Floch Forster

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Floch Forster
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Compleanno: 8 Ottobre
Zodiaco: Bilancia
Genere: Maschio
Altezza: 175cm
Peso: 65kg
Nome inglese: Floch Forster
Nome giapponese: フロック・フォルスター
Nome cinese: 弗洛克·福斯特
Nome coreano: 플록 포르스터
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Kenshou Ono
Kenshou Ono
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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L'attacco dei giganti
L'attacco dei giganti
Data di rilascio: 07 Aprile 2013

Impostazioni del personaggio

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Floch Forster è un personaggio maschile de L'attacco dei giganti, ex membro del Corpo di Guarnigione e poi del Corpo di Ricerca, che diventa in seguito il leader più emblematico e radicale della fazione filo-Eren nota come Fazione Jeager.

Nome: Floch Forster

Genere: Maschile

Altezza (prima del salto temporale): 175 cm

Peso (prima del salto temporale): 65 kg

Altezza (periodo di Marley): 180 cm

Peso (periodo di Marley): 71 kg

Data di nascita: 8 ottobre

Affiliazioni principali: Corpo di Guarnigione → Corpo di Ricerca → Fazione Jeager

Corso di addestramento: 104ª Brigata di Addestramento Reclute

Doppiatore (voce originale): Kensho Ono

Floch ha i capelli castani con una frangia leggermente ondulata.

Inizialmente il suo volto ricorda quello di Jean Kirstein, ma i tratti diventano più duri e marcati dopo le esperienze di guerra e, nel periodo di Marley, porta un taglio con le estremità più arrotondate.

Da recluta è un soldato comune, non particolarmente in vista, senza risultati di spicco nella 104ª.

Dopo la battaglia per la riconquista di Wall Maria, però, il trauma di essere l’unico sopravvissuto tra i nuovi soldati lo trasforma in un uomo ideologicamente rigido, disposto a sacrificare chiunque per la sopravvivenza degli Eldiani di Paradis.

Floch crede fermamente che per distruggere i giganti e salvare l’isola servano “demoni”, cioè persone capaci di abbandonare la moralità comune.

Questa idea diventa la sua bussola morale e lo porta a sostenere con fanatismo Eren Yeager quando questi decide di sterminare il mondo esterno con il Rombo di Tuono.

Floch è uno dei tanti nuovi soldati che, dopo il colpo di stato contro la monarchia e la riorganizzazione del Corpo di Ricerca come “speranza dell’umanità”, rispondono alla chiamata alle armi.

Pur essendo della stessa annata di Eren Yeager e dei protagonisti, non rientra tra i primi dieci del corso e resta in secondo piano fino alla missione per la riconquista di Wall Maria.

Nei flashback sul periodo da reclute, Floch appare mentre interviene nelle solite liti tra Eren e Jean Kirstein.

È il classico personaggio “normale” catapultato in un inferno che lo segnerà per sempre.

All’inizio Floch appartiene al Corpo di Guarnigione, tutt’altro che motivato ad affrontare i giganti fuori dalle mura.

Dopo il colpo di stato e la nuova campagna di reclutamento, decide però di trasferirsi nel Corpo di Ricerca, insieme ad altri ex-guarnigione come Sandra e Gordon.

Pur essendo della 104ª come Eren e gli altri, Floch viene trattato come un semplice novizio: non ha esperienza in missioni esterne né in combattimenti reali contro i giganti.

Ciononostante, accetta di partecipare alla missione per riconquistare Wall Maria e svelare il segreto nascosto nel seminterrato della casa di Eren.

Durante l’operazione per la riconquista di Wall Maria, Floch riceve l’incarico di proteggere e gestire i cavalli in retroguardia.

Quando il Gigante Bestia scatena il suo bombardamento di pietre, i veterani in prima linea vengono annientati e molti dei nuovi arrivati, tra cui Marlo Freudenberg, cadono nel panico.

Floch, assieme a Sandra e Gordon, inizia a rimpiangere la scelta di aver aderito al Corpo di Ricerca.

Ma il discorso e il piano suicida di Erwin Smith lo spingono a rialzarsi: decide di partecipare alla carica disperata contro il Gigante Bestia come diversivo per permettere a Levi di avvicinarsi al nemico.

Durante l’assalto, tutti i nuovi soldati vengono massacrati dal lancio di pietre, ad eccezione di Floch.

Sopravvive incredibilmente illeso, diventando l’unico testimone della carneficina e della morte di Marlo e dei compagni.

Floch trova Erwin Smith gravemente ferito ma ancora vivo, in fin di vita.

In un primo momento è travolto dall’odio verso di lui, colpevole di aver mandato i propri uomini a morire in una carica suicida, e pensa di ucciderlo per vendetta.

Riflettendo, però, giunge alla conclusione che il vero “castigo” per Erwin sia continuare a combattere i giganti: una vita interminabile di guerra e colpa in nome dei morti.

Soprattutto, Floch è convinto che solo un “demone” come Erwin possa condurre l’umanità alla vittoria, e interpreta la propria sopravvivenza come una missione: riportare il demone in vita.

Floch porta quindi Erwin da Levi, ma trova anche Armin Arlert in stato critico.

Esiste una sola dose di siero per trasformare qualcuno in gigante e poi farlo divorare da Bertolt Hoover, permettendogli di ereditare il Gigante Colossale.

Nel furioso contrasto tra chi vuole salvare Armin e chi vuole salvare Erwin, Floch espone le sue motivazioni: non ha agito per senso del dovere, ma per far tornare in vita il “demone” che ha sacrificato tutti.

Tuttavia, Levi, dopo aver ascoltato sia Floch sia le ultime parole confuse di Erwin, decide di liberare Erwin dal suo “inferno” e usa il siero su Armin.

Floch resta scioccato e non accetta fino in fondo quella decisione.

Levi gli chiede però di perdonare Erwin, ricordandogli che sono stati proprio loro a trasformarlo in un demone.

Dopo la riconquista di Wall Maria, durante la cerimonia in memoria dei caduti, Floch incontra Hitch Dreyse per informarla degli ultimi momenti di Marlo Freudenberg.

Simultaneamente, accusa senza mezzi termini Eren, Mikasa e Levi di aver scelto Armin per motivi personali, sacrificando la scelta più “razionale” che sarebbe stata Erwin.

Floch sostiene che non siano stati capaci di “buttare via ciò che era importante per loro” e che abbiano privatizzato la decisione sull’uso del siero.

Questa consapevolezza, unita al trauma di aver visto morire tutti i propri compagni, incrina definitivamente la sua fiducia nei protagonisti e nella vecchia catena di comando.

Il risultato è un progressivo irrigidimento ideologico:

– sviluppa un odio feroce verso Marley, ritenuto responsabile della guerra e della sofferenza del suo popolo;

– idealizza l’isola di Paradis e gli Eldiani che vi vivono, trasformandosi in un nazionalista estremista disposto a tutto pur di proteggerli.

Nell’anime, dopo l’eliminazione dei giganti puri rimanenti intorno a Wall Maria, Floch partecipa a una breve spedizione extra-muro.

Si ostina a voler sterminare anche l’ultimo gigante lento, che Eren considera ormai superfluo uccidere, e viene completamente ignorato dagli altri, a sottolineare la distanza crescente tra lui e il gruppo.

Più avanti, nell’arco narrativo dedicato a Marley, Floch è ancora un membro del Corpo di Ricerca.

L’esperienza di Wall Maria lo ha reso molto più capace: il divario tra lui e i compagni della 104ª è ormai colmato, e Floch si dimostra un combattente affidabile.

Tuttavia, ha aderito alle frange più radicali del movimento anti-Marley interno all’isola.

Si distingue per un’eccessiva brutalità verso i marleyani, arrivando a uccidere oltre il necessario e mostrando poca empatia rispetto al resto del Corpo di Ricerca, che cerca invece di mantenere un certo distacco dai fanatici.

Durante l’attacco al Distretto di Liberio, Floch partecipa al raid al fianco di Jean Kirstein e degli altri.

Resta convinto che “il demone” Eren sia indispensabile per la sopravvivenza di Paradis.

Al ritorno dall’operazione a Marley, la tensione politica sull’isola aumenta.

Il governo militare decide di arrestare e isolare Eren, temendo le sue azioni incontrollate.

Floch si oppone apertamente a questa linea, facendo filtrare informazioni ai media per alimentare il sostegno popolare a Eren.

Quando viene convocato da Hange Zoë, rifiuta di ritrattare, viene incarcerato, ma ormai ha già stretto alleanze con soldati e civili che vedono in Eren un salvatore.

Questi sostenitori, in seguito nominati Fazione Jeager, sono riconosciuti e chiamati così per la prima volta dal comandante Dot Pixis.

Floch, attraverso informatori all’interno del potere militare, viene a sapere che si sta considerando di far divorare Eren da un altro Eldiano per trasferire il Gigante Fondatore a qualcuno ritenuto più “affidabile”.

In risposta, organizza l’assassinio del comandante supremo Darius Zackly e fugge, passando definitivamente alla clandestinità.

Il nuovo comandante Pixis tenta inizialmente di evitare lo scontro aperto con i jeageristi, ma la scoperta che anche lui vuole comunque togliere il potere a Eren fa saltare ogni possibilità di compromesso.

A questo punto Floch decide di sfruttare il vino contaminato con il fluido spinale di Zeke Yeager, già distribuito ai vertici militari dell’isola.

Ormai il golpe è in moto: la Fazione Jeager si impone come nuova forza dominante.

Quando Eren evade dalla detenzione, Floch si coordina con lui.

Raggiungono il Distretto di Shiganshina, cuore simbolico della loro storia.

Floch costringe Hange Zoë, una delle poche a sapere dove si trova Zeke Yeager, a guidarli verso di lui.

Durante il tragitto trovano Levi in condizioni critiche a causa dell’esplosione provocata da Zeke, ma Hange approfitta della confusione per fuggire con il corpo di Levi, mentre Zeke si ricongiunge infine con Eren.

Floch continua a muoversi come braccio politico e militare di Eren e Zeke, spianando la strada al loro contatto per attivare il potere del Gigante Fondatore.

Quando Marley lancia una sortita aerea per fermarli, Floch contribuisce alla difesa dell’isola, credendo di combattere l’ultima grande battaglia per la libertà degli Eldiani.

Dopo che Eren riesce ad attivare il Rombo di Tuono, liberando i giganti colossali delle Mura per marciare contro il resto del mondo, Floch dichiara pubblicamente che lui ne conosceva il piano già da dieci mesi.

Si propone come “portavoce” ufficiale di Eren, spiegando che il massacro globale è l’unico modo per garantire la sopravvivenza dell’isola.

Rivela anche di aver agevolato l’incontro segreto tra Eren e Yelena prima della missione a Marley.

In quell’occasione ha scoperto che i vertici militari erano già nelle mani di Zeke attraverso il vino al fluido spinale e che Eren fingeva soltanto di seguire i piani di Yelena, avendo in realtà un progetto proprio: distruggere il mondo esterno.

Per Floch, questa rivelazione conferma definitivamente Eren come “demone salvatore” degli Eldiani.

Di conseguenza, sviluppa un piano politico per consolidare il potere della Fazione Jeager e trasformare Paradis in una fortezza intoccabile, protetta dal Rombo di Tuono.

Dopo l’avvio del Rombo di Tuono, Floch assume un ruolo quasi da uomo forte dell’isola.

Si occupa di mettere in sicurezza il potere interno, in particolare neutralizzando potenziali traditori e dissidenti.

Convoca i volontari stranieri, in primo luogo Yelena e gli altri collaboratori provenienti dal mondo esterno.

Dà loro una scelta brutale ma chiara: sottomettersi al nuovo regime o morire.

Pur sparando senza esitazione a chi rifiuta, Floch dimostra di non voler procedere a un massacro indiscriminato.

Promette infatti che chi accetterà la nuova realtà, a eccezione di Yelena ritenuta colpevole principale del complotto del vino, potrà unirsi alla difesa di Paradis.

Perfino a Onyankopon, che rimane ostinatamente contrario, lascia uno spiraglio aperto, suggerendo che se cambierà idea potrà essere ancora accolto.

Intende invece giustiziare lui e Yelena davanti alla folla come monito.

Il piano viene però sconvolto dall’improvvisa irruzione del Gigante Carro di Pieck Finger.

L’intervento di Pieck permette la fuga momentanea di Jean, Yelena e Onyankopon, e la contemporanea scomparsa di Mikasa Ackerman dalla zona fa intuire a Floch che esista un gruppo deciso a fermare il Rombo di Tuono.

Da quel momento, Floch si convince che ogni possibile ostacolo al completamento del piano di Eren debba essere eliminato preventivamente.

Inizia una vera caccia ai “traditori”, in cui inserisce anche i suoi ex compagni della 104ª che hanno deciso di opporsi al genocidio.

Quando Armin Arlert, Mikasa Ackerman e gli altri si mobilitano per impedire al Rombo di Tuono di distruggere il mondo intero, Floch si muove per bloccare i loro piani.

Capisce che il punto chiave è impedire loro di utilizzare un dirigibile capace di raggiungere Eren.

Floch organizza personale e risorse per sabotare il decollo del velivolo.

In questo frangente combatte ferocemente contro gli ex compagni, dimostrando quanto sia disposto a sacrificarsi pur di garantire la vittoria definitiva di Eren.

Tuttavia, i suoi sforzi falliscono.

Nel momento decisivo, Mikasa Ackerman gli lancia il gancio della sua attrezzatura tridimensionale al collo, uccidendolo sul colpo.

Floch muore convinto di essere nel giusto e di aver combattuto fino all’ultimo per la libertà degli Eldiani di Paradis.

La sua ultima volontà rimane quella di vedere il Rombo di Tuono portato a compimento, anche al costo di distruggere il resto dell’umanità.

Una delle frasi più rappresentative di Floch è:

«I giganti possono essere distrutti solo da un demone!»

Per lui, “demone” non è un insulto ma una definizione necessaria:

indica chi è disposto a caricare sulle proprie spalle tutte le colpe e il sangue necessario per garantire la sopravvivenza del proprio popolo.

Durante il Rombo di Tuono, afferma anche:

«Sai che cos’è questo? Libertà!», riferendosi allo sterminio del mondo esterno come unico modo per rendere davvero liberi gli Eldiani.

Queste parole riassumono la sua evoluzione: da soldato di retrovia spaventato a fanatico convinto che solo attraverso un male assoluto si possa ottenere un bene assoluto per la propria gente.

Secondo le interviste all’autore di L'attacco dei giganti, Floch era inizialmente pensato come il “tipo che segue la moda”, un personaggio secondario senza grande approfondimento.

Con lo sviluppo della storia, però, è diventato il portavoce di una voce “esterna”, quasi rappresentante di una parte dei lettori: colui che esprime opinioni dure, razionali fino al cinismo.

Floch è importante perché impedisce alla storia di diventare una narrazione in cui tutti i protagonisti sono “buoni” e moralmente allineati.

La sua presenza introduce un punto di vista alternativo e disturbante, mostrando che anche all’interno degli Eldiani esistono divergenze profonde su cosa significhi davvero libertà e giustizia.

Cresce quindi non verso la “bontà” ma verso l’estremismo, diventando il simbolo di chi, pur partendo da un dolore reale, sceglie la strada della violenza totale.

In questo senso, Floch Forster è una figura indispensabile per comprendere il lato più oscuro e controverso della lotta per la sopravvivenza in L'attacco dei giganti.

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(Ultima modifica: Giovedì 14 Maggio 2026 22:06)

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