Petra Leyte

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Petra Leyte
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Età: 12-13
Compleanno: 14 Febbraio
Zodiaco: Acquario
Genere: Femmina
Altezza: 140cm
Nome inglese: Petra Leyte
Nome giapponese: ペトラ・レイテ
Nome cinese: 佩特拉·雷蒂
Nome coreano: 페트라 레이테
Debutto del manga: Capitolo 5
Debutto del light novel: Volume 3
amo numero: 1
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Marika Kouno
Marika Kouno
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Re:Zero - Starting Life in Another World
Re:Zero - Starting Life in Another World
Data di rilascio: 04 Aprile 2016

Impostazioni del personaggio

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Petra Leyte è un personaggio dell’opera light novel e anime Re:Zero - Starting Life in Another World, una ragazza del villaggio di Arlam che, dopo una serie di eventi, diventa cameriera apprendista nella magione della famiglia Roswaal e sviluppa sentimenti amorosi per Subaru Natsuki.

Nome: Petra Leyte

Sesso: Femmina

Età: 12 anni

Altezza: 140 cm

Compleanno: 14 febbraio

Doppiatrice (CV): Marika Takano

Petra ha lunghi capelli castani con riflessi rossi, che le danno un’aria vivace e un po’ adulta per la sua età.

È minuta di statura, ma si comporta spesso “da grande”, rifiutando di essere trattata come una bambina.

Vive originariamente nel villaggio di Arlam, vicino alla magione di Roswaal L. Mathers.

Fra i bambini del villaggio era una di quelli più affezionati a Subaru Natsuki, che giocava spesso con loro.

All’inizio Petra è leggermente egoista e centrata su sé stessa, tipico di una ragazzina che vuole crescere in fretta e fare colpo sugli adulti.

Tuttavia, l’incontro con Subaru e il trauma dei disordini causati dalle bestie magiche le fanno capire la gentilezza delle persone attorno a lei, e i suoi lati più capricciosi quasi scompaiono.

È sveglia, impara in fretta ed è molto perspicace.

Questo la porta ad avere un occhio critico, soprattutto verso gli uomini, mostrando talvolta un lato pungente e dal linguaggio tagliente.

Petra odia essere trattata come una bambina e cerca di mostrarsi sempre matura.

Non fa differenze con chi viene discriminato: con Emilia, ad esempio, si comporta in modo spontaneo e affettuoso, senza pregiudizi.

Subaru Natsuki

Subaru è il suo eroe sin dalla vicenda delle bestie magiche che hanno attaccato il villaggio.

Petra prova un chiaro interesse romantico per lui, cosa piuttosto rara nella serie: al momento della sesta parte della storia, è l’unica oltre Rem ad avere un vero sentimento amoroso nei confronti di Subaru.

In sua presenza, però, Petra perde spesso la compostezza che mantiene con gli altri.

Il suo linguaggio e la sua attitudine tornano spontaneamente “da bambina del villaggio”, cosa che porta Subaru a rimproverarla, spesso scherzando o prendendola bonariamente in giro.

Emilia

Petra chiama affettuosamente EmiliaEmilia-neesama” (traducibile come “sorella Emilia”), evidenziando un misto tra rispetto, ammirazione e familiarità.

Nonostante il contesto di discriminazione che circonda Emilia, Petra la tratta fin da subito come una persona qualsiasi, con naturale dolcezza.

Dopo il periodo di evacuazione verso la capitale e il ritorno al villaggio, la magione soffre di carenza di personale.

Petra coglie l’occasione e si propone come cameriera apprendista, in parte per senso di responsabilità, ma soprattutto per restare vicino a Subaru e a Emilia.

Roswaal L. Mathers e la magione

In seguito agli eventi della quarta parte della storia, Petra prova verso Roswaal un misto di odio, diffidenza e prudenza.

Nonostante ciò, Roswaal non sembra affatto infastidito dalla sua ostilità e continua a interagire con lei senza problemi.

Come cameriera apprendista, Petra impara i compiti domestici sotto la guida degli altri membri dello staff.

È molto rapida nell’apprendere, e per questo viene apprezzata dai suoi superiori.

Frederica Baumann e Ram

Petra rispetta molto Frederica Baumann, che considera un modello di eleganza e competenza.

La chiama affettuosamente “sorella Frederica” e cerca di imitare il suo modo di lavorare.

Anche Ram è oggetto del suo rispetto, sebbene in minor misura rispetto a Frederica.

La chiama “sorella Ram” e riconosce che, a dispetto del suo carattere tagliente, è probabilmente la persona che lavora meglio in tutta la magione.

Meili Portroute

Durante gli eventi del nono arco narrativo, Petra e Meili Portroute si trovano coinvolte nello stesso scenario di crisi.

Meili si ritrova a fuggire portando con sé una Petra priva di sensi, cercando di sottrarla allo scontro tra Reinhard van Astrea e la Strega della Gelosia.

Col tempo, fra le due si sviluppa una sorta di legame complicato, fatto di alleanza, sopravvivenza condivisa e fiducia forzata in un contesto estremo.

Per Meili, Petra diventa una presenza da proteggere e seguire, specie quando Petra assume un ruolo strategico decisivo.

Dal villaggio di Arlam alla magione di Roswaal

Da bambina del villaggio di Arlam, Petra sognava inizialmente di trasferirsi nella capitale per lavorare nel settore dell’abbigliamento.

Desiderava diventare una sarta o stilista, attratta dal mondo dei vestiti e della moda.

Dopo la crisi con le bestie magiche e gli eventi che costringono il villaggio all’evacuazione, Petra matura rapidamente.

Al ritorno dalla capitale e vedendo la magione in difficoltà per mancanza di personale, decide di proporsi come cameriera apprendista.

Il motivo più intimo della sua scelta è semplice: vuole rimanere accanto a Subaru.

Si dice che abbia addirittura chiesto personalmente ad altri candidati di farsi da parte, pur di ottenere il posto vicino a lui.

Il suo carattere “piccolo adulto”

Petra è “precoce” nel modo di pensare: vuole mostrarsi maturata prima del tempo.

Detesta essere trattata come un semplice bambino del villaggio e tiene molto alla propria dignità.

La sua intelligenza la porta ad avere un giudizio molto acuto sulle persone.

È in grado di capire rapidamente chi lavora sodo, chi è affidabile e chi invece è ambiguo o pericoloso.

Nonostante ammiri moltissimo Frederica, Petra si rende conto che la persona più efficiente nello svolgere i lavori della magione è in realtà Ram.

Questa capacità di valutare lucidamente gli altri è una delle sue qualità più distintive.

Rapporti con i bambini del villaggio

Petra è molto popolare tra i bambini di Arlam.

Sa come guidarli, giocarci assieme e allo stesso tempo apparire responsabile.

La sua posizione è quasi quella di una “sorella maggiore” per i più piccoli.

Questo ruolo le ha permesso di sviluppare presto capacità organizzative e un certo carisma naturale.

Petra non possiede poteri fisici straordinari ed è, in origine, una semplice ragazza comune.

Tuttavia, la sua vicinanza a Subaru la trascina più volte in giri di morte e rinascita (dal punto di vista di Subaru), rendendo la sua esistenza molto più pericolosa del normale.

Nonostante non sia una maga nata, ha un’innata affinità con la magia del sole (magia di tipo “luce”).

Per questo motivo, Roswaal le insegna personalmente le basi della magia.

Secondo Petra stessa, è ancora ferma ai rudimenti più elementari.

Ma anche questa “semplice” magia le consente, per esempio, di alleviare in maniera percepibile il carico sul corpo di Otto Suwen quando lui abusa della propria Benedizione delle Parole.

Il libro dei morti di Subaru

Nel nono arco narrativo, Petra finisce per diventare una figura chiave a livello quasi cosmico.

A causa dei piani di Aldebaran, Petra viene indotta a leggere il “Libro dei Morti” di Subaru Natsuki, un testo che racchiude il vissuto e le morti di Subaru.

Leggendo questo libro, Petra viene a conoscenza del potere di Subaru, il ritorno dalla morte.

La presa di coscienza di questo segreto provoca una reazione immediata della Strega della Gelosia, che si attiva nel mondo reale.

Reinhard van Astrea, considerato uno degli esseri più forti dell’intera opera, è costretto a concentrarsi sulla minaccia della Strega della Gelosia.

Di conseguenza, Aldebaran può muoversi con maggiore libertà, avendo nel frattempo sigillato Subaru e Beatrice con una tecnica proibita, e persino alleato il Drago Divino Volcanica.

La nascita della “strega della malinconia”

La lettura del Libro dei Morti ha un altro effetto devastante su Petra.

Dentro la sua mente si forma una sorta di “Subaru fittizio”, un’immagine interna costruita dai ricordi presi dal libro.

Con questo Subaru interiore e la sua determinazione, Petra riesce a sfuggire alla Strega della Gelosia e a raggiungere Crusch… ma in realtà si dirige verso un altro grande giocatore dell’ombra, il misterioso Crind (un individuo legato a poteri speciali e a una facoltà di manipolare possibilità ed eventi).

Qui Petra decide di spingere Crind a cooperare, facendo di tutto per ottenere il suo aiuto e il suo potere.

Crind rivela che il suo potere funziona consumando “possibilità”: ciò che potrebbe accadere nel mondo viene usato come prezzo per attivare l’effetto.

Questa forma di potere è legata al Fattore Stregonesco della “Malinconia”, di cui Crind è portatore.

Attraverso una serie di eventi e scelte durissime, Petra finisce per ereditare in sé il Fattore della Strega della Malinconia.

Diventa così, a tutti gli effetti, la nuova “Strega della Malinconia”, assumendo un ruolo di “game maker” che controlla e dirige il campo di battaglia tramite il potere delle possibilità.

Il costo del potere: le possibilità sacrificate

Per usare al massimo l’abilità chiamata “Compressione”, che le consente di manipolare in modo estremo la realtà e il tempo, Petra deve pagare un prezzo terrificante.

Il potere della Malinconia richiede che ogni utilizzo consumi una possibilità concreta legata alla sua vita e al suo futuro.

Tra i prezzi che Petra offre come sacrificio ci sono, ad esempio:

Non bere mai alcolici.

Non scrivere mai lettere.

Non abbracciare mai un peluche.

Non usare mai ago e filo.

Non cantare mai canzoni.

Non giocare più con i bambini.

Non visitare mai i propri luoghi dei ricordi.

Non raccogliere mai fiori belli.

Non mangiare mai i propri cibi preferiti.

Non tornare mai al villaggio natale.

E ancora:

Non piangere in pubblico.

Non asciugare mai le lacrime di qualcuno.

Non raccontare mai storie del passato.

Non usare più vezzeggiativi per chiamare le persone.

Non invitare mai qualcuno a casa propria.

Non assistere mai agli ultimi momenti di nessuno.

Non stringere mai la mano di qualcuno.

Non desiderare mai la riconciliazione con qualcuno.

Non mostrare mai la propria debolezza a nessuno.

Non guardare mai l’alba insieme a qualcuno.

E ancora, fra i tanti vincoli:

Non avere preferenze di “mi piace/non mi piace”.

Non piangere mai per qualcun altro.

Non esprimere più desideri alle stelle.

Non fissare appuntamenti.

Non camminare mai al tramonto accanto a qualcuno.

Non calpestare mai l’ombra di chi cammina al suo fianco.

Non rattristarsi mai per una separazione.

Non parlare mai dei propri sogni futuri.

Non partecipare mai a celebrazioni.

Non fare mai regali.

Non salutare mai con un cenno della mano.

Non pregare mai prima di dormire.

E ancora:

Non confortare mai le ferite di qualcuno.

Non gioire mai di un cielo sereno.

Non lamentarsi mai di un cielo piovoso.

Non alzare mai lo sguardo verso l’arcobaleno.

Non apprezzare mai il silenzio.

Non violare mai una promessa importante.

Non desiderare mai la gentilezza di qualcuno.

Non salutare mai qualcuno alla partenza per un viaggio.

Non accettare mai la carità di nessuno.

Non raccontare mai i propri fallimenti.

Non lasciare mai che qualcuno le pettini o le leghi i capelli.

Non desiderare mai la buona fortuna.

Ognuna di queste possibilità viene offerta come prezzo, diventando un “divieto” assoluto nella sua vita.

In questo modo, Petra svuota progressivamente se stessa di esperienza e potenziale emotivo, pur di ottenere abbastanza potere per cambiare la situazione.

Il vortice di cicli e la mente in frantumi

Con il potere di “Compressione” e le macchinazioni di Aldebaran, Petra viene intrappolata in una spirale di cicli temporali.

In una delle battaglie decisive, Aldebaran usa un potere di “dominio di campo” che inverte ruoli di aggressore e vittima, e praticamente tutti i compagni di Petra – compresi i membri del gruppo di Felt, il cosiddetto “Aldebasters” – vengono annientati in un istante, tranne lei.

Petra è costretta a ripetere la stessa manciata di secondi migliaia e migliaia di volte.

Prova innumerevoli strategie e varianti, solo per scoprire che ogni tentativo è vano.

A forza di ripetere i cicli, la mente di Petra inizia a cedere.

Arriva persino a dimenticare i nomi delle persone a lei care, tanto sono numerose le iterazioni che ha vissuto.

Eppure, nonostante tutto, c’è qualcosa che non riesce a perdere:

non può smettere di ricordare chi ama, non può smettere di volere salvarli, non può neanche concedersi il lusso di arrendersi.

A un certo punto, Petra afferma che non è più in grado di arrendersi, di pentirsi o di piangere per la frustrazione, e che non può dimenticare le persone che ama.

In quel momento dichiara, con piena consapevolezza, di aver scelto di diventare una “strega”.

La strega della Malinconia contro Aldebaran

Quando Aldebaran si rende conto che è impossibile spezzare lo spirito di Petra, accetta di far ripartire un ultimo ciclo.

In questo modo, Petra riesce finalmente a uscire dal suo inferno di ripetizioni.

Questa volta non è sola: rivela l’esistenza del “nemico naturale” di Aldebaran, qualcuno che può contrapporsi direttamente ai suoi poteri.

Insieme a questo alleato, Petra sfrutta tutte le sue risorse mentali e fisiche per mettere alle strette Aldebaran.

Durante lo scontro finale, Petra utilizza il proprio legame con Lye Batenkaitos (colui che incarna l’avidità del Mangianomi, qui indicato come “Violenza” che divora nomi e ricordi) come ultima risorsa.

Fa consumare il proprio nome stesso, cancellandolo dalla memoria del mondo, in modo che la Strega della Gelosia – legata al segreto di Subaru – perda il suo appiglio e svanisca, permettendo a Reinhard van Astrea di tornare.

Grazie a Reinhard, Subaru viene infine salvato dalla prigione in cui era stato sigillato.

Petra, però, ha pagato un prezzo enorme, consumando la possibilità di diventare un giorno la moglie di Subaru come sacrificio per il proprio potere.

Il messaggio alla sé del “futuro alternativo”

Il vero obiettivo di Petra, come Strega della Malinconia, è riportare Subaru al suo potere di “ritorno dalla morte”.

Vuole che lui possa ancora una volta “resettare” tutto, cancellando il dolore che lei e gli altri hanno dovuto sopportare.

Nel suo ultimo gesto, Petra invia una sorta di “incoraggiamento” alla sé di una linea temporale in cui non diventerà Strega.

Affida alla sua versione “normale” il desiderio di lottare per la propria felicità e per la possibilità di stare accanto a Subaru.

Rinuncia alla possibilità di diventare la sposa di Subaru come prezzo per il potere della Malinconia.

Al tempo stesso, però, manda un augurio tenero e testardo alla Petra che potrebbe ancora vivere una vita “umana”: che sappia afferrare quella possibilità.

Quando Subaru, dopo essere stato salvato, promette con decisione che un giorno riuscirà a salvare anche lei, qualunque cosa significhi e qualunque prezzo richieda, Petra gli sorride soddisfatta.

E in un mondo dove lei non è diventata Strega della Malinconia, quella stessa ragazza, ancora cameriera apprendista, rivendica con affetto: “Questo sì che è il mio Subaru”.

«Le ragazze di altri mondi devono sapersi creare da sole i miracoli, altrimenti non sopravvivono.»

«Sapevo già che avevo la possibilità di cambiare il mondo.»

«Io ormai non posso più arrendermi, non posso pentirmi, non posso piangere per quanto mi senta male… e non posso dimenticare le persone che amo. È questo che significa essere una strega.»

«Forza, io del futuro. Se afferrerai o no la tua occasione, dipende solo da quanto ci metterai impegno.»

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(Ultima modifica: Giovedì 14 Maggio 2026 22:53)

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