Leonidas

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Leonidas
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Età: 2,300+
Genere: Maschio
Nome inglese: Leonidas
Nome giapponese: レオニダス
Nome cinese: 列奥尼达一世
Nome coreano: 레오니다스
Nome romanizzato: Reonidasu
Debutto del manga: Capitolo 78
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Hiroshi Shirokuma
Hiroshi Shirokuma
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021

Impostazioni del personaggio

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Leonidas è un personaggio del manga Record of Ragnarok, rappresentato come il re di Sparta e definito “il più grande ribelle della storia umana”, nonché il guerriero che ha ricevuto “lo sguardo di ammirazione più intenso di tutta l’umanità”.

Leonidas è descritto come il re di Sparta più forte della storia umana.

Nel contesto di Record of Ragnarok, è uno dei rappresentanti dell’umanità nel torneo contro gli dèi.

È chiamato da Brunhilde per combattere come rappresentante umano nel nono scontro del Ragnarok.

È anche noto come l’uomo che, tra tutti gli eroi e campioni della storia, ha ricevuto il maggior numero di sguardi colmi di ammirazione.

Leonidas è un ribelle totale, fiero di opporsi agli dèi e ai loro ordini.

Brunhilde lo definisce “il più grande ribelle della storia umana” perché ha sempre combattuto disobbedendo agli oracoli divini.

Il suo atteggiamento iniziale verso il torneo è pigro e svogliato: quando Brunhilde gli chiede di combattere nel nono round, risponde subito “no” con totale indifferenza.

Sostiene che, se deve combattere, la sua comparsa deve essere “la prima o l’ultima”, rifiutando così l’idea di un’entrata “intermedia” come la nona.

Nonostante l’atteggiamento scanzonato, Leonidas possiede un senso dell’orgoglio e della decisione assolutamente inflessibile.

È schietto, sboccato e ama affrontare faccia a faccia la presunzione, soprattutto quella divina.

Tra le cose che dice di amare c’è “spezzare con le proprie mani il naso spavaldo dei bastardi divini arroganti”.

Non esita a insultare gli dèi, definendo in particolare Apollo un “bastardo del cazzo” e “merdoso dio del sole”.

Con Apollo

La relazione tra Leonidas e Apollo è fondata sull’odio e sul risentimento.

Quando Brunhilde gli rivela che il rappresentante divino del nono incontro è Apollo, Leonidas cambia immediatamente atteggiamento.

Chiede se si tratta proprio di Apollo, dio del sole, e quando ottiene conferma, passa dal rifiuto totale all’entusiasmo.

Trova la cosa “interessante” e decide di scendere in campo appositamente per uccidere Apollo con le sue mani.

In combattimento lo chiama “merdoso dio del sole”.

Apollo afferma che tali parole meritano una punizione divina, ma Leonidas replica con calma che Apollo è la creatura che odia di più al mondo.

Il motivo del suo odio nasce dal passato: l’oracolo di Apollo a Sparta si trasformò, per il suo popolo, in una vera e propria “maledizione”.

Per questo Leonidas combatte per “presentare il conto” al dio del sole e costringerlo a pagare per quell’oracolo.

Durante lo scontro ascolta le teorie e la filosofia personale di Apollo.

Pur trovandole “incredibilmente irritanti”, finisce per dichiarare che gli “piacciono” e che, proprio per questo, lo ucciderà con ancora più determinazione, “mettendoci tutta la propria volontà omicida”.

Quando Apollo gli chiede perché si sforzi tanto di combattere, Leonidas risponde che non è né per vendetta, né per il bene dell’umanità.

Lui combatte semplicemente perché sente che “questo è il momento in cui deve combattere”.

L’oracolo di Apollo e la guerra

La radice dell’odio di Leonidas verso Apollo risale ai tempi della battaglia delle Termopili.

In quel periodo, a Sparta si stava celebrando la festa di Carneia, dedicata alla gloria di Apollo.

Durante la Carneia vigeva la regola assoluta: “è proibita qualsiasi azione militare per tutta la durata del festival”.

I cittadini di Sparta, timorosi della punizione divina, e il consiglio degli anziani, convinto di poter comunque vincere dopo la fine della festa, volevano rispettare il divieto.

Leonidas, però, rifiutava l’idea di affidare la propria vita a un dio che non aveva mai incontrato.

Dichiara apertamente di non voler sottostare a un oracolo solo per paura di una punizione divina.

Di fronte al consiglio degli anziani afferma: se deve cadere una punizione divina, che cada solo su di lui.

Per dimostrare la sua decisione, distrugge la statua di Apollo presente nella sala del consiglio.

Quando gli anziani gli chiedono perché voglia combattere andando contro l’oracolo, Leonidas afferma che in realtà non desidera la guerra in sé.

Tuttavia, sostiene anche che esistono momenti in cui bisogna combattere, e che quando lo si fa deve essere esclusivamente per la propria volontà: “questo è essere Sparta”.

Decide così di partire da solo verso le Termopili.

La sua è una scelta consapevole di disobbedienza, un atto di ribellione verso l’autorità divina e politica.

I 300 di Sparta

Anche se inizialmente parte da solo, 300 soldati spartani decidono di seguirlo.

Sono disposti a morire al suo fianco, consapevoli del destino che li attende.

Vedendo la determinazione e la volontà di questi uomini, Leonidas accetta che combattano insieme a lui.

Insieme partecipano alla battaglia delle Termopili e muoiono tutti in combattimento.

Questo episodio consolida l’immagine di Leonidas come sovrano che guida non per costrizione, ma per ispirazione.

I suoi soldati scelgono di seguirlo non per obbedienza cieca, ma per condividere il suo ideale di lotta.

Leonidas utilizza come arma principale uno scudo trasformato in “artefatto divino” dalla valchiria Geirölul.

Lo scudo contiene al suo interno una lama nascosta, collegata a catene che permettono di estenderla e retrarla liberamente.

Grazie a queste catene, lo scudo diventa un’arma offensiva a raggio variabile, capace di colpire a distanza e con movimenti imprevedibili.

Lo stesso scudo può inoltre trasformarsi per generare una sorta di mazza ferrata, aggiungendo ulteriori possibilità offensive.

L’arma è piena di meccanismi e trucchi, perfettamente in sintonia con lo stile di combattimento aggressivo e creativo di Leonidas.

Questa combinazione di difesa e attacco riflette la sua filosofia: non fuggire dallo scontro, ma affrontarlo sempre a viso aperto.

Leonidas viene convocato da Brunhilde come rappresentante umano per il nono combattimento contro gli dèi.

All’inizio rifiuta la proposta, dicendo con noncuranza che non ha alcuna voglia di partecipare.

Accetta solo quando scopre che il suo avversario sarà Apollo, dio del sole.

La prospettiva di affrontare personalmente il dio responsabile dell’oracolo che ha segnato Sparta lo spinge a entrare nell’arena.

Nel corso del duello insulta ripetutamente Apollo e ne sfida l’orgoglio divino.

Apollo giudica le sue parole meritevoli di punizione, ma Leonidas risponde serenamente che lo odia più di chiunque altro al mondo.

Nonostante l’odio, Leonidas dimostra un certo rispetto nella sua maniera brutale.

Dopo aver ascoltato la filosofia di Apollo, ammette che gli è “piaciuta”, proprio mentre promette di ucciderlo con tutte le sue forze.

Il combattimento raggiunge il culmine in uno scontro finale decisivo.

Leonidas però viene sconfitto e, nella parte conclusiva, il suo corpo viene completamente annientato.

Durante la sua completa dissoluzione, i soldati spartani che osservano lo scontro dichiarano che ha mostrato “lo Sparta più fottutamente figo di sempre”.

Sentendo queste parole, Leonidas sorride ampiamente, soddisfatto, mentre scompare del tutto tra le braccia di Apollo che lo sorregge.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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