Ikari Yaoroshi

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Ikari Yaoroshi
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Età: 17
Compleanno: 11 Novembre
Zodiaco: Scorpione
Genere: Maschio
Altezza: 175 cm
Peso: 82 kg
Gruppo sanguigno: B
Nome inglese: Ikari Yaoroshi
Nome giapponese: 矢颪 碇(やおろし いかり)
Nome cinese: 矢颪碇
Nome coreano: 야오로시 이카리
Nome romanizzato: Yaoroshi Ikari
Debutto del manga: Capitolo 4
Debutto nell'Anime: Episodio 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Shougo Sakata
Shougo Sakata
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Alejandro Saab
Alejandro Saab
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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TOUGEN ANKI
TOUGEN ANKI
Data di rilascio: 11 Luglio 2025

Impostazioni del personaggio

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Ikari Yaoroshi è uno studente della Scuola Rasen, coetaneo e compagno di classe di Shiki Ichinose, dotato di un potere sanguigno che trasforma la sua rabbia in armi e strumenti imprevedibili.

Nome: Ikari Yaoroshi

Genere: Maschio

Altezza: 178 cm

Peso: 67 kg

Data di nascita: 11 novembre

Colore immagine: Blu

Cose che non sopporta: Volgarità a sfondo sessuale e argomenti osceni

Doppiatore: Shogo Sakata

Porta un orecchino sul sopracciglio sinistro, reliquia del suo benefattore Tenma, a cui è profondamente legato.

È studente della Scuola Rasen e compagno di classe di Shiki Ichinose.

Ikari è estremamente irascibile, impulsivo e parla quasi sempre in modo aggressivo e polemico.

Tende a essere nervoso e facilmente irritabile in ogni situazione, soprattutto quando si sente messo in ombra o sottovalutato.

Dietro la facciata violenta è però sorprendentemente puro e ingenuo.

Detesta l’abbigliamento troppo provocante delle ragazze e, vedendo Yomogi Momokusa con vestiti troppo succinti, le urla di pensare al contesto e alla decenza.

A causa di insegnamenti distorti e di una formazione sessuale praticamente inesistente, ha convinzioni assurde ma sincere.

Crede che tenersi per mano sia un gesto che spetta solo a due persone che si giurano matrimonio e che un bacio possa far nascere un bambino.

È terrorizzato da tutto ciò che riguarda il sesso e la volgarità, e questo lo rende un facile bersaglio di scherzi a sfondo intimo.

Si dichiara “vergine” con rabbia, ma senza comprendere fino in fondo il significato del termine.

Secondo i membri della Squadra Oni, in particolare Hyakume, Ikari è “immaturo, spigoloso e testardo” ma allo stesso tempo “incredibilmente puro nonostante non voglia mai essere sincero”.

La sua incapacità di mostrarsi apertamente onesto lo porta spesso a scontrarsi con gli altri, pur desiderando in realtà dei legami autentici.

Dopo gli eventi più traumatici, in particolare la guerra di Nerima e il conflitto al laboratorio delle Cascate Kegon, inizia a maturare sensibilmente.

Dalla furia vendicativa e solitaria passa gradualmente a una mentalità più orientata al gruppo, mostrando un lato sempre più premuroso verso i compagni.

Da bambino, Ikari ha visto i propri genitori venire uccisi da un Momotaro.

Rimasto solo e senza una casa, viene raccolto da Tenma, capo del gruppo di teppisti “Yaken”, che lo accoglie come uno dei suoi.

Nel corso di un’ulteriore incursione di un Momotaro, l’intera squadra Yaken viene sterminata.

Ikari è l’unico sopravvissuto, costretto a convivere con il senso di colpa di essere rimasto vivo mentre i suoi compagni sono morti.

Da allora sviluppa un obiettivo feroce e ossessivo: uccidere un Momotaro per ogni compagno che ha perso.

Per perseguire questa vendetta entra alla Scuola Rasen, intenzionato a diventare un’arma vivente contro i Momotaro.

L’orecchino che porta al sopracciglio sinistro è un cimelio lasciato da Tenma e rappresenta il suo legame più prezioso con il passato.

La sua rabbia è, in larga misura, il riflesso del trauma e della paura di perdere di nuovo chi gli sta vicino.

Arco di Kyoto

A Kyoto, Ikari opera insieme a Shiki Ichinose e agli altri sotto la guida di Kyoya Oiranzaka.

Durante un attacco di Tsubakiri Momomiya e degli Aguri, Ikari riesce a eliminarne uno e, insieme a Jin Kougasaki, affronta Yomogi Momokusa.

L’intervento di Naito Mudano impedisce che lo scontro giunga a una conclusione definitiva.

Nonostante non vinca chiaramente, Ikari contribuisce in modo significativo mettendo in fuga i nemici e aiutando a far evacuare i compagni feriti.

Arco di Nerima

Nell’operazione di Nerima, Ikari combatte sotto il falso nome di “Shinji”, usando un travestimento per infiltrarsi.

Durante lo scontro decisivo, affronta Osuke Momokado, che combina l’abilità copiata da Naito Mudano con un eccellente combattimento corpo a corpo.

Ikari viene inizialmente dominato e gravemente ferito.

Alla terza e ultima attivazione del suo potere, genera un paio di enormi ali che gli permettono di ribaltare la situazione.

Nel corso di questo attacco la sua ala diventa talmente potente da rischiare di staccargli il braccio sinistro.

Nonostante le ferite, riesce a sconfiggere Osuke e crolla subito dopo, privo di sensi.

Grazie alle cure di Kyoya Oiranzaka sopravvive e si ristabilisce.

Tuttavia, i ricordi dello scontro risultano confusi e frammentari, e lui stesso non è certo di come sia riuscito a vincere.

Rientrato alla Scuola Rasen, si allena ossessivamente, consumato da frustrazione e incertezza sul proprio reale valore.

Comincia a provare una sorta di gelosia verso Shiki e gli altri, che sembrano crescere più rapidamente di lui.

L’atteggiamento sempre più collaborativo di Jin Kougasaki lo lascia spiazzato.

Ikari fatica a comprendere come qualcuno che considerava rude e distante possa diventare più maturo e cooperativo di lui.

Arco dell’addestramento sulla montagna innevata

L’esperienza del combattimento con Osuke e la sensazione di inferiorità spingono Ikari a cercare un potere ancora più grande.

Durante l’addestramento sulla montagna innevata, ignora spesso le regole e gli obiettivi comuni per inseguire la forza personale.

Sfida da solo Neko Saki, senza preoccuparsi di Shiki e degli altri.

Le sue azioni sconsiderate lo portano a esaurire completamente il suo potere “Doki Doki Hysteria”, diventando così un peso per la squadra.

Naito Mudano e Neko Saki lo criticano duramente per il suo egoismo, definendolo una zavorra per i compagni.

Ikari, però, continua a ostinarsi, spinto più dal proprio orgoglio ferito che da un vero senso del dovere.

Nonostante tutto, Jin Kougasaki e Shiki non lo abbandonano e continuano a coprirgli le spalle.

Grazie al loro aiuto, Ikari riesce comunque a raggiungere la cima della montagna insieme al gruppo.

In una scena significativa, mentre Shiki porge la mano a Ikari durante la scalata di un tratto ripido, Ikari lo guarda con un’espressione tormentata.

Scelgie deliberatamente di non afferrare la mano, preferendo salire da solo per orgoglio, pur sapendo di non essere realmente indifferente al supporto del compagno.

Alla domanda sui suoi obiettivi dopo l’addestramento, dichiara senza esitazioni di voler “uccidere un Momotaro per ogni compagno massacrato”.

Questo mostra quanto la sua vendetta non si sia ancora trasformata, in quel momento, in qualcosa di più collettivo o altruista.

Arco del laboratorio alle Cascate Kegon

Quando la Squadra Oni arriva alla Scuola Rasen, Ikari decide di lasciare l’istituto nonostante l’opposizione di Shiki.

Ritiene che i suoi obiettivi e la sua visione non coincidano con quelli della Scuola, e accetta di unirsi alla Squadra Oni in una sorta di “alleanza”.

Mantiene però un atteggiamento distante e non ha alcuna intenzione di “fare amicizia” con i nuovi alleati.

Paradossalmente, proprio la sua purezza e il suo carattere diretto lo rendono piuttosto simpatico ad alcuni membri del gruppo.

Quando viene provocato con battute e doppi sensi a sfondo sessuale, reagisce con imbarazzo e rabbia.

La sua totale ingenuità su questi temi scatena risate e simpatia in alcuni membri della Squadra Oni, che finiscono per apprezzarlo.

In missione, Ikari entra nel laboratorio distrutto delle Cascate Kegon insieme a due membri della Squadra Oni, Hayate e Kurage, passando dal quarto piano.

Ben presto però rimane sconvolto dal loro comportamento: massacrano indiscriminatamente non combattenti solo perché sono Momotaro e non esitano a eliminare perfino feti.

Questo brutalismo estremo lo porta a mettere in discussione la filosofia della Squadra Oni.

Pur essendo assetato di vendetta, Ikari non riesce ad accettare la crudeltà cieca che colpisce chiunque senza distinzione.

Dopo aver appreso il tragico passato di Hayate, comprende in parte la sua rabbia ma decide comunque di abbandonare la Squadra Oni.

Rifiuta sia la linea della Scuola Rasen sia quella della Squadra Oni, scegliendo di agire da solo con un nuovo obiettivo: la liberazione e la salvezza degli Oni oppressi.

Quando Kusabi annuncia l’intenzione di far esplodere l’intero laboratorio, Ikari si mette in movimento autonomamente.

Incontra nuovamente Shiki, diretto verso l’ultimo piano, ma rifiuta le sue parole e continua a seguire il proprio piano.

Al nono piano viene messo seriamente in difficoltà dai fratelli Momonoki.

Sta per essere sconfitto quando Shiki interviene e lo salva.

Costretto a confrontarsi con la propria paura di perdere i compagni, Ikari finalmente realizza quanto sia terrorizzato dall’idea di rimanere di nuovo solo.

Il fatto che Shiki lo consideri ancora un compagno, nonostante la sua fuga egoista, lo colpisce profondamente.

Le parole e le azioni di Shiki accendono in Ikari un nuovo desiderio: non solo vendicarsi, ma combattere per i suoi amici.

Da questo desiderio nasce una versione evoluta del suo potere: “Doki Doki Hysteria – Kai, Velocità del Fulmine – Kai”.

Grazie a questa nuova manifestazione e alla cooperazione sincera con Shiki, Ikari riesce a sconfiggere i fratelli Momonoki.

Dopo lo scontro, accompagna Shiki fino a Kusabi e contribuisce alla fase finale del salvataggio.

Durante la battaglia sull’aeronave, un fulmine colpisce il velivolo causando la caduta nel vuoto di Tetsuji.

Ikari riesce a salvarlo al volo, confermando quanto sia ormai disposto a rischiare la vita per i compagni.

A fine conflitto, si presenta davanti a Naito Mudano e gli chiede perdono per la propria ribellione e per il comportamento passato.

Chiede di poter tornare alla Scuola Rasen, accettando qualsiasi condizione pur di essere riammesso come studente.

Mudano gli impone un mese di lavori di manutenzione e mansioni varie all’interno della scuola.

Dopo aver accettato senza discutere, Ikari viene ufficialmente reintegrato come studente della Scuola Rasen.

Arco di Kōenji

Nel successivo arco ambientato a Kōenji, Ikari mostra una versione notevolmente più matura di sé.

Si preoccupa sinceramente di Shiki, tormentato dal trauma di aver ucciso Kusabi, e cerca di sostenerlo.

Agisce come aiutante di Masumi Yodogawa, coordinando l’evacuazione degli Oni verso luoghi sicuri.

La sua tendenza a mettersi al centro passa in secondo piano rispetto alla volontà di proteggere e guidare gli altri.

Quando Juji Yusurube perde il controllo a causa della disperazione per la morte della sorella, Ikari lo affronta direttamente.

Riesce a sedare la sua furia, dimostrando non solo forza fisica ma anche una certa sensibilità emotiva nei confronti del dolore altrui.

Arco dell’asta

Nell’arco dell’asta, Ikari si trova ad affrontare Natsuki.

I dettagli dello scontro non vengono approfonditi qui, ma la sua partecipazione conferma il ruolo sempre più centrale di Ikari come combattente di punta della Scuola Rasen.

Ikari è un combattente con ottime abilità fisiche, soprattutto nel corpo a corpo.

Tuttavia, il suo vero punto di forza è il potere del sangue, che trasforma la sua rabbia in manifestazioni concrete.

La particolarità del suo potere è l’imprevedibilità: nemmeno lui sa cosa genererà.

Questo lo rende un avversario difficilissimo da leggere, ma anche un potere rischioso da gestire.

Concetto generale

La sua abilità principale è la liberazione del sangue chiamata “Doki Doki Hysteria”.

Questo potere utilizza la rabbia come carburante per creare oggetti e armi di vario tipo.

Ogni utilizzo genera qualcosa di diverso e nemmeno Ikari può prevedere cosa apparirà.

Può attivarla solo tre volte al giorno, e ogni oggetto creato non può essere ricreato se distrutto.

Quando attiva il potere, è solito pronunciare la frase:

Che cosa farà nascere la rabbia di oggi?

Manifestaioni conosciute

“Stivali” (nome non specificato)

Genera una sorta di calzature potenziate che aumentano enormemente la sua forza nelle gambe.

Ikari considera questa manifestazione una “sfortuna” perché la ritiene poco spettacolare rispetto ad altre armi.

“Artigli” (nome non specificato)

Crea un guanto con artigli sulla mano destra, simile a un artiglio da bestia corazzata.

La potenza è tale da distruggere una porta di ferro con un solo colpo.

“Spade Gemelle Sante”

Genera due coltelli, agili e bilanciati, perfetti per il combattimento ravvicinato.

Queste lame gli permettono di combinare velocità e precisione, risultando estremamente efficaci contro avversari singoli.

“Ali” (nome non specificato)

Dal suo dorso spuntano gigantesche ali di uccello, che gli garantiscono mobilità aerea e una potenza d’urto devastante.

Il vento generato dal semplice battito è capace di cancellare tecniche nemiche, come la pioggia di proiettili di Osuke Momokado.

Le ali possono lanciare una pioggia di piume affilate che fungono da proiettili.

Questa forma è tanto potente quanto pericolosa per il suo corpo, come dimostra il rischio di perdita del braccio sinistro nella battaglia di Nerima.

“Ruggito dell’Angelo Caduto”

Tecnica speciale eseguibile in stato di “Ali”.

Ikari riversa il sangue rimanente in una sola ala, che libera un gigantesco tornado.

Quest’attacco ha un potenziale distruttivo enorme, capace di spazzare via nemici e ostacoli.

L’uso di questa tecnica mette però il corpo di Ikari in serio pericolo a causa del consumo di sangue.

“Falce da mietitura” (nome non specificato)

Nello scontro con i fratelli Momonoki, Ikari genera una grande falce.

Anche questa manifestazione viene da lui considerata una “sfortuna”, probabilmente perché non rispondeva a ciò che sperava di ottenere in quel momento.

“Doki Doki Hysteria – Kai, Velocità del Fulmine – Kai”

Si tratta di una forma evoluta del suo potere, che appare dopo aver utilizzato tutte e tre le attivazioni giornaliere di Doki Doki Hysteria.

Crea una moto potenziata che ricorda molto la “Velocità del Fulmine” appartenente a Tenma, ma priva della necessità di un veicolo reale.

La moto può trasformare la parte anteriore in un grande cannone, oltre ad avere varie funzioni offensive e di supporto.

Questa forma è legata al suo desiderio di combattere per i compagni, non solo per la vendetta.

“Spada” (nome non specificato)

Durante la difesa della base nell’arco di Kōenji, Ikari manifesta una spada.

Questa arma appare mentre si lancia per proteggere Shiki, indeciso e bloccato dal trauma di aver ucciso Kusabi.

La spada rappresenta simbolicamente la volontà di Ikari di farsi carico dei colpi al posto degli altri.

È un chiaro segno della sua maturazione come compagno pronto al sacrificio.

“Lancia funeraria di sangue”

Genera una lancia, longilinea e affilata, pensata per colpi diretti e perforanti.

Si tratta di un’arma versatile utilizzabile sia in attacco frontale sia per mantenere le distanze.

“Nunchaku rotanti di sangue”

Crea una coppia di tonfa, cioè manganelli laterali che si impugnano in maniera particolare.

Queste armi permettono ad Ikari di sfruttare al massimo le sue capacità fisiche nei combattimenti ravvicinati, combinando difesa e attacco in rapida successione.

Shiki Ichinose

Shiki è il suo compagno di classe e, col tempo, il suo più importante punto di riferimento.

All’inizio Ikari vive Shiki quasi come un rivale e prova invidia per la sua crescita.

Dopo essere stato salvato da Shiki al nono piano del laboratorio, Ikari riconosce quanto tenga a lui.

Le parole e l’ostinazione di Shiki nel considerarlo un compagno lo spingono a cambiare il proprio modo di vedere i legami.

Jin Kougasaki

Jin è uno dei compagni che più si espone per aiutarlo durante l’addestramento in montagna.

Pur criticando il suo egoismo, non lo abbandona mai, contribuendo a fargli capire il valore del sostegno reciproco.

Ikari lo osserva diventare sempre più cooperativo e maturo, e questo lo mette in crisi.

Al tempo stesso, però, Jin diventa un modello concreto di crescita, che lo spinge ad affrontare i propri difetti.

Naito Mudano

Mudano è l’autorità che guida Ikari all’interno della Scuola Rasen.

Per lui, Ikari è contemporaneamente una risorsa di potenziale enorme e una mina vagante difficile da gestire.

Dopo la fuga verso la Squadra Oni, Ikari torna a chiedergli perdono con estrema sincerità.

Mudano accetta di riaccoglierlo, imponendogli però il mese di lavori come forma di disciplina e prova di impegno.

Masumi Yodogawa

Sotto la guida di Masumi Yodogawa, Ikari si occupa dell’evacuazione degli Oni nell’arco di Kōenji.

In questo ruolo dimostra responsabilità, capacità organizzativa e attenzione verso i civili.

Masumi vede in Ikari un giovane che, pur tumultuoso, sta finalmente imparando a usare la sua forza in modo costruttivo.

La collaborazione tra i due evidenzia il lato più protettivo del carattere di Ikari.

Juji Yusurube

Quando Juji viene travolto dalla rabbia e dal dolore per la morte della sorella, perde il controllo.

Ikari decide di affrontarlo e riesce a riportarlo alla ragione.

Questa scena mostra quanto Ikari comprenda bene il peso della perdita.

È proprio la sua esperienza con il lutto e la vendetta a permettergli di parlare a Juji su un piano emotivo autentico.

All’inizio Ikari è guidato quasi esclusivamente dalla vendetta e dall’orgoglio ferito.

Ogni sua scelta, dalle sfide avventate fino alla defezione verso la Squadra Oni, nasce da un bisogno disperato di sentirsi forte.

Gli eventi di Nerima, dell’addestramento in montagna e soprattutto del laboratorio alle Cascate Kegon lo costringono a confrontarsi con la paura di rimanere di nuovo solo.

Grazie a Shiki, Jin e agli altri, Ikari passa da un obiettivo individualista (“uccidere un Momotaro per ogni compagno morto”) a un desiderio più ampio: proteggere i suoi amici, vivi adesso accanto a lui.

Nell’arco di Kōenji, la sua crescita è evidente: pensa agli altri, affronta chi perde il controllo e sostiene chi è traumatizzato.

Pur restando irascibile, diretto e facilmente infiammabile, Ikari Yaoroshi diventa un autentico “bravo ragazzo”, capace di usare la propria rabbia per difendere invece che solo per distruggere.

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(Ultima modifica: Sabato 27 Dicembre 2025 17:13)

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