Squala è un cacciatore amatoriale e guardia del corpo della famiglia mafiosa Nostrade nell’universo di Hunter × Hunter, specializzato in abilità di manipolazione tramite i suoi cani e noto per la sua lealtà, ma anche per la tragica morte per mano della Brigata Fantasma.
Squala è un manipolatore che lavora come bodyguard per la famiglia Nostrade, al servizio di Light Nostrade e soprattutto della figlia Neon Nostrade.
È uno dei membri più anziani del gruppo di guardie, secondo solo al caposquadra Dalzollene.
Prima che Kurapika e gli altri vengano assunti, Squala è già da tempo nella squadra di protezione della famiglia.
È un grande amante dei cani, che considera sia compagni di vita sia strumenti fondamentali del suo nen.
Nel manga originale è disegnato con carnagione chiara, perché le tavole sono in bianco e nero e senza indicazioni di colore specifiche.
Nelle versioni animate del 1999 e del 2011 viene invece rappresentato come un uomo dalla pelle scura, scelta che ha consolidato l’immagine di Squala come “personaggio dalla pelle bruna”.
Fisicamente ha un volto dai tratti un po’ latini e un neo ben visibile sulla fronte.
In entrambe le versioni animate ha un aspetto robusto e maturo, in contrasto con altri guardiani più giovani o dal look più elegante.
Squala fa parte della squadra di bodyguard che protegge Neon Nostrade e gestisce varie operazioni per conto della famiglia mafiosa.
Lavorando al fianco di Dalzollene, gode di una certa fiducia e anzianità.
Durante le selezioni delle nuove guardie del corpo, Squala viene incaricato da Dalzollene di valutare i cinque candidati che si presentano al colloquio.
Tuttavia il suo tentativo di scovare eventuali spie viene vanificato dall’abilità di Baise, che lo costringe a confessare con facilità.
Dopo la morte di Dalzollene, alcuni membri lo propongono come nuovo leader delle guardie.
Squala rifiuta il ruolo sostenendo che sarebbe troppo pesante per lui, ma in realtà soprattutto perché non sopporta l’idea di continuare a fare da “baby-sitter” a Neon.
Durante l’arco narrativo di Yorknew City, Squala è assegnato come guardia del corpo incaricata di proteggere Neon Nostrade durante l’asta clandestina nei sotterranei della città.
Si trova quindi direttamente coinvolto negli eventi caotici che ruotano attorno alla Brigata Fantasma e alla raccolta degli occhi scarlatti del clan Kurta.
In una scena dell’anime del 1999, quando Kurapika cattura Uvogin, Squala prende il volante dell’auto per permettere a Kurapika di continuare a tenere prigioniero il nemico senza correre rischi alla guida.
Questa modifica rispetto al manga serve a rendere più credibile e meno pericolosa la situazione.
Squala rimane coinvolto nell’affare dei “occhi scarlatti” del clan Kurta.
Porta con sé uno degli occhi scarlatti ottenuti all’asta, che in realtà è una copia creata dall’abilità del membro della Brigata Fantasma Kortopi.
L’aver con sé l’occhio scarlatto lo rende un bersaglio diretto della Brigata Fantasma.
Squala intuisce il pericolo e cerca di allontanarsi in auto per sfuggire a un possibile attacco, ma resta bloccato nel traffico di Yorknew City.
Uno degli aspetti più umani e teneri del personaggio è la sua relazione con Eliza, la cameriera personale di Neon Nostrade.
Squala e Eliza hanno una relazione seria, non solo un flirt sul posto di lavoro.
Squala progetta di lasciare il mondo criminale e cambiare vita per diventare un “onesto cittadino” accanto a Eliza.
Il suo piano è quello di trovare un altro lavoro, abbandonare le attività della mafia Nostrade e costruirsi un futuro tranquillo.
Il legame con Eliza è anche il suo più grande punto debole.
Quando la Brigata Fantasma scopre questa relazione, la utilizza per minare la sua resistenza psicologica durante l’interrogatorio.
Squala è prudente, diffidente e dotato di un buon “istinto da veterano”, affinato dopo aver superato diverse situazioni pericolose.
Nonostante non sia un Pro Hunter, è consapevole delle sue capacità e dei suoi limiti.
In un momento di forte presagio di sventura, Squala dice una frase che riassume perfettamente la sua sensazione di essere spacciato:
«Io, per quanto non sia un principiante, ho attraversato diversi campi di battaglia. Soltanto chi ha vissuto certi inferni sviluppa un certo istinto. E il mio istinto mi dice questo: morirò qui.»
Questa frase sottolinea la sua lucidità e il fatto che non è un illuso: sa riconoscere quando la situazione è al di là delle sue possibilità.
Nonostante ciò, continua a cercare una via di fuga, soprattutto pensando a Eliza e ai suoi cani.
Tipo di nen
Squala è un utilizzatore di nen di tipo Manipolazione.
La sua specialità è il controllo totale dei propri cani, che può utilizzare per diversi compiti.
Il suo livello non raggiunge quello dei migliori Pro Hunter, e lui stesso rimane sorpreso dall’incredibile forza e dal livello di combattimento dei cacciatori professionisti.
Tuttavia, nel suo ambito – l’uso di cani per sorveglianza, spionaggio e supporto – è decisamente competente.
Manipolazione dei cani
La sua abilità principale può essere descritta come una tecnica di manipolazione dei cani domestici.
In cambio di prendersi cura completamente dei suoi animali – nutrirli, allevarli e mantenerli – Squala ottiene la capacità di controllarli liberamente tramite il nen.
Grazie a questa capacità, può trasformare i suoi cani in sentinelle, spie o supporti logistici.
Può comunicare con loro a distanza, percependo ciò che vedono o individuando tramite loro le informazioni necessarie.
Tra i compiti che affida ai cani ci sono: fare la guardia, seguire qualcuno di nascosto, aprire porte, trasportare carrelli con cibo o oggetti.
Alcuni dei suoi cani sono addestrati persino a individuare veleni tramite l’olfatto, fungendo da “tester” di sicurezza.
Durante la cattura da parte della Brigata Fantasma, Squala sembra sciogliere il contratto di nen con i propri cani per liberarli dal vincolo.
In questo modo, prova a garantire almeno a loro la fuga e la salvezza, sacrificando l’uso della sua abilità.
Squala viene raggiunto da alcuni membri della Brigata Fantasma mentre cerca di fuggire con l’occhio scarlatto in auto.
Il traffico cittadino lo immobilizza, rendendolo un bersaglio facile per il gruppo criminale.
In prima battuta cerca di opporsi, ma la situazione è disperata: di fronte ha combattenti estremamente potenti.
Pakunoda gli spezza il braccio destro e lo piega psicologicamente, rivelando di conoscere Eliza e sfruttando il suo attaccamento emotivo.
Sentendo pronunciare il nome di Eliza, Squala perde la calma e reagisce con rabbia, consapevole che la Brigata potrebbe usare la donna come ostaggio.
Proprio in quel momento di scompenso emotivo, Nobunaga interviene e lo decapita, ponendo fine alla sua vita.
Prima di morire, Squala aveva già dato un ordine ai suoi cani per farli allontanare, liberandoli dal contratto di manipolazione.
La scena sottolinea il contrasto tra la brutalità della Brigata Fantasma e l’umanità di un uomo che pensa ai propri affetti fino all’ultimo istante.
Nel manga, Squala appare in bianco e nero con carnagione non specificata, come molti altri personaggi secondari.
Un confronto interessante è quello con Abengane, che anche nelle tavole in bianco e nero è chiaramente rappresentato con pelle scura tramite tratteggi distintivi.
Nell’anime del 1999, il team di produzione decide di rappresentare Squala come un uomo dalla pelle scura.
Quando arriva la nuova serie del 2011, questa scelta visiva viene mantenuta, fissando nella mente dei fan l’immagine di Squala come personaggio dalla carnagione bruna.
La sua voce cambia tra le due versioni animate, interpretato da doppiatori diversi.
Nonostante sia un personaggio secondario, la sua morte e la sua storia personale restano molto ricordate dai fan per il forte impatto emotivo.
Squala è facilmente riconoscibile per:
– il neo in evidenza sulla fronte;
– il volto dai tratti leggermente latini;
– l’atteggiamento sospettoso ma protettivo;
– la costante presenza dei suoi cani al suo fianco.
È anche uno dei rari personaggi che unisce il mondo mafioso a un forte senso di affetto personale e desiderio di vita normale.
La sua storia con Eliza e il rapporto con i cani lo rendono una figura più “calda” e umana rispetto ad altri membri della famiglia Nostrade.
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