Shinya Momoiwa

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Shinya Momoiwa
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Età: 28
Compleanno: 9 Marzo
Zodiaco: Pesci
Genere: Maschio
Altezza: 176cm
Peso: 56kg
Nome inglese: Shinya Momoiwa
Nome giapponese: 桃巌 深夜(ももいわ しんや)
Nome cinese: 桃巌 深夜
Nome coreano: 모모이와 신야
Nome romanizzato: Momoiwa Shinya
Debutto del manga: Capitolo 31
Debutto nell'Anime: Episodio 10
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Chiharu Sawashiro
Chiharu Sawashiro
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Damien Haas
Damien Haas
Inglese(Anime、Doppiatore)
Víctor Ruiz
Víctor Ruiz
Spagnolo(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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TOUGEN ANKI
TOUGEN ANKI
Data di rilascio: 11 Luglio 2025

Impostazioni del personaggio

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Shinya Momoiwa è un personaggio maschile del manga TOUGEN ANKI, comandante della 21ª unità dell’Istituto Momotaro, noto come il burattinaio dell’arco di Nerima e temuto per la sua crudeltà calcolatrice e la capacità di manipolare la “vista” altrui tramite batteri.

Nome: Shinya Momoiwa

Sesso: Maschio

Età: 28 anni

Data di nascita: 9 marzo

Ruolo: Comandante della 21ª unità dell’Istituto Momotaro

Caratteristiche fisiche distintive: Tatuaggi appariscenti, numerosi piercing, aspetto da teppista

Cibo preferito: Cucina di lusso in generale

Hobby: Collezionare orologi da polso

Shinya Momoiwa è un Momotaro arrogante, ambizioso fino all’eccesso e profondamente complessato dalla propria mancanza di talento naturale.

Ha un aspetto minaccioso in stile teppista, scelto apposta per incutere timore: tatuaggi vistosi, piercing e un’aria da delinquente.

Per lui la cosa più importante è la propria carriera.

È disposto a sacrificare civili, alleati e anche i sentimenti puri del suo sottoposto Mikado Momodera, che sfrutta senza alcuno scrupolo.

Il suo desiderio di avanzare di grado nasce da un misto di complesso d’inferiorità e sete di vendetta verso chi è nato con talento.

Shinya ha vissuto a lungo all’ombra di coetanei che venivano promossi prima di lui e di giovani promettenti che lo guardavano dall’alto in basso, al punto da dimenticare perfino il suo nome.

I superiori gli hanno sostanzialmente detto che non avrebbe mai fatto carriera, invitandolo a “supportare i senpai” invece di aspirare a una vera promozione.

Nonostante questo, in origine si è sforzato in modo onesto: allenamento, studio e impegno continuo, fino a piangere letteralmente lacrime di sangue per colmare il divario di talento.

Col tempo però ha cambiato mentalità, arrivando a una filosofia cinica e nichilista:

«Se il dio che ha creato questo mondo non si cura minimamente della mia esistenza, allora qualunque cosa io faccia non sarò punito dopo la morte, e dio non farà comunque nulla.»

Da lì in avanti ha iniziato a usare intrighi, ricatti e le debolezze altrui come arma principale.

Pur avendo una forza fisica e una capacità di combattimento relativamente basse per un comandante, è riuscito a raggiungere il suo ruolo grazie a manovre politiche, calcolo freddo e alle sue capacità strategiche.

Shinya è freddo e spietato: se giudica un subordinato “non più utile”, non esita a eliminarlo.

Mantiene anche contatti con gruppi semicriminali, usando il sottobosco violento della città come terreno di caccia per i suoi piani.

All’inizio lo vediamo in servizio presso la sede centrale dell’Istituto Momotaro.

Lì tratta in modo sprezzante e autoritario la nuova vicecomandante Samidare Momoya, appena trasferita, approfittando della sua posizione.

Dopo che Samidare perde il braccio sinistro in uno scontro con Shiki Ichinose, Shinya la provoca apertamente.

Le suggerisce di ritirarsi e di cedere la posizione di comandante a un altro ufficiale, Samidare Momoya, tentando di spingerla fuori gioco per un proprio vantaggio.

In seguito alla morte di Tsubakiri Momomiya, Shinya vede un’occasione per fare un salto di carriera.

Decide di abbattere Shiki Ichinose per guadagnare prestigio e, senza ordini ufficiali, si muove di testa propria portando con sé Mikado Momodera come pedina.

A quel punto orchestra una vasta cospirazione che coinvolge i demoni di Nerima, i Momotaro e persino i civili.

Sfrutta come innesco il salvataggio delle sorelle di Jin Kougasaki, trasformando un singolo evento in un conflitto su larga scala.

Attraverso le informazioni ottenute dalla vista di Jin Kougasaki, riesce a individuare il covo sotterraneo dell’organizzazione dei demoni di Nerima.

Tuttavia, scopre troppo tardi di essere caduto in una trappola architettata da Masumi Yodogawa e dallo stesso Jin.

Capito il pericolo, Shinya non esita a darsi alla fuga per salvarsi la vita.

Mentre Jin lo insegue, Shinya tenta l’ultima mossa: attirarlo in un edificio abbandonato disseminato di microcariche esplosive.

Jin però intuisce l’esistenza della trappola e la vanifica.

Nel confronto che segue, Shinya subisce una ferita mortale alla gola, venendo letteralmente sgozzato.

Nei suoi ultimi istanti, tra dolore e disperazione, Shinya desidera solo una cosa: rinascere dotato di un talento schiacciante, così da non dover più strisciare nell’ombra dei geni.

Muore dunque senza ottenere la gloria che inseguiva, ma senza sapere che, paradossalmente, era diventato un simbolo per molti altri.

All’interno dell’Istituto, infatti, Shinya rappresentava una sorta di “speranza” per i Momotaro privi di doti naturali.

Vederlo raggiungere la posizione di comandante pur senza talento li faceva credere che anche loro potessero, in qualche modo, sfondare il “muro del talento”.

Mikado Momodera stesso, pur condannando le atrocità e i metodi di Shinya, provava una reale forma di rispetto verso la sua tenacia.

Per lui, Shinya era un esempio distorto ma potente di qualcuno che, per il proprio obiettivo, avanza senza fermarsi di fronte a nulla.

Con Mikado Momodera

Shinya sfrutta ampiamente la lealtà e la purezza di Mikado Momodera.

Lo vede come uno strumento prezioso, una pedina da muovere nella sua scalata al potere.

Nonostante questa relazione asimmetrica, Mikado prova comunque ammirazione per la determinazione del suo comandante.

Anche dopo aver compreso la vera natura delle azioni di Shinya, non può fare a meno di riconoscergli una forma di grandezza nella sua volontà inflessibile.

Con Shiki Ichinose

Shinya considera Shiki Ichinose un bersaglio ideale per ottenere gloria e punti agli occhi dei superiori.

La sua decisione di eliminare Shiki non nasce tanto da rancore personale, quanto da puro calcolo di carriera.

La forza schiacciante e il talento di Shiki rappresentano tutto ciò che Shinya odia e invidia.

Sconfiggere un nemico tanto dotato sarebbe stato, per lui, il modo perfetto di vendicarsi simbolicamente di un mondo che favorisce i talentuosi.

Con Jin Kougasaki e Masumi Yodogawa

Jin Kougasaki è al centro della disfatta di Shinya.

Quest’ultimo sfrutta la vista di Jin come fonte di informazioni per stanare i demoni di Nerima, ma finisce per sottovalutare il duo Jin–Masumi Yodogawa.

Masumi Yodogawa, insieme a Jin, orchestra una controtrappola che ribalta il piano di Shinya.

Il tentativo di far esplodere l’edificio abbandonato e seppellire Jin fallisce, portando al ferimento fatale di Shinya.

Manipolazione della vista tramite batteri

Shinya possiede un’abilità basata su batteri che possono essere impiantati nel corpo di altre persone.

Una volta che questi microrganismi attecchiscono, Shinya è in grado di controllare o condividere la vista dei bersagli.

L’effetto dura fino a 24 ore e può coinvolgere simultaneamente un massimo di 36 persone.

Durante l’attivazione, negli occhi di Shinya appare un simbolo a forma di triangolo equilatero, visibile anche negli occhi dei soggetti colpiti a seconda della modalità usata.

La tecnica è divisa in due componenti, legate ai suoi occhi destro e sinistro.

L’utilizzo prolungato può causare dolore agli occhi, mettendo in luce i limiti fisici di questa abilità.

Occhio sinistro – “Sguardo invasivo”

Coprendosi l’occhio destro, Shinya attiva la funzione di lettura della vista altrui attraverso il sinistro.

In questa modalità, può “spiare” ciò che vedono, in contemporanea, fino a 36 persone infettate dai suoi batteri.

Questa abilità lo rende un eccellente stratega, capace di ottenere informazioni in tempo reale da più fronti di battaglia o da diversi punti della città.

Gli consente di scoprire nascondigli, muovere truppe e organizzare trappole con precisione micidiale.

Occhio destro – “Cecità condivisa”

Coprendosi l’occhio sinistro, Shinya attiva il potere dell’occhio destro.

In questo caso, i soggetti infettati vedono la stessa cosa che vede Shinya, perdendo di fatto la propria visuale reale.

È come se Shinya “proiettasse” nei loro occhi la sua prospettiva, accecando la loro visione del mondo circostante.

Si tratta di una delle poche difese dirette che possiede in combattimento ravvicinato, utile per confondere gli avversari e creare aperture per fuggire o colpire.

Se usata ripetutamente in un breve lasso di tempo, questa tecnica provoca dolore e danneggiamento ai suoi occhi.

Questo limite fa sì che Shinya debba pianificare con attenzione quando e come ricorrere a questo potere, evitando l’uso impulsivo.

All’interno della storia, Shinya incarna il lato oscuro dell’idea di “farsi da sé”.

È il simbolo di chi, privo di talento, si rifiuta di arrendersi, ma invece di accettare i propri limiti sceglie di calpestare tutto e tutti pur di emergere.

Per molti giovani Momotaro senza doti naturali, Shinya è una prova vivente che il “muro del talento” può essere, almeno parzialmente, scalato.

La sua ascesa al ruolo di comandante, pur priva di grazia morale, viene vista come fonte di speranza e di ispirazione.

Il tragico è che Shinya non viene mai a sapere di essere diventato un modello, sia pure distorto, per questi sottoposti.

Muore convinto di essere solo un essere umano scartato da dio e dal mondo, senza immaginare minimamente l’impatto che ha avuto su chi lo osservava da lontano.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Sabato 27 Dicembre 2025 17:07)

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