Vasily è un cecchino russo, membro della guardia di frontiera dell’isola di Sachalin, noto per la sua straordinaria abilità al tiro e per il suo legame con la vicenda di Kiroranke, assassino dello zar Alessandro II, nell’universo narrativo di Golden Kamuy.
Vasily è un soldato di frontiera russo di etnia europea, descritto con capelli biondi e occhi azzurri.
Fa parte delle truppe di confine di Sachalin e viene introdotto come cecchino scelto incaricato di sorvegliare il confine.
È un ex commilitone di guerra di Ilya e di altri soldati russi risalenti all’epoca della guerra russo-giapponese.
La sua figura emerge quando viene schierato per affrontare Kiroranke, uno dei responsabili dell’assassinio dello zar Alessandro II.
Vasily si trova appostato insieme a Ilya e ad altri compagni per attendere e colpire Kiroranke.
La missione riguarda direttamente la cattura o l’eliminazione del terrorista, considerato estremamente pericoloso per l’Impero russo.
Attraverso questo incarico il personaggio viene mostrato come un militare disciplinato, fedele agli ordini e dotato di grande sangue freddo.
La sua presenza si intreccia poi con il cammino di Saichi Sugimoto, Yoshitake Shiraishi, Hyakunosuke Ogata e degli altri protagonisti, portandolo progressivamente fuori dal semplice ruolo di guardia di frontiera.
Vasily è armato con un fucile Mosin-Nagant, tipica arma d’ordinanza dell’esercito russo dell’epoca.
Viene presentato come un tiratore di altissimo livello, in grado di colpire con precisione la testa di un uomo da una distanza di circa 200 metri.
La sua abilità nel mimetizzarsi, scegliere le posizioni di tiro e calcolare distanza e traiettoria lo rende un avversario estremamente temibile.
Questa competenza lo porta a ingaggiare un duello di cecchinaggio con Hyakunosuke Ogata, uno dei migliori tiratori giapponesi della serie.
Nel confronto diretto con Hyakunosuke Ogata, Vasily viene sconfitto in un intenso duello di cecchini.
Ogata riesce a colpirlo alla mandibola, ferendolo gravemente.
A causa di questo colpo, Vasily perde in gran parte la capacità di parlare in modo chiaro e fluido.
Per nascondere la cicatrice alla mandibola, in seguito indossa sempre un cappuccio o un copricapo che gli copre la parte inferiore del volto.
Nonostante la sconfitta, il duello con Ogata diventa per lui una ferita sia fisica che psicologica, trasformandosi in una motivazione personale.
Da allora infatti Vasily comincia a desiderare con forza una rivincita contro Ogata.
Dopo la ferita alla mandibola, Vasily fatica a esprimersi verbalmente e le sue parole risultano poco comprensibili.
Per questo motivo tende a parlare molto poco e a comunicare soprattutto con i gesti.
È però molto bravo a disegnare e utilizza spesso i suoi schizzi come linguaggio sostitutivo della scrittura o della parola.
In alcune situazioni dialoga con Saichi Sugimoto mostrando piccoli disegni al posto di frasi, creando momenti sia comici sia toccanti.
Questa caratteristica lo rende un personaggio silenzioso ma espressivo, che riesce a farsi capire senza grandi monologhi.
La sua determinazione e il suo orgoglio traspaiono più dalle azioni che dalle parole.
Spinto dall’ossessione di affrontare di nuovo Hyakunosuke Ogata, Vasily abbandona il proprio posto nell’esercito russo e diventa un disertore.
Pur sapendo di correre un grande rischio, decide di attraversare clandestinamente il confine e di entrare illegalmente in Giappone.
Arrivato in territorio giapponese, si dirige verso Shisuka (oggi Yuzhno-Sakhalinsk / Poronajsk a seconda delle interpretazioni geografiche della storia).
Lì prepara un’imboscata con l’obiettivo di attirare Ogata allo scoperto.
Per farlo, prende di mira Yoshitake Shiraishi e lo colpisce con un tiro di precisione, contando sul fatto che un’azione del genere avrebbe richiamato la curiosità o la reazione di Ogata.
La qualità del suo colpo è talmente elevata che Saichi Sugimoto, osservando la traiettoria e la precisione, crede inizialmente che il tiratore sia proprio Ogata.
Convinto che il cecchino sia Hyakunosuke Ogata, Saichi Sugimoto parte all’assalto del punto da cui è partito il colpo.
Riesce a sorprendere Vasily e a neutralizzarlo prima che questi possa reagire pienamente.
Una volta catturato, Vasily non riesce a spiegare subito la propria situazione a causa della ferita alla mandibola e della barriera linguistica.
È Hajime Tsukishima, che conosce la lingua russa, a fare da interprete e a chiarire a Sugimoto e agli altri chi sia davvero Vasily e quale sia il suo obiettivo.
Grazie alla traduzione di Tsukishima, il gruppo comprende che Vasily non è alleato di Ogata, bensì un suo nemico deciso a ottenere una rivincita.
Questo chiarimento evita un conflitto più sanguinoso e apre la strada a una collaborazione forzata.
Dopo l’equivoco iniziale, Vasily decide di seguire il gruppo di Saichi Sugimoto.
La sua speranza è che, prima o poi, Hyakunosuke Ogata si palesi davanti a loro, dando così occasione di un nuovo duello.
Anche se nessuno lo invita formalmente, Vasily si aggrega di propria iniziativa alle loro spedizioni.
Rimane con loro anche quando Sugimoto e i suoi si uniscono temporaneamente ad altre fazioni o se ne separano, continuando a seguirli con tenacia.
La sua presenza, silenziosa ma costante, aggiunge tensione e curiosità alle dinamiche del gruppo.
Ogni suo sguardo verso l’orizzonte o verso potenziali posizioni di tiro rimanda alla sua ossessione per la sfida con Ogata.
Poiché Vasily non riesce a presentarsi adeguatamente e a comunicare il proprio nome in modo chiaro, molti dei personaggi giapponesi non conoscono il suo vero nome.
Invece di chiamarlo per nome, finisco per attribuirgli un nomignolo basato sul suo aspetto.
A causa del cappuccio che indossa per coprire la ferita alla mandibola, i compagni lo soprannominano affettuosamente “cappuccio” o “il ragazzo col cappuccio”.
Questo nome informale riflette il modo in cui il gruppo lo integra lentamente, più come un compagno strano ma utile che come un estraneo.
Nonostante la barriera linguistica, Vasily mostra di preoccuparsi per il destino dei suoi alleati improvvisati, intervenendo nei combattimenti e sfruttando le sue competenze di cecchino in loro difesa.
Così, da nemico potenziale diventa una figura alleata, pur mantenendo la sua agenda personale di rivalsa contro Hyakunosuke Ogata.
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