Juji Yusurube è un personaggio maschile dell’opera TOUGEN ANKI, studente della Scuola Rakshasa e compagno di classe di Shiki Ichinose, noto per il suo carattere diligente, il forte senso di cooperazione e, allo stesso tempo, per una spiccata indole da maniaco sessuale comico.
Nome: Juji Yusurube
Genere: Maschio
Altezza: 173 cm
Data di nascita: 19 marzo
Cibo / cose preferite: cose morbide e “molli” (tipo mochi), ragazze formose e morbide
Colore immagine: verde
Sogno / obiettivo personale: uscire con una ragazza in uniforme scolastica e perdere la verginità a casa sua dopo l’appuntamento
Doppiatore (CV): Natsuki Hanae
Vive nel quartiere di Suginami con la madre e la sorella minore malata, Fumino, che rappresenta il fulcro emotivo della sua vita.
Si iscrive alla Scuola Rakshasa proprio per proteggerla.
Juji appare inizialmente come un ragazzo diligente, collaborativo e molto serio.
Dà grande importanza al lavoro di squadra, si impegna costantemente per migliorare le proprie capacità e prende sul serio il ruolo che gli viene affidato.
Parallelamente, però, è nel pieno dell’adolescenza e questo lato esplode in modo esagerato.
È così perverso da mettere a disagio perfino i suoi amici, inclusi Shiki Ichinose, Homare Byobugaura, Rokuro Kiriyama e Kuina Sazanami.
Fa spesso commenti a sfondo sessuale verso Homare Byobugaura, che vengono percepiti come molestie.
Prova un’intensa gelosia verso Rokuro Kiriyama perché viene perseguitato (in senso amoroso ossessivo) da Kuina Sazanami, arrivando a chiedergli con serietà “fino a dove siete arrivati?”.
È implicito che si masturbi di frequente: quando viene deciso che dovrà condividere la stanza con Naito Mudano (considerato da lui una sorta di prigione vivente), Juji si deprime e si lamenta perché “non ci sarà più consumo di fazzoletti”.
Nel capitolo del laboratorio presso le rovine delle Cascate Kegon porta con sé un romanzo erotico e, credendo di essere stato scoperto da un nemico, lo offre in cambio della propria vita, prostrandosi a terra.
In realtà di fronte a lui c’è Jin Kougasaki, che reagisce con un silenzio imbarazzato, chiedendogli semplicemente di riporre via il libro.
Juji, nonostante tutto, sogna apertamente davanti a Homare, Naito e gli altri di fare un appuntamento in uniforme scolastica, poi andare a casa della ragazza e perdere la verginità lì.
Naito Mudano finisce per dichiarare sconsolato che “lo credeva un tipo normale, ma si sbagliava completamente”.
In un’illustrazione di compleanno, Juji arriva addirittura a interpretare un semplice regalo come una dichiarazione d’amore, trasformandolo mentalmente in un matrimonio, compilando un modulo di matrimonio e pianificando la “prima notte di nozze” da solo nella sua testa.
Nonostante questo lato disastroso, la sua dedizione all’allenamento e il suo sincero desiderio di rendersi utile agli altri lo rendono un personaggio complesso e, a modo suo, affascinante.
Juji è figlio di un padre umano e di una madre oni (demone), quindi è un mezzosangue.
La madre è già morta, e la sua unica famiglia rimasta è la sorella minore Fumino, malata e fisicamente debole.
Fumino eredita il sangue umano e non rientra quindi tra gli obiettivi di eliminazione dell’Organizzazione Momotaro.
Tuttavia è affetta da una malattia grave e difficile da curare, per la quale le normali risorse a disposizione di un giovane oni come Juji sono totalmente insufficienti.
Per poterle garantire cure mediche, Juji entra in contatto con Momotaro Ukyou, che gli propone un patto: in cambio dell’attività di spionaggio contro la Scuola Rakshasa e l’Organizzazione Oni, Fumino verrà “curata” sotto la supervisione dell’Organizzazione Momotaro.
Disperato e ancora bambino, Juji accetta, affidando la sorella a Ukyou e mentendole, dicendole che deve andare spesso “in trasferta per lavoro”.
Studente della Scuola Rakshasa
Juji Yusurube è compagno di classe di Shiki Ichinose alla Scuola Rakshasa.
Indossa gli occhiali e, in apparenza, è un ragazzo con scarse capacità di combattimento, tanto da definirsi quasi inutile in battaglia.
Dietro questa facciata, però, nasconde un addestramento intenso ricevuto ancora prima di infiltrarsi nella scuola.
In qualità di agente di Ukyou, è stato in grado di uccidere membri dell’Organizzazione Oni arrivati in soccorso, fingendo di essere un semplice evacuato.
Arco di Kyoto
Durante l’arco di Kyoto, Juji utilizza la sua abilità di ricerca per avvertire in anticipo dell’attacco di Tsubakiri Momomiya e degli altri Momotaro.
Grazie alla sua posizione nei pressi dell’uscita di emergenza, riesce a portare in superficie tutti i pazienti e alcuni membri delle squadre di supporto prima che Yomogi Momokusa chiuda la via di fuga.
Successivamente si ricongiunge con Naito Mudano e Homare Byobugaura.
Qui mostra il suo lato affidabile, sfruttando al massimo la sua capacità per proteggere i civili.
Arco di Nerima
Nell’arco di Nerima si traveste e agisce con il falso nome “Shinichi”.
Si offre volontario per far parte delle unità di ricognizione, rivelando il desiderio di essere utile nonostante la sua presunta mancanza di forza in combattimento.
Quando Masumi Yodogawa gli chiede se abbia davvero la determinazione necessaria, Juji risponde che non ha capacità guerriere e pensa che la ricognizione sia l’unico modo per rendersi utile.
Questa risposta fa infuriare Masumi, che lo afferra per il bavero e gli chiede se abbia davvero la “determinazione” per rischiare la vita.
Dopo essersi scusato, Juji riafferma il suo desiderio di contribuire seriamente alla missione.
Successivamente rimane colpito dallo scarto di livello tra lui e i talenti di Masumi Yodogawa e Kaoru Namikido, venendo assalito da un senso di inferiorità.
È Naito Mudano a incoraggiarlo, permettendogli di ritrovare la motivazione.
Arco dell’allenamento in montagna innevata
Durante l’allenamento nella montagna innevata, Juji viene preso in ostaggio da Yu Innami mentre il gruppo sta cercando di raggiungere la vetta.
Kuina Sazanami sembra sul punto di abbandonarlo per non rallentare la missione, mettendo in evidenza quanto Juji sia percepito come un peso sul piano fisico.
Alla fine, però, viene salvato da Rokuro Kiriyama e riesce addirittura a raggiungere la cima come secondo arrivato.
Dopo questo allenamento, dichiara come nuovo obiettivo personale “fare un appuntamento in uniforme scolastica”, collegandolo ovviamente al suo sogno erotico.
Arco del laboratorio sulle rovine delle Cascate Kegon
In questa fase Juji si separa dal gruppo principale di Shiki per andare a cercare Otobara, che si trova più lontano dal laboratorio principale.
Riesce a salvarlo da un inseguimento da parte di Momotaro e stringe con lui un rapporto di cooperazione.
Otobara gli affida due compiti cruciali: decidere a chi far bere il resto del suo sangue (ancora sufficiente per due persone) e recuperare i dati di ricerca del laboratorio.
Dopo essersi separato da Otobara, Juji si ricongiunge con Shiki Ichinose e Jin Kougasaki.
Inizialmente Jin rifiuta di bere il sangue di Otobara, ma Juji insiste e riesce a convincere sia lui che Shiki a farlo.
Lui stesso, intanto, continua ad agire per recuperare i dati scientifici.
Nel cuore del laboratorio, Juji scopre l’unità centrale del sistema di emissione di fulmini, formata da numerosi cervelli di oni sospesi in vasche, collegati tramite elettrodi.
La visione lo sconvolge, ma nonostante lo shock riesce a ottenere una copia dei dati di ricerca e a fuggire dal laboratorio in procinto di crollare.
Alla fine consegna quattro copie di backup dei dati, divise in due a due, a Naito Mudano e a Otobara.
Qui il lettore scopre in seguito che una parte di queste informazioni finirà anche nelle mani dell’Organizzazione Momotaro.
Arco di Koenji
Durante l’arco di Koenji, Juji sente per caso una conversazione tra Naito Mudano e Kyo’ya Oiranzaka, da cui apprende che il quartiere Suginami è stato devastato.
Temendo per la sorella Fumino, implora di poterli accompagnare per salvarla.
Alla fine rimane nella base sotto il comando di Kyo’ya Oiranzaka, con un doppio ruolo: sorveglianza tramite la propria capacità di ricerca e assistenza ai feriti.
Quando Momotaro attacca per la seconda volta, Juji si getta davanti a Shiki per proteggerlo e subisce una ferita letale.
Grazie alle capacità mediche di Kyo’ya, però, sopravvive per un soffio.
Questa scena viene inizialmente letta da tutti come un grande atto di lealtà e sacrificio.
La verità da infiltrato
In realtà Juji è un infiltrato inviato da Momotaro Ukyou all’interno della Scuola Rakshasa e dell’Organizzazione Oni.
Fin dall’inizio era stato addestrato a combattere e a uccidere, e non era affatto il ragazzo indifeso che fingeva di essere.
In passato aveva già operato come subordinato di Ukyou, assassinando membri delle squadre di soccorso dell’Organizzazione Oni mentre fingeva di essere un semplice rifugiato.
Per salvare Fumino sarebbe stato pronto a sacrificare qualunque compagno, mostrando un lato freddo e spietato nascosto dietro la facciata di studente ansioso e imbranato.
Quando viene smascherato, si scopre che possiede capacità fisiche tali da far perdere i sensi in un istante sia a Shiki Ichinose sia a Jin Kougasaki.
L’atto di “proteggere” Shiki durante l’attacco di Koenji si rivela essere parte di un piano per calmare i sospetti di Jin, contando intenzionalmente sul fatto che Kyo’ya Oiranzaka avrebbe potuto salvarlo.
Su ordine di Ukyou, Juji deve eliminare Shiki Ichinose e recuperare i dati sensibili contenenti indirizzi e informazioni sugli oni che vivono a Suginami.
Nel momento in cui sta recuperando tali informazioni, viene colto sul fatto da Shiki e Jin.
Dimostra allora la sua vera abilità, fa svenire entrambi e riesce a rapire Shiki, consegnandolo a Ukyou insieme ai dati.
In cambio ottiene la possibilità di rivedere Fumino dopo molto tempo.
L’inganno di Ukyou e il crollo psicologico
La verità è ancora più crudele: Fumino è morta da tempo a causa della sua malattia.
Ukyou ha usato le proprie capacità di manipolazione mentale per far credere a Juji che la sorella fosse viva, mostrandogli una sua illusione.
Questo significa che Juji ha tradito e ucciso i suoi simili, lavorando come spia per Momotaro, in cambio di cure mediche per una persona già morta.
In altre parole, tutto il suo sacrificio è stato sfruttato e ridotto a un “lavoro gratuito” per gli aguzzini della sua stessa razza.
Shiki riesce a scoprire questo inganno e, dopo averlo compreso, neutralizza Juji, facendolo svenire e riportandolo da Jin e dagli altri.
Quando Juji torna in sé, rifiuta categoricamente di accettare la morte della sorella, aggrappandosi ancora all’illusione.
È Jin Kougasaki a fargli notare che Fumino, nella sua memoria, non invecchia mai e che il suo aspetto è sempre fermo alla stessa età.
Questa osservazione distrugge l’ultima difesa mentale di Juji, che si rende conto all’improvviso della verità.
Schiacciato dalla disperazione, perde il controllo e va in berserk, combattendo contro Jin e gli altri.
Durante lo scontro, lentamente recupera frammenti di sé stesso: il dolore per la perdita di Fumino e il senso di colpa per aver tradito i compagni.
Vedere Shiki, Jin e gli altri lottare per salvarlo, non per ucciderlo, gli permette di ritrovare una scintilla di speranza.
Alla fine, riesce a calmare la propria furia, abbandona lo stato di berserk e sviene.
La liberazione dal lavaggio del cervello
Dopo la fine dello scontro, la Scuola Rakshasa e l’intera Organizzazione Oni assistono al suo processo di liberazione dal lavaggio del cervello imposto da Ukyou.
Durante questo processo Juji vede di nuovo un’illusione di Fumino, che lo invita a non restare prigioniero del passato e lo sprona ad andare avanti.
Pur esitando inizialmente davanti alla visione della sorella, trova infine la forza di rifiutare l’illusione.
Decide di spezzare il controllo mentale e di affrontare la realtà della sua morte.
Arco di Matsumoto
Grazie ai poteri di Subaru, che è in grado di scrutare la memoria delle persone, emerge un particolare decisivo: Juji era sotto lavaggio del cervello di Ukyou già da prima di entrare nella Scuola Rakshasa.
Questo dimostra che, pur avendo materialmente tradito gli oni, la sua volontà era manipolata alla radice.
Di conseguenza la sua innocenza morale viene riconosciuta, almeno in parte.
Juji, però, non usa questa scoperta come scusa: decide di assumersi la responsabilità delle azioni compiute e sceglie di combattere insieme ai compagni per riscattarsi.
Arco dell’asta clandestina
Nell’arco dell’asta clandestina, Juji si impegna a fondo per riabilitare il proprio nome, macchiato dal marchio di traditore.
Rinuncia alla gloria personale e si concentra quasi esclusivamente sul supporto ai suoi amici.
Si affida maggiormente alle sue capacità di ricognizione, comunicazione e analisi, cercando in ogni modo di colmare il divario con i combattenti di spicco del gruppo.
Ogni sua azione in questa fase è tesa a dimostrare che può essere un alleato affidabile e non più un pericolo interno.
Juji possiede un potere legato al sangue, che gli consente di effettuare ricerche a distanza e di percepire presenze e stati emotivi.
Queste capacità sono ancora in fase di sviluppo, ma diventano via via più raffinate grazie al suo allenamento continuo.
Tecnica principale: “Sangue liberato – Dove vai?”
Nome della tecnica: “Tu, dove vai?”
Consiste nell’utilizzare una goccia del proprio sangue come punto di riferimento per scandagliare un raggio di circa 5 km.
All’interno di questo raggio, Juji può individuare la posizione degli esseri viventi.
È anche in grado di distinguere se un bersaglio è un Momotaro oppure no.
Tuttavia, per riconoscere il volto o valutarne la forza è necessaria una grande esperienza e una maggiore padronanza della tecnica.
La visione è dall’alto, come se si osservasse da un punto sopraelevato, il che provoca diversi limiti in ambienti complessi.
In luoghi con edifici a più piani, per esempio, è difficile distinguere se due presenze si trovino su piani diversi ma allineati verticalmente.
Ciò rende complicato determinare con precisione il numero e la posizione dei bersagli.
Durante l’attivazione, Juji non può muoversi dal punto in cui ha avviato la tecnica, rimanendo quindi vulnerabile.
L’effetto dura per un certo periodo, ma non può essere lanciato in rapida successione.
Dopo ogni utilizzo è necessario un intervallo di circa 15 minuti prima di poterlo riattivare.
Nonostante questi limiti, prima dell’allenamento in montagna Juji riesce già a sviluppare un’ulteriore abilità: percepire lo stato mentale delle persone come “colori” all’interno della sua visione.
Questa lettura cromatica delle emozioni gli consente di comprendere meglio le intenzioni e l’equilibrio psicologico degli individui che individua.
Tecnica secondaria: “Tu, lì”
Nome della tecnica: “Tu, lì”
Anch’essa utilizza una goccia di sangue come fulcro, ma con un raggio molto più ridotto, di circa 25 metri.
A differenza della tecnica principale, “Tu, lì” offre una visione tridimensionale dell’area circostante.
Ciò significa che Juji può distinguere con maggiore precisione la posizione verticale dei bersagli, evitando sovrapposizioni di presenze su piani diversi.
La durata dell’effetto è di circa 15 secondi, ma la tecnica può essere usata ripetutamente, senza il lungo intervallo necessario a “Tu, dove vai?”.
Quando la attiva, nei suoi occhi compare un motivo a forma di fiore, segno visibile del potere in funzione.
Questa abilità è un asso nella manica che Juji tiene nascosto ai compagni.
Jin Kougasaki ipotizza che sia grazie a “Tu, lì” che Juji è riuscito a infiltrarsi nel laboratorio delle Cascate Kegon senza essere individuato dai nemici.
Nonostante si presenti come privo di forza, Juji è in realtà un combattente letale, formato da Momotaro Ukyou.
È in grado di abbattere in un attimo opponenti del calibro di Shiki Ichinose e Jin Kougasaki, se questi abbassano la guardia.
Il suo stile combina velocità, precisione e colpi mirati ai punti vitali, adatto a esecuzioni rapide e furtive.
In passato ha già eliminato membri dell’Organizzazione Oni fingendo di essere una vittima da salvare, il che testimonia una spietatezza maturata sotto pressione.
Tutto questo si scontra però con il suo vero cuore, che non ha mai smesso di amare la sorella e di desiderare un legame sincero con i compagni.
Questa contraddizione interna è al centro del suo dramma personale.
Shiki Ichinose
Shiki è il suo compagno di classe e uno dei suoi punti di riferimento.
Juji prova sia amicizia che invidia nei suoi confronti, specialmente per la sua forza e il riconoscimento di cui gode.
Il tradimento di Juji colpisce duramente Shiki, ma allo stesso tempo lo spinge a cercare la verità dietro le sue azioni.
Alla fine, è proprio Shiki a smascherare la manipolazione di Ukyou e a dare a Juji la possibilità di redimersi.
Jin Kougasaki
Jin è colui che più sospetta di Juji durante le missioni, cogliendo dettagli che gli altri trascurano.
Quando i sospetti vengono confermati, Jin è anche uno di quelli che si arrabbiano di più per il modo in cui Juji è stato usato e per la crudeltà di Ukyou.
È Jin che, tramite un’osservazione lucida sulla mancata crescita di Fumino nelle memorie di Juji, lo costringe ad affrontare la realtà della sua morte.
Allo stesso tempo, è tra i primi a tendere la mano a Juji quando questi cerca di recuperare la propria umanità.
Naito Mudano
Naito è spesso il “coinquilino maledetto” di Juji, colui che subisce le sue lamentele e i suoi commenti indecenti.
Nonostante lo rimproveri e lo prenda in giro, lo sostiene emotivamente in più di un’occasione.
È Naito che lo sprona a non arrendersi quando percepisce il divario con gli altri combattenti.
Dopo la rivelazione sul suo ruolo di spia, Naito è tra i più furiosi verso Ukyou per averlo manipolato sfruttando l’amore per la sorella.
Homare Byobugaura
Homare è spesso bersaglio delle battute e delle fantasie erotiche di Juji.
Lei e perfino la sorella che risiede nel sangue di Homare rimangono più volte scioccate e in allerta dalle sue dichiarazioni perverse.
Ciò non impedisce però a Homare di riconoscere anche la sua parte buona e il suo impegno nelle missioni.
Il loro rapporto è una miscela di fastidio comico e cameratismo condito da molti sospiri da parte di Homare.
Rokuro Kiriyama e Kuina Sazanami
Rokuro salva Juji durante l’allenamento in montagna, guadagnandosi così la sua gratitudine.
Nonostante questo, Juji è gelosissimo della vicinanza tra Rokuro e Kuina Sazanami.
Chiede in modo diretto quanto siano “andati avanti” nella loro relazione, cosa che mette ulteriormente a disagio Rokuro.
Kuina, a sua volta, arriva a valutare seriamente se valga la pena rischiare per salvarlo quando viene preso in ostaggio, il che mostra quanto Juji sia percepito come una figura difficile da gestire.
Kyo’ya Oiranzaka
Kyo’ya è il comandante sotto cui Juji serve durante l’arco di Koenji.
È lui a salvargli la vita quando Juji viene mortalmente ferito proteggendo Shiki.
Da quel momento, la figura di Kyo’ya assume per Juji anche il ruolo di “garante” del fatto che lui possa ancora essere utile e redimersi.
L’episodio del salvataggio, pur nato da un piano di Ukyou, diventa un punto di svolta reale per la percezione che gli altri hanno di Juji.
Uno degli aspetti più memorabili di Juji è il contrasto tra i suoi drammi interiori e le sue ossessioni erotiche ridicole.
Durante i suoi allenamenti di perfezionamento delle capacità di ricerca dichiara, con grande serietà, di volere una visione sempre più nitida per poter spiare i bagni femminili ovunque.
Arriva a esclamare che, se riuscirà a raffinare abbastanza i suoi poteri, potrà guardare qualsiasi luogo che desidera, ovviamente con priorità allo spionaggio delle ragazze.
Queste confessioni gli costano gli sguardi disgustati e sospettosi di Shiki, Homare, Rokuro, Kuina e persino della sorella di Homare che vive nel suo sangue.
Il suo “sogno ufficiale” è l’appuntamento in uniforme scolastica seguito dalla “prima notte” a casa della ragazza.
La naturalezza con cui ne parla in pubblico, però, porta gli altri a giudicarlo come un caso disperato.
Tutto questo rende Juji uno dei personaggi più sbilanciati e insieme più umani dell’intera opera: capace di tenerezza estrema verso la sorella, di crimini terribili compiuti sotto manipolazione e di fantasie sessuali assolutamente fuori luogo in praticamente qualsiasi contesto.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.