Kyousuke Higuchi è un personaggio maschile dell’opera Death Note, dirigente della multinazionale fittizia Yotsuba e terzo Kira, noto per la sua ambizione sfrenata, il carattere violento e il tragico ruolo di pedina nelle macchinazioni di Light Yagami e Rem.
Nome completo: Kyousuke Higuchi
Sesso: Maschile
Data di nascita: 6 giugno 1972
Età: 32 anni (37 anni nella versione drama)
Data di nascita versione anime: 6 giugno 1975
Data di nascita versione drama: 6 giugno 1978
Altezza: 169 cm
Peso: 59 kg
Corporatura: Magro ma atletico
Gruppo sanguigno: AB
Stato civile: Celibe (single)
Università: Facoltà di Scienze Politiche ed Economia dell’Università Wasedaki
Occupazione: Direttore dell’Ufficio Sviluppo Nuove Tecnologie (in origine capo del reparto sviluppo, poi retrocesso)
Affiliazione aziendale: Gruppo industriale Yotsuba
Ruolo nel gruppo: Membro della “riunione della morte” di Yotsuba
Padre: Presidente della Yotsuba Heavy Industries
Condizione economica: Molto facoltoso, vive in una villa con seminterrato schermato dalle onde elettromagnetiche e possiede più auto di lusso, tra cui varie Porsche 911
Preferenze:
Cose che gli piacciono: il potere, l’ascesa sociale
Cose che detesta: la retrocessione, la perdita di status
Abitudini linguistiche: Usa “io” in modo rozzo nelle conversazioni, ma un “io” più formale nei monologhi interni
Mano dominante: Mancino
Sport: Kendo, quinto dan
Aspetto fisico (versione originale):
Occhi allungati e dall’aria aggressiva, zigomi leggermente pronunciati, capelli alzati e appuntiti che ricordano un po’ un look “da guerriero”.
Aspetto fisico (drama): Rappresentato come un bell’uomo, in contrasto con il suo carattere gretto.
Doppiatore (anime): Issei Futamata
Interprete (drama): Shushu Kashiwabara
Kyousuke Higuchi è un arrampicatore sociale puro: ambizioso, ossessionato da carriera e denaro, disposto a tutto per salire di grado.
Si atteggia a uomo d’affari freddo e raffinato, ma in realtà è rozzo, impulsivo e volgare.
Considera le vite umane sacrificabili se ostacolano il suo successo, e usa ogni mezzo a disposizione per proteggere il proprio status.
Questa sua natura è talmente trasparente che colleghi come Reiji Namikawa e Shingo Mido lo disprezzano apertamente, anche se spesso in silenzio.
Mostra una combinazione curiosa di prudenza e stupidità.
Da un lato è abbastanza cauto da nascondere il Death Note in un seminterrato schermato e da convocare riunioni per “condividere responsabilità”; dall’altro è incredibilmente sprovveduto nelle decisioni concrete.
Il suo modo di fare aggressivo e teatrale sembra anche una maschera per coprire una certa insicurezza.
Quando legge il rapporto investigativo sul caso di Yotsuba ammette che persino lui riesce a capirlo, rivelando poca fiducia nelle proprie capacità intellettuali.
Higuchi è il direttore dell’Ufficio Sviluppo Nuove Tecnologie di Yotsuba, ma in passato era il capo del reparto sviluppo.
È stato retrocesso a direttore di ufficio perché, secondo Reiji Namikawa, “tratta gli altri come idioti e non sa usare le persone”.
Nonostante l’incarico tecnico, sfrutta il suo ruolo per influenzare decisioni di alto livello tramite la famigerata “riunione della morte”, un comitato ristretto di dirigenti Yotsuba.
In queste riunioni propone regolarmente l’eliminazione fisica dei concorrenti, ripetendo ossessivamente frasi del tipo “uccidiamolo” e venendo spesso rimproverato da Shingo Mido.
Durante le riunioni, disprezza apertamente colleghi come Suguru Shimura, Eiichi Takahashi e Arayoshi Hatori, che considera inferiori.
Paradossalmente, aveva voluto Shimura nel gruppo proprio perché lo riteneva prudente, salvo poi ignorarne sistematicamente i consigli.
Figlio del presidente di Yotsuba Heavy Industries, Higuchi è un “figlio di papà” arricchito, abituato al lusso e alla protezione del potere familiare.
Vive in una grande villa dotata di seminterrato protetto dalle interferenze esterne, che userà per nascondere il Death Note.
Possiede diverse auto di lusso, tra cui varie Porsche 911, di cui è particolarmente fiero.
È celibe, ma ovviamente non per mancanza di egocentrismo: la sua relazione ideale è un’estensione del proprio tornaconto.
Sportivamente è tutt’altro che debole: è cintura alta di kendo, quinto dan, e si presenta come un uomo in forma, nonostante la costituzione magra.
La combinazione di fisico allenato e carattere impulsivo lo rende anche incline alla violenza diretta, come dimostra il possesso illegale di una pistola.
Higuchi si invaghisce apertamente di Misa Amane, al punto da farsi influenzare facilmente da tutto ciò che la riguarda.
Pur non avendo alcun legame con il mondo della pubblicità o dello spettacolo, si propone come suo esaminatore durante il colloquio per Yotsuba, solo per il piacere di avvicinarla.
Quando Matsuda Touta, infiltrato nel quartier generale di Yotsuba sotto falso nome, inventa informazioni sul suo rapporto con Misa, Higuchi gli crede senza difficoltà.
La sua fascinazione per Misa lo porta a prendere decisioni totalmente irrazionali, mettendosi in ridicolo e lasciando scoperte le proprie mosse.
Una volta convinto che Misa sia la seconda Kira e che possieda gli “occhi del dio della morte”, decide di farne la propria moglie.
Il suo piano è cinico: sposarla per ottenere gli occhi del dio della morte, stipulare polizze assicurative ingentissime su di lei e poi ucciderla per incassare il denaro.
Durante una festa di Yotsuba, invece di pianificare con attenzione come gestire la minaccia rappresentata da Matsuda, perde tempo a bere e flirtare con Misa.
Dopo il colloquio con lei la invita subito a cena, senza alcuna prudenza, esponendosi a indagini e trappole.
Selezione come Kira di Yotsuba
Kyousuke Higuchi è il terzo Kira, noto anche come Kira di Yotsuba.
Viene scelto indirettamente da Light Yagami, che, avendo cancellato temporaneamente i propri ricordi, chiede a Rem di dare il Death Note a un uomo ambizioso, in posizione relativamente alta, disposto a usare il quaderno per fare carriera.
Rem individua proprio Higuchi come candidato ideale: un dirigente che pensa solo a scalare posizioni e a eliminare chi intralcia l’azienda.
Da allora, Higuchi si serve del Death Note per eliminare concorrenti, nemici commerciali e figure scomode per gli interessi di Yotsuba.
Per evitare che le morti ricadano troppo chiaramente su di lui, costringe il padre, presidente di Yotsuba, a permettere la creazione di una “riunione della morte” composta da sette dirigenti.
In questa riunione si stabiliscono i bersagli da far morire, e Higuchi li elimina poi utilizzando il Death Note, simulando che Kira sia esterno all’azienda.
Collaborazioni oscure e pericolosità intrinseca
Anche senza il potere del Death Note, Higuchi è un individuo pericoloso.
È collegato a un’agenzia finanziaria senza scrupoli che concede prestiti a interessi usurari e fa pagare tramite polizze assicurative sulle vittime.
Possiede illegalmente una pistola, che non esita a portare con sé quando decide di eliminare chi ritiene una minaccia.
Il suo comportamento dimostra che il quaderno non ha creato il mostro, ma si è semplicemente aggiunto a una persona già moralmente corrotta.
Nonostante qualche barlume di prudenza, la gestione di Higuchi come Kira è piena di errori grossolani.
Non sfrutta a fondo le potenzialità del Death Note: non pensa di tagliare pagine per uso più discreto, né di sperimentare sistematicamente su cause di morte e comportamenti.
Questo porta a una lunga serie di morti per arresto cardiaco sospette e somiglianti, che attirano l’attenzione dell’unità investigativa guidata da L Lawliet.
La mancanza di creatività nell’uso del quaderno lo rende molto più facile da tracciare rispetto a Light Yagami.
Durante la festa aziendale in cui dovrebbe pianificare come affrontare il rischio rappresentato da Matsuda, passa il tempo a bere e a corteggiare Misa.
Dopo l’incontro con lei, la invita precipitosamente a cena, senza riflettere su eventuali controlli, microfoni o telecamere.
Si fida immediatamente del racconto di Misa sulla sua identità di seconda Kira e le confessa senza esitazione di essere lui stesso Kira.
Non solo: non si rende conto che le sue parole vengono registrate, dimostrando una totale mancanza di paranoia nonostante i crimini che ha commesso.
Arriva addirittura a progettare di rivelare al padre, presidente di Yotsuba, che lui è Kira, una volta sposata Misa.
Nel suo piano, dopo aver ottenuto gli occhi del dio della morte, intende anche uccidere gli altri sei membri della riunione della morte, senza considerare che privare Yotsuba dei suoi cervelli chiave potrebbe far crollare la società, o che qualcuno potrebbe tradirlo.
Le sue debolezze vengono notate da tutti:
L Lawliet e Light Yagami lo considerano un uomo codardo e incapace, che non saprebbe far nulla da solo.
Rem lo giudica “un essere umano vile e spregevole” e lo abbandona moralmente molto presto.
Persino Higuchi è consapevole dei propri limiti: leggendo il rapporto del detective “Coil” sulla Yotsuba, commenta che “riusciva a capirlo persino lui”, frase che tradisce scarsa autostima.
Il suo modo di insultare gli altri e ostentare durezza può essere letto come una compensazione di questa insicurezza.
Matsuda Touta, fingendosi morto, si infiltra nel mondo di Yotsuba come manager di Misa Amane.
Sotto la guida di L Lawliet, decide di preparare un programma televisivo speciale in cui rivelare l’identità del Kira di Yotsuba.
Quando Higuchi viene a sapere di questo progetto, entra nel panico.
Cerca di trovare e uccidere Matsuda per tappargli la bocca, ricorrendo anche alla pistola che teneva nascosta.
I suoi tentativi, però, falliscono uno dopo l’altro a causa della sua goffaggine e della strategia raffinata di L, Light e del resto della squadra investigativa.
Come ultima risorsa, Higuchi stipula un patto con Rem per ottenere gli occhi del dio della morte, sacrificando metà della propria vita residua pur di salvarsi.
Con questi occhi, risale alla vera identità delle persone che lo inseguono.
Tuttavia, mentre in auto insegue un veicolo che ritiene contenere la sua salvezza, finisce circondato dalla squadra investigativa e dalla polizia, tutti protetti da caschi e visiere per nascondere i volti.
Bloccato nel traffico e accerchiato, Higuchi viene fermato e arrestato in flagranza, con il Death Note ancora in suo possesso.
Questa cattura, orchestrata da L e Light, è una delle scene più celebri dell’opera, spesso riassunta dall’espressione “tutto secondo i piani”.
Dopo l’arresto, il Death Note viene sequestrato.
Nel caos dell’operazione, Light Yagami tocca il quaderno, recuperando così i ricordi da Kira.
Appena riacquista la memoria, Light decide di eliminare immediatamente Higuchi.
Usando il Death Note, lo uccide sul posto, mentre questi è ancora in custodia, facendolo morire in strada poco dopo la sua cattura.
La morte di Higuchi segna la fine del Kira di Yotsuba, ma non la fine dei guai per il gruppo.
Gli altri membri della riunione della morte moriranno in circostanze sospette poco tempo dopo, cancellando quasi del tutto le tracce dell’operazione Yotsuba.
La scia di vittime lasciate da Higuchi include anche una conoscente di Hal Lidner.
Questo fatto spingerà Hal a collaborare perfino con Mello per ottenere vendetta su Kira, un effetto collaterale indiretto ma importante delle azioni di Higuchi.
Nella storia, Kyousuke Higuchi è rappresentato come un “piccolo criminale” che riceve un potere troppo grande per la propria statura morale e intellettuale.
È l’esempio di cosa succede quando una persona mediocre ottiene un potere assoluto senza alcun senso di responsabilità.
A differenza di Light Yagami, che costruisce un progetto “ideologico” (per quanto distorto), Higuchi usa il Death Note per motivi miseramente egoistici: carriera, denaro, prestigio personale.
Questo lo avvicina ad altri personaggi come Hitoshi Demegawa o la Kiyomi Takada cinematografica, che mostrano le conseguenze di mettere il potere di un dio nelle mani di un individuo dal carattere debole.
Higuchi non è un genio del male, ma un uomo comune moralmente corrotto, circondato da privilegi, che precipita quando il potere lo supera.
Proprio per questo la sua figura risulta affascinante: è uno specchio ironico e oscuro di quanto sia pericoloso il potere del Death Note fuori dalle mani di un “genio”, e di come l’avidità possa portare rapidamente alla rovina.
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