Suiryu è un personaggio maschile dell’universo di One-Punch Man, campione leggendario del torneo di arti marziali “Super Fight”, maestro dello stile di combattimento chiamato “Meitei Ken” (Pugno del Corpo Oscuro) e, in seguito, eroe affiliato all’organizzazione Neo Heroes.
Suiryu è un giovane combattente dalla pelle abbronzata e i capelli neri, dal fisico atletico e slanciato.
In altezza supera chiaramente Saitama (175 cm), attestandosi verosimilmente tra i 185 e i 190 cm.
È noto per aver ottenuto quattro vittorie consecutive nel torneo “Super Fight”, divenendo una leggenda vivente del circuito.
Dopo tre anni di vita dissoluta torna al torneo con l’obiettivo di “giocare con i tipi forti” e guadagnare il premio in denaro senza troppi sforzi.
Nel 22° Super Fight individua subito in Saitama (che partecipa sotto le mentite spoglie di Charanko) un avversario pericoloso e interessante.
La loro sfida in finale, conclusa con una vittoria tecnica di Suiryu per squalifica di Saitama, rappresenta di fatto la prima vera sconfitta morale del giovane campione.
In seguito, l’attacco dei mostri guidati da Gouketsu lo costringe a sperimentare la propria impotenza e lo porta a comprendere il vero significato della parola “eroe”.
Alla fine decide di intraprendere lui stesso la via dell’eroismo, entrando dapprima nella struttura concorrente alla Hero Association (Neo Heroes) e diventando uno dei “Neo Leader”.
Suiryu è un uomo giovane dal corpo estremamente allenato, asciutto ma potente, con muscolatura ben definita.
Ha pelle scura, capelli neri corti e un’aria generalmente rilassata e spavalda.
Indossa spesso abiti leggeri adatti al combattimento nel torneo Super Fight (pantaloni larghi da arti marziali, busto spesso scoperto).
Quando passa all’attività eroistica, utilizza una tuta da combattimento fornita da Neo Heroes, anche se finisce per distruggerla con il suo stesso potere.
Il suo motto iniziale è “vivere divertendosi senza troppi pensieri”.
È un tipo estremamente positivo, leggero e godereccio, che passa il tempo fra allenamenti occasionali e uscite con ragazze carine.
Suiryu ha una fiducia assoluta nel proprio talento naturale.
Considera il suo livello di forza più il frutto di doti innate che di allenamento costante, e per anni smette quasi del tutto di esercitarsi seriamente.
Questa consapevolezza del proprio talento sfocia apertamente in arroganza.
Tende a guardare gli altri dall’alto in basso, minimizzando l’impegno altrui e assumendo un tono derisorio, specie con chi considera più debole.
Nei confronti degli eroi, inizialmente, ha un’opinione cinica e sprezzante.
Per lui il mondo segue la “selezione naturale”: i forti sopravvivono, i deboli vengono eliminati, e le azioni degli eroi sarebbero solo “palliativi” che non cambiano davvero la struttura del mondo.
Secondo la sua filosofia iniziale, ideali nobili, senso di giustizia, etica elevata e sacrificio sono “impurità” che rendono la vita noiosa.
Per questo deride i combattenti che mettono in gioco la vita per difendere gli altri, ritenendoli illusi o ridicoli.
Allo stesso tempo, non è un malvagio.
È egoista, sì, ma mostra tratti di onestà di fondo, di orgoglio personale e una certa capacità di accettare i risultati anche quando gli sono sfavorevoli.
Dopo la sconfitta morale contro Saitama non prova rancore verso di lui, e riconosce sinceramente il divario tra le loro forze.
Contro i combattenti che hanno accettato di trasformarsi in mostri mangiando cellule di mostro, entra in azione con decisione, sia per sfogare la frustrazione che per fermare la minaccia.
Rifiuta l’offerta di Gouketsu di diventare un mostro con una motivazione superficiale ma rivelatrice: “non voglio diventare brutto”.
Nonostante la paura, continua a combattere senza supplicare finché il pubblico non è al sicuro, mostrando che, sotto la leggerezza, non è privo di coraggio.
Il momento di svolta arriva quando Subisce la tortura di Bakuzan, sperimentando la vera paura della morte e la disperazione di fronte a un nemico totalmente superiore.
In quel frangente capisce quanto un “eroe” possa rappresentare l’ultima speranza a cui le persone si aggrappano quando non hanno più nulla.
Da lì nasce un rispetto autentico per gli eroi.
Inizia a comprendere che la vera forza non è solo fisica, ma è fatta di coraggio, determinazione e volontà di proteggere gli altri a costo della propria vita.
Pur mantenendo una vena leggera e un po’ superficiale (si vede anche nel modo “furbetto” con cui entra nei Neo Heroes per approfittare dei vantaggi), Suiryu sviluppa un obiettivo reale: diventare un eroe “nel corpo e nel cuore”.
Arriva perfino a chiedere a Saitama di prenderlo come discepolo, venendo però respinto senza appello.
Durante gli anni di pausa dalle competizioni, Suiryu vive praticamente di piaceri: tornei, soldi facili, donne e divertimento.
È convinto che, grazie alla sua forza, potrà vivere comodamente senza dover mai affrontare grossi rischi.
Si è allenato seriamente solo in gioventù, sotto la guida del suo maestro, ma anche in quel periodo tendeva a “prendere sottogamba” gli allenamenti.
Negli anni successivi dichiara apertamente di non essersi quasi più allenato, mantenendo comunque una forza mostruosa.
Scende nel 22° Super Fight per due motivi: divertirsi contro avversari forti e incassare il premio.
Non ha ideali, non ha un sogno eroico, non vuole salvare il mondo: vuole solo una vita comoda e piacevole.
Dopo l’incontro con Saitama, l’attacco dei mostri e il salvataggio in extremis, la sua motivazione cambia.
La consapevolezza di quanto gli eroi possano significare per la gente comune lo spinge a volersi avvicinare a quel modello, pur senza perdere del tutto la sua natura leggera.
Saitama
Per Suiryu, Saitama è inizialmente solo un avversario “strano” che partecipa al torneo travestito da Charanko.
Ne percepisce la forza latente e lo identifica come possibile rivale di spicco.
Nel loro scontro in finale, Suiryu libera via via più potere e mostra la distanza tra lui e gli altri concorrenti.
Saitama, invece, sembra quasi infastidito dal voler “assaggiare le arti marziali” senza finire il match troppo in fretta.
Quando Suiryu deride il concetto di eroe, Saitama cambia tono e lo mette in guardia: se la sua unica motivazione è divertirsi, allora farebbe meglio a non diventare più forte.
La “normale” pugnalata d’aria che Saitama gli scaglia, fermandosi a un soffio dal colpirlo, fa percepire a Suiryu per la prima volta la paura reale della morte.
In quel momento capisce che tra lui e Saitama c’è un abisso di potere.
Ancora più traumatico è vederlo, dopo aver subito tutte le sue tecniche migliori, arrivare alla conclusione che “le arti marziali sono solo movimenti carini”.
L’episodio della sua “sconfitta di fatto” (nonostante la vittoria per squalifica di Saitama dovuta alla parrucca) segna profondamente la sua autostima.
Più tardi, quando chiama disperato un “eroe” e Saitama arriva per salvargli la vita, lo riconosce come esempio vivente di cosa significhi essere un eroe autentico.
Dopo che Saitama abbatte Gouketsu fuori scena e poi ritorna alla leggera chiedendo di non rivelare la sua partecipazione al torneo, Suiryu, ormai consapevole di tutto, non può fare a meno di ridere.
Lo ammira a tal punto da chiedergli di diventare suo maestro, ricevendo come risposta un secco “ti rifiuto di sicuro”.
Max (Inazumax) e Sneck
Max e Sneck sono eroi di classe A, entrambi sconfitti da Suiryu con un singolo colpo nelle fasi iniziali del torneo.
All’inizio Suiryu li considera solo “clienti facili”, lontani dal suo livello.
Durante l’attacco di Gouketsu, però, questi due, pur feriti e spaventati, tornano sul campo in costume da eroe per cercare di fermare i mostri.
Arrivano in aiuto di Suiryu contro i tre corvi mostruosi al servizio di Gouketsu, cooperando con lui per sconfiggerli.
Quando è il momento di affrontare Gouketsu, Max e Sneck, pur sapendo di non avere quasi chance, scelgono di restare indietro per guadagnare tempo mentre Suiryu tenta la fuga.
Questo gesto colpisce profondamente Suiryu, che non riesce a capire come possano affrontare il terrore pur essendo obiettivamente più deboli di lui.
Più avanti, in ospedale, Suiryu ricorda il loro esempio quando spiega ad altri combattenti che la vera forza degli eroi è nel cuore.
Max e Sneck diventano, suo malgrado, parte del processo che lo porta a rivalutare la figura dell’eroe.
Bakuzan
Bakuzan è un altro combattente del torneo, anch’egli considerato un “asso” e con esperienze di vittorie consecutive.
È ossessionato proprio da Suiryu e desidera batterlo per affermare la propria supremazia.
Durante il torneo, tuttavia, l’attenzione di Suiryu si sposta su Saitama, e Bakuzan finisce per ricevere una sconfitta umiliante da Saitama con un solo colpo.
Più tardi, dopo aver ingerito molte cellule di mostro, Bakuzan si trasforma in un mostro particolarmente crudele e sadico.
In quello stato, Bakuzan trova Suiryu già esausto e ferito e lo tortura senza pietà, spezzandogli gli arti e prendendo piacere nel farlo soffrire.
È in quella situazione disperata che Suiryu, arrivato al limite, rinuncia all’orgoglio e grida aiuto a gran voce, invocando un eroe.
La successiva apparizione di Saitama, che abbatte Bakuzan con estrema facilità, sancisce simbolicamente la sconfitta totale di Bakuzan e la “rinascita mentale” di Suiryu.
Il rapporto tra i due è quindi quello di una rivalità unilaterale da parte di Bakuzan e di un trauma per Suiryu, che sopravvive solo grazie all’intervento di un terzo.
Gouketsu
Gouketsu è un ex campione di arti marziali, ora trasformato in un mostro di livello “drago”, uno dei più pericolosi.
Fa irruzione allo stadio Super Fight, sconfigge in un istante Max e Sneck, e offre ai combattenti la chance di diventare mostri mangiando cellule di mostro.
Suiryu, dopo aver respinto velocemente i nuovi mostri nati dagli ex combattenti Benpatsu, Hamukichi e Volten, attira l’attenzione di Gouketsu.
Quest’ultimo vede in lui un talento eccezionale e lo invita a unirsi alla schiera dei mostri.
Suiryu rifiuta con disprezzo, affermando di non voler diventare “brutto” come Gouketsu.
Nonostante il coraggio mostrato, la differenza di potenza è abissale: Gouketsu lo massacra fisicamente e lo lascia in uno stato prossimo alla morte.
La decisione di Gouketsu di “risparmiarlo per ora” deriva dalla valutazione che la sua forza sia troppo preziosa per essere sprecata subito.
Tuttavia, Gouketsu non farà in tempo a sfruttare questo potenziale: Saitama lo elimina in seguito con facilità, ma fuori dalla vista di Suiryu.
Sour Face (Nigamushi), Lin Lin e altri
In seguito agli eventi del torneo, si vede Suiryu in ospedale insieme a altri combattenti, come Sour Face (Nigamushi) e Lin Lin.
Quando questi, animati da orgoglio e senso del dovere, cercano di correre sul campo di battaglia, Suiryu li ferma.
Spiega che, allo stato attuale, loro non farebbero altro che intralciare gli eroi.
Racconta quanto ha imparato sulla “vera forza” degli eroi e afferma di voler diventare un eroe sia nel fisico che nello spirito.
Questa scena mostra quanto sia cambiata la prospettiva di Suiryu rispetto all’inizio, dove disprezzava apertamente gli eroi.
Ora ne difende il ruolo e invita i suoi pari a riconoscere i propri limiti.
Suiryu è il più forte utilizzatore del “Meitei Ken”, uno stile di arti marziali che combina colpi devastanti e movimenti estremamente eleganti.
La sua forza fisica, velocità e resistenza sono a livelli ben oltre quelli della maggior parte degli eroi di classe A, e si avvicinano a quelli di molti S‑Class.
Nel torneo, anche trattenendosi, abbatte Max e Sneck con una singola tecnica ciascuno.
Persino Genos, osservandolo, riconosce che “se la cava davvero bene”, segnale importante dato il livello di Genos.
Quando combatte seriamente, è in grado di distruggere il ring con un solo affondo del piede.
Può spezzare la pedana in due con un colpo di taglio della mano e poi rimetterla in posizione con un unico poderoso affondo di gamba.
La potenza dei suoi pugni viene paragonata a quella necessaria per frantumare un grande camion.
La sua velocità, a piena potenza, fa sembrare che si sia moltiplicato in diversi “doppi” che si muovono simultaneamente.
Durante gli scontri contro i mostri dopo il torneo, devia con un calcio un colpo energetico abbastanza forte da aprire un buco nel cielo.
Nel complesso, molti indizi suggeriscono che, come puro combattente, il suo livello si collochi nel range degli eroi di classe S.
Resistenza e tenacia
Nonostante sia viziato dal punto di vista mentale, il corpo di Suiryu è straordinariamente resistente.
Subisce pestaggi pesanti da Gouketsu, viene torturato da Bakuzan, eppure resta cosciente abbastanza a lungo da riflettere, disperarsi e chiedere aiuto.
In condizioni normali, probabilmente avrebbe potuto sostenere molti more round nel torneo senza difficoltà.
Il fatto che, pur devastato, riesca ancora a combattere al fianco di Max e Sneck contro i tre corvi mostra una determinazione crescente, non solo resistenza fisica.
Suiryu utilizza una serie di tecniche appartenenti al “Meitei Ken”.
Sono mosse sia potenti che visivamente scenografiche, cosa che colpisce anche Saitama.
Meitei Kuuryuu Ken (Pugno del Drago Celeste)
Suiryu si lancia in aria per colpire l’avversario con un potente attacco iniziale.
Sfrutta poi l’impulso del colpo per iniziare una rotazione continua, infliggendo una serie di colpi in rapida successione.
La rotazione è così intensa da permettergli di “galleggiare” in aria per un certo periodo, quasi come se volasse.
Saitama, che assorbe la tecnica senza problemi, la definisce “un movimento figo”, suscitando l’ira di Suiryu.
Meitei Shinkou Ken (Pugno della Tigre Tremante)
Suiryu affonda saldamente i piedi nel terreno, sfruttando il peso del corpo per dare ancora più potenza al pugno.
Quindi sferra un devastante uppercut al corpo dell’avversario.
La tecnica è descritta come in grado di frantumare un camion di grandi dimensioni.
È uno dei colpi più pesanti del suo repertorio di attacchi ravvicinati.
Meitei Houshou Ken (Pugno dell’Araba Fenice Ascendente)
In questa tecnica, Suiryu aggiunge una forte rotazione a spirale al suo pugno diretto.
L’energia rotante aumenta la capacità perforante e distruttiva del colpo.
Il pugno viene diretto frontalmente verso il bersaglio, combinando precisione e potenza centrifuga.
È pensato per sfondare la guardia dell’avversario e infliggere danni interni considerevoli.
Ritorno come campione leggendario
Suiryu aveva già dominato il circuito Super Fight in passato, ottenendo una serie di vittorie consecutive che ne hanno consolidato la fama.
Dopo una assenza di tre anni trascorsi a godersi la vita, decide di tornare per la 22ª edizione del torneo.
Il suo ritorno è accolto con grande attenzione, specialmente da un altro combattente di nome Bakuzan, anch’egli con esperienza di vittorie consecutive, che lo vede come principale rivale.
Suiryu, invece, è più interessato a misurarsi con il misterioso vincitore precedente, che sa essere in realtà Garou sotto la maschera di “Wolfman”.
Incontro con Saitama/Charanko
Nel 22° torneo, Saitama entra al posto di Charanko, mascherato e con una parrucca per non farsi riconoscere.
Suiryu capisce subito che il “Charanko” presente non è l’originale e avverte in lui una forza nascosta.
Dopo che Saitama abbatte il debole Zakos in un istante con un solo colpo, l’interesse di Suiryu si intensifica.
Lo elegge a proprio obiettivo principale, deciso a divertirsi contro qualcuno che possa reggere alla sua potenza.
Per la finale, Suiryu arriva fresco: ha spazzato via tutti i suoi avversari con un singolo calcio ciascuno.
Anche Saitama non ha avuto difficoltà, stendendo in un colpo anche Bakuzan.
Scontro in finale
All’inizio della finale, Suiryu combatte in modo “educato”, fermando i colpi a pochi millimetri dal bersaglio per tastare le capacità di Saitama.
I due discutono anche delle loro motivazioni: il denaro e il divertimento per Suiryu contro il desiderio di “provare le arti marziali” per Saitama.
Suiryu propone un patto: gli farà sperimentare le arti marziali, ma in cambio Saitama dovrà impegnarsi per divertirlo.
Per non danneggiare subito il ring, decide di usare principalmente le tecniche di calcio, comunque devastanti.
Nel corso del match, il tono si fa più serio quando Suiryu spiega la sua visione del mondo.
Sostiene che gli eroi sono inutili, che il mondo appartiene ai forti e che giustizia, eroismo e ideali non sono altro che zavorra.
Queste parole irritano profondamente Saitama.
È allora che il protagonista gli dice: se il tuo unico obiettivo è divertirti, è meglio che tu non diventi più forte di così.
Subito dopo, Saitama lancia un “pugno normale” in direzione di Suiryu, fermandosi all’ultimo istante.
Nonostante non venga colpito direttamente, Suiryu percepisce la morte così vicino da restare paralizzato dal terrore; l’onda d’urto gli strappa i vestiti dalla parte superiore del corpo.
Quando la parrucca di Saitama vola via, viene squalificato per violazione del regolamento del torneo (uso di accessori che coprono l’identità).
Suiryu vince così formalmente la finale e ottiene il titolo, ma sa dentro di sé di aver perso come combattente.
“Secondo round” non ufficiale
Nonostante il match sia terminato ufficialmente, Suiryu, ancora scosso, decide di continuare a combattere.
Ora libera completamente il suo potenziale, utilizzando anche le tecniche di pugno del Meitei Ken.
Il ring viene devastato, le sue tecniche più avanzate vengono scagliate una dopo l’altra su Saitama.
Saitama incassa attacchi come Meitei Kuuryuu Ken e le altre varianti senza praticamente subire danni.
Dopo aver “assaggiato” a sufficienza lo stile, Saitama esprime il suo giudizio: le arti marziali sono “solo movimenti che sembrano belli”.
Per lui non è un insulto deliberato, ma per Suiryu suona come una presa in giro feroce del suo impegno e del suo orgoglio.
Furioso, Suiryu salta addosso a Saitama per lanciarsi in un nuovo attacco.
Saitama, quasi per scherzo, prova a imitare la sua rotazione; nell’atto di girare, lo colpisce involontariamente con il fondoschiena e lo spedisce fuori dal ring contro il muro.
Nonostante sulla carta il campione risulti Suiryu per la squalifica di Saitama, il giovane maestro del Meitei Ken sa di aver subito una sconfitta netta.
Questo episodio resterà uno dei punti cardine del suo sviluppo.
Monsterizzati e rifiuto delle cellule mostruose
Poco dopo la chiusura del torneo, il colossale mostro Gouketsu irrompe nello stadio.
Porta con sé delle cellule di mostro, invitando i combattenti a mangiarle per ottenere una forza sovrumana a costo di perdere la propria umanità.
Alcuni partecipanti, come Benpatsu, Hamukichi e Volten, cedono e diventano mostri.
Suiryu, ancora amareggiato dal confronto con Saitama, accoglie la minaccia come un’occasione per sfogarsi e li abbatte rapidamente.
Gouketsu, vedendo la sua forza, gli offre a sua volta delle cellule, promettendogli un potere ancora maggiore.
Suiryu rifiuta con una frase che riassume la sua estetica superficiale: non vuole diventare “brutto” come Gouketsu.
Mantiene quindi la propria umanità, ma si espone alla reazione furiosa del mostro.
Gouketsu decide di dargli una “lezione” e lo massacra con facilità, dimostrando quanto i mostri di livello “drago” siano oltre persino i migliori umani.
Aiuto di Max e Sneck, fuga e intervento di Bakuzan
Dopo il pestaggio, Gouketsu ordina ai tre corvi mostruosi al suo servizio di finire Suiryu.
Proprio in quel momento ricompaiono Max e Sneck, tornati nel loro costume da eroe.
I tre lavorano insieme, combinando le loro abilità per sconfiggere le tre creature.
Nonostante la vittoria, Suiryu è gravemente ferito e sconvolto; non ha più né energia né voglia di affrontare nuovamente Gouketsu.
Quando Gouketsu si allontana, Max e Sneck decidono di affrontarlo per guadagnare tempo.
Chiedono a Suiryu di approfittare di quel margine per fuggire, nonostante lui sia più forte di loro.
Suiryu è scioccato dal fatto che due uomini palesemente più deboli di lui stiano scegliendo volontariamente di affrontare una morte quasi certa.
La paura, tuttavia, prevale in lui, e scappa a tutta velocità, nel tentativo di saltare fuori dallo stadio.
Poco prima di riuscirci, però, incappa in Bakuzan, ora completamente trasformato in un mostro dopo aver ingerito una grande quantità di cellule.
Bakuzan, ormai sadico e orgoglioso della sua nuova forza, si accanisce su Suiryu, spezzando i suoi arti e “gustando” il dolore che gli infligge.
Disperazione e chiamata all’eroe
Ridotto allo stremo, senza possibilità di difendersi, Suiryu vive il momento più buio della sua vita.
Comprende la differenza tra un combattimento sportivo e la crudeltà di un mostro che gode nel torturare le prede.
Realizza anche che non ha più alcun controllo sulla situazione.
Non ci sono arbitri, non c’è un ring, non c’è
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