Moses Braun è un personaggio maschile del manga e anime L'attacco dei giganti, soldato del Corpo di Ricerca che partecipa alla spedizione fuori le mura del 845 e vi trova la morte.
Nome completo: Moses Braun
Sesso: Maschile
Data di nascita: 18 dicembre
Altezza: 187 cm
Peso: 88 kg
Affiliazione: Corpo di Ricerca
Doppiatore (edizione originale): Takuya Masumoto
Moses Braun è un membro del Corpo di Ricerca che appare all’inizio della storia di L'attacco dei giganti.
Partecipa a una spedizione fuori dalle mura nel 845, prima dell’invasione dei giganti che segna l’inizio della trama principale.
Durante il ritorno della spedizione, viene rivelato che Moses è caduto in battaglia.
Alla madre viene restituito soltanto il suo braccio destro, simbolo della brutalità delle missioni al di fuori delle mura.
Nella scena iniziale in cui compare, Moses è il primo a lanciarsi all’attacco del gigante che appare davanti al Corpo di Ricerca.
La sua azione impulsiva e coraggiosa serve a mostrare quanto i soldati siano disposti a rischiare la vita contro i giganti, nonostante le probabilità contro di loro.
La sua battuta più nota è il grido di sfida rivolto ai giganti:
«Conoscete la forza dell’umanità!!»
Questa frase riassume bene lo spirito del Corpo di Ricerca nelle prime fasi della storia.
Nell’edizione del manga, il personaggio viene inizialmente indicato soltanto come “Brown”.
In seguito è stato chiarito che questo era in realtà il cognome del personaggio.
L’errore nasce dal fatto che, nella scena in cui la madre pronuncia il suo nome, avrebbe dovuto dire il nome di battesimo, ma invece è stato usato il cognome.
Questo è stato riconosciuto come un errore dell’autore e spiegato dall’editor responsabile dell’opera.
Per correggere la cosa, nella versione animata il personaggio è stato chiamato “Moses”.
Successivamente è stato ufficializzato il suo nome completo come Moses Braun, unendo la forma usata nell’anime al cognome presente nel manga.
Il cognome Braun è condiviso anche da altri personaggi dell’opera, come Reiner Braun e Gabi Braun.
Era stato accennato che il motivo di questa condivisione sarebbe stato approfondito in futuro, ma la serie si è conclusa senza chiarire alcun legame specifico tra Moses e gli altri portatori del cognome.
Per questo motivo si ipotizza che “Braun” sia semplicemente un cognome molto comune nel mondo di L'attacco dei giganti, paragonabile a “Rossi” o “Bianchi” in Italia.
La condivisione del cognome non implica quindi necessariamente un rapporto di parentela.
Moses Braun compare all’inizio della storia come simbolo dei sacrifici del Corpo di Ricerca.
Il suo attacco disperato contro il gigante e la morte immediatamente successiva mostrano quanto sia micidiale lo scontro con i giganti.
Il fatto che alla madre venga restituito soltanto il suo braccio destro è una scena particolarmente cruenta e emotivamente forte.
Questa scena serve anche a sottolineare come la popolazione all’interno delle mura veda spesso i soldati del Corpo di Ricerca: come vittime di missioni considerate “inutili” e troppo rischiose.
La sua fine, benché rapida, contribuisce a costruire il tono tragico e realistico dell’opera.
Grazie a Moses, il lettore/spettatore comprende che anche soldati esperti possono morire facilmente in una sola missione.
Nonostante appaia solo brevemente, alcuni elementi visivi permettono di ipotizzare il livello di Moses all’interno del Corpo di Ricerca.
Non c’è mai stata una conferma ufficiale del suo grado, ma la messa in scena suggerisce che fosse più di un semplice soldato comune.
All’inizio lo vediamo cavalcare affiancato a Hange Zoë ed Erwin Smith, correndo praticamente in linea con loro.
Si trova addirittura al centro rispetto a loro tre, in posizione molto vicina all’allora comandante del Corpo di Ricerca, Keith Shadis.
Durante l’attacco contro il gigante, Moses utilizza una manovra di taglio rotante.
Questa tecnica viene descritta come eseguibile solo da un numero molto ristretto di soldati élite del Corpo di Ricerca.
Da questi indizi si può ipotizzare che Moses potesse avere un grado simile a quello di un caposquadra o di un ufficiale di medio livello.
Per capacità e ruolo operativo, potrebbe essere stato vicino a figure come Mike Zacharias nella gerarchia del Corpo di Ricerca di quei tempi.
Nel 845, Erwin Smith ricopriva a sua volta il grado di caposquadra, quindi vedere Moses al suo fianco nella formazione, vicino a Keith Shadis, rafforza l’idea che Moses fosse un combattente di alto livello.
Il fatto che anche un soldato presumibilmente così esperto sia stato ucciso in quella missione rimarca quanto fossero letali le spedizioni fuori dalle mura.
Le circostanze esatte della morte di Moses non vengono mostrate nel dettaglio.
L’ultima immagine chiara di lui è mentre si lancia, nella Foresta degli Alberi Giganti, contro un gigante, subito dopo aver sferrato il suo attacco.
Non viene spiegato cosa accade esattamente dopo quell’azione, ma il risultato è evidente al ritorno della spedizione: di Moses rimane solo un braccio.
Questo silenzio narrativo rende la sua morte ancora più brutale e anonima, come quella di molti soldati che cadono senza che nessuno veda o ricordi i loro ultimi istanti.
La figura di Moses funziona quindi come rappresentazione di tutti i soldati del Corpo di Ricerca caduti nel silenzio.
La sua morte, vista attraverso il dolore della madre, mostra la distanza tra l’eroismo in battaglia e la crudeltà delle conseguenze per le famiglie rimaste indietro.
Un aspetto interessante del personaggio è che, pur apparendo per pochissimo tempo, è stato poi oggetto di chiarimenti ufficiali riguardo a nome e ruolo.
Questo ha contribuito a renderlo una piccola “figura di culto” tra i fan più attenti ai dettagli dell’universo narrativo.
Il fatto che fosse in grado di usare tecniche avanzate con l’equipaggiamento tridimensionale e che cavalcasse in prima linea insieme a Erwin Smith e Hange Zoë, lo rende probabilmente uno dei migliori combattenti del suo reparto in quel periodo.
Il fatto che muoia comunque, e per di più fuori campo, sottolinea l’idea chiave di L'attacco dei giganti: nessun soldato, per quanto abile, è veramente al sicuro contro i giganti.
Il contrasto tra il suo grido “Conoscete la forza dell’umanità!!” e la sua morte rapida e terribile crea una forte ironia tragica.
Moses Braun rimane così un personaggio minore ma molto significativo, che incarna fin dall’inizio l’eroismo e la disperazione della lotta dell’umanità contro i giganti.
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