Rin Baio è un personaggio femminile dell’opera “Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto”, studentessa di scuola media e ventiduesima “ragazza del destino” di Rentarou Aijou, nota per il contrasto tra il suo lato da raffinata violinista e la sua passione incontrollabile per tutto ciò che è violento e sanguinoso.
Nome completo: Rin Baio
Genere: Femmina
Età: 13 anni
Scuola / Classe: Scuola media affiliata all’Università Miele dei Fiori, secondo anno
Data di nascita: 10 agosto
Segno zodiacale: Leone
Persona che ama: Rentarou Aijou
Famiglia: Entrambi i genitori sono violinisti professionisti
Prima apparizione (capitolo): volume 14, capitolo 115
Ingresso nella “famiglia” di Rentarou: volume 14, capitoli 116–117
Colore associato: rosso cardinale, un rosso scuro che richiama il colore del sangue ma con un’aura elegante
Prima persona che usa per riferirsi a sé stessa: “io”
Rin Baio è la ventiduesima ragazza destinata a innamorarsi di Rentarou Aijou.
Frequenta la stessa scuola media di Uto Nakaji, ed è sua compagna di classe.
Cresciuta in una famiglia di musicisti, è una promettente violinista che sogna di diventare, come i suoi genitori, un’artista capace di emozionare tante persone con il proprio suono.
All’apparenza è una signorina educata, dai modi eleganti e composti, con un’immagine da “bambola di porcellana”.
Dietro questa facciata, però, nasconde una passione sfrenata per il sangue, la violenza e i contenuti grotteschi, che la fa letteralmente brillare di entusiasmo.
Quando questo lato emerge, si trasforma in una “nobile della violenza”, con un sorriso affilato e uno sguardo famelico.
Rin è rappresentata come una ragazza dall’aria estremamente curata e raffinata.
Ha capelli neri ordinati, con frangia dritta, raccolti in due ciocche laterali fermate da fiocchi di pizzo bianchi.
Indossa la divisa della scuola: una gonna a salopette a quadretti con una giacca corta, e sotto una camicetta con maniche svasate e piena di volant.
Le sue calze bianchissime tipo over‑knee creano un contrasto con il nero dei capelli e il rosso intenso degli occhi.
Gli occhi di Rin sono di un rosso profondo, quasi color sangue, e la loro luce feroce tradisce un che di inquietante sotto l’aspetto innocente.
Anche la punta dei capelli e la cravatta seguono questa palette rossa, legandosi al suo tema di “violinista della violenza”.
Un dettaglio fondamentale è la sua dentatura: quando sorride normalmente la bocca appare piccola e composta, ma quando si esalta si vedono chiaramente denti appuntiti e irregolari, che rafforzano il suo lato predatorio.
Lato da violinista raffinata
Rin è nata in una famiglia di musicisti e ha iniziato a studiare violino sin da quando era piccolissima.
Adora profondamente lo strumento e si allena continuamente per avvicinarsi al livello dei suoi genitori.
È una ragazza diligente, meticolosa e responsabile, che si impegna a migliorare costantemente.
Il suo violino è descritto come capace di produrre un suono bellissimo, tanto da ricevere già molti elogi dall’ambiente circostante.
Ha un’ottima sensibilità musicale: orecchio, senso del ritmo e capacità di reagire ai suoni sono tutti sopra la media.
In varie situazioni riesce a sincronizzare i movimenti con i suoni circostanti, mostrando riflessi degni di un’artista.
Per chi la vede solo in contesto musicale, Rin appare come una ragazza esemplare: educata, dolce, piena di sogni e altamente talentuosa.
Lato “violence” nascosto
Il suo vero tratto distintivo è però l’amore smisurato per tutto ciò che riguarda sangue, ferite, lotte e scene cruente.
Contrariamente all’immagine di “fanciulla pura”, la vista di violenza la manda in visibilio.
Quando assiste a risse, a ferite sanguinanti o a contenuti splatter, il suo viso si illumina, le gote si arrossano e comincia a ridacchiare in modo sinistro.
In questi momenti si lascia sfuggire frasi del tipo: “Che violenza deliziosa” o il suo marchio di fabbrica deformato “BioLen-suaa”, una storpiatura di “violence” resa più facile da pronunciare e più personale.
Più avanti, questo modo di parlare viene sintetizzato spesso nel solo “suaa”, che lei usa sia come intercalare sia per indicare l’atto violento in sé.
Il suo entusiasmo non riguarda tanto la sofferenza altrui, quanto l’estetica e l’impatto della scena: sangue, colpi, esplosioni di carne e simili.
Rin è perfettamente consapevole che questo gu
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