Medalist Movie

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Medalist Movie
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Episodi: 1
Canale di distribuzione: Film
Fonte della trama: Manga
Data di rilascio: 2027
Categorie di opere: Anime
Nome inglese: Medalist Movie
Nome giapponese: 劇場版 メダリスト
Nome cinese: 剧场版 金牌得主
Nome coreano: 극장판 메달리스트
Nome romanizzato: Medalist Movie
Risorse: Sito Ufficiale

Personaggi (45)

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Hikaru Kamisaki
Hikaru Kamisaki
Genere: FemminaAltezza: 144cm
Compleanno: 31 Gennaio
Doppiatore: Kana Ichinose
Jun Yodaka
Jun Yodaka
Genere: Maschio
Compleanno: 30 Dicembre
Doppiatore: Yuuma Uchida
Inori Yuitsuka
Inori Yuitsuka
Genere: FemminaEtà: 11
Compleanno: 16 Aprile
Doppiatore: Natsumi Haruse
Rioh Sonidori
Rioh Sonidori
Genere: MaschioEtà: 12
Compleanno: 20 Novembre
Doppiatore: Makoto Koichi
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Serie Anime

Medalist
Medalist
Data di rilascio: 05 Gennaio 2025
Medalist Season 2
Medalist Season 2
Data di rilascio: 25 Gennaio 2026
Data di rilascio: [[[anime.release_date]]]

Staff di produzione (1)

Ikada Tsuruma
Ikada Tsuruma
Creatore originale

Creazione della comunità

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Medalist è un manga sportivo sul pattinaggio di figura scritto e disegnato da Tsuru Maikada, pubblicato dal 2020 sulla rivista mensile Afternoon dell’editore Kodansha.

Dal 2025 è anche una serie anime televisiva, prodotta dallo studio ENGI e trasmessa sulle reti del gruppo TV Asahi, con una seconda stagione prevista per il 2026.

Medalist segue il rapporto fra la giovane pattinatrice Inori Yuitsuka e il suo allenatore Tsukasa Akeuraji, due persone che arrivano “fuori tempo massimo” nel mondo iper-competitivo del pattinaggio di figura.

L’opera alterna momenti emotivi molto intensi, dettagli tecnici estremamente realistici e un umorismo tenero, spesso basato sulle goffaggini dei personaggi.

La storia è ambientata soprattutto a Nagoya, considerata una delle “capitali” del pattinaggio di figura in Giappone.

Molte piste e club fittizi sono ispirati a strutture reali, a partire dal Nagoya Sports Center, dove si allena Inori.

Il manga ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, ricevendo numerosi premi importanti e venendo tradotto in molte lingue.

L’anime ha contribuito a far esplodere la popolarità dell’opera, anche grazie alla cura maniacale con cui sono stati realizzati i programmi sul ghiaccio.

Tsukasa Akeuraji è un ex pattinatore di danza sul ghiaccio che, nonostante abbia raggiunto il campionato nazionale, non è mai riuscito a sfondare davvero.

Ha iniziato tardi la carriera (solo al liceo) e, dopo il ritiro, non trova posto nelle compagnie di spettacolo sul ghiaccio: è disoccupato, pieno di dubbi e con pochi soldi.

La sua ex partner, Hitomi Takamine, gli propone di diventare assistente allenatore nel suo club, il Luxe Higashiyama FSC di Nagoya.

Tsukasa è molto riluttante: sogna ancora di pattinare in prima persona e non si vede come coach.

Tutto cambia quando sul ghiaccio incontra una ragazzina di quinta elementare, Inori Yuitsuka, sorpresa mentre entra nella pista senza pagare.

Inori ha passato anni a pattinare di nascosto in cambio di… lombrichi usati come cibo per gli uccellini del custode: un patto assurdo che rivela quanto sia disperata e determinata.

La madre di Inori la considera “una bambina che non sa fare niente”, soprattutto se paragonata alla sorella maggiore Mika, ex promessa del pattinaggio.

Quando Tsukasa intravede il talento grezzo e la fame di ghiaccio di Inori, prende una decisione che gli cambia la vita: la allenerà lui, a costo di mettersi contro la madre.

Dopo una discussione tesissima, Tsukasa promette che renderà Inori un’atleta di livello nazionale.

Da qui inizia la loro corsa folle e fuori tempo massimo verso il sogno olimpico.

Primo anno

Senza basi agonistiche vere e senza un passato da “bambina prodigio”, Inori comincia gli allenamenti seri al Luxe Higashiyama FSC.

Il suo vantaggio è una cosa sola: ama il pattinaggio al punto da non arrendersi mai, qualunque sia la fatica.

Al primo test di abilità iniziale, Inori incontra Hikaru Kamisaki, star del club rivale Meiko Wind FSC.

Hikaru è un fenomeno che ha già fatto parlare di sé ai campionati nazionali di categoria, ma si affeziona subito a Inori, incuriosita da questa piccola stramba che raccoglie lombrichi accanto alla pista.

Alla coppa Meiko – categoria iniziale femminile Inori affronta Ryoka Miketa, detta “Miche”, una bambina più piccola ma con salti impressionanti.

Miche all’inizio non rispetta il suo allenatore e si allena come le pare, finendo per crollare in gara; Inori, invece, sfrutta ogni insegnamento di Tsukasa e conquista la vittoria.

L’avanzata continua con la promozione al 1º livello tecnico.

Inori partecipa al Campionato scolastico dell’Ovest del Giappone, dove si scontra con rivali forti come Seira Shishidou, figlia di un’ex nazionale di speed skating, Ritsu Koguma, fredda e calcolatrice, e soprattutto Ema Yamato, promessa del prestigioso club Rengecha FSC di Kyoto.

Ema, alta e in piena crescita, soffre da tempo di dolori da sviluppo e di un corpo che cambia più in fretta della sua tecnica.

Grazie alla pazienza del suo coach Jakuzure Yuudai (Chokaku Kamegaya nel complesso tecnico di cui fa parte) e a un lavoro mirato, riesce a superare il blocco e vince la gara, mentre Inori arriva seconda e accumula nuova motivazione.

Lo sforzo e la crescita rapida mettono però sotto stress il corpo minuscolo di Inori.

I dolori la costringono a rallentare e a saltare alcune competizioni, segnando la fine del suo primo anno agonistico.

Secondo anno

Quando rientra in pista, Inori ha già superato il 5º livello e punta dritta al 6º, la soglia che la porterebbe nelle categorie più alte.

Il suo incubo tecnico è il doppio Axel, salto ponte necessario per salire di livello.

Nel frattempo, nel club arriva Rioh Sonidori, figlio di Shinichiro Sonidori, ex argento olimpico e coach di Hikaru Kamisaki.

Rioh ha vissuto all’ombra del padre e della compagna di allenamento Hikaru, sviluppando un enorme complesso d’inferiorità e un carattere spigoloso.

Quando si ritrova a fare il ritiro estivo insieme a Inori al Luxe Higashiyama, lo scontro è inevitabile.

Rioh è pungente, la chiama “gamberetto” e non sopporta di essere allenato da un coach “fallito” come Tsukasa.

Ma quando vede Tsukasa pattinare a tutta velocità per mostrare la corretta esecuzione dei salti, rimane sconvolto.

Salti a parte, Tsukasa ha una qualità di scivolata, di controllo del peso e di espressività che ricordano i grandi campioni del passato.

Per Rioh, quel momento è una rivelazione.

Da lì comincia a considerarsi “il primo allievo” di Tsukasa, entrando (malvolentieri) in una rivalità scherzosa con Inori.

Inori riesce a superare il test di 6º livello, aprendo la strada al Campionato nazionale Novice A.

Per qualificarsi deve prima passare la selezione del blocco di Chūbu, dove si ritrova circondata dalla temuta “generazione Kamisaki”.

Fra le avversarie ci sono Yuna Yagi, capace di combinazioni 3Lutz+3Loop da brivido, Yotsuba Ushikawa, timida ma tenace, Rinna Sarukawa, nervosa ma amante delle scommesse tecniche, e molte altre.

Prima della gara Inori, ingenua, chiede alla senior Riina Kojou “come si fa ad andare alle Olimpiadi”, irritando l’orgogliosa Iruka Okazaki dell’Aisai Ride FSC, che interpreta la domanda come una mancanza di rispetto.

Alla cerimonia, la tensione è palpabile, ma Tsukasa stringe la mano a Inori e le sussurra: “Oggi ti faccio diventare una medaglia d’oro.”

È un giuramento che segna l’ingresso di entrambi nel mirino delle élite del pattinaggio.

Da lì in poi, Inori brucia le tappe: in due anni scarsi si ritrova a eseguire addirittura un quadruplo Salchow e a ottenere la convocazione per la Junior Grand Prix internazionale.

I media cominciano a chiamarla “bambina prodigio”, dimenticando in fretta che, agli inizi, genitori e allenatori la consideravano solo un caso disperato “arrivato tardi”.

Inori Yuitsuka

Inori Yuitsuka è la protagonista assoluta: una ragazzina di quinta elementare, molto piccola di statura, con un amore assoluto per il pattinaggio di figura.

A scuola è considerata una frana in matematica e Kanji, ma quando si tratta di regole, punteggi e storia del pattinaggio, memorizza tutto con un entusiasmo contagioso.

La sua infanzia è segnata da paragoni continui con la sorella maggiore Mika Yuitsuka, ex talento del ghiaccio.

La madre, convinta che Inori sia “quella che non sa fare niente”, le ha sempre negato il diritto di provare il pattinaggio.

Per anni Inori ha pattinato di nascosto al Nagoya Sports Center, grazie al custode Mamoru Sekoma che, impietosito, le cedeva il ghiaccio in cambio di lombrichi per gli uccellini.

Ha imparato le basi solo con un vecchio manuale e qualche consiglio di Sekoma: niente salti, ma una scivolata già sorprendente.

Inori è ossessionata dal ghiaccio, ma non in un modo distruttivo: il suo entusiasmo travolge chi le sta vicino.

Quando capisce che Tsukasa ha rinunciato alla sua carriera da atleta per allenarla, si carica sulle spalle una responsabilità gigantesca: diventare così forte da non farlo mai pentire.

La sua specialità tecnica sono le step sequence e, in generale, il pattinaggio di base: il modo in cui taglia il ghiaccio, controlla il corpo e racconta una storia con i passi è superiore alla media della sua categoria.

I salti, al contrario, sono il suo tallone d’Achille, e gran parte della serie mostra il suo rapporto d’amore e odio con Axel, tripli e, più avanti, quadrupli.

Dentro di lei, più volte, l’autore suggerisce che abiti “la stessa cosa” che un tempo muoveva il leggendario campione Jun Yodaka: una specie di buio interiore fatto di catene, ossessione e necessità assoluta di restare sul ghiaccio.

Hikaru Kamisaki, vedendo Inori in allenamento, capisce che in realtà è lei, e non se stessa, quella che più somiglia a Yodaka.

Tsukasa Akeuraji

Tsukasa Akeuraji è un ex danzatore sul ghiaccio, 26 anni, in eterna lotta con la sensazione di essere arrivato troppo tardi per tutto.

Ha cominciato a pattinare solo alle superiori, e a lavorare con un coach a 20 anni: nel pattinaggio di figura, praticamente un’età da pensione.

Pur riuscendo a partecipare ai campionati nazionali di danza con Hitomi Takamine, non è mai salito sul podio.

I soldi per continuare a competere finiscono, e dopo il ritiro si ritrova respinto da tutte le compagnie di spettacolo su ghiaccio presso cui fa domanda.

Dietro la sua apparente immaturità (si fa trasportare, si entusiasma come un bambino, commette gaffe) si nasconde un talento tecnico enorme.

Tsukasa possiede una capacità di percepire lo spazio e i movimenti altrui quasi sovrumana, che lui chiama “occhio di falco”: basta che veda una volta un elemento per saperlo riprodurre.

La sua idolatria per Jun Yodaka lo ha spinto a entrare nel pattinaggio dopo aver visto un’esibizione che gli ha “distrutto la vita normale”.

In vita sua, però, non ha mai trovato nessuno disposto a investire su di lui come atleta, e questo lo ha portato a negare il proprio valore.

Come coach è appassionato, creativo e borderline irresponsabile: chiede ai suoi atleti molto, forse troppo, ma pretende ancora di più da sé stesso.

Davanti alle élite del settore non ha pudore a chiedere consigli, a umiliarsi e a rubare con gli occhi ogni metodo possibile pur di far crescere Inori.

Quando Yodaka, in persona, dopo averlo visto pattinare gli dice di tornare a gareggiare, Tsukasa rifiuta.

La sua scelta è fatta: per lui, ormai, la pista appartiene a Inori, e il suo compito è portarla fino all’oro olimpico.

Hikaru Kamisaki

Hikaru Kamisaki è la rivale-amica di Inori, un prodigio del club Meiko Wind FSC e una delle figure centrali della “generazione Kamisaki”.

Ha la stessa età di Inori ma un repertorio tecnico da far impallidire molte junior: combinazioni triplo-triplo e un triplo Axel invidiabile.

Hikaru è cresciuta in orfanotrofio e viene adottata in una famiglia legata al pattinaggio.

È Jun Yodaka a riconoscere per primo in lei un carisma e una luce destinati a emergere comunque, anche senza aiuto.

Ufficialmente il suo allenatore è Shinichiro Sonidori, ma in realtà la sua formazione è seguita in segreto proprio da Yodaka, con le coreografie del geniale Leonid Solokin.

Questo “doppio livello” di coaching è tenuto nascosto perfino alle compagne di club.

All’inizio Hikaru vede in Inori una “sorella di ghiaccio”, qualcuno che porta lo stesso peso esistenziale di Yodaka.

In gara, però, scopre che Inori è diversa: la sua forza non risiede solo nel buio, ma nella capacità di accendersi per la gioia del pattinaggio e di aggrapparsi agli altri.

Quando si rende conto che per Inori lei è un obiettivo, decide che vuole esserlo fino in fondo.

Diventa “la regina assoluta” che corre sul ghiaccio come se stesse bruciando la propria vita, perché sa che solo così l’amica-rivale sarà costretta a superarli, lei e Yodaka.

Jun Yodaka

Jun Yodaka è il mito vivente (e poi ritirato) del pattinaggio di figura, oro olimpico e campione imbattuto in ogni competizione a cui ha preso parte.

Ha lasciato le gare a soli 20 anni, dopo una corsa perfetta in cui non ha mai fallito un grande appuntamento.

Alle categorie giovanili aveva già portato in gara combinazioni triplo Lutz + triplo Loop e tripli Axel, dominando la scena Novice come nessun altro.

Dopo il ritiro è diventato una figura quasi leggendaria, ruvida e difficile da avvicinare, con l’aria cinica di chi ha visto troppo.

È un fumatore incallito, spesso mostrato mentre calcia cestini e spacca telefoni, e può essere brutalmente sincero fino alla crudeltà.

Ma quando salva Inori da una caduta sulle scale, sacrificando il proprio corpo senza pensarci, si capisce che la sua durezza non è indifferenza.

Il suo rapporto con Hikaru Kamisaki è complesso: sa che il mondo la vedrà come “la nuova Yodaka”, ma lui non vuole ridurla a una copia.

In Inori, invece, riconosce un’ombra simile alla propria, qualcosa che potrebbe esplodere in grandezza o distruggerla.

Quando incontra Tsukasa e guarda la sua pattinata dal vivo, individua subito la stessa “anomalia” di talento che possiede lui.

Gli propone senza mezzi termini di tornare a gareggiare, ma di fronte al rifiuto capisce che la sua eredità passerà forse, indirettamente, proprio tramite Inori.

La famiglia Yuitsuka

Mika Yuitsuka è la sorella maggiore di Inori, di otto anni più grande, ex pattinatrice promettente.

Un grave infortunio al piede l’ha costretta a interrompere la carriera agonistica, lasciandole un senso di irrisolto.

All’inizio vive in Canada per studio e lavoro come modella, ma torna in Giappone ogni volta che Inori ha una gara importante.

Adora la sorellina (che chiama “Non-chan”) e, pur avendo inconsapevolmente contribuito ai paragoni in famiglia, diventa presto una delle sue tifose più accanite.

La madre, Nozomi, ha interiorizzato l’idea che Inori sia “quella che non può farcela”.

Ha visto Mika distruggersi fisicamente per il pattinaggio e teme che la stessa cosa succeda a Inori, preferendo proteggerla dal fallimento evitando proprio di farla iniziare.

Alla prima gara di Inori, però, il suo muro crolla.

Assiste con i propri occhi alla gioia feroce della figlia sul ghiaccio e capisce di aver creduto alle parole cattive degli altri più che ai desideri di Inori stessa.

Da quel momento decide di sostenerla pienamente nel sogno olimpico, anche se questo significa affrontare sacrifici economici e di tempo.

La sua trasformazione è uno dei momenti emotivamente più forti dell’opera.

Il padre, Hironobu Yuitsuka, è una presenza più discreta ma affettuosa.

Non prende decisioni drastiche da solo, ma funge da equilibrio tranquillo in una famiglia spaccata fra paura e sogni.

La famiglia Kago

Kouichi Kago è il proprietario dell’azienda presso cui Tsukasa lavora come tuttofare e factotum.

La sua famiglia ha sostenuto Tsukasa fin dai tempi da atleta, grazie soprattutto all’intuito della moglie Meiko Kago, che aveva visto il suo potenziale.

Meiko muore prima che Tsukasa possa regalarle il risultato che sogna: vedere il suo allievo sul podio.

La sua assenza pesa come un fantasma benevolo, che influenza ancora le scelte di Tsukasa e di Kouichi.

La figlia, Yō Kago, è coetanea di Inori, gracile e spesso malata, con lunghi periodi di assenza da scuola.

Di solito appare svogliata e un po’ capricciosa, ma in realtà ha una sensibilità acuta: finge di non capire il pattinaggio, poi si immerge completamente nello studio delle regole e dei salti.

Grazie ai commenti di Sekoma e degli altri personaggi adulti, Yō diventa spesso la “voce dello spettatore”: non pattina, ma impara a leggere i programmi e a riconoscere i vari tipi di salto.

Il progetto originale del manga prevedeva che fosse lei il personaggio centrale che sostiene l’amica pattinatrice: traccia che oggi rimane sullo sfondo, ma si percepisce nella cura con cui è scritta.

Tsukasa vive a casa dei Kago come dipendente interno, praticamente parte della famiglia.

Fra lui e Yō si crea una dinamica da fratello maggiore-sorellina, piena di litigi buffi ma anche di tenerezza.

Luxe Higashiyama FSC

Il Luxe Higashiyama FSC è il club di Nagoya in cui si allena Inori, diretto da Hitomi Takamine.

Hitomi è l’ex partner di danza sul ghiaccio di Tsukasa, più esperta di lui e con una carriera giovanile brillante alle spalle.

Nel club troviamo diversi personaggi ricorrenti:

Yuki Uyama, studentessa di seconda media, paziente e responsabile, spesso incaricata di fare da referente ai più piccoli durante le gare.

Souta Inukai, ragazzino di quarta elementare appassionato di videogiochi, bravo ma disilluso sulla scarsa concorrenza nella categoria maschile.

Hitomi ingaggia Tsukasa come assistente per poter seguire meglio il settore danza e i molti allievi.

Fra i due rimane un rapporto di fiducia e di confidenza, fatto di battute e frecciatine, ma anche di reciproco rispetto professionale.

Meiko Wind FSC

Il Meiko Wind FSC è il club più in voga di Nagoya al momento della storia.

Qui si allenano Hikaru Kamisaki e il già citato Rioh Sonidori, oltre a molte altre promesse.

Il club è diretto da Shinichiro Sonidori, ex rappresentante olimpico e rivale storico di Jun Yodaka.

Sonidori è l’uomo dei quattro salti, capace in passato di portare quadrupli puliti quando i coetanei avevano già smesso.

Nonostante la sua aura da “mostro sacro”, Sonidori è gentile, umile e fin troppo serio, al punto che lo stress gli ha fatto imbiancare i capelli prima dei 40.

Considera Tsukasa con grande rispetto e non esita a inchinarsi per ringraziarlo quando quest’ultimo accetta di seguire Rioh in ritiro.

Fra le giovani pattinatrici del club spiccano:

Yuna Yagi, elegante e determinata, innamorata del proprio coach in segreto;

Yotsuba Ushikawa, emotiva ma instancabile;

Rinna SARUKAWA, che alterna pianti e scelte folli in gara pur di giocarsi il tutto per tutto.

Il vice allenatore Shouya Kijita è un ex pattinatore dal carattere spigoloso e dal cuore d’oro, con un passato da “bad boy” ma un presente da coach-attento-e-fiorista-di-fiori-di-gara.

Al bacio del punteggio (la “kiss and cry”) tratta le sue allieve come principesse, con bouquet preparati apposta per ciascuna.

Rengecha FSC (Kyoto)

Il Rengecha FSC è il club più forte del Giappone al momento, con sede a Kyoto.

È diretto dall’allenatore carismatico Chokaku Kamegaya, figura severa ma estremamente protettiva con i suoi atleti.

La punta di diamante nella categoria Novice è Suzu Kamoto, ragazza di Kyoto tanto carina quanto ambiziosa.

Lei stessa dice di voler diventare “la più carina sul podio” e di lottare per il primo posto anche per ragioni estetiche… ma dietro questa motivazione superficiale c’è un allenamento massacrante.

Per Kamegaya, la sua grande qualità è la capacità di reggere una motivazione semplice per tutta la carriera, senza farsi schiacciare dal peso delle aspettative altrui.

Suzu è cresciuta in una famiglia di musicisti e ha tre sorelle maggiori che la trattano come una bambola, contribuendo al suo gusto per il trucco e l’estetica.

Accanto a lei troviamo Ema Yamato, già citata, che supera un periodo durissimo di crescita e dolori grazie alla fiducia ostinata del suo coach Yuudai Jakuzure.

Completano il quadro i gemelli Kyoudai Nedefuji, tre fratelli quasi indistinguibili che dominano varie categorie e confondono chiunque non sia il loro allenatore.

Aisai Ride FSC

L’Aisai Ride FSC è un club risorto dalle ceneri di una vecchia società, grazie al lavoro del coach Seiji Gori.

Gori è un ex nazionale che ha lasciato l’insegnamento scolastico per ricostruire la sua pista del cuore e portarla di nuovo ai vertici.

La stella del club è Iruka Okazaki, adolescente esplosiva e talentuosissima.

I suoi salti hanno l’altezza dei maschi, la sua tenuta addominale le permette di entrare e uscire da posizioni difficili come il “Klimkin eagle” con impressionante controllo.

Iruka ha un carattere duro e un linguaggio senza filtri: urla ai bambini, litiga con la madre, salta gli allenamenti.

Ma nasconde una ferita profonda: da piccola è stata salvata, emotivamente, dalla dolcezza di Mika Yuitsuka, con cui aveva promesso di pattinare insieme.

Quando scopre che Inori è la sorella di Mika, reagisce male, quasi ostile.

Solo più avanti, durante i raduni di selezione della Junior Grand Prix, trova il coraggio di raccontarle la verità e di lasciare emergere l’affetto, trattandola come una sorellina da proteggere.

Gravity Sakuradori FSC

Il piccolo Gravity Sakuradori FSC è, di fatto, il regno di Mario Nachi e della sua unica allieva, Ryoka Miketa.

Mario è un’ex promessa di alto livello, specializzata in salti alti ma mai riuscita a completare un quadruplo in gara.

Il suo carattere irruento l’ha resa poco adatta a gestire un gran numero di allieve, perciò per lungo tempo non aveva studenti personali.

Quando le affibbiano la “problem child” Miketa, se ne innamora sportivamente: due testarde che si urlano addosso ma vanno nella stessa direzione.

Il club è povero e la vita economica di Mario è sempre al limite.

Nonostante ciò, si impegna ad aiutare anche altri club, come il Luxe Higashiyama, nelle sessioni dedicate ai salti.

Waka Umitsuki, dell’Heatami SC, deve viaggiare da Shizuoka a Nagoya per allenarsi perché nella sua prefettura non c’è una pista.

È dolce e piange facilmente, ma ha un modo di muoversi che la rende subito riconoscibile.

Ran Ogumo, del Fukuoka Park FSC, è una Novice A di punta che sogna però di diventare attrice e idol.

Vive uno strappo interiore fra il pattinaggio come sport serio e il mondo scintillante dello spettacolo.

Kitora Kanna, compagna di club di Ran, è minuscola ma capace di buchi nel ghiaccio quando atterra, segno di una potenza fuori scala.

I preparatori fisici, come Miho Kanayumi, la tengono d’occhio per evitare infortuni dovuti a troppo “braccio di ferro” con il ghiaccio.

Kurumi RISU, della Longue Queue Flower FSC, è il classico jolly che, pur ferita e sanguinante, finisce il proprio programma fra gli applausi.

È simbolo della fama del club come ambiente caloroso in cui la coach Ami Yamane valorizza il coraggio oltre al risultato.

Sakina Anaguma, della Tact Toyohashi FSC, è una giovane stella che ha già sfiorato il podio nazionale.

Il suo allenatore, Arata Hakubi, è un giovane tecnico che lotta su più fronti per far crescere il club in una zona non facile.

Kanna Honami, dell’Ice Tsuruga FSC, è allenata in parte da Atsushi Wani, ex pattinatore con passato nel Meiko Wind, che oggi fa avanti e indietro fra club diversi per seguire i propri atleti.

L’allergia ai crostacei di Honami crea piccoli drammi comici durante i viaggi e le cene di team.

Yutaka Kyoboku

Yutaka Kyoboku è l’allenatore capo dell’Okayama Tina FSC.

È un tecnico molto educato, che parla a chiunque – dai bambini ai campioni – con un giapponese estremamente rispettoso, segno di una personalità prudente e riflessiva.

In passato ha allenato per una stagione Jun Yodaka, ma considera quel periodo un fallimento personale.

Dice di non essere “riuscito a fare nulla per lui”, evidenziando quanto sia difficile seguire un talento che sembra andare oltre ogni metodo.

È proprio Kyoboku a dare un nome alla capacità visiva di Tsukasa, il famoso “occhio di falco”.

Capisce che, se questo talento venisse trasmesso a Inori, potrebbe aprire una porta completamente nuova nel suo modo di percepire il ghiaccio.

Miho Kanayumi

Miho Kanayumi è fisioterapista e specialista in riabilitazione sportiva, legata inizialmente al Fukuoka Park FSC.

Compare prima come figura misteriosa che osserva Inori in gara, per poi approdare ufficialmente al Luxe Higashiyama in doppio incarico.

Miho è molto severa nell’evitare carichi eccessivi: ricorda continuamente che un salto in più deve essere giustificato da una base fisica solida.

La sua presenza segna un cambio di passo nel manga, perché introduce in modo narrativamente forte il tema della prevenzione degli infortuni nei giovani.

Kakeru Uobuchi

Kakeru Uobuchi è un coach freelance specializzato in salti, che gira i club di tutta la nazione con un’attrezzatura particolare: l’imbracatura di salto.

In Giappone questo strumento è ancora poco utilizzato, ma lui lo maneggia con naturalezza.

Grazie all’imbracatura può guidare fisicamente i bambini in aria, correggendo l’asse del corpo e facendogli provare più volte la rotazione senza schiantarsi.

Il suo obiettivo dichiarato è “alzare il livello medio dei salti in tutto il paese”, senza legarsi in esclusiva a un singolo club.

Quando lavora con Inori, la aiuta a sbloccare i meccanismi di base che le mancavano per stabilizzare i suoi Axel e, più tardi, le rotazioni multiple.

È un personaggio che incarna l’idea che la crescita tecnica non è solo talento, ma anche tecnologia e metodo.

Chokaku Kamegaya

Chokaku Kamegaya, già citato come capo del Rengecha FSC, è uno degli allenatori più carismatici del manga.

Ha l’abitudine nervosa di digrignare i denti quando è concentrato, segno della tensione perenne con cui vive le gare.

Quando Suzu gli chiede di renderla “la numero uno del Giappone perché vuole essere la più carina al centro del podio”, lui accetta senza giudicarla.

Le dice che il mondo è pieno di desideri pesanti, e che per lei si prenderà in carico lui quelli degli altri: a lei basta mettere sul ghiaccio il proprio.

È un manifesto del modo in cui Medalist vede il lavoro dei coach: non tiranni, ma portatori di responsabilità che alleggeriscono i ragazzi.

Al contrario di figure autoritarie di altri manga sportivi, Kamegaya è severo, ma sempre dalla parte dei suoi atleti.

Origine del manga

Tsuru Maikada ha iniziato Medalist senza alcuna esperienza personale nel pattinaggio di figura.

Per documentarsi, ha frequentato per un mese un corso di pattinaggio al Nagoya Sports Center, pagando di tasca propria fino a indebitarsi.

Durante un allenamento si è rotta pericolosamente perone e astragalo, finendo in ospedale e dovendo subire un’operazione complessa.

Paradossalmente, proprio mentre era immobilizzata le è arrivata la notizia che il suo progetto di manga era stato approvato dalla redazione di Afternoon.

All’inizio immaginava una storia quasi priva di adulti, in cui una bambina ricca finanzia il sogno pattinatorio dell’amica povera.

Gli editori, però, hanno fatto notare che lasciare tutto il peso economico e morale sulle spalle di bambini sarebbe stato poco credibile e difficile da gestire.

Da lì è nato lo spostamento di focus sui coach adulti e sul rapporto fra Tsukasa e Inori.

Le idee legate alla “ragazza ricca” e alla famiglia che sostiene il protagonista sono confluite nella famiglia Kago e nel loro ruolo di sponsor e casa-famiglia di Tsukasa.

Scelta del titolo e ambientazione

Fra i titoli proposti e bocciati figura “Bestia di fuoco e ghiaccio”, poi riutilizzato come mini spin-off fantasy, e una versione con punti esclamativi di “Medalist”.

Alla fine si è scelto un titolo semplice e universale, che rimanda direttamente alle medaglie e alle classifiche.

La scelta di Nagoya come ambientazione non è casuale: l’autrice è originaria della prefettura di Aichi e voleva valorizzare la sua terra.

La città è famosa per aver dato i natali o la formazione a grandissimi pattinatori di figura, da Midori Itō a Shoma Uno.

Il Nagoya Sports Center, chiamato dai locali “pista di Ōsu”, è un vero tempio del pattinaggio.

Nel manga viene leggermente mascherato, ma riconoscibile, e spesso compaiono riferimenti affettuosi alla cultura locale.

Nomi e significato simbolico

Tsuru Maikada evita di usare nomi troppo simili a quelli degli atleti reali, per non generare fraintendimenti.

Per lo stesso motivo sceglie una toponomastica e un bestiario di cognomi estremamente creativi, spesso legati ad animali o uccelli.

La maggior parte dei pattinatori in Medalist ha un nome che richiama animali, specie volatili, per sottolineare la dimensione “aerea” del loro sport.

Fanno eccezione proprio Inori Yuitsuka e Tsukasa Akeuraji, i due protagonisti, che non portano nel nome alcuna bestia: sono “fuori dal destino naturale del ghiaccio”.

Nel manga viene detto esplicitamente che “il nome è una bussola per la vita”.

Molti personaggi riflettono sul significato del proprio, chiedendosi se stiano onorando o tradendo la direzione che quel nome sembra suggerire.

Produzione

L’anime di Medalist è stato annunciato nel 2023 e ha debuttato in TV nel gennaio 2025, in un blocco notturno ma molto visibile.

La produzione è affidata allo studio ENGI, con Yasutaka Yamamoto alla regia e Jukki Hanada alla composizione della serie.

Una delle sfide maggiori era rendere i programmi sul ghiaccio tanto fluidi e tecnicamente accurati quanto nel manga, se non di più.

Per farlo, ENGI ha messo a collaborare strettamente il reparto disegno 2D e quello 3D, con un massiccio uso di motion capture.

Il ruolo di “direttore del pattinaggio” e supervisore 3D è affidato a Kouji, che ha dichiarato di voler rendere le esibizioni “più leggibili che nella realtà”.

Il pubblico deve poter seguire le rotazioni, i livelli degli elementi e l’espressione del volto, cosa non sempre facile nelle riprese reali.

Alle coreografie hanno collaborato stelle reali del pattinaggio giapponese, fra cui Akiko Suzuki e Yuhana Yokoi, insieme a Hinano Isobe.

I loro movimenti sono stati catturati e adattati per i vari personaggi, creando una sensazione di autentica professionalità in ogni gesto.

Musica e doppiaggio

L’opening della prima stagione, “BOW AND ARROW”, è cantata da Kenshi Yonezu, grande fan dichiarato del manga, che ha chiesto lui stesso di scrivere un brano per l’anime.

Il videoclip della canzone, in cui compare anche lo stesso Yuzuru Hanyu, ha ottenuto milioni di visualizzazioni in pochi giorni.

La ending è “Atashi no Dress” del gruppo Neguse., dal tono più intimo e quotidiano, che chiude ogni episodio riportando l’attenzione sulla crescita personale dei protagonisti.

Per la seconda stagione è annunciata un’opening intitolata “Cold Night” cantata dal gruppo HANA, con testo e musica di Chanmina.

Nel doppiaggio spicca il caso di Natsumi Haruse (voce di Inori), che era fan di Medalist già da tempo e aveva ricevuto, anni prima, una lettera di stima dall’autrice.

Tsuru Maikada lavorava ancora in ufficio quando le scrisse che il suo sogno era diventare mangaka e poter affidarle un giorno una protagonista: sogno poi puntualmente realizzato.

Haruse ha dichiarato di essersi concentrata soprattutto sull’amore puro di Inori per il pattinaggio.

Ha cercato di evitare toni troppo caricati, mantenendo quella miscela di ingenuità e determinazione che rende Inori così particolare.

Tsukasa è doppiato da Takeo Ōtsuka, che restituisce benissimo il lato “adulto bambino” del coach: goffo nella vita di tutti i giorni, serissimo quando si parla di ghiaccio.

Hikaru ha la voce intensa di Kana Ichinose, mentre Jun Yodaka è interpretato da Yūma Uchida, capace di passare dalla freddezza ai momenti di vulnerabilità.

Accoglienza

L’anime è stato accolto con entusiasmo sia dal pubblico degli appassionati di anime sia dagli addetti ai lavori del pattinaggio.

Molti commentatori hanno indicato Medalist come una delle serie più potenti e sincere della stagione invernale 2025.

Il pattinatore professionista Yuzuru Hanyu ha raccontato di aver pianto durante la scena della madre di Inori, segno di come l’opera tocchi corde molto profonde.

Siti e riviste specializzate su anime e cultura pop hanno spesso collocato Medalist ai primi posti delle classifiche di gradimento della stagione.

La fedeltà alle regole del punteggio, la rappresentazione credibile di infortuni, crescita fisica e limiti psicologici sono stati molto lodati.

Anche la scelta di mostrare il lavoro dei coach, dei fisioterapisti e dei tecnici di salto ha contribuito a rendere la serie un riferimento realistico sul pattinaggio.

Medalist ha generato una lunga serie di collaborazioni con aziende, eventi sportivi e manifestazioni culturali.

Si va dalle collezioni di merchandising con catene come Fashion Center Shimamura e Sanrio, a popup store dedicati in librerie specializzate e grandi magazzini.

Sono state allestite piste di pattinaggio temporanee con decorazioni e sagome dei personaggi in luoghi iconici come Tokyo Skytree Town e la pista all’aperto di Sakae a Nagoya.

A Nagoya, la celebre statua Nana-chan è stata vestita con il costume da gara di Inori, trasformandosi in un enorme tributo all’anime.

Il manga e l’anime sono stati protagonisti anche di festival come AnimeJapan, con stand dove i fan potevano fotografarsi su una finta pista di ghiaccio.

Alcuni club reali di pattinaggio – fra cui quello di Kyoto e il Nagoya Sports Center – ospitano pannelli, poster e repliche di costumi della serie.

Sul piano sportivo, Medalist ha collaborato con competizioni ufficiali come il World Team Trophy 2025 e il Grand Prix Final 2025, con materiale promozionale e attività per i bambini.

In particolare, ad Aichi è stato realizzato un libretto esplicativo delle regole del pattinaggio usando illustrazioni e personaggi di Medalist, distribuito ai partecipanti ai corsi sul ghiaccio.

Non mancano partnership con aziende del trasporto come JR Central, che ha organizzato campagne tematiche sui treni ad alta velocità, e con marchi alimentari che hanno lanciato snack e bevande “energetiche Medalist”.

Un esempio è la bevanda “GOE+5000”, il cui nome riprende il bonus massimo applicabile agli elementi tecnici perfetti nel regolamento del pattinaggio.

La serie ha ispirato anche giochi e iniziative online: lotterie digitali con gadget esclusivi, collaborazioni con sale karaoke che proiettano le opening con le immagini dell’anime, e persino eventi nei rhythm game arcade.

Il risultato è che Medalist non è solo un manga o un anime, ma un piccolo ecosistema culturale che tocca sia gli appassionati di sport sia gli amanti delle storie di formazione.

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(Ultima modifica: Domenica 08 Marzo 2026 18:57)

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