Tama Nekonari è un personaggio femminile dell’opera “Le 100 ragazze che ti amano tanto tanto tanto tanto tanto”, una giovane adulta che ha deciso di “smettere di essere umana” per vivere come un gatto, diventando la venticinquesima “ragazza del destino” di Rentarou Aijou.
Nome: Tama Nekonari
Sesso: Femmina (si definisce anche “femmina” in senso felino)
Età: 21 anni
Professione: ex impiegata d’ufficio → disoccupata → “gatta di casa” → lavoratrice part–time in una fabbrica di omogeneizzati per bambini (marchio “Flower Mama”)
Data di nascita: 22 febbraio (probabile riferimento al “giorno del gatto”)
Segno zodiacale: Pesci
Pronomi personali:
Prima persona come “gatta”: “Tama”
Prima persona come umana: “io”
Famiglia/cerchia principale: membro della “famiglia di Rentarou Aijou” (harem principale)
Debutto: episodio 141 (scena del “Bibiin!!”), ingresso ufficiale nella famiglia di Rentarou nell’episodio 142
Aspetto distintivo: indossa sempre orecchie da gatto, guanti a zampa, coda e collare; piccola di statura con seno molto prosperoso (seconda per misura dopo Hahari Hanazono, quando le fidanzate sono 28)
Tama è una ragazza minuta, con un fisico molto formoso, spesso definita una “tranzistor girl” per il forte contrasto tra altezza ridotta e seno enorme.
La sua acconciatura ricorda già di per sé un gatto, cosa che si somma al cosplay felino che porta praticamente sempre.
Nel quotidiano indossa un outfit quasi da costume intero: orecchie da gatto, coda, guanti a forma di zampa e una felpa con cappuccio con su scritto “gatto” sul petto, spesso con cappuccio ornato da orecchie.
Quando invece decide di “comportarsi da umana”, smette di indossare orecchie e coda e si mette una maglietta con scritto “umano”, segnando in modo buffo il passaggio da modalità gatto a modalità persona.
Nonostante il look sia solo un cosplay, il suo comportamento naturale è incredibilmente “felino”: ama oziare, sonnecchiare, accoccolarsi e farsi coccolare, e il suo modo di muoversi e reagire agli altri ricorda spesso quello di un gatto timido ma affettuoso.
Tama si definisce apertamente un gatto e conclude le frasi con un vezzeggiativo in stile “da micia”.
È pigra fino all’estremo per quanto riguarda lo studio e il lavoro, ma sotto quella pigrizia si nasconde un carattere paradossalmente serio e scrupoloso.
Fin dall’infanzia, detestava studiare, lavorare e persino l’idea di impegnarsi per una carriera.
Da adulta, ogni giornata in ufficio le sembrava un inferno personale: non perché la sua azienda fosse particolarmente tossica, ma perché per lei il semplice “dover lavorare” era già insopportabile.
Non ha grandi hobby, e proprio per questo ha finito per idealizzare la vita del gatto: dormire, farsi coccolare e vivere senza responsabilità.
È però anche profondamente empatica e incline al senso di colpa: quando entra nella famiglia di Rentarou Aijou e vede che tutti studiano o lavorano duramente, inizia a provare un forte disagio per il fatto di essere l’unica a “non fare nulla”.
Questa tensione fra desiderio di essere una gatta coccolata e senso del dovere la rende un personaggio tenero ma anche “difficile”, sempre in lotta tra la voglia di abbandonarsi all’ozio e la necessità di sentirsi utile.
Vita da umana e crisi esistenziale
Prima di “diventare un gatto”, Tama era una normale impiegata d’ufficio.
Lavorava in modo corretto e “funzionava” all’interno dell’azienda, ma ogni giorno era una sofferenza costante.
Il suo posto di lavoro non era una fabbrica di sfruttamento, eppure per lei la routine del lavoro d’ufficio era ugualmente una tortura.
Col tempo, ha iniziato a chiedersi seriamente perché stesse lavorando, perché stesse vivendo in quel modo e quale fosse lo scopo di tutto questo sforzo.
Arrivata al limite, ha contemplato l’idea di abbandonare questa vita del tutto.
Poi ha pensato che, ammesso anche che esistesse una “prossima vita”, non c’era alcuna garanzia che sarebbe andata meglio o che sarebbe rinata come un gatto libero e amato.
Da lì, la svolta: se non può sperare con certezza in una vita futura come felino, tanto vale diventare un gatto “in questa vita”.
Tama decide quindi di smettere di lavorare, abbandonare la sua “umanità sociale” e ricostruire la propria esistenza come gatta domestica.
La scelta di diventare un gatto
Una volta lasciato il lavoro, inizia la sua “vita da gatta”: ozio, relax, nessun dovere.
Per un po’ è felice di vivere alla giornata, giocando a essere un animale domestico libero da ogni responsabilità.
Ovviamente, smettendo di lavorare, i soldi finiscono.
I risparmi si esauriscono, l’affitto diventa insostenibile e lei stessa, pur rifiutandosi di tornare al mondo del lavoro tradizionale, si rende conto che non può vivere di sola aria.
A questo punto decide di cercare un “padrone” che la mantenga.
Si infila letteralmente in una scatola di cartone per strada, come un cucciolo abbandonato, aspettando che qualcuno la “raccolga” e la porti a casa.
L’incontro con Rentarou Aijou
In questa situazione surreale la trova Rentarou Aijou, che rimane comprensibilmente senza parole davanti a una ragazza adulta travestita da gatto in una scatola.
Tama e Rentarou si scambiano uno sguardo, e lei sente un vero e proprio “colpo di fulmine”, quasi come se fosse colpita da una scossa emozionale improvvisa.
All’inizio Rentarou è perplesso e reagisce con un misto di shock e ironia, cercando di capire se sta scherzando o è davvero così.
Tuttavia, ascoltando la storia di Tama, la sua sofferenza e il suo rifiuto profondo per il lavoro, la sua impressione cambia radicalmente.
Quando Tama si mostra indecisa se farsi “adottare” da un semplice liceale – consapevole che appoggiarsi completamente a lui sarebbe molto impegnativo – Rentarou le risponde con una sensibilità fuori dal comune.
Lui le spiega che la difficoltà non è uguale per tutti:
ci sono persone che adorano certe cose e altre che ne sono terrorizzate.
Essere costretti a fare ogni giorno qualcosa che per noi è “insopportabile” può realmente spezzare una persona.
Per Rentarou, nel caso di Tama, il lavoro è esattamente questo tipo di tortura.
Le dice che il fatto di essere arrivata al punto di preferire mettere a rischio la propria vita piuttosto che continuare a lavorare in quel modo dimostra che non si tratta di “capriccio” o “pigrizia”, ma di una sofferenza reale.
Le chiede quindi di non colpevolizzarsi e si offre di “raccoglierla” e prendersi cura di lei.
Questo riconoscimento incondizionato della sua natura colpisce Tama nel profondo.
Dalla gatta mantenuta alla lavoratrice part–time
Sentendosi finalmente accettata per quella che è, Tama si commuove.
Paradossalmente, essere amata e accolta così com’è genera in lei il desiderio di fare la sua parte.
Vuole continuare a farsi coccolare e a “fare la gatta”, ma non vuole più vivere sulle spalle degli altri senza contribuire.
Nasce così la decisione di cercare un lavoro part–time, non perché abbia improvvisamente iniziato ad amare il lavoro, ma per poter rimanere accanto a Rentarou Aijou e alla sua famiglia senza sentirsi un peso.
Nonostante la sua natura resti fortemente “allergica” allo sforzo, Tama si impegna nella ricerca di un impiego.
I colloqui vanno male uno dopo l’altro: la sua personalità e la sua onestà brutale sull’odio per il lavoro non aiutano.
Il periodo come “gatta” in casa Hanazono
Grazie alla dolce e iper–mamma Hahari Hanazono, Tama viene temporaneamente accolta come “gatta di casa” nella villa dei Hanazono.
Hahari, che ha una forte tendenza a viziare e proteggere chi le sta a cuore, vede in Tama una gattina da coccolare e nutrire senza limiti.
Questa vita è il paradiso assoluto per Tama: niente lavoro, solo riposo, carezze, cibo e affetto.
Tuttavia, all’interno della famiglia di Rentarou Aijou tutti studiano o lavorano, si impegnano in qualcosa, mentre lei rimane l’unica a non fare nulla.
La sua onestà e il suo carattere, in fondo serio, le impediscono di ignorare questa differenza.
La felicità che prova viene minata da un crescente senso di colpa: davvero merita tutto questo senza dare niente in cambio?
Hahari, osservandola tramite una videocamera per animali domestici, si accorge del conflitto interiore di Tama.
Decide allora di “farsi forza” e, per il bene della ragazza, smette di trattenerla come semplice gatta di casa.
La “abbandona” in modo simbolico, lasciandole però un volantino per un lavoro part–time.
L’intento è chiaro: spingerla a fare un passo avanti e a costruirsi da sola un nuovo equilibrio.
Il lavoro alla fabbrica “Flower Mama”
Tama prende il volantino, supera la propria paura e si presenta a un colloquio nella fabbrica di omogeneizzati per bambini del marchio “Flower Mama”.
Durante il colloquio ammette apertamente di non volere lavorare e di odiare l’idea stessa di faticare.
Allo stesso tempo, però, dichiara che, da quando è entrata nella famiglia di Rentarou Aijou, desidera impegnarsi abbastanza da sentire di meritarne l’affetto.
Vuole restare accanto a loro come parte del gruppo, non come un peso totalmente passivo.
Questa sincerità, unita alla sua determinazione nuova, porta il datore di lavoro ad assumerla.
È anche rivelato che la fabbrica appartiene in realtà all’impero economico di Hahari Hanazono, che veglia così a distanza sugli sforzi di Tama.
Per lei è un grande passo: continua a non amare il lavoro in sé, ma ora ha un motivo concreto per sopportarlo.
Studiare per diventare un gatto
Una volta deciso di vivere come gatta, Tama non si limita a un cosplay superficiale.
Si dedica con rara serietà allo studio del “comportamento felino”, guardando filmati, documentari, leggendo enciclopedie e persino opere di fantasia sui gatti.
Il suo approccio ricorda quello di un attore di metodo o di un monaco che segue una via spirituale.
La sua “strada del gatto” è una forma di ricerca esistenziale: trovare un modo di vivere che non la distrugga, nel quale possa sentirsi autentica e viva.
Si considera “nata da esseri umani” e parla del proprio sangue come “contaminato” rispetto a quello di un vero gatto.
Per questo, pur adorando lo stile di vita felino, sceglie di non mangiare cibo specifico per animali domestici, che secondo lei spetterebbe solo ai “gatti di sangue puro” nati davvero come gatti.
Rapporto con il proprio corpo
Un aspetto curioso del suo personaggio è il rapporto con il proprio seno.
Essendo molto prosperoso, il suo corpo è percepito come poco “felino” dalla stessa Tama, che sogna un fisico più snello e agile.
Arriva a dire che vorrebbe un corpo simile a quello di Karane Inda, che invece soffre di complessi proprio a causa del suo petto piccolo.
Questa affermazione, fatta con ingenuità, viene immediatamente bloccata da Rentarou Aijou, che le raccomanda di non dirlo mai davanti a Karane.
In un’altra scena, mentre vorrebbe semplicemente camminare a fianco di Rentarou Aijou, il peso del seno e la fatica alle spalle la spingono a proporre una soluzione assurda ma coerente con la sua dolcezza: chiede a Rentarou di sorreggerle il petto da dietro con un braccio, tenendola sotto le ascelle, per poter camminare in modo comodo e affettuoso allo stesso tempo.
Questa situazione mette Rentarou in grande imbarazzo, ma mostra quanto Tama cerchi un modo per conciliare il suo corpo, il suo lato romantico e la sua comodità fisica.
Rentarou Aijou
Rentarou Aijou è il suo salvatore, il ragazzo che l’ha scoperta nella scatola di cartone e le ha offerto un posto nella sua vita.
Per Tama, Rentarou è la persona che finalmente ha riconosciuto la sua sofferenza senza giudicarla e le ha concesso il diritto di essere come è.
La sua decisione di tornare a lavorare non nasce da una conversione improvvisa al culto del lavoro, ma dal desiderio di restare con Rentarou e di essere all’altezza del suo affetto.
Lui, da parte sua, prende molto sul serio i problemi di Tama e la difende dall’idea che si tratti solo di “pigrizia”, sottolineando che il dolore è diverso per ogni individuo.
Inoltre, la natura iper–affettuosa di Rentarou – che ama sinceramente tutte le sue fidanzate – si sposa bene con il bisogno di attenzioni e carezze di Tama.
È un rapporto basato tanto sulla comprensione emotiva quanto sul contatto fisico rassicurante.
Hahari Hanazono
Hahari Hanazono è forse la persona più “pericolosamente compatibile” con Tama.
Con la sua tendenza a viziare chiunque le piaccia e a trattarlo come un bambino o, in questo caso, come una gattina, trova in Tama il soggetto perfetto da coccolare.
All’inizio, la accoglie come animale domestico e le costruisce un ambiente ideale per la sua “vita da gatto”.
Tuttavia, quando vede che questa felicità senza sforzi comincia a tormentarla, decide di “abbandonarla” per spingerla a crescere.
In realtà non la lascia mai davvero sola: la fabbrica dove Tama troverà lavoro appartiene proprio alla rete aziendale di Hahari.
Così, Hahari resta una sorta di “mamma–gattara” che, anche a distanza, veglia sul benessere della sua gattina umana.
Karane Inda
Karane Inda diventa per Tama un modello di “fisico ideale da gatto”: snello, agile, con un petto non ingombrante.
Questa scelta non potrebbe essere più ironica, visto che Karane soffre di complessi proprio per il suo seno piccolo.
Il fatto che Tama la prenda come riferimento dimostra quanto il suo pensiero sia completamente centrato sull’immagine del “gatto efficiente”, più leggero e fluido nei movimenti.
Rentarou interviene per evitare disastri sociali, ricordandole esplicitamente di non parlare mai di questo desiderio davanti a Karane.
Meme Kakure
Con Meme Kakure, Tama condivide la passione per i pisolini e i luoghi perfetti in cui dormire.
Vengono descritte come “compagne nella ricerca di posti per il pisolino”, esplorando insieme angoli tranquilli dove appisolarsi.
In un episodio in cui Hahari trasforma temporaneamente alcuni personaggi in bebè, Tama e Meme vengono mostrate che dormono vicine, rafforzando l’immagine di due creature che vivono per il riposo e il comfort.
Nonostante Tama sia più grande d’età, è più piccola di statura di Meme, il che accentua la sua aura di gattina.
Rapporto con la madre
La madre di Tama è preoccupata per lei fin da quando è bambina: la figlia detesta studiare e non mostra alcun entusiasmo per l’idea di lavorare.
Quando Tama la chiama in lacrime per dire che vuole lasciare il lavoro, la madre le risponde con frasi realistiche: nessun lavoro è davvero facile, la fatica è comune a tutti, e non si può vivere per sempre dipendendo dagli altri.
Nonostante queste parole dure, la madre non è insensibile: quando viene a sapere che Tama ha davvero lasciato l’azienda, le offre di aiutarla economicamente o di farla tornare a vivere a casa.
In seguito, quando scopre che la figlia ha trovato un lavoro part–time e che ha amici e una sorta di “famiglia” con cui è felice, si commuove fino alle lacrime.
Per una genitrice che ha sempre visto la figlia rifiutare ogni tipo di impegno, sapere che Tama ha trovato da sola un nuovo lavoro e una comunità in cui riesce a stare è un enorme sollievo.
Questo rapporto mostra come Tama, pur restando una gatta nel cuore, stia comunque crescendo, anche se a modo suo.
Tama è la venticinquesima “ragazza del destino” di Rentarou Aijou, ma è anche la prima a non avere alcun legame diretto o indiretto con il liceo principale della serie.
Non è studentessa, né insegnante, né parente di qualcuno legato alla scuola, né domestica assunta dalle famiglie delle altre ragazze.
Proprio per questo è vista come una “esterna” rispetto al nucleo scolastico che domina la storia.
Il suo accesso all’istituto è possibile solo perché Hahari Hanazono, direttrice della scuola, le concede un permesso speciale, motivato in modo tanto semplice quanto esplicito: Tama è un “gatto” ed è “carina”.
All’interno del mondo della serie, tutte le “ragazze del destino” di Rentarou, se non riescono a mettersi con lui, sono destinate a morire in qualche modo misterioso.
Nel caso di Tama, viene spesso sottolineato che lei è una di quelle che “morirebbe davvero” senza Rentarou, visto che era già arrivata al punto di voler lasciare questa vita prima di incontrarlo.
Il nome “Tama” richiama la tipica denominazione affettuosa dei gatti domestici, mentre il cognome “Nekonari” allude direttamente alla sua aspirazione a “diventare una gatta”.
È un caso in cui “il nome è letteralmente il programma”: una ragazza che vuole trasformarsi in un felino, a tutti gli effetti.
La sua possibile “colore immagine” non è stato dichiarato ufficialmente, ma da un’illustrazione di compleanno si deduce un tono simile al color carne chiaro, una variante di arancione pallido.
Nella sfera dei fan e degli autori, è stata protagonista anche di fanart in cui compare insieme al gatto di casa dell’autore, rafforzando il legame tra lei e il mondo felino anche fuori dalla narrazione.
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