Clive è un medico scolastico della giungla proveniente da un ospedale di città, personaggio maschile di Haré+Guu noto tanto per il suo straordinario talento medico quanto per un carattere profondamente problematico.
Alla sua prima apparizione ha 29 anni.
Secondo le sue stesse parole, il suo trasferimento nella scuola della giungla sarebbe “una sorta di volontariato”, anche se il vero motivo non viene chiarito.
È l’ex medico curante di Weda.
Quando la ritrova nella giungla dopo circa dieci anni, scopre anche di essere il padre di Haré.
Il rapporto con suo figlio è pessimo.
I due sono in costante conflitto e vengono descritti come ai ferri corti.
Età alla prima apparizione: 29 anni
Clive è un autentico prodigio.
Il fatto che fosse già il medico curante di Weda quando lei era ancora nella tarda adolescenza mostra quanto fosse precoce e brillante.
Come medico è estremamente capace.
Sul piano umano, però, presenta gravi difetti.
È un donnaiolo e ha una personalità difficile.
Quando Haré chiede a Weda che tipo di persona sia suo padre, lei lo definisce addirittura un “individuo dalla personalità disastrata”.
Nonostante il suo cinismo, prova un rimorso reale.
Dopo aver saputo che Weda era stata disconosciuta dalla famiglia a causa della gravidanza, finisce per pentirsi interiormente di essersi avvicinato a lei con leggerezza.
In passato Clive era il medico di Weda.
Il loro legame, nato in modo irresponsabile, ha avuto conseguenze profonde nella vita di lei.
Più tardi, durante la seconda gravidanza di Weda, Clive decide finalmente di assumersi le proprie responsabilità.
Le fa una proposta di matrimonio e i due diventano marito e moglie anche formalmente.
I suoi capelli bianchi non sono naturali.
In realtà li tinge, mentre il suo colore naturale è il nero.
Il motivo del colore bianco è piuttosto singolare.
Con i capelli bianchi, Dama lo scambiava per il marito defunto e arrivava ad aggredirlo.
La cosa lo aveva traumatizzato non poco.
Su consiglio di Haré, finisce quindi per tornare a tingersi i capelli di nero.
Clive nutre un forte rancore verso sua madre.
Secondo quanto lui stesso racconta, era una donna attratta dagli uomini e priva di freni morali.
Durante l’infanzia si sentì trattato come un peso.
Per questo motivo arrivò a odiarla.
Haré, con il suo solito sarcasmo, interpreta questa ostilità come una forma di odio verso qualcuno troppo simile a sé stesso.
In altre parole, una sorta di “antipatia tra simili”.
Regge poco l’alcol e beve raramente.
Quando però si ubriaca, diventa infantile e tende a comportarsi in modo appiccicoso e bisognoso d’affetto.
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