Djel Sannes è un soldato maschio della Prima Brigata della Polizia Militare Centrale nel mondo de L'attacco dei giganti, noto per la sua cieca lealtà alla monarchia e per la partecipazione a torture, assassinii politici e operazioni di repressione interna.
Nome: Djel Sannes
Sesso: Maschio
Data di nascita: 28 ottobre
Altezza: 183 cm
Peso: 78 kg
Affiliazione: Prima Brigata della Polizia Militare Centrale
Doppiatore (voce originale): Masaki Terasoma
Djel Sannes è un veterano della Polizia Militare Centrale, schierato a difesa del potere del re all’interno delle mura.
È un uomo che ha interiorizzato senza riserve la propaganda del regime, convinto che ogni crimine commesso in nome del “bene superiore” sia giustificato.
La sua figura incarna il lato più oscuro del governo reale: torture, sparizioni forzate, omicidi di dissidenti e gestione del terrore.
Nonostante l’apparente freddezza, nel momento in cui l’ordine costituito crolla, il suo volto si fa sorprendentemente sereno, come se fosse finalmente liberato dal peso delle sue stesse azioni.
Assassinio del sacerdote Nick
Su ordine diretto del governo reale, Djel Sannes viene incaricato di occuparsi del sacerdote Nick, membro di spicco della Chiesa del Muro che conosceva importanti segreti sui giganti e sulle mura.
Insieme al collega Ralph, Sannes attacca Nick mentre è sotto la custodia del Corpo di Ricerca, violando deliberatamente la loro protezione.
I due lo torturano brutalmente nel tentativo di strappargli informazioni.
Alla fine, Sannes lo uccide, dimostrando quanto sia disposto a spingersi oltre pur di obbedire agli ordini del re e insabbiare la verità.
Cattura e tortura da parte del Corpo di Ricerca
Dopo l’assassinio di Nick, la situazione politica nella capitale cambia rapidamente.
Il commerciante Dimo Reeves, che in quel momento collabora in segreto con il Corpo di Ricerca, riesce a far catturare Sannes e Ralph.
I due vengono interrogati e torturati dal Corpo di Ricerca.
Sannes, inizialmente, resiste con tenacia, determinato a non tradire il re e a non rivelare le informazioni fondamentali sul sistema di potere.
Durante l’interrogatorio, Ralph finge di cedere e di stare per parlare, ma si tratta solo di una recita preparata dal Corpo di Ricerca per spezzare psicologicamente Sannes.
Convinto di essere rimasto solo a sostenere il peso del segreto, Sannes crolla emotivamente.
Alla fine, con il morale distrutto, confessa che la vera famiglia reale non è quella ufficiale dei Fritz, ma la famiglia Reiss, che detiene il potere autentico dietro le quinte.
Questa rivelazione diventa un punto di svolta nella lotta contro il vecchio regime.
Partecipazione a omicidi mirati
In alcuni flashback, si vede Sannes coinvolto in operazioni segrete del governo volte a eliminare chiunque potesse minacciare l’ordine costituito.
Tra le sue azioni più gravi si annoverano:
La partecipazione all’omicidio del padre di Erwin Smith, un insegnante che diffondeva idee considerate pericolose per la versione ufficiale della storia.
Il coinvolgimento nel brutale assassinio della madre di Historia Reiss, eliminata per cancellare ogni traccia scomoda legata alla vera famiglia reale.
Questi episodi mostrano quanto Sannes abbia agito per anni come uno strumento silenzioso e letale della monarchia, eliminando senza scrupoli chiunque potesse destabilizzare il sistema.
Devozione a Uri Reiss
Nei ricordi di Kenny Ackerman, Sannes appare come uno dei soldati profondamente devoti a Uri Reiss, membro della vera famiglia reale e possessore del potere del Gigante Fondatore.
L’atteggiamento di Sannes nei confronti di Uri va oltre la semplice obbedienza militare, sfociando in una sorta di venerazione quasi religiosa.
Questa devozione spiega perché, anche sotto tortura, Sannes si sforzi disperatamente di mantenere il segreto sulla famiglia Reiss.
Per lui, tradire il re e Uri Reiss significherebbe negare il senso stesso della sua vita e della sua lunga carriera nelle forze di sicurezza.
Dopo il rovesciamento della dinastia dei Fritz e il passaggio a un nuovo governo, ha inizio una vasta epurazione degli elementi compromessi del vecchio regime.
Sannes viene destituito dal suo incarico nella Polizia Militare Centrale e rinchiuso in una struttura di detenzione.
Paradossalmente, quando lo si rivede in questa nuova condizione, il suo volto appare più tranquillo rispetto al passato.
È come se, liberato dalle missioni crudeli e dalla continua pressione di “dover sporcare le mani”, avesse trovato una sorta di pace, pur dovendo pagare il prezzo dei suoi crimini.
Sannes è un uomo irremovibile, plasmato da anni di propaganda e dovere militare.
Crede davvero che sacrificare vite innocenti sia un male necessario per mantenere la stabilità delle mura e proteggere la popolazione.
Allo stesso tempo, la sua rottura sotto tortura dimostra che non è un mostro privo di emozioni, ma un individuo logorato dal peso delle colpe e dal timore del crollo del mondo in cui ha creduto.
La sua figura mostra quanto il sistema possa deformare una persona fino a trasformarla in un carnefice convinto di essere, in fondo, un “difensore dell’umanità”.
Ralph: collega nella Polizia Militare Centrale, partner nelle torture e negli assassinii politici.
Durante l’interrogatorio, la finta resa di Ralph è determinante nel far crollare Sannes e nel fargli rivelare il segreto sulla famiglia Reiss.
Dimo Reeves: commerciante influente che collabora con il Corpo di Ricerca.
Grazie a lui, Sannes viene catturato, segnando l’inizio della fine per la sua carriera e per il potere del vecchio regime.
Erwin Smith: comandante del Corpo di Ricerca, figlio dell’uomo che Sannes ha contribuito a far uccidere.
Anche se Sannes e Erwin non affrontano apertamente il peso di questo legame, la loro storia incrociata sottolinea la brutalità del sistema.
Uri Reiss: vero sovrano nell’ombra e figura carismatica a cui Sannes è profondamente devoto.
La fede in Uri è uno dei motivi principali per cui Sannes tenta disperatamente di non tradire la verità sulla famiglia Reiss.
Historia Reiss: figlia illegittima di Rodd Reiss, la cui madre è stata uccisa in un’operazione in cui Sannes è coinvolto.
La sua storia personifica una delle conseguenze più tragiche delle azioni di Sannes e del regime.
Djel Sannes rappresenta il volto “normale” del male di stato: non è un fanatico urlante, ma un uomo comune che ha scelto di obbedire ciecamente.
Attraverso di lui, l’opera mostra come un sistema ingiusto possa trasformare i difensori dell’ordine in strumenti di oppressione.
La sua ultima apparizione, pacificata ma priva di potere, suggerisce anche una riflessione sulla responsabilità individuale.
Per quanto sia stato un ingranaggio del sistema, resta comunque responsabile delle vite spezzate dalle sue mani.
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