Noppera-bo è un detenuto condannato a morte recluso nella “Venticattresima Cella” della prigione di Abashiri, figura chiave nella vicenda del grande tesoro d’oro al centro della serie Golden Kamuy.
Il suo vero nome è sconosciuto e la sua identità è strettamente legata al mistero del tesoro nascosto e al passato di Asirpa.
Noppera-bo deve il suo soprannome all’aspetto totalmente innaturale del suo volto.
La pelle dell’intera testa è stata strappata o manca, e il personaggio è privo di orecchie e naso, rendendo il viso liscio e inquietante.
Questa deformazione lo rende immediatamente riconoscibile e contribuisce alla sua aura di leggenda all’interno e all’esterno della prigione di Abashiri.
La sua presenza è al tempo stesso terrificante e magnetica per chiunque entri in contatto con lui.
Noppera-bo è accusato di aver ucciso sette persone appartenenti al popolo indigeno Ainu.
Avrebbe assassinato questi Ainu per impossessarsi dell’oro che essi avevano accumulato in segreto come fondo di guerra per resistere ai giapponesi.
Dopo la strage, Noppera-bo avrebbe portato via l’oro, lo avrebbe nascosto in un luogo segreto e, in seguito, sarebbe stato arrestato dalla polizia presso il lago Shikotsu.
Dopo la cattura, viene trasferito e rinchiuso nella prigione di Abashiri, dove diventa il fulcro di un complesso piano legato al tesoro.
Secondo quanto racconta, il quantitativo d’oro sottratto è immenso.
Alla maggior parte dei detenuti egli parla di un certo ammontare, ma solo a Toshizō Hijikata rivela che il vero tesoro è mille volte superiore a quello dichiarato agli altri.
Una volta recluso ad Abashiri, le guardie cercano in ogni modo di strappargli il segreto del nascondiglio dell’oro.
Per costringerlo a parlare, un secondino gli recide il tendine di una gamba, privandolo di gran parte della libertà di movimento.
Questa mutilazione fisica limita Noppera-bo, ma lo spinge anche a elaborare un piano complesso per trasmettere il segreto ai suoi complici all’esterno della prigione.
Invece di cedere alle torture, sfrutta il tempo e i compagni di cella per costruire un grande enigma.
Per comunicare il nascondiglio del tesoro ai complici liberi, Noppera-bo decide di trasformare i corpi dei detenuti in un codice vivente.
Ai prigionieri della stessa cella fa tatuare sulla pelle una serie di disegni che, messi insieme, costituiscono una mappa o un criptogramma del tesoro.
Promette ai detenuti che “chi riuscirà a evadere riceverà metà del tesoro”.
Questa promessa alimenta una catena di evasioni, tradimenti e inseguimenti, spingendo molti a rischiare tutto pur di fuggire con la propria porzione di tatuaggio.
In realtà, i tatuaggi non sono comprensibili singolarmente.
Sono stati deliberatamente suddivisi: solo scuoiando i portatori e ricomponendo tutte le pelli tatuate è possibile ricostruire il codice completo.
Ciò significa che, per natura del piano, ogni evaso tatuato è destinato a trasformarsi in “pelle tatuata” e, prima o poi, a essere ucciso da qualcuno che vuole raccogliere tutti i frammenti della mappa.
Noppera-bo, quindi, costruisce un sistema crudele in cui i detenuti con tatuaggi non sono complici, ma pedine sacrificabili.
Toshizō Hijikata condivide con Noppera-bo l’obiettivo di impossessarsi del tesoro d’oro.
Per questo, tra i due nasce una sorta di alleanza fondata su interessi convergenti più che su fiducia personale.
Solo a Hijikata Noppera-bo rivela la reale entità dell’oro: ventimila kan (circa settantacinque tonnellate).
In termini moderni, si tratterebbe di un valore intorno agli ottomila miliardi di yen nel 2015, una cifra gigantesca.
Hijikata, analizzando le rotte di fuga seguite dopo la rapina dell’oro, conclude che Noppera-bo e i suoi compagni erano con ogni probabilità partigiani dell’Estremo Oriente russo.
Questo dettaglio suggerisce legami internazionali e una dimensione politico-rivoluzionaria oltre la semplice rapina.
Noppera-bo afferma di aver affidato il tesoro a una persona chiamata “Asuko Kobato di Otaru”.
Questo nome si rivela un alias che punta in realtà verso Asirpa, la giovane Ainu protagonista della serie.
Kiroranke, che conosce bene il passato di Asirpa, racconta alla compagnia di Saichi Sugimoto che, a suo avviso, il vero volto di Noppera-bo è quello del padre biologico di Asirpa, Wilk.
Questa rivelazione aggiunge un forte coinvolgimento emotivo: il presunto assassino degli Ainu e ladro dell’oro sarebbe al tempo stesso anche il padre della ragazza.
Per verificare la veridicità di questa ipotesi, il gruppo guidato da Sugimoto decide di dirigersi verso la prigione di Abashiri.
Il viaggio non è solo una corsa al tesoro, ma anche una ricerca della verità sulle origini di Asirpa e sul passato di Wilk.
Inkarmat, abile indovina, consulta ripetutamente i presagi riguardo alla vera identità di Noppera-bo.
All’inizio, i suoi responsi indicano chiaramente che Noppera-bo non sarebbe Wilk.
Tuttavia, man mano che il gruppo si avvicina ad Abashiri, i risultati delle divinazioni cambiano gradualmente.
Alla fine, la probabilità che Noppera-bo sia effettivamente Wilk si stabilizza su un incerto cinquanta per cento.
Questa ambiguità crea una forte tensione narrativa.
Asirpa e i suoi compagni viaggiano tra speranze e timori, senza sapere se troveranno un padre o un mostro.
Il direttore della prigione di Abashiri, interessato a controllare Noppera-bo e a eliminare chiunque possa intralciare i suoi piani, arriva a preparare persino un falso Noppera-bo come esca.
Questo sosia serve per confondere eventuali assalitori e per proteggere, almeno temporaneamente, la vera “risorsa” che rappresenta il detenuto.
Il vero Noppera-bo, nascosto e sorvegliato, è considerato dalla direzione della prigione un elemento troppo prezioso per essere abbandonato.
Il suo sapere sull’oro lo rende un prigioniero unico, oggetto di complotti da ogni parte: militari, ex samurai, criminali e forze occulte.
Durante l’assalto alla prigione di Abashiri, vari gruppi con interessi diversi convergono sul luogo in cerca di Noppera-bo e del segreto del tesoro.
Nel caos dello scontro, la vera identità del detenuto viene finalmente chiarita: Noppera-bo è realmente Wilk, il padre di Asirpa.
La rivelazione, però, arriva troppo tardi per qualsiasi riconciliazione.
Noppera-bo/Wilk viene colpito da proiettili alla testa e in altre parti vitali durante l’attacco e muore.
Il suo cadavere viene quindi recuperato dalla Settima Divisione dell’esercito, insieme a Saichi Sugimoto gravemente ferito e a Inkarmat, anch’essa ferita.
Con la morte di Noppera-bo, molti segreti sul tesoro restano parzialmente in ombra, e il peso dell’eredità di Wilk ricade interamente su Asirpa e sui sopravvissuti.
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