Gelgar è un soldato maschio del Corpo di Ricerca dell’universo de L'attacco dei giganti, riconoscibile per il suo caratteristico ciuffo alla “rockabilly” e per il suo amore sfrenato per l’alcol.
Nome: Gelgar
Sesso: Maschile
Data di nascita: 9 ottobre
Altezza: 179 cm
Peso: 75 kg
Affiliazione: Corpo di Ricerca
Doppiatore (edizione animata): Kase Yasunori
Prima apparizione (manga): Volume 9
Gelgar è un veterano del Corpo di Ricerca noto per la sua pettinatura a ciuffo e per l’abitudine di bere ogni volta che ne ha l’occasione.
Pur appartenendo a un’unità con un tasso di mortalità altissimo, afferma con orgoglio di essere “sopravvissuto per anni” in servizio attivo, segno della sua esperienza e abilità.
Ha un carattere esuberante e ama il combattimento spettacolare: quando affronta i giganti tende a dare sempre il massimo, senza risparmiare energie.
Questo stile, però, porta spesso i suoi superiori, come Nanaba, a rimproverarlo e a suggerirgli di gestire meglio risorse e fatica.
In situazioni normali sa mantenere la calma e prendere decisioni lucide, ma in battaglia si lascia trasportare dal suo temperamento esplosivo.
È descritto come un soldato d’élite che ha spesso operato assieme a Mike Zacharias e Nanaba, con i quali sembra avere un forte rapporto di fiducia.
Sorveglianza dei cadetti e incursione dei giganti
Gelgar appare per la prima volta mentre Eren Yeager e i suoi compagni del 104º Corpo Cadetti partecipano all’operazione per catturare il gigante femmina nel Distretto di Stohess.
In contemporanea, Gelgar si trova con Mike Zacharias e altri membri del Corpo di Ricerca in una guarnigione all’interno del Wall Rose, con il compito di sorvegliare i cadetti agli arresti.
Quando Mike percepisce la presenza di giganti provenienti da sud all’interno del territorio del Wall Rose, deduce che la muraglia sia stata violata.
A quel punto i soldati vengono dispiegati per avvertire i villaggi vicini e organizzare l’evacuazione della popolazione.
Durante queste manovre Mike si separa dal gruppo principale e affida a Gelgar il comando della squadra sud.
Questa unità deve dirigersi nella direzione più pericolosa, da cui provengono i giganti, con il compito cruciale di individuare il punto di rottura della muraglia.
La squadra sud e l’incontro con la squadra ovest
La squadra sud guidata da Gelgar è composta da cinque membri:
Gelgar, Connie Springer, Reiner Braun, Bertolt Hoover e un’altra soldatessa di nome Lynne.
Più tardi, questa squadra si ricongiunge con la squadra ovest guidata da Nanaba.
Insieme si dirigono verso i resti del castello di Utgard, una vecchia struttura in pietra all’interno del territorio del Wall Rose, dove decidono di fare una breve sosta per riposare e riorganizzarsi.
Strategia e inizio dello scontro
Durante la notte, il castello di Utgard viene improvvisamente circondato da un gran numero di giganti.
I soldati che dispongono dell’equipaggiamento per il movimento tridimensionale – tra cui Gelgar, Nanaba, Lynne ed Henning – decidono di usare la torre del castello come punto strategico per colpire dall’alto e ridurre il numero dei nemici.
All’inizio la loro tattica funziona: sfruttando l’altezza della torre e la loro esperienza, riescono a eliminare diversi giganti.
Gelgar, fedele al suo stile, combatte in maniera aggressiva, mirando a uccidere ogni gigante con tutta la forza di cui dispone.
Ribaltamento della situazione
La situazione degenera quando entra in azione il Gigante Bestia, che inizia a lanciare massi con potenza devastante contro il castello.
Lynne e Henning muoiono colpiti dai proiettili di pietra, e la perdita di due combattenti esperti porta la squadra in forte svantaggio.
Con il consumarsi del gas e delle lame dell’equipaggiamento per il movimento tridimensionale, i soldati rimasti sono esausti e feriti.
Gelgar, stremato e con la testa gravemente colpita, viene scagliato all’interno della torre, ormai quasi distrutta.
L’incontro con la bottiglia
All’interno della torre Gelgar trova una bottiglia di alcol, probabilmente un distillato conservato lì da qualche tempo.
Da grande amante dell’alcol, vede in quella bottiglia la sua ultima consolazione in mezzo al caos e alla disperazione.
Ferito e al limite delle forze, cerca di aprirla per concedersi un ultimo sorso prima della morte.
Ma, appena la stappa, scopre che la bottiglia è completamente vuota.
La bottiglia era stata usata poco prima da Krista Lenz per disinfettare e medicare la grave ferita di Reiner Braun, lasciandola priva di contenuto.
Gelgar, non sapendo questo, prova un misto di rabbia e sconforto, lamentandosi del fatto che qualcuno abbia già bevuto tutto l’alcol.
La sua reazione sottolinea il contrasto tra il suo desiderio umano e la brutalità della situazione che lo circonda.
Il suo ultimo gesto non è un atto eroico in battaglia, ma un tentativo tragicamente ordinario di bere un ultimo sorso prima della fine.
Morte al castello
Subito dopo, i giganti irrompono all’interno della struttura ormai distrutta.
Gelgar, esausto e senza più possibilità di combattere né di fuggire, viene afferrato da un gigante.
Nel manga la sua fine è particolarmente crudele: cosciente, disperato e urlante, viene divorato vivo davanti alla torre in rovina.
In questa versione la sua morte è carica di tragico pathos, accentuata dall’ingiustizia di non aver nemmeno potuto bere quell’ultimo bicchiere.
Nell’adattamento animato, invece, viene mostrato mentre sbatte la parte posteriore della testa contro il muro del castello quando viene afferrato dal gigante.
Questo impatto lo fa perdere conoscenza, e viene mangiato mentre è svenuto, rendendo la sua morte leggermente meno traumatica rispetto alla versione cartacea.
Nanaba condivide un destino simile e viene anch’essa sopraffatta dai giganti poco dopo, in una scena ancora più cruda e inquietante.
La caduta di entrambi rappresenta la perdita di due veterani fondamentali per il Corpo di Ricerca.
Gelgar sembra avere particolare affinità operativa con Mike Zacharias e Nanaba, con cui viene spesso visto in missione.
È plausibile che facesse parte del reparto diretto da Mike, anche se questo non viene esplicitamente confermato.
Se è davvero coetaneo o quasi di Nanaba, è probabile che fosse già in servizio nel Corpo di Ricerca prima della caduta del Wall Maria.
In tal caso, avrebbe avuto accesso alle informazioni riservate riguardanti il vero obiettivo della 57ª spedizione fuori le mura, guidata da Erwin Smith.
Con i cadetti del 104º Corpo, Gelgar assume un ruolo da veterano brusco ma affidabile.
Curiosamente, Reiner Braun lo chiama per nome senza alcun titolo onorifico, nonostante Gelgar sia il suo superiore e un soldato più anziano.
La bottiglia usata da Krista Lenz per salvare Reiner collega indirettamente il destino di Gelgar a quello dei membri del 104º, aggiungendo un tocco amaro e ironico alla sua morte.
La sua figura resta impressa come quella di un soldato rude, amante dell’alcol, ma con un forte senso del dovere e una lunga esperienza in prima linea.
Gelgar è descritto come un uomo dal temperamento vivace, amante della vita e dell’alcol, con un gusto per il combattimento “scenografico”.
Non è il tipo che si risparmia: contro i giganti punta sempre ad abbatterli con decisione, senza mezzi termini.
La sua mobilità tridimensionale è efficace ma piuttosto aggressiva e dispendiosa.
Questo stile gli attira critiche, in particolare da Nanaba, che lo invita a combattere in modo più equilibrato per preservare risorse e resistenza.
Fuori dal combattimento, però, Gelgar sa essere sorprendentemente lucido e capace di analisi.
È in grado di assumersi responsabilità, come il comando della pericolosa squadra sud, e di svolgere compiti strategici come la ricerca del punto di rottura delle mura.
La sua morte, legata a una bottiglia vuota, mette in luce il lato umano e quasi ironico del personaggio.
In un mondo dominato da giganti e tragedie, il suo ultimo desiderio non è la gloria, ma un semplice bicchiere di alcol che non potrà mai bere.
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