Midori Makibaō è il protagonista della serie, un cavallo unico sia nell’aspetto che nel carattere. Nato con sangue puro di purosangue ma con un aspetto bizzarro che lo fa sembrare più simile a un maiale e un ippopotamo che a un cavallo tradizionale, viene subito sottovalutato per la sua stranezza fisica. Nonostante ciò, grazie alla sua determinazione, al cuore robusto e a una forza eccezionale, riesce a superare pregiudizi e ostacoli, affermandosi come uno dei cavalli da corsa più forti e tenaci. Amato per la sua ingenuità e simpatia, affronta corse leggendarie e rivali temibili, regalando ai fan momenti emozionanti e memorabili.
Midori Makibaō, conosciuto anche come "la bestia bianca" o "il miracolo bianco", è un cavallo con un aspetto singolare:
sebbene sia un autentico purosangue, il suo corpo ricorda quello di un maiale con una testa da ippopotamo e dimensioni simili a un grosso cane.
Ha la pelliccia completamente bianca.
Midori Makibaō ha un carattere molto rilassato e spensierato, ma tende facilmente a lasciarsi trasportare dall’entusiasmo.
All’inizio della sua vita è timoroso e dipendente dalla madre, ma crescendo sviluppa una grande determinazione e resilienza.
Usa spesso espressioni curiose come "n-aa" e "…è un problema...", che riflettono la sua ingenua dolcezza.
Ama molto le mele e mostra spesso gesti umani buffi, come sedersi sulle sedie o salire su mezzi di trasporto.
Nato il 4 aprile 1993 presso il Midori Farm nella zona di Mukawa, Hokkaidō.
Padre: Tamaakin, campione dell’Arc de Triomphe.
Madre: Midoriko, vincitrice dell'Oka Sho.
Proprietario: Genjiro Obu
Allenatore: Masatora Obu (Centro di Allenamento di Miho)
Jockey principale: Kansuke Yamamoto
Midori Makibaō si distingue per i suoi scatti incredibili e la resistenza fuori dal comune.
Tra le sue tecniche speciali c’è il "Mustang Special", mosso da entrambi gli arti anteriori con grande potenza.
Utilizza anche la strategia "Picchio", in cui il suo fantino aiuta la sua corsa alzandogli la testa.
Sfrutta soprattutto la rimonta nel rettilineo finale, ma talvolta vince anche in fuga.
Nonostante il cuore grande e potente, rischia aritmie per la pressione sugli organi.
Anche le sue zampe grandi possono scivolare in caso di pista fangosa.
È figlio di Tamaakin e Midoriko.
Genjiro Obu, il proprietario, e Masatora Obu, l’allenatore, giocano ruoli fondamentali nel suo destino.
Chūbei, il topo, è la sua guida e amico fidato.
Ha una rivalità storica con Cascade e forti legami con Kansuke Yamamoto, il suo fidato fantino.
Amicizie e rivalità caratterizzano i suoi rapporti con altri cavalli come Ancalgia, Nitronics e Amago Wakuchin.
Il suo vero nome, all’anagrafe, era "Unkotarezo" (letteralmente “fa la pupù ovunque”), dato dopo una disavventura con dei cani selvatici.
È stato scelto come mascotte per il sito Odds Park e per eventi collegati agli sport ippici giapponesi.
Nel libro "Makibao Daihonmei BOOK", l’autore Tsurumaru lo paragona a Tamamo Cross.
Nel 2021, appare in illustrazioni collaborative con Tamamo Cross sulla rivista Young Jump.
- "n-aa"
- "...è un problema… finire sconfitto per sempre… Non scherziamo!!!"
Nascita e infanzia
Midori Makibaō nasce il 4 aprile 1993 presso il Midori Farm a Mukawa, Hokkaidō, da Tamaakin (vincitore dell’Arc) e Midoriko (campionessa Oka Sho).
Nonostante la sua eccellente genealogia, il suo aspetto insolito porta il proprietario Genjiro Obu a pensare di macellarlo per carne.
Quando la madre viene persa a causa di debiti, Makibaō, ancora cucciolo senza nome, si mette in viaggio attraverso la foresta per ritrovarla.
Viene salvato dall'attacco di cani selvatici dal topo Chūbei, che decide di soprannominarlo "Unkotarezo".
Spinto dal desiderio di diventare un grande cavallo da corsa per rivedere la madre, torna al Midori Farm e grazie all’intervento di Masatora Obu, viene risparmiato dal macello.
Viene infine battezzato "Midori Makibaō" dopo aver dato prova della sua volontà e grazie al desiderio di Genjiro di farne il re del Midori Farm.
Rivalità e debutto nelle corse
All’inizio affronta gravi difficoltà: per via della sua taglia ridotta, trovare un fantino adatto è problematico.
Alla fine il giovane Kansuke Yamamoto, segnato da un trauma col passato, decide di gareggiare con lui e ritrova la fiducia grazie a Makibaō.
Makibaō debutta vincendo la sua prima corsa nonostante azioni scorrette degli avversari.
Dimostra presto la sua forza anche sulle piste pesanti e infangate, rifinendo tecniche specifiche per superare le difficoltà come la scivolosità delle zampe.
Colleziona vittorie nei primi GIII e GII, acquistando popolarità e credibilità.
Gli scontri con i rivali principali
Si scontra subito con Cascade, la sua nemesi: nella prima lotta ufficiale perde, ma ciò rafforza la sua determinazione.
Nel G1 Asahi Hai dei 3 anni si trova ad affrontare i due grandi rivali: Cascade e Amago Wakuchin.
Nonostante una gara epica, si piazza terzo a causa di un cambiamento di ritmo di Cascade.
Il percorso verso la gloria
Nell’anno successivo, Makibaō affronta la Spring Stakes, il Satsuki Sho (Derby della primavera) e il Kikka Sho, lottando contro rivali sempre più forti e superando incidenti, infortuni e anche lutti.
Nel Satsuki Sho, dopo essersi trovato quasi vincitore in uno scontro epico con Cascade, perde per un soffio.
Nel Derby giapponese, grazie anche al sostegno di Chūbei e della squadra, ottiene un risultato storico pareggiando la vittoria con Cascade dopo un incredibile salto finale al fotofinish.
Una forte crisi lo colpisce alla morte di Chūbei, ma trova la forza di risorgere e conquista la Japan Cup (Kikka Sho) e infine l’Arima Kinen, dove finalmente sconfigge Cascade e si incorona migliore del Giappone.
Il sogno e la caduta internazionale
Dopo l’Arima Kinen, Makibaō mantiene la promessa fatta a Cascade e partecipa alla Dubai World Cup.
Durante una feroce battaglia contro Jerusalem, subisce una gravissima frattura delle zampe anteriori rischiando l’eutanasia.
Si salva grazie a un delicato intervento chirurgico, ma la gloria sembra ormai un lontano ricordo.
Il ritorno, la fine e l’eredità
Partecipa quindi a corse minori locali sulle piste in terra battuta, dove viene considerato un cavallo ormai "finito".
Sorprende tutti tornando nella prima Japan Championship contro forti avversari, inclusi vecchi rivali e il fratello Blitz, dimostrando coraggio e spirito di sfida fino all’ultimo.
Nella serie sequel "Taiyō no Makibaō", si racconta che, dopo aver lavorato come cavallo da corsa e allenatore a Dubai, si ritira definitivamente in Mongolia.
Altre informazioni sulle corse
Ha vinto tutte le sue corse di rilievo (G1) su distanze classiche di circa 2.400 metri, contrariamente alle aspettative dovute alla sua piccola taglia.
La sua forza deriva anche dal cuore particolarmente grande per la piccola statura, caratteristica che gli causa anche fragilità fisica.
Il suo stile di corsa è principalmente da "inseguitore", ma non disdegna la fuga quando necessario.
Nel 2014, Makibaō è stato scelto come mascotte del sito Odds Park, comparendo in spot televisivi e eventi ippici in tutto il Giappone.
Esiste un cavallo nella realtà chiamato "Midori Makibaō", nato nel 1994, che ha gareggiato nelle corse regionali ottenendo 8 vittorie su 29 corse.
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