Nano Eiai

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Nano Eiai
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Età: 15
Compleanno: 14 Marzo
Zodiaco: Pesci
Genere: Femmina
Nome inglese: Nano Eiai
Nome giapponese: 栄逢 凪乃(えいあい なの)
Nome cinese: 荣逢凪乃
Nome coreano: 에이아이 나노
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Asami Seto
Asami Seto
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Emiri Suyama
Emiri Suyama
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto
Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto
Data di rilascio: 08 Ottobre 2023

Impostazioni del personaggio

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Nano Eiai è un personaggio femminile dell’opera Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto, studentessa delle superiori dal fascino glaciale e intelligenza da “IA”, nota come quarta “ragazza del destino” di Rentarou Aijou.

Nome completo: Nano Eiai

Genere: Femmina

Età: 15 anni

Scuola: Liceo annesso all’Università Hana no Mitsu, classe 1‑4

Anno scolastico: Primo anno di liceo

Data di nascita: 14 marzo

Segno zodiacale: Pesci

Classe: 1‑4 (stessa classe di Rentarou Aijou)

Prima apparizione (anime, gag “Bibiin!!”): Stagione 2, episodio 6 (corrispondente al 5º episodio del formato originale)

Entrata nella “famiglia” di Rentarou (anime): Stagione 2, episodi 7–8 (ep. 5 nel conteggio originale)

Tema musicale personale (BGM): “Nano Eiai.”

Image song: “Yohou Stellare” (traduzione di “星彩予報”)

Scuola media di provenienza: Scuola media Mirene (esterna rispetto all’istituto superiore)

Doppiatrice (drama audio): Emiri Toyama

Doppiatrice (serie TV animata): Asami Seto

Nano è una bellissima ragazza dai lunghissimi capelli lisci color argento e occhi rossi intensi.

Ha un fisico slanciato, da modella, con curve generose paragonabili a quelle di Hakari Hanazono, e un seno almeno di taglia E, pur mantenendo una linea molto asciutta.

È alta più o meno quanto Rentarou Aijou e la sua postura è sempre composta, quasi robotica.

Quando studia può rimanere perfettamente dritta, senza inclinarsi nemmeno di un millimetro, dando l’impressione di un’androide.

Indossa la stessa divisa a blazer di Hakari Hanazono, ma al posto del fiocco usa una cravatta.

Completa l’uniforme con collant neri che accentuano il suo stile elegante e minimalista.

Ai tempi della scuola media portava un caschetto corto e indossava una divisa alla marinara.

Quell’aspetto da “Nano versione media” viene rievocato in un episodio in cui cambia pettinatura.

Il colore immagine associato a lei è un argento bianco molto chiaro, simile al colore evocato dalla parola “bufera di neve”.

Nei prodotti di merchandising, per praticità, il suo argento viene spesso sostituito da tonalità di viola o lilla.

Nano stessa non dà grande valore alla propria bellezza: considera i capelli una fonte di manutenzione inefficiente e afferma che “se diventassi calva risparmierei tempo nella cura, sarebbe più efficiente”.

Il concetto di “bello” o “bellissimo” non le è del tutto chiaro, sebbene sia universalmente considerata una delle più belle del suo anno.

Nano è una razionalista estrema e una fanatica dell’efficienza.

Per moltissimo tempo ha giudicato le relazioni umane come “inutili” e “prive di significato”, scarti non necessari in un sistema ottimizzato.

Il suo modo di parlare è asciutto, diretto e spesso tagliente, con una tendenza a definire molte azioni come “non significative” o “inefficienti”.

Le sue espressioni preferite includono frasi come “è più efficiente” o “è privo di significato”.

Per rivolgersi agli altri, chiunque essi siano, usa sempre il nome e cognome completo, senza alcun titolo o suffisso.

Fa eccezione Nadeshiko Yamato, che chiama “Yamato Nadeshiko”, usando il suo nome completo ma con un tono che richiama l’ideale di “signorina giapponese perfetta”.

In passato era quasi totalmente priva di espressività emotiva e veniva considerata “senza sentimenti”.

Dopo essere diventata la ragazza di Rentarou Aijou, però, le sue emozioni cominciano ad affiorare con più frequenza, spesso in forme sottili ma molto significative.

Nano privilegia ancora l’efficienza sopra ogni cosa, ma ha iniziato a riconoscere valore alle connessioni tra le persone.

Pur sostenendo che “non è necessario che tutte le ragazze di Rentarou vadano d’accordo fra loro”, confessa di amare la compagnia di tutte e di voler stare con loro perché le piacciono come persone.

Evoluzione del suo modo di pensare

Prima di incontrare Rentarou, Nano vedeva il mondo in termini puramente utilitaristici: ciò che non portava a un risultato misurabile era “inutile”.

Dopo aver vissuto esperienze con la “famiglia” di Rentarou, inizia a considerare i ricordi felici come qualcosa di intrinsecamente “significativo”.

Nella sua stanza espone diversi oggetti simbolici delle esperienze condivise:

una foto del suo primo appuntamento con Rentarou;

un amigurumi a forma di luna, regalo di Meme Kakure per “fare amicizia”;

un portachiavi del personaggio “Ke-tsu Batto-kun”, comprato al “Centro Battute sul Sedere Meito”;

i vestiti ricevuti da Meme Kakure quando era rimpicciolita da un farmaco di Kusuri Yakuzen.

In un romanzo derivato, si scopre che inizialmente disprezzava le macchine fotografiche istantanee, definendole “dispositivi difettosi che perdono definitivamente il dato se si smarrisce la foto”.

In seguito, però, finisce per acquistarne una uguale a quella di Rentarou, segno che ora attribuisce valore a ricordi non perfettamente “sicuri” o “duplicabili”.

Col passare del tempo, a scuola la voce su di lei cambia.

All’inizio era famosa solo perché “forse è un’IA”, poi diventa “la più bella del primo anno”, con gli studenti che la cercano per foto, autografi e fanservice ai quali lei, sempre più spesso, si presta volentieri.

Quando qualcuno propone di scattare foto ricordo, Nano ha ormai una sua tipica posa: alza le dita in segno di “V”, un classico segno di pace/vittoria.

Questo piccolo gesto sintetizza bene la sua “evoluzione emotiva”: da macchina efficiente a ragazza che prende gusto ai dettagli umani.

Nano ha una peculiarissima abitudine: quando è agitata o turbata, recita il pi greco all’infinito per calmarsi.

Per lei la concentrazione “massima efficienza” passa proprio dal pi greco, come lei stessa dice con il gioco di parole “per concentrarsi il pi greco è l’opzione più ‘pi’‑efficiente”.

È capace di snocciolare il pi greco senza interruzione apparentemente infinita.

La cosa affascina in modo particolare Suu Hifumi, che ama i numeri come entità e ascolta Nano recitare il pi greco con occhi scintillanti.

Nano si concentra sempre sul percorso più corto tra un obiettivo e il risultato.

Può prendere un oggetto “premiato” da una macchinetta scegliendo quello più vicino alla mano e afferrandolo in tempi quasi da velocità relativistica.

È famosa anche per l’uso ricorrente di un taglierino, che porta spesso con sé perché considera l’oggetto “lo strumento più efficiente per tagliare”.

Nel corso della storia lo utilizza in modi spettacolari (ma anche inquietanti), come quando finge di “pugnalare” Mei Meido per farle aprire gli occhi, ritraendo la lama all’ultimo istante.

Nonostante queste tendenze, nel tempo smussa molto i lati più “assassini” del suo pragmatismo.

Arriva persino a confessare a Rin Baio di “non avere talento per la violenza”, ricevendo però una risposta sincera: quando dà mazzate sul sedere a Iku Sutou, la sua “violenza” non manca affatto.

Nano non crede a fantasmi, divinità o creature soprannaturali: li considera “incomprensibili” e privi di base scientifica.

Nel mondo di Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto, però, esistono davvero dei, spiriti e fenomeni inspiegabili, il che la porta spesso a lamentarsi della mancanza di realismo delle cose che vede.

Quando Meru Zetsubouda racconta fiabe meravigliose con statue che prendono vita, Nano e Mei Meido inizialmente le liquidano come “fisicamente impossibili”.

Tuttavia, Nano è interessata ai “miracoli sociali”, come l’idea che “fare del bene a qualcuno porti felicità sia a sé stessi che all’altro”.

Nano è una studentessa straordinaria, una vera “macchina da voti”.

Nel test intermedio, in una classe di 240 studenti, si classifica prima con 700 punti su 700, quindi il massimo in tutte le materie.

La sua memoria è eccezionale:

può memorizzare istantaneamente menù lunghissimi di un ristorante dopo uno sguardo;

ricorda tutto ciò che sente, tanto che in un episodio della grigliata si occupa di memorizzare da sola gli ordini di bevande di 21 persone diverse;

è capace di calcolare al volo traiettorie di caduta, tempi di impatto o tempi di arrivo di un getto d’acqua di pistola ad acqua.

Sa recitare il pi greco a oltranza, senza esaurire i decimali.

Ha un’ottima competenza in inglese: non solo legge e scrive senza problemi, ma lo parla fluentemente.

Conosce anche un’enorme quantità di informazioni generali, tipo una “Wiki umana”.

Rentarou la descrive dicendo: “quello che serve agli smartphone dell’umanità non è un assistente vocale qualunque, ma Nano”.

Nano è in grado di ricordare fatti su bande di motociclisti, politici di altre città e curiosità di ogni tipo.

Nonostante ciò, ha opinioni critiche: ad esempio, in un romanzo afferma che la costellazione del Cane Minore dovrebbe chiamarsi “costellazione della linea retta” perché la sua forma le pare troppo semplice, a dimostrazione che non accetta sempre acriticamente ciò che apprende.

Nano usa i numeri come strumenti puri di calcolo, spremendoli fino all’ultimo decimale per ottenere efficienza.

Ciò la rende quasi l’opposto di Suu Hifumi, che invece ama i numeri come “entità adorabili” e detesta il loro uso meramente strumentale.

Pur non essendo la più forte in assoluto tra le ragazze, Nano possiede buone capacità fisiche unite a una precisione straordinaria.

La sua combinazione di riflessi e mente rapida le permette di eseguire azioni quasi sovrumane.

Alcuni esempi delle sue prodezze:

lancia sassi con l’unghia con una precisione micidiale, tanto da colpire un chiavistello interno attraverso una gattaiola e aprire una porta;

riceve una pallina con il guantone e, con un unico movimento continuo, la rilancia immediatamente;

è in grado di ingoiare il sushi senza masticare, come se la sua gola fosse fatta di una misteriosa “lega speciale”;

canta con intonazione e ritmo assolutamente perfetti, senza la minima esitazione;

quando qualcuno cerca di colpirla con una mazza sul sedere, la afferra d’istinto e restituisce la “punizione” all’aggressore.

Durante una gara di corsa con cucchiaio e uovo, corre a tutta velocità senza muovere il braccio che regge il cucchiaio di più di un millimetro.

In un’altra occasione, riesce a intervenire con velocità tale da salvare una compagna che sta per volare via a causa del vento.

Quando la “famiglia” di Rentarou ha un momento di “anima che esce dal corpo”, Nano riesce a intervenire con prontezza e lucidità, gestendo situazioni che sfiorano l’assurdo.

Il tutto sempre con quell’aria da “androide efficiente” che la contraddistingue.

È importante, però, sottolineare che Nano resta umana:

dopo aver lanciato sassi con troppa forza, si rompe un’unghia, e dopo un solo giorno di allenamento intenso a baseball il giorno seguente è indolenzita.

L’efficienza non la rende immune a stanchezza e infortuni.

In situazioni di pericolo preferisce evitare lo scontro diretto con avversari troppo forti.

Punta piuttosto su movimenti intelligenti, che riducano al minimo il consumo energetico e il rischio, rendendo le sue strategie di combattimento “giocate d’astuzia” più che di forza bruta.

Nano è terrorizzata dalle altezze.

Quando sale in luoghi elevati — come ruote panoramiche o trampolini alti in piscina — trema e finisce per bloccarsi completamente.

Durante un giro sulla ruota panoramica, si aggrappa alla manica di Rentarou, incapace di muoversi e manifesta in modo molto evidente questa fobia.

In un altro episodio, mentre devono attraversare un ponte alto, Rentarou la porta a nuoto in braccio per evitarle il terrore dell’altezza: un gesto che lei ricorda con particolare gratitudine.

È anche estremamente delicata in fatto di cibo.

Il suo appetito è talmente ridotto che mangiare un solo boccone in più del solito può causarle nausea.

Per lungo tempo Nano ha considerato i pasti come una perdita di tempo.

Arrivava a sostituire il pranzo con integratori alimentari e persino a versare additivi calorici “ottimizzati” nella fonduta pur di massimizzare valore nutrizionale e tempo speso.

La sua capacità gastrica è ridotta:

si sente piena dopo 9 pezzi di sushi;

mangiare un solo wurstel in più del solito nel bento la fa sentire sul punto di vomitare;

fatica a finire 10 pezzi di sushi, diventando quasi un’impresa impossibile.

Nonostante ciò, col passare del tempo comincia a trattare il cibo come parte delle “esperienze da condividere con la famiglia”.

Si vede sempre più spesso con un normale bento, e partecipa volentieri a eventi come gite al ristorante, barbeque o uscite di gruppo in cui si mangia insieme.

Sulle bevande è inflessibile: considera le bibite zuccherate un modo inefficiente di assumere acqua.

In un episodio alla griglia, ordina semplicemente “acqua”, giudicando superflue le bevande gassate.

Non capisce l’idea stessa di bevanda calda appena fatta: secondo la sua logica, “tanto bisogna aspettare che si raffreddi, quindi berla tiepida è più efficiente”.

Per questo motivo trova l’esistenza di tè bollenti e caffè fumanti quasi incomprensibile.

Quando “si ubriaca” (o più precisamente entra in uno stato simile all’ubriachezza), diventa estremamente affettuosa e si mette a carezzare gli altri.

È una “ubriaca accarezzona”, dolce e un po’ buffa.

La famiglia di Nano non è descritta nei dettagli, ma si sa che i genitori sono presenti.

In un episodio si scopre che nel suo bento si è mischiato un pezzo di contorno del padre, segno che condividono la cucina di casa.

Quando le si chiede dei genitori, non smentisce la loro esistenza, dando a intendere una normale struttura familiare.

Inoltre, quando deve passare la notte a casa di Rentarou a causa del farmaco che l’ha rimpicciolita, ottiene il permesso senza particolari problemi, cosa che fa pensare a genitori razionali ma affettuosi, forse simili a lei: logici, ma “buggati” dall’amore.

La casa di Nano rispecchia perfettamente il suo carattere.

È una costruzione moderna dal design essenziale, priva di decorazioni superflue, come se ogni elemento non strettamente funzionale fosse stato tagliato via.

Nano afferma inoltre di non aver mai vissuto esperienze che potesse definire “divertenti” prima di incontrare Rentarou.

Evita di parlare dell’infanzia, che rimane avvolta nel mistero.

Rentarou Aijou

Rentarou è il protagonista di Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto e il “quarto destino” amoroso di Nano.

Il loro incontro avviene quando Rentarou, tornato in classe a prendere lo smartphone pieno di foto e ricordi, incrocia lo sguardo di Nano e sente il “bibiin!!” del destino.

In quella fase, Nano rifiuta di andare a vedere i risultati dei test affissi in bacheca, dicendo che è “privo di significato” dato che sa già di essere prima.

Rentarou viene a sapere dalle altre ragazze che circola la voce che Nano sia in realtà un’intelligenza artificiale.

Durante un esperimento di biologia, Nano copia la figura del libro invece di osservare al microscopio le cellule di cipolla, giudicando l’esperimento “una perdita di tempo” dato che la conoscenza è già disponibile.

Quando Rentarou si taglia un dito con una lametta, Nano gli lecca il dito, argomentando che la saliva ha proprietà antibatteriche: un gesto istintivo che lei stessa, tornata a casa, fatica a spiegare in termini logici.

Convinta di essere “infettata” da qualcosa di irrazionale, tappezza camera e soffitto con fogli pieni di cifre del pi greco per recuperare la concentrazione.

Alla fine, però, ammette a se stessa: “Rentarou Aijou… credo di amarti… vorrei uscire con te”.

Subito dopo, però, la sua logica rigida prende il sopravvento:

decide che l’amore produce solo matrimonio e figli, entrambi obiettivi non necessari nell’immediato, e conclude che “la cosa più efficiente” sia troncare sul nascere.

Così, non potendo far sì che lui la rifiuti, lo rifiuta lei stessa, nonostante sia stata proprio lei a confessarsi.

Rentarou rifiuta di arrendersi e le propone un patto: un solo appuntamento, dopo il quale, se lei lo desidererà, lui rinuncerà.

Nano accetta per chiudere la questione in modo “ordinato”.

Allo zoo-parco divertimenti, Rentarou cerca in tutti i modi di farla divertire, scattando foto con una polaroid e proponendo attività varie.

Nano, però, continua a fare commenti iper-razionali sulle attrazioni, arrivando a definire la giostra rotante come un “dispositivo di lavaggio del cervello” combinando suono e rotazione.

Quando salgono sulla ruota panoramica, la paura delle altezze di Nano esplode: si immobilizza, stringendo la manica di Rentarou, che le tiene la mano per rassicurarla.

Questo contatto fisico e il sostegno silenzioso le si insinuano nel cuore, anche se a parole continua a classificare l’esperienza come “non produttiva”.

Alla fine della giornata, Rentarou tenta di bruciare le foto dell’appuntamento per rispettare la volontà di Nano di considerare tutto “mai esistito”.

Nano, però, d’istinto strappa via la foto dalle sue mani prima che le fiamme la tocchino.

Rentarou le fa notare che “non si può perdere ciò che non si possiede”.

Il fatto che lei abbia cercato di evitare la perdita dimostra che per lei quelle foto, e i ricordi collegati, hanno ormai un valore reale.

Nano, in lacrime senza rendersene conto, comprende che “il tempo felice” ha un significato proprio.

Si rende conto che vivere momenti del genere può essere, di per sé, lo scopo principale dell’esistenza.

Dopo aver raccolto i pensieri, confessa di nuovo a Rentarou:

dice di essere innamorata di lui, di voler diventare sua ragazza e di voler “ottenere ancora più cose” attraverso il loro amore.

Dichiara di voler passare con lui tanti momenti che prima avrebbe definito “privi di significato”, ma che ora riconosce come pienamente “significativi”.

Rentarou accetta felice e tende la mano per una stretta.

Nano, però, spinta da un impulso appena scoperto, lo afferra e lo bacia, mettendolo completamente in crisi per la sua audacia.

Più tardi nella storia, quando un evento cambia il mondo al punto che Rentarou dimentica totalmente l’esistenza di Nano, lei si trova di nuovo di fronte alla sua “versione zero”.

Poiché la loro connessione come “destinati” sopravvive a questo reset, Nano riesce a crearsi una nuova occasione: lo trascina di nuovo in un’uscita, come ai tempi del primo appuntamento, e alla fine i ricordi perduti tornano, riportando il mondo alla normalità.

Rentarou ama Nano in tutte le sue forme, anche se lei cambiasse radicalmente aspetto.

Le dice esplicitamente che ama anche i suoi splendidi capelli argentei, e in mezzo alla folla ammette di considerarla una “bellissima ragazza a livelli fuori scala”.

All’inizio, però, è Nano a non capire benissimo le priorità di Rentarou.

Quando viene importunata da dei molestatori, afferma che sarebbe peggio se accadesse qualcosa a lui, perché quello lo farebbe soffrire di più, ma senza cogliere l’importanza che lui attribuisce al suo benessere.

Nel tempo, impara: chiede a Rentarou se continuerà ad amarla anche se diventasse calva, e lui la rassicura senza esitare.

Da quel momento, la sua fiducia nella profondità del sentimento di Rentarou cresce a dismisura.

Nel sogno di Nano, quando Rentarou si presenta vestito come Shizuka Yoshimoto, lei reagisce malissimo, rifiutandolo in modo netto.

Resta fedele all’immagine del suo Rentarou, e non è pronta a digerire combinazioni troppo “improbabili”.

Shizuka Yoshimoto

Shizuka Yoshimoto è la compagna di classe di Nano, silenziosa e dolcissima, con cui condivide anche la copertina del secondo volume.

La si può considerare la persona che, più di tutte, manda in tilt il sistema operativo di Nano.

Shizuka ha una tenerezza disarmante, quasi da piccolo animale indifeso.

Nano sente un fortissimo istinto di protezione nei suoi confronti, al punto da dire: “Se nessuno la protegge, questa creatura morirà”.

Durante giochi e situazioni competitive, Shizuka riesce spesso a sorprendere Nano con mosse inaspettate.

Pur non essendo particolarmente aggressiva, le sue azioni difficili da prevedere la rendono una sorta di “killer naturale” delle strategie di Nano.

Nano accarezza spesso la testa di Shizuka come gesto affettivo.

Molte delle scene con loro due mostrano Nano che, da “androide efficiente”, si trasforma in “sorella maggiore” estremamente dolce.

Le due condividono anche un legame attraverso i libri: Shizuka è bibliotecaria e grande amante della lettura, mentre Nano usa spesso la biblioteca per esercitarsi su raccolte di problemi.

Fuori da scuola vanno anche a fare shopping in libreria, al punto da aprire insieme, in un episodio, un chiosco chiamato “Libreria Nagi-Sei” (da “Nagi” di Nano e “Sei” di Shizuka).

Quando Shizuka perde lo smartphone perché la madre glielo sequestra, Nano è la prima ad accorgersi della sua strana tristezza.

Si impegna per capire e contribuire a risolvere il problema, mostrando quanto la conosca bene.

In una scena particolarmente intensa, durante una visita al karaoke, Nano, rivolgendosi a Shizuka, arriva a dire: “…Shizuka Yoshimoto, io con te…”, lasciando intendere un sentimento molto profondo verso di lei, oltre l’affetto generico per le altre.

Nella “caccia alla bellezza” proposta da Mimimi Utsukushisugi, quando deve trovare aspetti “belli” di Shizuka, Nano finisce istintivamente per elencare tratti “carini” più che “belli”, rivelando quanto percepisca Shizuka in chiave di dolcezza.

Quando Nano viene “parassitata” da Nano 2 (vedi sezione più avanti), Shizuka si accorge subito che c’è qualcosa di diverso nel suo comportamento.

Questa sensibilità reciproca è la prova di un legame strettissimo.

Mei Meido

Mei Meido è un’altra ragazza dalla personalità rigidamente strutturata, ma invece che sull’efficienza, basa la sua vita su principi di servitù assoluta e gerarchia.

Nano, per molti, sembra già un’androide, ma è lei stessa a descrivere Mei come “proprio come un androide”.

In un episodio dedicato a una “festa delle cameriere ad acqua” con pistole giocattolo, Nano e Mei danno vita a uno scontro talmente spettacolare che Shizuka commenta che “sembra un’altra opera”.

Le due si affrontano con tattiche geniali e movimenti pressoché perfetti.

Sia Nano che Mei ammirano Momoha Bonnouji, che incarna una vita vissuta “secondo le proprie voglie”, libera e spensierata.

Nano e Mei vorrebbero, in futuro, riuscire a vivere con quella naturalezza di desideri.

Momoha, però, cerca di disilluderle, dicendo loro che non dovrebbero imitare in alcun modo il suo stile di vita un po’ disfunzionale.

Nonostante ciò, l’ammirazione di Nano non sembra diminuire, mostrando che la sua visione dell’efficienza può includere anche una certa “libertà controllata”.

Mimimi Utsukushisugi

Mimimi Utsukushisugi è una senpai che frequentava la stessa scuola media di Nano.

Fra loro c’è una storia pregressa: ai tempi, Mimimi le aveva teso la mano, e Nano, allora totalmente orientata all’efficienza, l’aveva rifiutata come “priva di significato”.

Nano se ne pente profondamente.

Quando Mimimi propone un “duello di bellezza” all’interno del gioco “caccia alla bellezza” per decidere chi sia più bella, Nano accetta anche per espiare quel rifiuto passato.

Nel corso degli eventi, le due riescono a chiarirsi, e Nano trova finalmente il coraggio di apprezzare apertamente la bellezza di Mimimi e la sincerità dei suoi sentimenti.

Mimimi, dal canto suo, tende a vedere Nano come una figura di pura bellezza e si agita quando la vede comportarsi in modo “troppo carino”, che per lei è quasi una “stortura concettuale”.

Meme Kakure

Meme Kakure è compagna di classe di Nano e figura colorata che crea amigurumi adorabili.

Quando, a causa di un medicinale di Kusuri Yakuzen, Nano si rimpicciolisce fino a diventare grande come un pollice, è Meme a fornirle abiti su misura sotto forma di vestitini per pupazzi.

Nano conserva questi abiti, anche dopo essere tornata alla taglia normale, e li espone in camera come ricordo della loro avventura.

In un episodio successivo, si impegna a creare amigurumi per restituire il favore, producendo lavori perfetti, quasi identici a quelli di fabbrica, ma privi del “calore” tipico dei pezzi fatti da Meme.

Meme le suggerisce di tenere ogni giorno l’amigurumi in mano pensando alla persona a cui vuole regalarlo.

Dopo aver seguito il consiglio, Nano riesce finalmente a creare un peluche che non è solo perfetto, ma “morbido e vissuto” come quelli di Meme.

Nano lo regala proprio a Meme, come ringraziamento per i vestiti di quando era piccolina.

Meme, convinta che fosse destinato a Rentarou, resta sconvolta e commossa, arrossendo fino alle orecchie.

Suu Hifumi

Suu Hifumi è una ragazza che ama i numeri in sé, come entità quasi vive.

Il suo stesso nome sottolinea questa passione per i numeri sequenziali.

La presenza di Suu riporta in primo piano l’abitudine di Nano di recitare il pi greco in modo infinito.

Suu osserva Nano recitare con occhi pieni di ammirazione, come se stesse assistendo a un concerto.

Shizuka Yoshimoto e Kishika Torotoro, commentando la scena da fuori, scherzano sul fatto che forse la scena finirà prima che Suu si annoi o che la storia stessa finisca un capitolo.

È un momento che evidenzia quanto Nano, nel campo dei numeri, sia praticamente inarrestabile.

Curiosamente, nonostante l’amore assoluto di Suu per i numeri, a scuola Suu prende sempre zero in matematica, mentre Nano ottiene il massimo.

È un contrasto ironico: chi ama i numeri li abbraccia in modo emotivo, chi li usa come strumenti li domina senza difficoltà.

Kusuri Yakuzen

Kusuri Yakuzen è la “scienziata folle” della serie, creatrice di farmaci dal funzionamento stravagante.

È lei a somministrare a Nano il medicinale che la rimpicciolisce, facendola diventare “Nano formato un pollice”.

Durante questo periodo, Nano ha bisogno di adattare ogni aspetto della sua vita alla nuova statura.

Rentarou costruisce per lei, di sua iniziativa, un letto, una matita-megamatita e persino un bagno in miniatura, tutto proporzionato.

Kusuri è la rappresentante della scienza sregolata, mentre Nano incarna la scienza rigorosa.

Il contrasto fra di loro è spesso fonte di momenti comici, con Nano che commenta l’inefficienza e la pericolosità delle “pozioni” di Kusuri.

Nadeshiko Yamato

Nadeshiko Yamato viene chiamata da Nano “Yamato Nadeshiko”, un gioco di parole che richiama l’archetipo della “donna giapponese perfetta”.

Nano sembra vedere in Nadeshiko un modello di perfezione estetica e comportamentale, pur rimanendo lei stessa relativamente indifferente a definizioni di bellezza.

La scelta di usare “Yamato Nadeshiko” come appellativo fisso per lei, invece del solito nome+cognome scelti a caso, è un segnale di come la identifichi con un ideale preciso.

Ciò suggerisce che, nonostante la sua freddezza apparente, Nano attribuisce comunque significati personali a certi nomi e figure.

Altri personaggi e rapporti vari

Nano interagisce in modo ricorrente con molte altre ragazze della “famiglia” di Rentarou Aijou.

Con tutte mantiene il suo stile di analisi razionale e di osservazione, ma col tempo diventa anche una figura che solleva, commenta e media le bizzarrie degli altri.

Con Iku Sutou, finisce spesso nel ruolo di “esecutrice delle punizioni” sotto forma di colpi sul sedere.

Rin Baio la rassicura che, in quei momenti, il suo lato “violento” si vede eccome.

Con God, la divinità che ha dato a Rentarou le sue cento ragazze destinate, Nano mantiene un atteggiamento di scetticismo verso l’aspetto soprannaturale.

Ma i fatti la costringono a prendere atto che il mondo è molto meno “razionale” di quanto preferirebbe.

Con Anzu Baba, la vicepreside che in un romanzo spinoff viene colpita da un raggio che la fa diventare enorme, Nano finisce coinvolta in una situazione talmente assurda che perfino lei deve sospendere il giudizio.

In quell’occasione entra in gioco anche Nano 3, che fornisce le basi tecnologiche per un gigantesco robot pilotato da Rentarou.

In una storyline, appare una versione alternativa di Nano proveniente da un futuro parallelo.

In quel mondo, Nano non è destinata a Rentarou come “ragazza del destino”, oppure il sistema di “destino” non si è mai attivato.

Questa Nano futura ha trascorso circa vent’anni ad accumulare conoscenza e tecnologia fino al punto di riuscire a viaggiare attraverso i multiversi.

Una volta constatato che tutti i mondi visitati sono meno avanzati del suo, deduce che il modo più efficiente per “alzare il livello” di ogni universo è portare ciascuna Nano al proprio massimo potenziale.

Per fare questo, in ogni nuovo mondo sostituisce la Nano locale con una versione del suo mondo che viene isolata dagli altri e spinta a dedicarsi solo allo studio, eliminando le “distrazioni” delle relazioni umane.

Quando spiega il piano alla Nano del mondo principale, quest’ultima rimane sconvolta e protesta con forza.

La Nano del futuro, però, resta ferma sul suo piano “ottimizzato” e riparte per un altro universo.

Questa storyline mette in luce la differenza fra una Nano che non ha conosciuto l’amore di Rentarou e una che ha imparato il valore delle relazioni, offrendo un contrasto affascinante fra due modi di intendere la “massima efficienza”.

Nei romanzi spinoff, considerati come “festival paralleli” rispetto alla serie principale, compaiono elementi extra legati a Nano.

Nano 2

Nano 2 è un’entità aliena che vive in simbiosi con Nano.

È l’essere che guida il disco volante evocato dal primo bacio multiplo fra Rentarou, Hakari Hanazono e Karane Inda sul tetto della scuola.

L’aspetto di Nano 2 ricorda fortemente un parassita extraterrestre.

È un organismo con nome impronunciabile in lingua terrestre, motivo per cui Nano gli dà il nome “Nano 2”.

Sul suo pianeta d’origine, Nano 2 appartiene a una specie che si riproduce per via asessuata, quindi non può generare “energia romantica” per conto proprio.

La loro civiltà ha sviluppato una tecnologia in grado di convertire l’energia mentale in energia utilizzabile, e Nano 2 arriva sulla Terra per trovare nuove fonti energetiche a causa dell’esaurimento delle risorse del proprio mondo.

Nano 2 stipula un accordo con Nano Eiai: l’alieno entra nel suo orecchio e si fonde con lei, controllando in parte il corpo mentre condivide completamente i cinque sensi.

Per Nano questa sinergia è “efficiente”, perché le permette di continuare a studiare o dormire mentre il suo corpo, guidato da Nano 2, svolge altre attività.

Quando Rentarou e la sua “famiglia” si baciano, si genera una grande quantità di “energia dell’amore”.

Nano 2 immagazzina questa energia e la invia periodicamente al proprio pianeta, garantendone la sopravvivenza.

Ogni tanto, Nano permette a Nano 2 di entrare nel suo orecchio per riprendere la simbiosi.

Per lei è un modo di sfruttare ancora meglio il proprio tempo e corpo, raggiungendo livelli ancora più alti di efficienza.

Nano 3

Nano 3 è un altro alieno proveniente dal pianeta di Nano 2, chiamato appositamente come supporto tecnico.

Si unisce a Nano Eiai entrando nell’altro orecchio, così da avere due entità aliene in simbiosi contemporaneamente.

Nano 3 è responsabile di una serie di progressi tecnologici “impossibili”, come la costruzione del gigantesco robot pilotato da Rentarou per affrontare la vicepreside Anzu Baba ingigantita.

Offre tecnologia avanzata che permette di implementare armi e difese al di fuori della portata della scienza umana corrente.

Poiché i romanzi spinoff sono presentati come storie parallele e feste fuori continuità, non è chiaro se la simbiosi con Nano 2 e Nano 3 sia effettivamente canonica nella serie principale.

Ad oggi, nel manga principale, questi eventi non vengono esplicitamente menzionati.

Nano, che un tempo considerava le foto istantanee poco affidabili, ha finito per farle diventare un importante contenitore di ricordi.

Il suo primo appuntamento con Rentarou è immortalato in uno scatto che conserva con cura.

Tiene in camera l’amigurumi luna ricevuto da Meme Kakure come simbolo del loro legame crescente.

Il portachiavi “Ke-tsu Batto-kun” rappresenta un momento di divertimento con la famiglia, e i vestitini da “Nano in miniatura” ricordano l’episodio del farmaco di Kusuri.

Quando si prepara per momenti speciali, Nano spesso pensa all’abbigliamento in termini di pura funzione.

Quando Nadeshiko Yamato chiede alle ragazze di pensare alla loro “forma libera ideale”, Nano sceglie un costume da nuoto tecnico ad alta efficienza, tipo i costumi da campione olimpico, puntando sulla massima funzionalità e zero fronzoli.

Quando posa per una foto, ormai il suo segno distintivo è il gesto della “V” con le dita, tipico delle foto tra amici.

Anche questo, per lei, è diventato un piccolo rituale che segna la transizione da “tempo utile” a “tempo pieno di ricordi”.

Il nome “Nano Eiai” sembra ispirato a diversi livelli.

Inizialmente circolava la voce che lei fosse un’IA, e il suo nome ricorda proprio le parole “AI” e “nano-tecnologia”.

Le sue capacità sono paragonabili a quelle di un’intelligenza artificiale avanzata: memoria infinita, altissima capacità di elaborazione, apprendimento continuo.

Allo stesso tempo, la sua versatilità e precisione richiamano l’idea della nanotecnologia, che lavora su scala minuscola ma con effetti enormi.

Le iniziali del suo nome sono “N.E.”, ma in una pubblicazione in rivista dell’episodio 100 vennero erroneamente indicate come “N.A.”.

L’errore è stato corretto nelle edizioni successive e nei volumi, ma chi segue solo l’edizione digitale deve fare attenzione a non confondersi.

La pronuncia del cognome in giapponese originale corrisponde più o meno a un accento come “Éiài” con la prima sillaba in salita e le successive in discesa.

Non è pronunciato come “AI” (che salirebbe sulla seconda sillaba) ma ricorda la cadenza di cognomi come “Ochiai”.

Il motivo per cui chiama tutti con nome e cognome completi non è mai stato esplicitato.

Una teoria dei lettori è che sarebbe inefficiente cambiare il modo di chiamare qualcuno quando compaiono omonimi, quindi il “full name” è la soluzione definitiva.

Un’altra interpretazione, più emotiva, è che per la Nano attuale il nome di una persona sia una parte fondamentale dei ricordi che la riguardano.

Usare il nome completo diventa così una forma di rispetto e di riconoscimento del valore, anche se lei non lo ammetterebbe mai apertamente.

In piscina, Nano permette a Rentarou di toccarle il seno senza alcun imbarazzo, perché ritiene che sia il modo più rapido per soddisfare la curiosità reciproca.

Per lei è semplicemente “la strada più efficiente” verso l’obiettivo, anche se tutte le altre lo considererebbero altamente imbarazzante.

Durante l’episodio del farmaco che la rimpicciolisce, quando il rimedio cessa di funzionare, i vestiti in miniatura si strappano e lei resta completamente nuda.

Nonostante ciò, invece di correre a coprirsi, la sua priorità immediata è baciare Rentarou, dimostrando che, nel suo sistema di priorità, l’amore batte il pudore.

In un’altra scena, acconsente a recitare il ruolo di “principe” per risvegliare Rentarou, caduto in un sonno profondo per la vergogna.

Si veste da principe e lo bacia, causando un misto di confusione e adorazione in tutto il gruppo.

Nano giudica inefficiente il rituale tradizionale del seppuku, sostenendo che l’avvelenamento sia un metodo di morte più efficiente e pulito.

Analogamente, raccomanda colpi mirati all’arteria carotidea come mezzo “efficace” per la difesa personale estrema.

In un atto teatrale, usa due taglierini come pugnali per tagliare i capelli di Hakari Hanazono, impazziti e trasformati in tentacoli viventi, tagliandoli con precisione chirurgica.

Nonostante l’aspetto violento dell’atto, la motivazione è sempre la stessa: risolvere il problema nel modo più veloce e diretto.

All’inizio Nano è presentata come un enigma: una ragazza-rumour, forse un’IA, forse una geniale misantropa.

Col tempo, diventa una delle colonne portanti della “famiglia” di Rentarou Aijou, fungendo da voce razionale e, paradossalmente, da cuore sensibile.

È uno dei personaggi che mostra l’evoluzione più marcata, passando da un’esistenza ridotta a formule e obiettivi a lungo termine a una vita che integra ricordi, affetti, amicizia e piccoli momenti di gioia.

Pur non rinunciando alla sua ossessione per l’efficienza, impara a considerare “efficiente” anche la felicità condivisa, i ricordi fotografati e le mani intrecciate sulla ruota panoramica.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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