità è calma, misurata e un po’ scherzosa, con una gentilezza naturale verso gli abitanti del Santuario.
Ryuzu è la rappresentante ufficiale del Santuario nel territorio di Roswaal L. Mathers.
Da molto tempo gestisce i rapporti interni della comunità e funge da volto pubblico del luogo.
Ha un rapporto lungo e profondo con Garfiel Tinsel, che la rispetta come una figura familiare, quasi materna o addirittura nonnesca.
Anche Frederica Baumann la considera una persona di famiglia, legata alla propria crescita e al proprio passato.
L’organizzazione del Santuario si basa anche sulla presenza delle molte copie di Ryuzu, e Ryuzu stessa coordina queste attività.
In pratica, è la “reggente” di una comunità che vive sotto la protezione della barriera eretta grazie al sacrificio della Ryuzu originale.
In origine esisteva una sola Ryuzu Meyer, una semplice ragazza del villaggio che viveva nel Santuario.
Era una persona comune, priva di grandi poteri, ma aveva un legame molto stretto con Beatrice, che la considerava la sua unica vera amica.
Un giorno, il Santuario venne attaccato dalla “Persona Demoniaca della Cupa Tristezza”, Hector.
A difendere il luogo si schierarono il primo Roswaal L. Mathers e la Strega dell’Avidità Echidna, ma lo scontro volse rapidamente a sfavore loro.
L’unico modo per contrastare Hector era attivare pienamente la barriera del Santuario.
Per rendere la barriera possibile, Ryuzu decise di sacrificare se stessa e il proprio corpo per trasformarsi nel nucleo del meccanismo difensivo.
Grazie a questo sacrificio, il Santuario ottenne la sua protezione, ma Beatrice perse la sua unica amica.
Il corpo originale di Ryuzu venne quindi sigillato all’interno di un cristallo, diventando il fulcro della barriera stessa.
Successivamente, nell’ambito di un progetto di immortalità, Echidna usò il corpo e il modello di Ryuzu per creare un sistema di copie.
L’idea era di generare “recipienti” in grado di contenere i ricordi e le conoscenze di Echidna, così da permetterle di continuare a “rinascere” attraverso di loro.
Ne nacque un meccanismo che produceva senza sosta nuove copie di Ryuzu, tutte basate sul corpo originale.
Tuttavia l’esperimento, per varie ragioni, non riuscì mai a completarsi come Echidna sperava.
Echidna provò a migliorare e modificare il sistema, ma venne distrutta dalla Strega della Gelosia prima di arrivare a un risultato stabile.
Di conseguenza, l’unica cosa rimasta fu il sistema automatico che continuava a generare copie di Ryuzu, senza più il controllo della sua creatrice.
Per gestire l’enorme numero di copie, alcune di esse vennero dotate fin dall’inizio di una personalità definita.
Queste copie “dotate di carattere” erano incaricate di amministrare le altre Ryuzu e di rappresentare il Santuario a rotazione.
Nella versione cartacea e nell’anime, le copie con personalità autonoma assumono nomi distinti: Alma, Ryuzu Meyer, Shima e Derma.
Questi nomi, originariamente pensati come semplici identificativi, finirono col diventare veri e propri cognomi di famiglia nel corso del tempo.
Le quattro originali sincronizzano periodicamente i loro ricordi tra loro.
In questo modo, anche se una svolge un compito specifico o è distante dalle altre, l’esperienza complessiva rimane condivisa.
Le altre copie di Ryuzu, quelle senza personalità complessa, possiedono solo conoscenze minime, simili a quelle di neonati appena istruiti.
Queste copie vengono impiegate come “occhi del Santuario”, pattugliando l’area, osservando e riportando informazioni, pur senza una vera individualità.
Nel complesso, il sistema di copie ha trasformato l’immagine di Ryuzu in una sorta di “presenza onnipresente” nel Santuario.
Ovunque ci si giri all’interno del territorio, c’è sempre la possibilità di incontrare una Ryuzu.
Prima del sacrificio della Ryuzu originale, Beatrice trascorreva del tempo insieme a lei nel Santuario.
Nonostante Beatrice fosse una figura potente e isolata, trovò in Ryuzu una compagna con cui dialogare e condividere momenti quotidiani.
Per Beatrice, Ryuzu fu la prima e forse l’unica persona che potesse chiamare davvero “amica”.
Questo rende la separazione, causata dal sacrificio di Ryuzu come nucleo della barriera, particolarmente dolorosa per Beatrice.
Nel tempo, le parole e i gesti della Ryuzu originale rimangono come un eco nella memoria di Beatrice.
La frase di addio “Grazie. Addio, Betty” segna la fine di quella amicizia e il punto di svolta che conduce Beatrice a vivere in solitudine per molto tempo.
La presenza delle copie di Ryuzu porta con sé il ricordo dell’originale.
Per Beatrice, incontrare le copie significa confrontarsi continuamente con il peso di quel passato e con la perdita della sua amica.
Nell’adattamento animato, Ryuzu Meyer è doppiata da Aimi Tanaka.
La stessa doppiatrice è apparsa anche nella prima stagione di Re:Zero - Starting Life in Another World, nel ruolo di Plum Risch, la bambina smarrita che mostra interesse per il trucco della moneta eseguito da Subaru Natsuki.
Nella versione cartacea e nell’anime, la Ryuzu che appare come rappresentante del Santuario viene chiamata Ryuzu Meyer.
Nella versione originale online, invece, tutte le copie mantenevano il cognome Meyer, e le copie dotate di personalità venivano identificate da Subaru utilizzando nomi ispirati alle lettere dell’alfabeto greco.
La scelta di far apparire Ryuzu come una bambina con un modo di parlare da anziana accentua il contrasto tra innocenza e longevità.
Questo contrasto è uno degli elementi che rendono il personaggio particolarmente memorabile all’interno dell’universo di Re:Zero - Starting Life in Another World.
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