Guu è la misteriosa eroina di Haré+Guu, una ragazza dall’identità sconosciuta e dai poteri inspiegabili che sconvolge la vita quotidiana di Haré con fenomeni assurdi, magia, metamorfosi e un inquietante spazio interno capace di inghiottire qualunque cosa.
Guu viene trovata nella giungla da Weda e, poiché ha la stessa età di Haré e non ha parenti noti, finisce a vivere con la sua famiglia come ospite.
Da quel momento frequenta anche la stessa scuola di Haré.
L’autore l’ha descritta come un personaggio costruito con l’idea di “tutto è possibile”, libero di muoversi senza limiti narrativi rigidi.
La sua origine resta un mistero per tutta l’opera e non viene mai chiarita in modo definitivo.
Doppiatrici: Naoko Watanabe, e in forma adulta Sanae Kobayashi.
Guu è più piccola della media dei suoi coetanei e ha un caschetto di colore biondo rosato molto chiaro, quasi bianco.
I suoi occhi sono spesso descritti come a sclera ben visibile, con uno sguardo fisso e poco espressivo.
Il viso, soprattutto nella rappresentazione più comica, appare piatto e semplificato, spesso senza naso visibile e con la bocca resa come un piccolo quadrato.
Non sbatte praticamente mai le palpebre e, quando ride, lo fa con un’aria quasi da macchina guasta.
Di norma mantiene un’espressione assente, fredda e poco amichevole.
Tuttavia, al primo incontro con gli altri può diventare improvvisamente affabile, trasformare il proprio volto in quello di una bella ragazzina e comportarsi in modo dolce e adorabile, seguendo un consiglio ricevuto da Weda: fare una buona prima impressione.
Può anche assumere un aspetto adulto.
In quella forma diventa una donna alta, slanciata, dai lunghi capelli rosa e dai lineamenti raffinati, pur conservando la sua tipica freddezza.
In alcune scene cambia liberamente anche dimensione corporea.
Può arrivare a diventare gigantesca, fino a un’altezza stimata di circa cento metri.
Guu è estremamente intelligente, sarcastica e spesso imperscrutabile.
Parla e agisce con cinismo, ama provocare e nella maggior parte dei casi si diverte a tormentare Haré.
È uno dei principali motori del caos nella serie.
Molti degli eventi più strani o disastrosi nascono direttamente o indirettamente dalle sue azioni.
Il suo carattere ha anche un lato meccanico e spietato.
Se qualcuno la infastidisce o ostacola i suoi obiettivi, può eliminarlo dalla scena senza esitazione, persino inghiottendolo.
Con Waji, per esempio, arriva a colpirlo brutalmente perché trova insopportabile il suo modo di ridere.
Nonostante ciò, ogni tanto pronuncia osservazioni acute o sorprendentemente profonde.
Guu non sembra affatto un essere umano normale.
Nel corso della storia mostra capacità che ricordano la magia, i poteri psichici o addirittura la riscrittura della realtà.
Un aspetto particolarmente bizzarro è che quasi nessuno, tranne Haré, percepisce davvero quanto sia anormale.
Anche quando gli altri assistono a eventi soprannaturali causati da lei, tendono a non attribuirne a Guu la responsabilità.
Nell’anime il suo lato non umano è ancora più marcato, con diversi dettagli che la fanno apparire quasi come un robot o una creatura artificiale.
Anche materiali ufficiali dell’anime lasciano volutamente nel dubbio se sia un robot oppure no.
Guu possiede un numero enorme di abilità fuori dal comune.
Può trasformare il volto e il corpo, cambiare età apparente, alterare la propria stazza e generare fenomeni soprannaturali di portata molto ampia.
Tra gli eventi attribuiti ai suoi poteri compaiono scambi di corpo, separazioni tra anima e corpo, viaggi nel tempo, trasformazioni temporanee dell’età e perfino alterazioni su scala globale come l’inversione del sesso di tutta l’umanità.
Può anche mutare temporaneamente l’aspetto di altri esseri in forma umana.
La sua precisione con le armi da fuoco supera perfino quella di Robert.
Nel manga usa normalmente una pistola, mentre nell’anime il suo braccio destro può aprirsi e funzionare come una sorta di mitragliatrice rotante.
Può inoltre espellere acqua dalla bocca, ingerire enormi quantità di acqua marina e resistere senza problemi all’immersione.
Il suo corpo pare leggero, tanto che un uomo adulto riesce a sollevarla facilmente.
Per compiere alcuni dei suoi fenomeni usa un oggetto chiamato bacchetta striminzita.
È uno strumento dalla forma instabile, che cambia aspetto a ogni apparizione.
Può sembrare una mazza, un pennello, uno stuzzicadenti o persino un uomo calvo e massiccio.
A volte assume perfino forme che paiono vere e proprie armi improprie.
Quando la utilizza, Guu pronuncia la formula “koko tozai”, che attiva effetti magici di vario genere.
Spesso queste manifestazioni finiscono per coinvolgere Haré in modi dolorosi o umilianti.
Il corpo di Guu segue una logica tutta sua.
Le sue mani sono spesso disegnate in forma così semplificata da sembrare incapaci di fare altro che un pugno, anche se in alcune scene compaiono dita normali.
Nell’anime il braccio destro contiene una mitragliatrice interna e può persino trasformarsi in un martello.
Il braccio sinistro, invece, può essere tagliato, mangiato e rigenerato rapidamente.
Sembra non provare dolore in modo ordinario.
Gli occhi possono mostrare immagini del suo spazio interno e cambiarle liberamente, come fossero schermi.
La testa o la parte superiore del corpo può funzionare come una specie di abitacolo capace di ospitare una persona.
In certe scene Guu si trasforma in un gigantesco robot meccanico, con il corpo completamente metallicizzato.
Dentro compare perfino una sorta di interfaccia con ologramma di Guu.
La testa può separarsi dal resto del corpo e l’intero sistema si controlla in modo assurdo con una console domestica a otto bit.
Nell’anime quella console viene estratta direttamente dalla sua gola.
Questo dettaglio rafforza l’idea che il suo interno abbia da sempre una struttura innaturale.
Benché il suo aspetto possa sembrare morbido e gommoso, la testa pare essere un punto debole.
Se colpita da una palla o da una pietra, Guu può essere costretta a sputare ciò che ha inghiottito.
Non produce saliva visibile e non mostra normali riflessi fisiologici come nausea o conati, anche quando qualcosa la disturba.
Se però giudica qualcosa “disgustoso”, il suo corpo lo espelle automaticamente.
Gli oggetti o le persone sputati fuori restano puliti, senza tracce di succhi digestivi.
Anche questo dettaglio contribuisce all’idea che il suo corpo non funzioni come quello di un organismo vivente comune.
Il potere più celebre di Guu è la capacità di inghiottire praticamente qualsiasi cosa.
Può assorbire persone, animali, oggetti e strutture di ogni tipo.
Gli individui inghiottiti possono anche riuscire a uscire.
Persino creature poco intelligenti, come i granchi, sembrano in grado di lasciare il suo interno con relativa facilità.
La sua bocca si apre enormemente, fino a diventare quasi una grande cavità circolare.
Non è chiaro come il passaggio verso l’interno avvenga materialmente.
Guu non sembra inghiottire per fame.
Non si vedono quasi mai scene in cui mangia cibo normale, anche se talvolta beve.
All’interno di Guu esiste un vastissimo spazio quadridimensionale.
Non è un semplice stomaco, ma un vero mondo in cui vivono persone e creature misteriose.
Questo spazio cambia a seconda delle influenze esterne che colpiscono Guu.
Può trasformarsi in un ambiente da videogioco, in un paesaggio postapocalittico, in un mondo da dramma storico o in altri scenari ancora.
Al suo interno si trovano anche strani esseri e costruzioni celebri provenienti da tutto il mondo.
Sono state viste, per esempio, strutture simili a piramidi o alla Torre Eiffel.
Esiste inoltre una differenza tra lo spazio in cui vivono gli abitanti e l’area da cui Guu estrae oggetti a piacimento.
Questo suggerisce che il suo interno sia composto da più livelli o funzioni.
Chi vive lì sostiene che, per sopravvivere bene, convenga non pensare troppo.
È un luogo assurdo ma in qualche modo stabile per chi lo abita da tempo.
Un effetto speciale di questo mondo è che permette agli individui di comprendersi anche senza condividere la stessa lingua.
Haré, Seiichi Tachibana, Tomoyo Mamo e Hiroko Yamada hanno trascorso così tanto tempo all’interno di Guu da conservare questa capacità anche una volta tornati fuori.
Seiichi Tachibana
Seiichi Tachibana afferma di essere uno studente del terzo anno di un prestigioso liceo preparatorio.
Dice anche di essere stato membro del comitato disciplinare, anche se il suo aspetto non è affatto quello di uno studente modello, tra capelli tinti e orecchini.
Viveva già all’interno di Guu prima dell’inizio della storia.
È uno degli abitanti storici del suo mondo interno.
Tomoyo Mamo
Tomoyo Mamo era una donna che si occupava di lavori domestici.
Ha un carattere ingenuo, sereno e sorprendentemente poco intimorito dalle stranezze.
Anche lei abitava nel corpo di Guu già prima dell’avvio della vicenda principale.
In passato sembra aver attraversato un periodo turbolento.
Hiroko Yamada
Hiroko Yamada è una donna di ventidue anni originaria del Kyushu.
Ha un temperamento esplosivo e tende a trascinare gli altri nel proprio dramma personale.
Aveva una relazione clandestina con il suo superiore, ma dopo essere stata lasciata tentò di togliersi la vita gettandosi in mare.
Non riuscì a morire e finì alla deriva, venendo poi inghiottita per caso da Guu mentre quest’ultima pescava.
Da allora divenne una residente del mondo interno.
Con il tempo si calmò parecchio rispetto al suo stato iniziale.
Immagine di Guu adulta
Esiste anche una figura chiamata “Guu adulta”, ma non si tratta della vera Guu.
È un’immagine nata nel mondo mentale di Boer, il capo anziano del villaggio.
Boer, fuggendo in un mondo ideale costruito dal proprio inconscio, diede forma a questa figura come simbolo di trauma o desiderio.
Dopo essere stata inghiottita dalla vera Guu all’interno di quel mondo mentale, anche questa immagine divenne una residente del suo spazio interno.
Poiché non possedeva un’esistenza concreta all’origine, diversamente da Seiichi, Tomoyo e Hiroko non può esistere al di fuori del corpo di Guu.
Tra manga e anime esistono piccole differenze di interpretazione.
Nel manga Guu appare soprattutto come una creatura inspiegabile che maneggia armi e magia in modo surreale.
Nell’anime, invece, molti dettagli accentuano il suo lato artificiale e meccanico.
Tra questi ci sono il cannone nel braccio, la trasformazione robotica, il sistema di controllo interno e altre funzioni da macchina vivente.
Per questo l’anime trasmette ancora di più la sensazione che Guu non appartenga affatto al regno umano.
Resta però volutamente irrisolto se sia davvero un robot, un essere magico o qualcosa di completamente diverso.
Haré è la persona più colpita dalla presenza di Guu.
È l’unico a rendersi conto con lucidità dell’assurdità che la circonda e diventa la sua vittima preferita.
Con Weda il legame nasce dal fatto che è lei a trovarla e accoglierla.
Grazie a questa adozione informale, Guu entra nella vita del villaggio.
Con gli altri compagni di scuola e gli abitanti del luogo interagisce in modo ambiguo.
Può apparire adorabile, indifferente, crudele o elegantemente adulta, a seconda di ciò che le conviene.
Nel capitolo 80 di Haré+Guu, Guu scompare improvvisamente.
Dopo la sua sparizione, tutti tranne Haré perdono ogni ricordo di lei.
Anche il potere della bacchetta striminzita cessa di funzionare.
Gli abitanti che vivevano nel suo corpo vengono ritrovati, ma in stato di amnesia.
Anni dopo, il figlio nato da Haré e Marie mostra un volto identico a quello di Guu.
Questo dettaglio lascia volutamente aperto il mistero sulla sua vera natura e sulla possibilità che non sia davvero sparita del tutto.
In un episodio dell’anime Guu indossa il cosplay di una protagonista di una serie animata di maghette trasmessa nello stesso periodo.
La scelta del costume sembra legata anche alla somiglianza cromatica.
Un’altra curiosità riguarda Marie.
La sua doppiatrice aveva interpretato uno dei personaggi principali dell’opera a cui quel travestimento faceva riferimento.
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