Reiner Braun

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Reiner Braun
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Età: 18
Compleanno: 1 Agosto
Zodiaco: Leone
Genere: Maschio
Altezza: 185-188cm
Peso: 95-83kg
Nome inglese: Reiner Braun
Nome giapponese: ライナー・ブラウン
Nome cinese: 莱纳·布朗
Nome coreano: 라이너 브라운
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Yoshimasa Hosoya
Yoshimasa Hosoya
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Junya Enoki
Junya Enoki
Giapponese(Anime、Doppiatore (infanzia))
Robert McCollum
Robert McCollum
Inglese(Anime、Doppiatore)
Chang-wook Kwon
Chang-wook Kwon
Coreano(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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L'attacco dei giganti
L'attacco dei giganti
Data di rilascio: 07 Aprile 2013

Impostazioni del personaggio

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Reiner Braun è un personaggio maschile dell’opera L'attacco dei giganti, presentato inizialmente come il più solido “fratello maggiore” del 104º Corpo di Addestramento, ma in realtà portatore del potere del Gigante Corazzato e una delle figure più tragiche e centrali della storia.

Nome: Reiner Braun

Sesso: Maschile

Età: 17 anni (durante l’arco del Corpo di Addestramento) → 21 anni (arco di Marley)

Altezza: 185 cm → 188 cm

Peso: 95 kg → 83 kg

Data di nascita: 1 agosto

Luogo di nascita dichiarato inizialmente: villaggio montano a sud-est di Wall Maria

Origine reale: zona di internamento per Eldiani nell’impero di Marley

Parentela principale: madre Karina Braun (eldiana), padre marleyano (nome non indicato), cugina Gabi Braun

Corpo di appartenenza umano: 104º Corpo di Addestramento, poi Corpo di Ricerca

Posizione in graduatoria: secondo assoluto del 104º Corpo di Addestramento

Titolo/ruolo speciale: Guerriero di Marley, successivamente vicecomandante dell’unità dei Guerrieri

Gigante ereditato: Gigante Corazzato

Doppiatori originali: Yoshimasa Hosoya (voce principale), Junya Enoki (infanzia)

Risultati sondaggi di popolarità ufficiali: 1º sondaggio: 8º posto; 2º sondaggio: 10º posto

Reiner è descritto come un ragazzo biondo dalla corporatura grande e muscolosa, con lineamenti squadrati e un naso marcato.

Durante gli anni da cadetto è il “tipo robusto e affidabile”, dall’aria adulta rispetto ai coetanei.

Ha un carattere apparentemente calmo, socievole e molto responsabile.

Si prende cura dei compagni, viene percepito come leader naturale e “fratello maggiore” del 104º, e per questo è popolare sia tra i ragazzi sia tra le ragazze.

Possiede un coraggio notevole: è capace di scherzare anche prima di missioni estremamente rischiose, usando l’umorismo per sciogliere la tensione del gruppo.

La scena in cui, circondato dai giganti, dice “al massimo infilo questa spada nel loro sedere” mostra bene il suo modo di mantenere alto il morale, in pieno stile veterano.

Sebbene si innamori sinceramente di Krista Lenz, reagendo alla sua “bontà da dea” con pensieri del tipo “vorrei sposarla” e persino “sposiamoci”, alcuni dialoghi fanno nascere tra i lettori il sospetto che possa non essere interessato solo alle ragazze.

Una battuta di Ymir sul fatto che non sembri interessato alle donne e la famosa battuta sui “c*li dei giganti” hanno alimentato varie teorie e meme sul personaggio.

Con il tempo si scopre che sotto la facciata del soldato solido e rassicurante si nasconde una persona estremamente fragile e tormentata.

Il conflitto tra il suo ruolo di “soldato” che difende gli amici e quello di “guerriero” incaricato di distruggere l’umanità delle Mura finirà per spezzargli la psiche.

Il leader della 104ª e il “fratello maggiore”

Reiner entra nel 104º Corpo di Addestramento a 14 anni e si diploma secondo in graduatoria.

È considerato uno dei più forti fisicamente tra i suoi coetanei, anche se la fama di talento assoluto va a Mikasa Ackerman.

Sin dall’inizio si pone come punto di riferimento:

– aiuta i compagni in difficoltà,

– mantiene il sangue freddo in situazioni disperate,

– viene spesso ascoltato nelle decisioni tattiche sul campo.

Eren Yeager lo ammira come modello di soldato e si identifica con lui per la loro comune “volontà incrollabile” di tornare al proprio “paese natale”.

Per questo la fiducia di Eren nei suoi confronti è particolarmente forte, e il tradimento di Reiner lo colpisce in maniera devastante.

Reiner entra nel Corpo di Ricerca dopo l’addestramento, mostrando grande determinazione e prontezza in battaglia.

Durante le prime missioni esterne, si distingue anche per atti fisicamente estremi, come il tagliarsi le dita per liberarsi dalla stretta del Gigante Femmina e fuggire.

La grande rivelazione: il Gigante Corazzato

La vera identità di Reiner è una delle rivelazioni più sconvolgenti dell’opera.

Cinque anni prima, nel 845, è lui, come Gigante Corazzato, a distruggere il portone interno del Distretto di Shiganshina e a provocare la caduta di Wall Maria.

È membro dell’unità dei Guerrieri di Marley, infiltrato dall’esterno delle Mura insieme a Bertolt Hoover (Gigante Colossale) e Annie Leonhart (Gigante Femmina).

La sua storia iniziale sul villaggio di montagna a sud-est di Wall Maria è quindi una copertura.

Durante il 57º Viaggio di Ricognizione, la scena in cui viene quasi stritolato dal Gigante Femmina è in realtà una finta:

in quel momento Reiner finge di lottare, ma approfitta del contatto per incidere sulle dita della gigante un messaggio su dove sia realmente Eren, confermando la teoria di Armin Arlert e collaborando con Annie in segreto.

La rivelazione pubblica avviene in modo quasi surreale sulle Mura di Wall Rose:

Reiner, logorato dal conflitto interiore, rivela a voce bassa a Eren e ai compagni di essere il Gigante Corazzato e che Bertolt è il Gigante Colossale, come se stesse parlando di una normale decisione di carriera.

Pochi attimi dopo, si trasforma realmente davanti a loro, confermando ogni parola.

Il crollo psicologico: “soldato” contro “guerriero”

A quel punto diventa chiaro che Reiner soffre da tempo di una grave frattura della personalità.

Per fuggire dal tremendo senso di colpa per la distruzione di Wall Maria e le stragi che ha compiuto, ha cominciato a vivere come se fosse davvero un semplice “soldato delle Mura” dedito a difendere i compagni.

Questo autoinganno porta alla coesistenza di due identità in conflitto:

– il Guerriero di Marley, incaricato di distruggere l’umanità delle Mura e reclamare il Gigante Fondatore,

– il soldato del Corpo di Ricerca, che rischia la vita per proteggere i compagni e il popolo all’interno delle Mura.

La frattura è così profonda che a volte Reiner si dimentica davvero di essere un Guerriero, non capendo le allusioni di Bertolt.

Anche dopo essersi dichiarato nemico, per qualche istante parla come se stesse ancora discutendo della sua promozione nel Corpo di Ricerca, lasciando Eren e Ymir completamente sgomenti.

Nonostante sia direttamente responsabile della caduta di Wall Maria, le sue azioni per proteggere i compagni durante le missioni emergono come genuinamente sincere dal lato “soldato”.

Allo stesso tempo, il lato “guerriero” non smette mai di provare rimorso per il tradimento e le morti che ha causato.

Scontro a Shiganshina e fuga

Nella grande battaglia nel Distretto di Shiganshina, Reiner si unisce a Zeke Yeager (Gigante Bestia) e Pieck Finger (Gigante Carro) per tendere una trappola al Corpo di Ricerca.

Il combattimento è devastante e porta il Corpo di Ricerca sull’orlo dell’annientamento.

Alla fine, però, la controffensiva di Eren, Armin, Levi e gli altri porta alla sconfitta di Marley in quel frangente.

Bertolt viene sacrificato e divorato da Armin, che eredita il Gigante Colossale, mentre Reiner viene salvato in extremis dall’intervento congiunto di Zeke e Pieck e riportato a Marley.

Famiglia e motivazioni

Reiner è figlio di Karina Braun, eldiana, e di un padre marleyano.

Poiché basta una sola goccia di sangue eldiano per essere classificati come tali, Reiner e sua madre vivono nel ghetto eldiano, sottoposti a discriminazioni e miseria.

Karina gli ripete che la loro sfortuna è dovuta al fatto di non essere “marleyani puri”.

La sua frase “se solo fossimo nati marleyani…” imprime a Reiner l’idea che debba “diventare speciale” e ottenere il titolo di eldiano onorario per poter vivere liberamente e riunirsi con il padre.

Il progetto è che, diventando Guerriero e servendo fedelmente Marley, Reiner possa:

– ottenere lo status di eldiano onorario,

– garantire una vita migliore alla madre,

– formare finalmente una “vera famiglia” con il padre marleyano.

Ma quando il padre viene messo di fronte alla possibilità che il suo rapporto con una eldiana venga scoperto – crimine punito con la morte – reagisce rifiutando Reiner e fuggendo, lasciandolo con una ferita emotiva profondissima.

Selezione come Guerriero e successione del Gigante Corazzato

Da ragazzo, durante l’addestramento per diventare Guerriero, Reiner non brilla in nessun campo particolare.

È considerato mediamente scarso tra i sette candidati, il “fanalino di coda” secondo Porco Galliard.

Nonostante ciò, viene scelto come successore del Gigante Corazzato, in virtù della sua tenacia e, soprattutto, della sua apparente incrollabile fedeltà a Marley.

Il Gigante Corazzato è concepito come “lo scudo di Marley”, quindi la combinazione di resistenza mentale e devozione politica di Reiner risulta molto appetibile ai vertici.

In seguito si scopre che Marcel Galliard, fratello maggiore di Porco, interferisce nelle valutazioni per far sì che il fratello non erediti un potere di gigante e non venga spedito in guerra.

Marcel esalta le qualità di Reiner e ne influenza l’immagine presso i superiori, contribuendo a farlo diventare il Corazzato.

La missione su Paradis e la morte di Marcel

Dopo aver ereditato il Gigante Corazzato, Reiner entra nella squadra d’infiltrazione destinata all’Isola Paradis insieme a Marcel, Annie Leonhart e Bertolt Hoover.

Scopo: recuperare il Gigante Fondatore e schiacciare gli “eldiani malvagi” delle Mura, per “salvare il mondo esterno”.

Appena sbarcati su Paradis, però, un Gigante selvaggio attacca il gruppo e Marcel sacrifica la propria vita per salvare Reiner, venendo divorato.

Reiner crolla psicologicamente, e per colmare il vuoto lasciato da Marcel decide che “diventerà lui” il pilastro del gruppo.

È Reiner a convincere Annie e Bertolt a continuare la missione invece di tornare indietro.

Da quel momento abbraccia in modo sempre più rigido il ruolo di “Guerriero” devoto alla missione, ma dentro di lui comincia anche a nascere la versione “soldato” che cerca di sopravvivere alla colpa.

Stato mentale e guerra contro l’Alleanza Mediorientale

Quattro anni dopo la sconfitta a Shiganshina, Reiner è tornato a Marley e combatte come vicecomandante dei Guerrieri nella guerra contro l’Alleanza Mediorientale.

È visibilmente consumato: ha perso oltre 10 kg, porta la barba e sembra invecchiato di molti anni.

Al contempo, si trova sotto enorme pressione politica: dopo il fallimento nella riconquista del Gigante Fondatore, è stato vicino a perdere il potere del Gigante Corazzato per punizione.

Solo i risultati militari nella guerra in corso riescono a “redimere” agli occhi di Marley i suoi fallimenti a Paradis.

La permanenza sull’Isola Paradis è diventata per lui un trauma continuo:

– è tormentato dai ricordi delle persone tradite,

– soffre di un disturbo post-traumatico grave,

– arriva a mettere in bocca un fucile, in uno stato quasi inconscio, sfiorando il suicidio.

La sola ragione che lo ancora alla vita sono i giovani candidati Guerrierri, in particolare Gabi Braun e Falco Grice.

Gabi, sua cugina, idolatra Reiner e sogna di ereditare il Gigante Corazzato, ignorando completamente il suo tormento.

L’incontro con Eren a Liberio

Durante l’evento politico a Liberio, Reiner viene condotto da Falco in una cantina dove si ritrova faccia a faccia con Eren Yeager, che si è infiltrato a Marley sotto falsa identità.

È la prima volta che si rivedono dopo quattro anni.

Eren gli chiede perché lui e gli altri abbiano distrutto Shiganshina e massacrato tanti innocenti, inclusa Carla Yeager.

Reiner risponde con la giustificazione ufficiale di Marley: “per salvare l’umanità fuori dall’Isola Paradis”.

Tuttavia, mentre Eren racconta di aver attraversato il mare e vissuto tra i “nemici” scoprendo che, in fondo, sono uguali alle persone delle Mura, mostra chiaramente di comprendere il peso della colpa che grava su Reiner.

Dice esplicitamente: “Alla fine… io sono uguale a te”, riconoscendo di aver ripetuto lo stesso schema di violenza.

Di fronte a questa comprensione, Reiner crolla definitivamente:

– si getta ai piedi di Eren,

– piange,

– afferma che non è colpa degli “anni” o delle “circostanze”, ma solo sua: “sono io il colpevole, è colpa mia se tua madre è stata divorata da un gigante, uccidimi, ti prego”.

Non vuole più vivere con quella colpa, vorrebbe sparire.

Ma Eren sceglie un’altra strada: si trasforma in Gigante Attaccante davanti a lui e a Falco, dando inizio al massacro di Liberio.

Battaglia di Liberio e rinnovata condanna a vivere

Durante l’attacco di Eren su Liberio, Reiner inizialmente non vuole rispondere.

Privato della volontà di combattere, il suo Gigante non riesce neppure ad attivare adeguatamente le capacità di rigenerazione e cade in una sorta di stato catatonico.

Solo quando Gabi e Falco, in una disperazione totale, lo implorano di salvarli dal Gigante di Eren che sta per divorare Porco Galliard (Gigante Mascella), Reiner si desta.

Maledice il fatto che non gli sia permesso morire: “perché non mi lasciate morire?”, ma si trasforma ugualmente.

Con uno sforzo disperato riesce a strappare Porco dalle fauci del Gigante di Eren, costringendo Eren a ritirarsi dopo aver esaurito le sue forze.

Quando poi scopre che Gabi e Falco sono saliti di nascosto sulla nave del Corpo di Ricerca diretta a Paradis, suggerisce a Marley di attaccare l’Isola il prima possibile, prima che l’Alleanza Mondiale si raduni.

Ritorno a Paradis e nuovo fronte

Su Paradis, Reiner combatte di nuovo contro Eren e il Corpo di Ricerca in una battaglia disperata per impedire il contatto tra Eren e Zeke, che porterebbe all’attivazione della “Rombata”, la marcia dei Giganti Colossali nelle Mura.

Affiancato da Porco Galliard e Pieck Finger, tenta di fermare Eren, che ha ottenuto i poteri del Gigante Martello da guerra.

Nonostante gli sforzi, non riesce a impedirne il contatto con Zeke.

Quando Eren libera l’indurimento delle Mura per innescare la Rombata, anche l’indurimento del Gigante Corazzato si scioglie, esponendo Reiner alle schegge di pietra e lasciandolo gravemente ferito e debole.

Gabi lo trascina in una casa abbandonata per nasconderlo e permettergli almeno un minimo di recupero.

Intanto, il mondo comincia a tremare sotto i passi della Rombata liberata da Eren.

Alleanza con gli ex-nemici

Di fronte all’annientamento imminente del mondo, Reiner si unisce a una squadra improbabile:

Armin Arlert, Mikasa Ackerman, Jean Kirstein, Connie Springer,

Gabi Braun, Falco Grice, Annie Leonhart finalmente libera,

Pieck Finger, Theo Magath, Onyankopon, Yelena e altri.

Durante un pasto comune, Yelena mette Reiner e Annie nella scomoda posizione di dover raccontare a Jean e agli altri la verità sulla morte di Marco Bott.

Dopo la confessione, Reiner insiste a spiegare fino in fondo i motivi e la sua colpa, finché Jean, travolto dall’ira e dal dolore, lo colpisce ripetutamente.

Reiner non si difende: accetta i pugni come parte della punizione che sente di meritare.

È Gabi, con la sua supplica sincera, a placare temporaneamente la furia di Jean.

Per assicurarsi il volo del dirigibile che servirà a raggiungere Eren, il gruppo affronta le forze della fazione Jeagerista guidata da Floch Forster al porto.

Reiner, trasformato nel Gigante Corazzato, combatte in prima linea insieme al Gigante Femmina di Annie per guadagnare tempo, mentre altri assicurano la fuga via mare.

Una volta arrivati sul continente per preparare il dirigibile, Reiner e Annie discutono; lui si scusa per le decisioni prese a Paradis, per averli trascinati in quella missione e per le sue azioni.

Affida Gabi e Falco ad Annie, riconoscendo in lei una figura di cui i ragazzi possono fidarsi.

La battaglia del Cielo e della Terra

A bordo del dirigibile, Reiner e gli altri condividono il peso morale di ciò che stanno per fare:

per salvare l’umanità devono uccidere Eren, che è stato loro amico, e fermare i Giganti che portano la Rombata.

Reiner mostra una grande empatia verso Eren, intuendo quanto sia insopportabile per lui portare sulle spalle l’essere l’“incarnazione del male” per il mondo intero.

Raggiunto il colossale corpo del “Gigante Finale” in cui si è trasformato Eren, Reiner utilizza il potere del Gigante Corazzato per combattere strenuamente:

– affronta i resti dei “Nove Giganti” evocati contro di loro,

– coordina i movimenti con Mikasa, Armin, Jean, Connie, Levi, Pieck, Annie, Falco e Gabi.

Lo scontro è durissimo e molti di loro sfiorano la morte più volte.

Alla fine, però, Eren viene sconfitto e il potere dei giganti viene cancellato dal mondo.

Con la fine del potere dei giganti, anche il Gigante Corazzato di Reiner scompare.

Reiner torna un semplice essere umano, finalmente libero dal fardello fisico e simbolico del suo gigante.

Tre anni dopo la battaglia finale

Tre anni dopo la fine della Rombata e la morte di Eren, Reiner compare nuovamente nell’epilogo.

È ancora in vita, non più come Guerriero di Marley, ma come uno dei rappresentanti diplomatici che si recano su Paradis in qualità di delegati dell’Alleanza delle nazioni.

Viaggia insieme ad Armin, Jean e altri sopravvissuti, con l’obiettivo di stabilire un dialogo con l’Isola e impedire nuove guerre.

La tensione politica non è sparita, ma quanto meno esiste la possibilità di una pace negoziata.

Reiner sembra aver recuperato molto del carattere che aveva ai tempi del 104º Corpo di Addestramento:

più rilassato, capace di scherzare, meno oppresso dal senso di colpa assoluto.

È implicito che, pur non dimenticando il passato, abbia iniziato a perdonare se stesso.

In una scena curiosa, mostra di non aver perso la sua debolezza per Krista Lenz, ormai regina Historia Reiss e donna sposata.

Osservando una sua lettera, si lascia sfuggire: “ogni volta che vedo la sua calligrafia penso a quanto sia bella… e che buon profumo”, facendo capire che la sua cotta adolescenziale non è mai del tutto scomparsa.

Anche il rapporto con Jean Kirstein è cambiato: i due arrivano a scambiarsi battute, segnando il superamento dell’odio e della rabbia pura.

Libero dal ruolo di Guerriero e dalla condanna del Gigante Corazzato, Reiner appare finalmente come il se stesso più autentico: un uomo che ha conosciuto l’orrore, ma che ha scelto di vivere per costruire qualcosa di diverso.

Reiner e Eren Yeager sono costruiti come due facce dello stesso tema narrativo.

Entrambi sono ragazzi che, in nome di un’idea di “salvezza” o “libertà”, diventano a loro volta strumenti di massacri.

Le possibili chiavi di lettura del “io sono uguale a te” che Eren rivolge a Reiner includono:

A: aver ucciso e commesso atrocità “per salvare altri”,

B: essere “mezze calzette” moralmente, che si affezionano anche a coloro che poi devono tradire e uccidere,

C: aver spinto da soli la propria schiena nel baratro, scegliendo consapevolmente la strada dell’inferno,

D: aver scoperto che dall’altra parte del “muro” non c’erano mostri, ma persone comuni.

Reiner stesso sembra interpretare la frase soprattutto in senso A, mentre Eren ricorda la loro somiglianza nel senso B.

Entrambi sono capaci di dubitare, di piangere e di desiderare la propria morte quando la colpa diventa insostenibile.

Il rapporto con le rispettive madri enfatizza il contrasto:

Carla Yeager dice a Eren che è già “straordinario” solo per essere nato, affermando il valore intrinseco della sua vita;

– Karina Braun, al contrario, fa pesare a Reiner che se fossero nati marleyani tutto sarebbe stato diverso, spingendolo a cercare continuamente di “diventare qualcuno”.

Alla fine, però, è proprio la decisione estrema di Eren a ottenere un effetto paradossale:

salvando Marley e fermando la discriminazione su larga scala verso gli eldiani, finisce anche per offrire a Reiner e a Karina la possibilità di riconciliarsi e ricominciare da madre e figlio.

Reiner è uno dei personaggi preferiti dell’autore, che ha dichiarato di essersi ispirato a un senpai dei tempi della scuola.

Questa “preferenza” si nota nel modo in cui la trama lo fa sopravvivere a situazioni dove chiunque altro sarebbe morto, ma non per risparmiargli sofferenze, anzi: per immergerlo in un tormento sempre più intenso.

Tra i fan occidentali, per molto tempo Reiner è stato soprannominato “Plot Armored Titan” (Gigante Corazzato dal “plot armor”, cioè protetto dalla trama) per il suo continuo scampare alla morte nonostante tutto.

Col proseguire della storia, il soprannome ha assunto un tono più tragico-comico: non tanto “favorito dalla trama”, quanto “condannato dalla trama a non poter morire”.

L’episodio del suo tentato suicidio con il fucile è noto anche perché l’autore ha raccontato di averlo disegnato in condizioni estreme di stanchezza, ma con particolare cura, al punto da appendere quelle vignette sia nello studio che a casa.

È una prova ulteriore di quanto Reiner Braun sia un personaggio centrale e amatissimo nella costruzione narrativa di L'attacco dei giganti.

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(Ultima modifica: Giovedì 14 Maggio 2026 22:06)

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