Kojiro Sasaki

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Kojiro Sasaki
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Età: 400+
Genere: Maschio
Nome inglese: Kojiro Sasaki
Nome giapponese: 佐々木小次郎
Nome cinese: 佐佐木小次郎
Nome coreano: 사사키 코지로
Nome romanizzato: Sasaki Kojirou
Debutto del manga: Capitolo 13
Debutto nell'Anime: Episodio 8
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Kazuhiro Yamaji
Kazuhiro Yamaji
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Takuma Terashima
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Giapponese(Anime、Doppiatore)
Keone Young
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Inglese(Anime、Doppiatore)

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Masataka Nakagauchi
Masataka Nakagauchi
Giapponese、Attore

🎬 Anime in cui appare

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Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021

Impostazioni del personaggio

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Kojiro Sasaki è un maestro di spada dell’opera a fumetti e animata Record of Ragnarok, celebre per il duello mortale con Miyamoto Musashi sull’isola di Ganryu e per il titolo di “più grande perdente della storia”, pur essendo considerato l’uomo più forte con la spada.

Kojiro Sasaki è un guerriero umano scelto da Brunhilde come uno dei tredici combattenti dell’umanità, gli Einherjar, per partecipare alla battaglia finale contro gli dei chiamata Ragnarok.

Combatte nel terzo incontro contro il dio dei mari Poseidon, in uno scontro che segna la prima vera vittoria della sua lunga vita di sconfitte.

Viene presentato come un vecchio spadaccino, nonostante la regola degli Einherjar voglia che compaiano nel loro periodo di massima forma.

Nel suo caso, però, il vero apice viene raggiunto dopo la morte, quando continua per secoli ad allenare la sua arte, la scuola Iryu, e a perfezionare la sua spada.

Il suo soprannome ufficiale è “lo sconfitto più forte della storia (Loser)”, un titolo che unisce ironia e rispetto.

La sua arma è la celebre lama (volund) forgiata da Hrist, la spada lunga Bizen Nagamitsu di oltre tre shaku, conosciuta anche come “stendino”.

In vita, Kojiro frequentava la scuola di scherma Tomita nella provincia di Echizen.

Era considerato un peso morto: dormiva fino a tardi, si arrendeva quando stava per perdere e non mostrava alcun talento apparente.

Dietro quella facciata svogliata, però, nascondeva un talento unico: ogni sconfitta diventava per lui un laboratorio di apprendimento.

Dopo ogni duello perso, studiava da solo le cause della sconfitta, cercando metodi e soluzioni per superare l’avversario successivamente.

Il suo maestro Tomita Seigen, accortosi del suo potenziale e del fatto che era ormai stato superato dal proprio allievo, lo raccomandò come istruttore di scherma per il clan Asakura.

Kojiro rifiutò la posizione, preferendo lasciare il feudo di Echizen per viaggiare in tutto il Giappone alla ricerca dei più famosi spadaccini.

Il suo viaggio fu una lunga sequenza di sconfitte volontariamente affrontate.

Duello dopo duello, Kojiro perdeva contro i più forti, ma poi, nella sua mente, ricreava quei combattimenti, li ripeteva migliaia di volte e finiva per superare i suoi avversari sul piano mentale.

Durante tutta la sua vita mortale non vinse mai nemmeno un combattimento reale.

Proprio per questo fu chiamato “il più grande perdente della storia”, un uomo che costruì la propria forza su una montagna di sconfitte.

Il momento più famoso della vita di Kojiro è il duello sull’isola di Ganryu contro Miyamoto Musashi.

In quell’occasione, Kojiro percepì chiaramente la potenza di Musashi e capì che non era ancora in grado di batterlo.

Pur sapendo che continuare a combattere significava andare incontro alla morte, trovò il confronto con Musashi così divertente e appagante da considerarlo imperdibile.

Arrivò a dire che smettere di combattere con Musashi sarebbe stato “una perdita per tutta la vita”.

Alla fine, Kojiro venne trafitto e cadde sconfitto, morendo con il rimpianto di non aver potuto incrociare ancora più volte la spada con il suo grande rivale.

Quella morte, però, non fu una fine: fu l’inizio di un lunghissimo perfezionamento postumo.

Dopo la morte, Kojiro non smise di allenarsi.

Per secoli, nel mondo dei morti, continuò a perfezionare la sua scuola, l’Iryu, portandola a un livello mai raggiunto in vita.

Per questo motivo, quando viene evocato come Einherjar nel Ragnarok, non appare con l’aspetto giovane dell’epoca di Ganryu.

Si presenta invece come un anziano, perché il suo vero picco di forza è stato raggiunto dopo la morte, al termine di secoli di pratica.

Kojiro stesso lo afferma con assoluta sicurezza: “Questo momento è il mio periodo di massima forma”.

La sua maestria è tale che può, ad esempio, recuperare un vaso di latte in caduta, con il liquido ormai quasi fuoriuscito, riuscendo a far rientrare tutto nel recipiente e sollevarlo con la lama.

Anche i suoi gusti si sono modificati.

Assaggia infatti la torta al salmiakki fatta da Brunhilde e la definisce “buona”, cosa che sconvolge sia Göll sia la sua partner Hrist, che la considerano una sorta di bomba devastante per le cellule olfattive.

In un’altra scena, Kojiro viene costretto da Soji Okita ad assaggiare la pessima cucina di Isami Kondo, ma stavolta persino lui non riesce a sopportarla.

Questo contrasto viene usato per sottolineare la sua particolarissima personalità e il suo spirito leggero.

Kojiro è un uomo dal carattere rilassato, ironico e apparentemente svogliato, ma con una determinazione interiore incrollabile.

Ama la spada più della vittoria immediata: per lui, perdere e imparare è sempre stato più importante che vincere e fermarsi.

Possiede una sorprendente onestà verso se stesso: non ha paura di ammettere la propria inferiorità di fronte a un avversario più forte.

Proprio da questa umiltà nasce la sua più grande forza, ovvero la capacità di trasformare ogni sconfitta in un passo avanti verso la perfezione.

Nonostante le numerose sconfitte, non si lamenta né si abbatte.

Al contrario, vive con un certo gusto per il paradosso: l’uomo che ha perso sempre è quello che, alla fine, diventa la massima incarnazione del maestro di spada.

Dopo la sua vittoria nel Ragnarok, Kojiro scopre per la prima volta cosa significhi davvero vincere.

La sua frase “Vincere è… una sensazione niente male” riassume la dolcezza e allo stesso tempo la novità assoluta di quell’esperienza per lui.

Una delle sue frasi più emblematiche è:

“Anche solo una volta… anch’io… anch’io voglio vincere!”

Questo desiderio semplice e umano lo rende uno dei personaggi più empatici della serie.

Kojiro è un puro spadaccino, che basa tutto sul senso della lama, sull’osservazione e sulla previsione del movimento nemico.

La sua arma principale nella battaglia del Ragnarok è la Bizen Nagamitsu di oltre tre shaku, una lunga spada trasformata in volund da Hrist.

La sua scuola, l’Iryu, non è basata solo su tecniche fisiche, ma su un sistema mentale di apprendimento dalle sconfitte.

Per anni e anni, Kojiro ha ricostruito nella sua mente ogni combattimento perso, studiando ogni dettaglio.

Da questo metodo nasce la sua prima grande capacità: “Mille mani senza rivali”.

Grazie a essa, Kojiro può simulare mentalmente un avversario a partire da minuscoli segnali, come il respiro o il modo di camminare, e prevederne le mosse.

In pratica, anche contro un avversario mai visto prima, Kojiro è in grado di costruire nella sua mente un modello completo di quel nemico.

Poi, tramite numerosi combattimenti immaginari, sperimenta anticipatamente tutti i possibili schemi di attacco e difesa, come se avesse già combattuto mille volte.

Dopo lo scontro con Poseidon, spinto dalla fiducia in se stesso e dal sostegno spirituale di tutti gli spadaccini che lo hanno ispirato, Kojiro raggiunge un livello ancor più elevato: “Diecimila mani senza rivali”.

A questo stadio, non si limita più a leggere le persone, ma riesce a percepire il flusso dell’aria, le vibrazioni del terreno e i minimi segnali del mondo circostante.

Grazie a questa sensibilità estrema, Kojiro è in grado di anticipare perfino le mosse di un dio, cosa considerata impossibile.

La sua capacità diventa una sorta di lettura totale del campo di battaglia, dove nulla sfugge alla sua percezione.

Un ulteriore elemento centrale del suo stile è la capacità di utilizzare non solo le tecniche dell’Iryu, ma anche le tecniche di tutti gli spadaccini contro cui ha combattuto in vita.

Avendole rivissute e superate attraverso le simulazioni mentali, può riprodurle come se fossero sue.

Questa sintesi di tecniche culmine viene chiamata “Niten Iryu”, la somma di tutte le arti di spada che ha assimilato.

Persino Miyamoto Musashi definisce questa forma di scherma “incomparabile”, riconoscendone l’unicità.

Nel Ragnarok di Record of Ragnarok, Kojiro è scelto come terzo rappresentante dell’umanità.

La sua selezione suscita polemiche: molti non accettano che venga scelto lui al posto del vincitore di Ganryu, Miyamoto Musashi.

Inoltre, il suo aspetto da anziano suscita scetticismo, soprattutto se confrontato con figure come Lü Bu Fengxian e Adam, che appaiono nel pieno delle loro capacità fisiche.

Molti ritengono che Kojiro non sia all’altezza, sia per il suo passato da perdente sia per la sua età apparente.

Nonostante ciò, Brunhilde insiste sulla sua scelta, perché sa che il vero potenziale di Kojiro risiede proprio nella somma di tutte le sue sconfitte.

La battaglia contro Poseidon diventa così il banco di prova definitivo per la sua filosofia di vita.

Lo scontro contro il dio dei mari è feroce.

Poseidon è un dio che disprezza profondamente l’umanità, freddo e impietoso, con una velocità e precisione quasi insuperabili.

Kojiro, inizialmente, è costretto a subire, ma proprio grazie alla sua capacità di simulazione mentale comincia a leggere le mosse del dio.

Ogni colpo mancato diventa un nuovo dato da integrare, un nuovo scenario da testare nella sua mente.

Alla fine, attraverso la combinazione di Mille mani senza rivali e la successiva Diecimila mani senza rivali, riesce a superare Poseidon.

In uno dei momenti più intensi dell’opera, Kojiro infligge al dio un colpo decisivo, ottenendo la prima vittoria della sua vita.

La sua vittoria viene celebrata come un evento storico sia per gli umani sia per gli dei.

Per Kojiro, però, è soprattutto la realizzazione di un desiderio che lo ha accompagnato per tutta l’esistenza: vincere almeno una volta.

Dopo il combattimento, Kojiro se ne va dall’arena appoggiandosi alla spalla di Hrist, ancora immerso nella sensazione di quella vittoria.

Viene poi sottoposto a cure per le gravi ferite riportate nello scontro.

Dopo la battaglia con Poseidon, Kojiro si trova coinvolto in un momento di tensione tra Loki e il gruppo degli “Sette Dei della Fortuna”, da una parte, e Buddha dall’altra.

Pur affermando che alla fine, dei o umani, fanno gli stessi errori, sottolinea che Poseidon non si sarebbe abbassato a certi comportamenti.

Kojiro dichiara di non sopportare la disparità numerica, rifiutando le situazioni in cui molti attaccano uno solo.

Per questo decide di schierarsi a fianco di Buddha, fungendo da supporto contro una possibile aggressione di gruppo.

In seguito, Kojiro continua a muoversi spesso accanto a Hrist.

Insieme a Soji Okita e Isami Kondo, osserva i successivi incontri del Ragnarok come spettatore, commentando gli scontri con la sua tipica calma ironica.

La sua presenza al fianco di altri grandi guerrieri umani sottolinea il rispetto che si è guadagnato.

Non è più solo “il perdente”, ma un punto di riferimento per chi comprende il valore del migliorarsi senza sosta.

«Anche solo una volta… anch’io… anch’io voglio vincere!»

Questa frase racchiude il suo desiderio più profondo, quello che lo ha spinto a continuare a combattere anche dopo la morte.

«Vincere è… una sensazione niente male.»

Dopo una vita passata a perdere, Kojiro assapora finalmente la vittoria e la descrive con semplicità, quasi con stupore.

In Record of Ragnarok, Kojiro Sasaki rappresenta il tema del riscatto attraverso la sconfitta.

Non è il genio invincibile, ma l’uomo che ha avuto il coraggio di perdere ancora e ancora per diventare il più forte.

La sua storia dà voce a chi non nasce vincente, ma sceglie di non arrendersi mai.

Per questo, la vittoria contro Poseidon non è solo un punto nel tabellone degli umani: è il trionfo di una filosofia di vita intera.

Il suo personaggio è doppiato in giapponese da Kazuhiro Yamaji, che gli conferisce un tono maturo e ironico, perfetto per un anziano spadaccino che ha visto e perso di tutto.

La combinazione di profondità emotiva, umorismo e incredibile tecnica lo rende uno dei personaggi più amati e memorabili dell’intera serie.

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(Ultima modifica: Lunedì 22 Dicembre 2025 23:05)

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