Hermes è il decimo dei dodici dei dell’Olimpo nella serie Record of Ragnarok, dio messaggero della mitologia greca, raffigurato come un giovane e affascinante uomo in frac che funge da elegante servitore e stratega al fianco di Zeus.
Hermes è uno degli Olimpi dodici, occupando il posto del decimo pilastro nel pantheon degli dei greci.
È il dio messaggero, incaricato di trasmettere ordini e decisioni divine tra Zeus, gli altri dei e il resto delle creature.
Nel contesto di Record of Ragnarok, Hermes svolge un ruolo chiave come osservatore, analista e accompagnatore di Zeus durante gli scontri tra dei e umani.
La sua figura unisce l’eleganza del cortigiano, la lucidità del cronista e l’imprevedibilità del trickster.
Hermes appare come un bellissimo giovane, dal portamento raffinato e dal fascino quasi teatrale.
Non indossa la classica tunica degli dei greci, ma un frac nero, completo da sera con coda di rondine, che lo rende simile a un musicista o a un maggiordomo di alto rango.
Il suo stile esteriore comunica controllo, classe e distacco, come se fosse sempre un passo avanti rispetto a ciò che accade sul campo di battaglia.
Questa eleganza contrasta volutamente con la brutalità della guerra del Ragnarok, enfatizzando il suo ruolo di osservatore ironico e distaccato.
Hermes serve direttamente Zeus, padre e sovrano degli dei.
Nella vita quotidiana degli dei egli agisce come maggiordomo personale di Zeus, curando i dettagli pratici e cerimoniali attorno al re degli dei.
Questa posizione di fiducia gli permette di essere costantemente vicino al centro del potere olimpico.
Allo stesso tempo, Hermes non è un semplice servitore: la sua intelligenza e il suo spirito indipendente lo rendono un consigliere informale e un testimone privilegiato di tutte le decisioni cruciali.
Durante il Ragnarok, la grande battaglia finale tra dei e umanità, Hermes non scende direttamente in campo come combattente.
Preferisce invece osservare gli scontri, spesso al fianco di Ares, il dio della guerra, con il quale commenta e analizza i duelli.
Questa posizione gli consente di mantenere una certa neutralità emotiva, pur provando un evidente gusto per la tensione e la spettacolarità del conflitto.
Hermes guarda il Ragnarok come se fosse un immenso teatro di guerra, che gli offre infinite occasioni di studio, divertimento e riflessione.
Un tratto distintivo di Hermes in Record of Ragnarok è la sua eccezionale abilità musicale, in particolare con il violino.
Durante le uscite in guerra di Zeus, Hermes accompagna il sovrano degli dei con una musica tanto sublime quanto sinistra.
Si narra che, quando Zeus decide di scendere in campo, Hermes suoni personalmente un brano intitolato “G campo di battaglia del grande massacro”, eseguito tramite innumerevoli violini che risuonano all’unisono.
Questa composizione trasforma la scena di guerra in un concerto letale, sottolineando il carattere spettacolare e tragico delle battaglie divine.
La musica di Hermes non è solo una semplice colonna sonora, ma una sorta di rituale sonoro, che amplifica l’aura terrificante di Zeus e segna l’inizio di devastazioni su larga scala.
Il contrasto tra la bellezza della musica e la brutalità del massacro è uno dei tratti più forti del suo personaggio.
Hermes è descritto come un dio scaltro, arguto e imprevedibile, con un carattere che combina eleganza e malizia.
Sotto la superficie del perfetto gentiluomo si nasconde un trickster, un burattinaio che ama il gioco, l’inganno e il caos controllato.
Un esempio emblematico è il suo coinvolgimento nella ribellione di suo zio Adamas.
In quell’occasione, Hermes decise di schierarsi dalla parte del traditore non per convinzione politica o morale, ma semplicemente perché la situazione gli sembrava “interessante”.
Questo dettaglio rivela il suo modo di pensare: Hermes non è guidato da lealtà assolute, ma da curiosità, divertimento e desiderio di osservare come si sviluppano gli eventi.
Tuttavia, non è un caos totale: mantiene sempre un certo controllo e una distanza intellettuale dagli avvenimenti che contribuisce a innescare.
Nonostante il suo lato ironico e ambiguo, Hermes dimostra una forma tutta sua di empatia e rispetto per i caduti.
Nel contesto del Ragnarok, quando un combattente – che sia dio o umano – viene sconfitto al punto da subire la completa dissoluzione dell’anima, Hermes compie un gesto unico.
Egli considera questa distruzione totale come qualcosa di irreversibile e assoluto, davanti alla quale persino un dio come lui è impotente.
Per questo, come massimo omaggio possibile, Hermes compone per ogni caduto un canto di requiem personalizzato.
Queste composizioni funebri sono il suo modo di onorare la memoria di chi è stato cancellato dall’esistenza, riconoscendo il valore e il peso del loro sacrificio nella guerra del Ragnarok.
In questo aspetto, Hermes appare quasi come un cantore delle anime perdute, un archivista musicale della tragedia divina e umana.
La figura di Hermes vive di forti contrasti:
è un servitore fedele ma pronto a schierarsi con i ribelli se la storia si fa interessante;
è un osservatore distaccato, ma capace di dedicare un requiem a ogni anima annientata.
La sua eleganza esteriore si combina con una moralità fluida e pragmatica, che non si lascia incasellare né nel bene assoluto né nel male puro.
Hermes ama il gioco, il rischio, la complessità degli eventi, ma non è completamente privo di cuore.
Questo equilibrio tra cinismo lucido e sincera riverenza per la morte lo rende uno dei personaggi più affascinanti e ambigui dell’universo di Record of Ragnarok.
La sua musica, i suoi commenti e le sue scelte strategiche trasformano ogni sua apparizione in scena in un momento carico di tensione e significato.
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