Thor

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Thor
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Età: 4,000+
Genere: Maschio
Nome inglese: Thor
Nome giapponese: トール
Nome cinese: 托尔
Nome coreano: 토르
Nome romanizzato: Tōru
Debutto del manga: Capitolo 1
Debutto nell'Anime: Episodio 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Hikaru Midorikawa
Hikaru Midorikawa
Giapponese(Anime、Doppiatore)
Jalen K. Cassell
Jalen K. Cassell
Inglese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Record of Ragnarok
Record of Ragnarok
Data di rilascio: 17 Giugno 2021

Impostazioni del personaggio

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Thor è un dio della guerra e del tuono nel manga e anime Record of Ragnarok, presentato come il più forte tra gli dei nordici e soprannominato il “Berserker del Tuono”.

Thor partecipa al Ragnarok come primo combattente della fazione degli dei, affrontando come avversario iniziale l’eroe umano Lü Bu Fengxian.

È figlio di Odin e possiede il martello divino Mjöllnir e i guanti di ferro Járngreipr, considerati rispettivamente la più potente arma e la più potente armatura del cielo.

Nome: Thor

Origine / Fonte: Mitologia nordica

Soprannome / Etichetta: “Berserker del Tuono”

Opera di appartenenza: Record of Ragnarok

Armi principali: Mjöllnir, Járngreipr

Ruolo nel Ragnarok: Primo rappresentante degli dei

Doppiatore (versione originale): Hikaru Midorikawa

Non sono indicati dati come altezza, peso, età o data di nascita.

Thor è descritto come un guerriero imponente, con lunghi capelli rossi che gli arrivano ai fianchi e occhi particolari, dove la parte che normalmente è bianca appare nera.

La sua presenza è quella di un “mostro di battaglia” calmo e silenzioso, il cui volto di solito è annoiato e privo di emozioni.

Nato come il più forte sin dal principio, non ha quasi mai potuto combattere a piena potenza.

Questa mancanza di avversari degni lo ha reso costantemente annoiato e distaccato dal resto del mondo.

Verso chi non gli interessa non mostra alcuna considerazione.

Arriva a uccidere un incubus che stava importunando Brunhilde con la stessa indifferenza con cui si scaccia un insetto.

Nei combattimenti, però, rivela un lato opposto: quando trova un vero avversario, la sua apatia si spezza e appare un sorriso genuino e feroce.

Con Lü Bu passa dall’indifferenza alla stima, fino a considerarlo un amico e un rivale insostituibile.

Nel quotidiano indossa una sorta di stivali corazzati e un panno che gli copre la vita, dando l’idea di un antico guerriero.

Fuori dall’arena, spesso appare avvolto in un mantello o in una lunga veste, mentre osserva gli incontri del Ragnarok con l’aria annoiata di chi aspetta solo un’altra vera battaglia.

Mjöllnir – Il martello del tuono

Mjöllnir è il martello divino di Thor, una delle armi più potenti del cielo.

Nell’opera è descritto come un gigantesco martello da guerra, la cui lunghezza arriva circa all’altezza dei fianchi di Thor.

Viene considerato il più potente tra i tesori del cielo, capace di distruggere giganteschi nemici con un solo colpo.

Quando si “risveglia”, la superficie di Mjöllnir si ricopre di crepe incandescenti e il martello pulsa come un cuore vivente.

Nel suo stato risvegliato, Mjöllnir sprigiona un calore tale da sciogliere la pavimentazione di oricalco dell’arena.

È come se l’arma stessa provasse eccitazione e desiderio di combattere, rispecchiando i sentimenti del suo padrone.

Járngreipr – I guanti di ferro

Járngreipr è l’altro tesoro divino di Thor, considerato la più potente armatura del cielo.

Sono dei guanti di ferro che Thor indossa abitualmente quando impugna Mjöllnir.

Nella tradizione mitologica servirebbero a proteggere Thor dal potere distruttivo del martello.

Nella versione di Record of Ragnarok, invece, il ruolo si ribalta: i guanti non proteggono Thor da Mjöllnir, ma proteggono Mjöllnir da Thor.

Járngreipr infatti sigilla parte della forza di Thor, consentendogli di impugnare un Mjöllnir non ancora risvegliato senza stritolarlo con la sua forza sovrumana.

Quando i guanti vengono distrutti, Thor può finalmente scatenare la sua vera potenza e permettere a Mjöllnir di “risvegliarsi”.

Martello del dio della guerra (Thor Hammer)

Thor concentra il potere del tuono in Járngreipr, impugna Mjöllnir con entrambe le mani, inarcando il busto all’indietro fino quasi a cadere.

Da questa posizione estrema abbatte il martello sul bersaglio con una forza devastante.

Anche senza colpire direttamente, l’onda d’urto è così terrificante che i corpi dei giganti si deformano, le viscere esplodono e il sangue piove come una tempesta.

È una delle sue tecniche simbolo e rappresenta il suo “colpo standard”, pur essendo già un attacco di livello apocalittico.

Il nome è ispirato al nome inglese di Mjöllnir, “Thor’s Hammer”.

Martello risvegliato (Geirröðr Thor Hammer)

Questa è la versione suprema della sua tecnica, utilizzabile solo dopo il risveglio di Mjöllnir e senza Járngreipr.

Thor scaglia Mjöllnir lontano con tutta la sua forza, lasciando che il martello percorra un arco devastante prima di tornare verso di lui.

Quando Mjöllnir ritorna, Thor afferra il manico a mani nude, sfruttando al massimo la combinazione di velocità di ritorno e forza centrifuga.

Accumula quell’energia fino all’ultimo istante, per poi scaricarla tutta in un solo colpo contro l’avversario.

Questa tecnica era stata utilizzata solo una volta in passato, quando Thor uccise il suo nemico leggendario, il serpente Jörmungandr.

Il nome “Geirröðr” è un riferimento a un gigante della mitologia nordica, che Thor uccide nella leggenda; curiosamente, in tale mito Thor utilizza proprio dei guanti di ferro simili a Járngreipr.

In epoche antichissime, il regno degli dei, Asgard, fu invaso da un esercito di 66 giganti di nebbia.

L’attacco fu così violento che persino le guardie e i cavalieri divini furono sopraffatti, e gli abitanti di Asgard venivano massacrati senza pietà.

In quel caos, l’unico a non provare paura o disperazione era Thor.

La sua unica reazione fu una sola parola: “Noioso”.

Thor annientò uno dei giganti con un singolo Thor Hammer, riducendolo a brandelli in un istante.

Poi, senza foga né entusiasmo, sterminò da solo tutti e 66 i giganti.

Nemmeno la forza bruta dei giganti, devastante per chiunque altro, riuscì a costringerlo a usare tutta la sua potenza.

Così Thor continuò a vivere una “vita divina” fatta di vittorie facili e assoluta mancanza di sfide.

Questa condizione di solitudine nella forza fece pensare che Thor fosse destinato a vivere e a morire nella noia.

Tutto cambiò quando iniziò il Ragnarok, e nella prima battaglia gli fu messo di fronte Lü Bu Fengxian, il più forte tra i guerrieri umani.

Partecipazione al Ragnarok come primo combattente degli dei

Nel Ragnarok, scontro finale tra dei e umanità, Thor viene scelto come apripista della squadra degli dei.

A differenza di molte storie dove il più forte viene tenuto come “asso finale”, gli dei di Record of Ragnarok puntano al 7–0 secco e non esitano a far scendere subito il loro campione più pericoloso.

Il suo avversario è Lü Bu, il più potente condottiero della storia cinese, che condivide con Thor il destino di “nato troppo forte”.

Sin dall’inizio, i due scelgono di affrontarsi senza difesa, caricando l’uno verso l’altro e scambiandosi un primo colpo frontale.

Entrambi rimangono in piedi dopo l’impatto iniziale.

Thor, che si aspettava di abbattere chiunque con un solo colpo, vede Lü Bu resistere e si rende conto che qualcosa è diverso dal solito.

Per la prima volta, assume una vera guardia e lancia un Thor Hammer serio.

Secondo uno dei corvi di Odin, questo gesto indica che Thor ha iniziato a riconoscere in Lü Bu un guerriero degno.

Lü Bu sopravvive persino a questo colpo, non solo restando in piedi ma riuscendo a ferire Thor.

Di fronte a questa resistenza inimmaginabile, Thor non prova rabbia, ma ammirazione.

Il suo volto si apre in un sorriso sincero, il primo vero sorriso mostrato nell’intera serie.

Da questo momento in poi, la loro battaglia diventa un duello tra due anime gemelle della guerra.

Risveglio di Mjöllnir

Il combattimento si intensifica in una pioggia di colpi tra la lancia di Lü Bu e il martello di Thor.

A un certo punto, Lü Bu riesce addirittura a distruggere Járngreipr, i guanti di ferro.

Con i guanti infranti, sembra che Thor non possa più impugnare Mjöllnir senza rischiare di distruggerlo.

Per un attimo, il pubblico pensa che la battaglia sia decisa.

Ma proprio allora Mjöllnir inizia a risvegliarsi.

La superficie del martello si crepa, pulsa come un cuore ed emette un calore letale, rivelando che è una sorta di “arma vivente” che aspettava solo il momento giusto per mostrare la sua vera natura.

Senza più guanti a limitare la sua forza, Thor afferra Mjöllnir a mani nude.

Chiama Lü Bu per nome, e con un sorriso pieno di entusiasmo gli dice: “Non morire”.

Poi scaglia il Geirröðr Thor Hammer.

Lü Bu riesce a bloccarlo, ma il prezzo è terribile: le gambe vengono distrutte e il suo corpo è ridotto allo stremo.

Thor, a quel punto, alza Mjöllnir per dare il colpo di grazia con un’espressione cupa, quasi triste.

Ma quando vede Lü Bu rimettersi in piedi grazie al sostegno emotivo del suo esercito e di Red Hare, il suo cavallo leggendario, il dio torna a sorridere.

Thor riconosce che il prossimo scambio di colpi sarà il migliore della loro vita.

Per lui, quel momento è pure gioia di battaglia, condivisa.

Esito del combattimento

Nello scontro finale, Lü Bu sale su Red Hare per recuperare mobilità, mentre Thor scatena ancora una volta il Geirröðr Thor Hammer a piena potenza.

Entrambi gettano tutto se stessi in quella singola, ultima tecnica.

Lü Bu usa la sua mossa definitiva, “Colpo che divora il cielo”, puntando a spaccare il mondo stesso.

Quando la polvere si posa, Thor è ancora in piedi, quasi illeso.

Lü Bu, invece, ha perso la lancia, il braccio sinistro e il destro è ormai inutilizzabile.

Non ha più alcun mezzo fisico per continuare, ma la sua volontà non si spezza.

Come ultimi gesti, Lü Bu si strappa da solo il braccio destro ormai pendente, come a dire che ha dato proprio tutto.

Poi si lancia disarmato verso Thor, con un sorriso di completa soddisfazione.

Thor lo accoglie come un guerriero che merita rispetto.

Con un’espressione gentile, gli offre una morte degna, abbattendo Mjöllnir e spegnendo la sua vita in un solo colpo.

La prima battaglia del Ragnarok termina con la vittoria degli dei.

Eppure, nelle parole del commentatore Heimdall, il volto di Thor è così malinconico da risultare quasi compassionevole.

Dopo lo scontro con Lü Bu

Mentre Thor si allontana dall’arena, vede Chen Gong, Red Hare e i soldati dell’esercito di Lü Bu che caricano contro di lui per vendicare il loro signore.

Invece di infastidirsi, Thor sorride.

Li definisce un “omaggio” alla memoria del suo amico, Lü Bu Fengxian.

Per onorarlo, decide di affrontare i suoi seguaci con la stessa serietà riservata al loro comandante.

Impugna Mjöllnir e con un singolo assalto annienta l’intero esercito di Lü Bu.

Poi osserva con uno sguardo malinconico le loro anime frantumarsi nella Niflhel, la completa dissoluzione dell’anima, definitivo annientamento.

Concluso lo scontro, Thor torna alla sua stanza o alle tribune, dove segue gli altri match.

Spesso appare di nuovo annoiato, proprio come prima di incontrare Lü Bu.

Quando però vede le immagini di Buddha che annuncia la sua partecipazione dalla parte dell’umanità, sul volto di Thor appare un accenno di sorriso.

Riconosce in lui un altro possibile avversario che potrebbe rompere la sua monotonia.

Più avanti, durante il decimo incontro, scoppia una tensione pericolosa tra Buddha, Beelzebub e Odin, che rischia di degenerare in uno scontro fuori dall’arena.

Thor interviene in quel momento.

Odin gli ordina di farsi da parte, mentre Buddha lo provoca scherzando sul fatto che sia venuto in suo aiuto.

Thor risponde che non è lì per aiutare nessuno in particolare.

Aggiunge però una cosa fondamentale:

finché il Ragnarok non sarà finito, questioni di vita e di morte dovranno essere decise soltanto nell’arena.

Thor dichiara che non permetterà a nessuno di calpestare l’orgoglio dei combattenti che hanno già dato tutto su quel campo di battaglia.

Per lui, questa è la forma più alta di rispetto verso i “nemici” caduti, come Lü Bu.

Con queste parole, il dio solitamente taciturno rivela il suo lato più appassionato.

La sua presa di posizione è così chiara e potente da placare lo scontro imminente.

Lü Bu Fengxian

Lü Bu è il primo avversario di Thor nel Ragnarok e diventa il suo rivale ideale.

Entrambi sono nati come esseri “troppo forti” per il mondo, incapaci di trovare sfide all’altezza.

Nel corso del combattimento, passano dal semplice scontro di forza al rispetto reciproco.

Alla fine, Thor arriva a chiamare Lü Bu “amico” e tratta il suo esercito come un’estensione di lui, degna dello stesso onore.

La morte di Lü Bu non è una semplice vittoria per Thor.

È un commiato tra due guerrieri che, per la prima volta, hanno potuto combattere davvero al massimo.

Odin

Odin è il padre di Thor e il signore degli dei nordici.

Di solito non parla direttamente, lasciando che siano i suoi due corvi, Huginn e Muninn, a comunicare.

Quando però Thor entra in scena o sferra un Thor Hammer, Odin si lascia andare e gli incita direttamente.

Questo mostra quanto Thor sia importante anche agli occhi del padre.

Nonostante ciò, Thor mantiene una propria autonomia morale.

Nel momento di tensione con Buddha e Beelzebub, non obbedisce ciecamente al comando di “farsi da parte”, ma afferma il suo codice di onore da guerriero.

Forseti

Forseti è il dio nordico della pace e della giustizia, che in passato fu salvato da Thor dalla minaccia dei giganti.

Da allora, sembra nutrire un vero culto nei confronti del dio del tuono.

Tuttavia, l’ammirazione cieca di Forseti non è necessariamente ben vista da Thor.

Per come viene descritto, la devozione di Forseti rischia di risultare per Thor non solo fastidiosa, ma quasi offensiva rispetto alla sua stessa idea di orgoglio guerriero.

Il fatto che Thor, considerato il più forte tra gli dei nordici, venga schierato già al primo incontro, ha colpito molto i lettori.

Secondo quanto viene spiegato nella storia, gli dei puntavano a una vittoria schiacciante per 7 a 0 e non avevano alcuna intenzione di “risparmiare” le loro carte migliori.

Per questo, molti fan scherzano su quanto Thor sia esageratamente forte rispetto al resto del cast.

Alcuni commenti tipici dei fan includono:

Se Hajun risalisse dall’oltretomba, verrebbe eliminato in un istante da Thor.

Thor potrebbe ribaltare da solo un’alleanza di 1116 dei indiani e tutti gli dei che appoggiano lo sterminio dell’umanità.

Gli dei del “mondo esterno” obbediscono tranquillamente solo perché non vogliono sfidare un Thor che combatte davvero sul serio.

È possibile che Thor abbia sconfitto perfino un essere al livello di Ra-Horakhty in una storia non raccontata.

Alcuni fan scherzano persino che sia stato Thor, in segreto, a catturare il Grande Saggio Uguale al Cielo, la figura simile a Sun Wukong.

Queste esagerazioni, ovviamente non canoniche, mostrano quanto Thor venga percepito come un “mostro di potenza” quasi imbattibile.

Nonostante la sua forza, però, ciò che lo rende amato è il suo rispetto profondo per i veri guerrieri e l’umanità nascosta nel suo cuore di dio del tuono.

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(Ultima modifica: Giovedì 26 Marzo 2026 21:39)

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