Sadaijin

Autore
✒️Modifica
Sadaijin
Chat
Nome inglese: Sadaijin
Nome giapponese: サダイジン
Nome cinese: 左大臣
Nome coreano: 사다이진
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

Modifica
An Yamane
An Yamane
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

Modifica
Suzume
Suzume
Data di rilascio: 11 Novembre 2022

Impostazioni del personaggio

Modifica

Sadaijin è una creatura divina a forma di grande gatto nero che parla la lingua umana, apparsa nel film d’animazione Suzume. È il secondo “pietra angolare dell’Est”, responsabile di sigillare calamità che cercano di irrompere nel mondo dei vivi.

Sadaijin è il contraltare di Daijin, l’altra pietra angolare, e come lui può modificare liberamente la propria statura.

Nel mondo ordinario si manifesta come un enorme gatto nero, mentre nella battaglia finale rivela la sua vera forma di maestosa divinità bianca.

In origine era una pietra sacra nascosta sotto una “porta posteriore” nel sottosuolo del Palazzo Imperiale nel quartiere di Chiyoda a Tokyo.

Il suo compito era tenere a bada, in silenzio e per tempi lunghissimi, le forze distruttive che cercano di emergere nel mondo visibile.

La voce del personaggio è interpretata da An Yamane.

Nel film Sadaijin si presenta a Suzume Iwato durante il suo viaggio per chiudere le porte, chiedendole aiuto per poter tornare a svolgere il proprio ruolo di pietra angolare.

Sadaijin è la seconda pietra angolare dell’Est, originariamente installata presso una gigantesca porta posteriore a Tokyo.

La forma di gatto nero è una manifestazione temporanea e “ridotta” che gli permette di muoversi accanto agli umani.

Dopo che Daijin, la pietra angolare dell’Ovest, fugge abbandonando il suo incarico in Kyushu, l’equilibrio del mondo viene compromesso.

Sadaijin si trova così solo a trattenere le calamità che tentano di irrompere nel cielo di Tokyo.

Per quattro giorni combatte da solo l’enorme energia distruttiva, ma alla fine non riesce più a resistere e “si stacca” dal suo posto.

In quell’istante tutte le calamità accumulate si riversano nel cielo sopra Tokyo, dando origine a una catastrofe di portata secolare.

Quando Souta Munakata si sacrifica per diventare una nuova pietra angolare e bloccare la calamità, Sadaijin capisce che questa soluzione è solo temporanea.

Consapevole che una sola pietra non può contenere a lungo il disastro, decide di cercare aiuto tra gli umani.

Nel suo aspetto più comune Sadaijin è un gatto nero grande più o meno come un cane di taglia grande.

Ha occhi verdi, brillanti e intensi, che risaltano nel suo mantello scuro.

La particolarità più evidente è il contorno di pelo bianco attorno all’occhio destro.

Questa caratteristica è in contrasto con Daijin, che invece ha un contorno di pelo scuro attorno all’occhio sinistro.

La sua corporatura è flessibile e variabile.

Quando appare per la prima volta davanti a Suzume, nel romanzo, è grande quasi quanto un’auto, ma poco dopo può rimpicciolirsi fino a entrare comodamente sul sedile posteriore di una macchina.

Questa capacità suggerisce un controllo totale sulle proprie dimensioni, legato alla sua natura divina e alla sua funzione di pietra angolare.

Nonostante le dimensioni imponenti, i movimenti sono eleganti e sicuri.

Sadaijin parla con un tono che ricorda una voce infantile, ma il contenuto delle sue parole tradisce grande lucidità e vasta esperienza.

Nel modo in cui si esprime si percepiscono i lunghi secoli trascorsi come guardiano delle calamità.

Non è una divinità distante e fredda, anzi interagisce con gli umani con naturalezza e ironia.

Sa essere severo quando si tratta del proprio dovere, ma mostra anche un lato affettuoso e protettivo.

Sente un forte senso di responsabilità per le calamità che non è riuscito più a trattenere.

Per questo cerca l’aiuto di Suzume, desideroso di rimediare e di riportare la pace al mondo umano.

Al tempo stesso non è privo di orgoglio.

Quando Tamaki Iwato ride incredula alla notizia che lui sarebbe una divinità, Sadaijin si offende chiaramente, considerandolo un affronto alla propria dignità.

Sadaijin possiede la capacità di parlare la lingua degli umani e comunicare in modo diretto.

Questa abilità lo avvicina agli umani e rende possibile la cooperazione con Suzume e gli altri personaggi.

Come Daijin, può modificare liberamente la propria statura, passando da dimensioni gigantesche a una taglia più contenuta e “domestica”.

Questa trasformazione avviene in modo istantaneo e senza sforzo apparente.

Possiede inoltre un potere simile alla “possessione spirituale”.

Può infatti “attaccarsi” a una persona e tirare fuori le emozioni nascoste, come un tipo di spirito volpe che rivela la verità.

Nel corso della storia, Sadaijin si impossessa di Tamaki Iwato e porta alla luce i sentimenti negativi che lei reprimeva verso Suzume.

Questo momento, per quanto doloroso, rompe lo stallo emotivo fra le due e spinge il loro rapporto a evolversi.

Come divinità guerriera, nella sua vera forma Sadaijin possiede forza fisica enorme, velocità impressionante e artigli e zanne affilatissimi.

È in grado di confrontarsi direttamente con la calamità, bloccandola con la pura forza e fungendo lui stesso da barriera vivente.

Origini e caduta come pietra angolare

Nel romanzo, Sadaijin è descritto come pietra angolare dell’Est, venerata in segreto sotto il Palazzo Imperiale di Tokyo.

Per un tempo lunghissimo, rinchiuso accanto a una antica porta posteriore, ha contenuto le calamità che tentavano di passare nel mondo visibile.

Quando la pietra angolare dell’Ovest, Daijin, fugge dal suo posto in Kyushu, la pressione sulle calamità aumenta.

Rimasto solo, Sadaijin deve trattenere le forze distruttive su un unico punto, finché la tensione supera i suoi limiti.

Quattro giorni dopo la fuga di Daijin, Sadaijin cede, si stacca e libera nel cielo di Tokyo una calamità gigantesca, che appare solo una volta ogni alcuni secoli.

Souta Munakata blocca il disastro diventando lui stesso una nuova pietra angolare, sacrificando la sua libertà.

Sadaijin, vedendo l’estrema fragilità di questa soluzione, capisce che servirà un nuovo equilibrio.

Non basta più rimanere immobile sotto terra: è necessario un intervento consapevole e condiviso con gli umani.

Incontro con Hitsujirou Munakata

Dopo la caduta, Sadaijin visita Hitsujirou Munakata, il “chiuditore di porte” anziano che conosce da tempo.

In ospedale, Hitsujirou gli parla di una ragazza che desidera entrare nel mondo dell’aldilà, Suzume Iwato.

Sadaijin compare davanti a Hitsujirou nella forma di gatto nero.

In questa riunione, l’anziano chiuditore gli chiede esplicitamente di aiutare Suzume nel suo viaggio.

Quando Suzume lascia la stanza di Hitsujirou, Sadaijin ha già deciso di seguirla.

Comprende che lei è la chiave per sistemare sia il destino di Souta sia quello delle calamità.

Viaggio con Suzume

Sadaijin raggiunge Suzume in un’area di servizio lungo il suo viaggio verso il luogo d’infanzia.

Lì decide di presentarsi apertamente e unirsi alla piccola compagnia.

Prima di farsi vedere, però, si impossessa di Tamaki Iwato, che stava discutendo con Suzume.

Attraverso Tamaki, Sadaijin tira fuori tutto il risentimento, la stanchezza e la frustrazione che lei nascondeva da anni verso la nipote.

Questo episodio ferisce profondamente Suzume, che si rende conto di quanto peso emotivo Tamaki porti sulle spalle.

Sadaijin viene quindi aggredito da Daijin, furioso perché Suzume è stata ferita dalle parole della zia.

Sadaijin, pur sorpreso dall’attacco, ribalta la situazione con facilità.

Afferra Daijin per la collottola e lo porta con sé nel sedile posteriore dell’auto, come un adulto che afferra un gattino capriccioso.

Da quel momento Sadaijin viaggia insieme a Suzume, Tamaki, Daijin e Tomoya Serizawa.

Nel dialogo con Serizawa, quando quest’ultimo nota che il gatto sembra volere qualcosa da Suzume, Sadaijin finalmente parla apertamente.

Rivela che desidera essere portato davanti alla calamità, per potersi conficcare di nuovo come pietra angolare.

In altre parole, chiede a Suzume di aiutarlo a tornare al suo posto e a riprendere il proprio incarico divino.

Al termine del viaggio, Sadaijin e Suzume scendono insieme nel mondo dell’aldilà.

Qui le calamità, liberate in parte, si agitano con violenza cercando di emergere nel mondo dei vivi.

Per fermarle, Sadaijin abbandona la forma di gatto nero e mostra la sua vera identità di “grande e potente divinità”.

In un attimo diventa enorme, grande quanto una casa, ricoperto da un pelo bianco scintillante.

Ha lunghi baffi e una coda fluente, che gli danno un aspetto solenne e imponente.

L’aria che lo circonda è carica di forza e maestà, perfettamente in linea con il titolo di divinità guerriera.

In questa forma, Sadaijin corre veloce come una raffica di vento.

Si lancia contro la calamità a viso aperto, usando i suoi artigli e le sue zanne come un’arma per bloccarla e respingerla.

Durante una presentazione pubblica al centro commerciale Lalaport Fukuoka, il doppiatore di Souta Munakata, Hokuto Matsumura, ha scherzosamente definito questa trasformazione “Sadaijin forma finale”.

Il commento mette in evidenza quanto il contrasto tra il gatto nero sornione e la gigantesca divinità bianca sia forte e memorabile.

Suzume Iwato

Suzume Iwato è una liceale che vive in una tranquilla cittadina portuale del Kyushu.

Durante la storia intraprende un viaggio per chiudere le porte che collegano il mondo dei vivi all’aldilà.

Sadaijin la vede per la prima volta il giorno dopo essersi staccato dal suo posto di pietra angolare.

Raggiunge l’ospedale dove si trova Hitsujirou Munakata e assiste di nascosto alla conversazione fra lui e Suzume.

Scopre così che la ragazza vuole entrare nel mondo dell’aldilà, sulle tracce di Souta.

Capendo che il suo cammino è legato al destino delle calamità, decide di seguirla a distanza.

Più tardi, in un’area di servizio, Sadaijin si unisce apertamente al gruppo di viaggio di Suzume.

Nel corso del viaggio le racconta perché ha bisogno di lei e le chiede di aiutarlo a tornare a svolgere il suo ruolo.

Sadaijin resta costantemente al suo fianco.

La accompagna nei momenti di paura e incertezza, e nel mondo dell’aldilà si mette tra lei e la calamità, bloccandola con la sua stessa forza.

Daijin

Daijin è l’altra creatura divina, un gatto bianco che parla la lingua umana e rappresenta la pietra angolare dell’Ovest in fuga.

Il rapporto tra Sadaijin e Daijin è quello di due poli opposti ma complementari.

Quando Sadaijin appare per la prima volta davanti a Suzume e Tamaki, Daijin si infuria perché il gatto nero ha ferito Suzume tirando fuori i sentimenti oscuri di Tamaki.

Si lancia fisicamente contro Sadaijin, che inizialmente vacilla ma poi lo blocca senza difficoltà.

Sadaijin afferra Daijin per la collottola e lo porta con sé nella macchina come se fosse un gattino ribelle.

Da quel momento in poi, però, tra i due non c’è più tensione aperta.

Li vediamo spesso rannicchiati l’uno accanto all’altro sul sedile posteriore, in un’immagine che ricorda una mamma gatta con il suo cucciolo.

Questa vicinanza suggerisce un legame profondo e antico, al di là delle divergenze iniziali.

Tamaki Iwato

Tamaki Iwato è la zia di Suzume, con cui vive dai tempi dell’infanzia della ragazza.

Si prende cura di lei con grande dedizione, ma porta dentro di sé anche stanchezza e frustrazione.

Sadaijin entra in contatto con Tamaki quando decide di manifestarsi a Suzume in un’area di servizio.

Vedendola discutere con la nipote, coglie l’occasione per possederla di nascosto.

Durante la possessione, Sadaijin tira fuori I sentimenti negativi che Tamaki ha sempre tenuto nascosti.

Emergono parole dure, segnate da anni di sacrifici e paure, che feriscono profondamente Suzume ma, allo stesso tempo, rompano il muro di silenzi fra le due.

Dopo questa “operazione” Sadaijin appare soddisfatto, come se avesse compiuto un lavoro necessario.

Si rannicchia nel sedile posteriore con Daijin, lasciando intendere di aver fatto ciò che riteneva giusto per far avanzare il loro rapporto.

Più avanti, quando Tamaki scopre che Sadaijin sarebbe una divinità, scoppia a ridere incredula.

Sadaijin reagisce irritato, sentendosi deriso e sottovalutato nella sua natura divina.

Le informazioni su Sadaijin derivano principalmente dal romanzo “Romanzo Suzume” di Makoto Shinkai, edito da Kadokawa.

Altri dettagli interpretativi provengono da interviste e presentazioni pubbliche legate all’uscita del film Suzume.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:03)

💬 Discussione della comunità

Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.

Fonte: ()
💬 Rispondi 🗑 Elimina
Anibase.Net
La più grande comunità di anime del mondo, che ha già avuto oltre 100 milioni di visitatori.

Condividi

Altri personaggi

Visualizza tutto
Daijin
Daijin
Genere: Maschio
Doppiatore: An Yamane
Souta Munakata
Souta Munakata
Genere: Maschio
Compleanno: 24 Febbraio 2002
Doppiatore: Hokuto Matsumura
Suzume Iwato
Suzume Iwato
Genere: FemminaEtà: 17
Compleanno: 24 Maggio 2006
Doppiatore: Nanoka Hara
Tomoya Serizawa
Tomoya Serizawa
Genere: Maschio
Compleanno: 6 Luglio
Doppiatore: Ryuunosuke Kamiki
Tsubame Iwato
Tsubame Iwato
Genere: Femmina
Compleanno: 10 Marzo 1977
Doppiatore: Kana Hanazawa
Tamaki Iwato
Tamaki Iwato
Genere: FemminaEtà: 40
Compleanno: 12 Luglio 1982
Doppiatore: Eri Fukatsu
Visualizza tutto