Guen è un eunuco di mezza età, piccolo e un po’ tarchiato, unico medico ufficiale dell’harem del regno di Li, celebre per i suoi baffi da “pesce dojo” e per le sue modeste capacità mediche.
Guen è un eunuco-medico che lavora nell’harem imperiale di Li, incaricato di occuparsi della salute delle concubine di alto e medio rango e delle altre donne che vivono nel gineceo.
Nonostante occupi una posizione formalmente importante, la sua competenza medica è notoriamente bassa e spesso viene considerato un simbolo dei difetti strutturali della corte interna.
È l’unico medico ufficiale assegnato all’harem, motivo per cui è comunemente chiamato semplicemente “medico di corte” o “medico signore”.
Il suo vero nome è raramente usato: tra i pochi che lo chiamano per nome spicca Luomen, medico molto più capace di lui.
Guen è descritto come un uomo basso, un po’ grassottello, con baffi spessi simili a quelli di un pesce di stagno.
Il fatto che, pur essendo eunuco, sfoggi baffi così evidenti è in parte anomalo, poiché di solito in chi è stato castrato la barba fatica a crescere.
Per ordine superiore, in un secondo momento gli viene imposto di radersi i baffi, così da poter servire come controfigura di un’altra persona.
Questa rasatura cambia la sua immagine, ma non il suo carattere di fondo: bonario, impressionabile e più incline alla pigrizia che allo zelo.
Di natura è un tipo di buon cuore, facilmente intimidito dalle situazioni difficili e dalle figure forti del palazzo.
È molto lontano dall’essere autoritario: anche con persone di rango molto più basso, come la serva Maomao, non si atteggia mai a superiore e non alza la voce.
All’inizio si mostra ostile verso Maomao, perché vede in lei una minaccia al suo “territorio” di lavoro.
Una volta riconosciuta l’enorme competenza della ragazza in farmacologia, cambia atteggiamento in fretta e si rende conto che lasciare a lei i casi complicati lo fa lavorare meno e ottenere risultati migliori.
Da allora tratta Maomao e la cameriera Xiaolan in modo affettuoso, chiamandole “ragazzine”, offrendo loro tè e dolci quando le incontra in infermeria.
Questo atteggiamento gli fa guadagnare un rapporto tutto sommato amichevole con loro, anche se Maomao lo definisce mentalmente un “medico incapace”.
Come medico, Guen è oggettivamente scarso.
Ha paura dei cadaveri, non sa eseguire un esame post mortem e, quando una dama dell’harem viene trovata annegata nel fossato, delega l’intera autopsia a Maomao per timore di avvicinarsi al corpo.
La sua ignoranza emerge anche in campo tossicologico.
Non sa che il piombo è nocivo per l’organismo umano e non è in grado di gestire correttamente le scorte di medicinali, cosa per cui Maomao deve spesso intervenire a sistemare l’armadietto dei farmaci.
All’interno dell’harem la sua reputazione professionale è pessima, e quasi nessuno ripone vera fiducia nelle sue cure.
Questo porta, nel tempo, a una situazione paradossale: nel gineceo, dopo la cacciata di Luomen, l’assenza di un medico competente spinge le ex dame del Sovrano precedente a formare una specie di clinica interna autogestita.
Nonostante tutte queste mancanze, Guen non è un personaggio malvagio o opportunista.
È più che altro l’incarnazione di un sistema storto: una figura messa in un ruolo essenziale senza avere la formazione adeguata, per ragioni di politica di corte e di convenienza.
Con Maomao, Guen passa dall’ostilità alla dipendenza benevola.
All’inizio la teme come una intrusa che mette mano al suo spazio di lavoro, ma finisce per capire che la ragazza risolve problemi che lui non saprebbe nemmeno inquadrare.
In pratica, lascia sempre più spesso a Maomao le diagnosi difficili, le indagini su veleni e morti sospette.
In cambio le offre un luogo relativamente sicuro dove lavorare, del tè caldo, qualche dolce, e una copertura ufficiale quando c’è bisogno di giustificare le sue presenze in infermeria.
Maomao, dal canto suo, lo considera un “ciarlatano” e un “medico da poco”, ma ne sfrutta volentieri l’inerzia e la buona disposizione.
Un esempio di questa complicità è quando i due condividono dei funghi costosi, fungendo da “complici” di un piccolo segreto gastronomico all’interno dell’harem.
Quando Gaoshun conduce Maomao nella sua infermeria per la prima volta, Guen reagisce con sospetto e risentimento.
Col tempo tuttavia, la presenza di Maomao e le visite di personaggi importanti lo pongono al centro di dinamiche di corte a cui lui stesso non saprebbe mai arrivare da solo.
Di fronte alla bellezza androgina di Jinshi, Guen non fa eccezione rispetto a molti altri uomini e donne dell’harem.
Si mostra affascinato fino al ridicolo, con reazioni quasi da fanciulla innamorata ogni volta che l’alto funzionario imperiale si presenta in infermeria; cosa che contrasta in modo comico con l’atteggiamento infastidito di Maomao.
Con Luomen, medico molto più capace richiamato in seguito nell’harem, Guen si trova tecnicamente in posizione di superiore.
Tuttavia è evidente che Luomen è più competente, e Guen stesso lo riconosce e lo ammira, mostrando nei suoi confronti un rispetto sincero e privo di gelosia.
Dopo l’allontanamento di Luomen dall’harem, il gineceo rimane praticamente senza un vero medico.
Le dame che un tempo furono concubine del Sovrano precedente e che non possono più lasciare la corte per ragioni d’onore e di sicurezza iniziano a studiare medicina e a gestire una sorta di struttura sanitaria interna.
Queste donne, ormai anziane, sono molto capaci e Maomao stessa le giudica decisamente più competenti di Guen.
Per questo suggerisce a Jinshi di riconoscere ufficialmente la loro “clinica” come vero reparto medico dell’harem, ma Jinshi, vincolato da questioni politiche e morali, rifiuta dicendo che non è possibile.
Sotto il controllo dell’Imperatrice vedova Anshi viene istituito un sistema per introdurre nuovi medici eunuchi nell’harem.
Tuttavia, le donne dell’anziana clinica, che hanno sofferto e si sono formate in quegli spazi, guardano con grande ostilità questi nuovi arrivati.
La loro resistenza è tanto forte che alla fine solo uno dei candidati, un eunuco di nome Yuyuan, riesce a superare con successo l’esame scritto iniziale.
Nonostante ciò, durante la formazione pratica, già nella fase di dissezione animale emerge che non possiede l’attitudine necessaria, e perfino lui viene esonerato dal proseguire le esercitazioni.
Di fatto il progetto dei medici eunuchi naufraga, e Guen rimane un’anomalia: un medico ufficiale nominale, circondato da donne molto più competenti che però non possono essere riconosciute formalmente come medici di corte.
In questo contesto, la figura di Guen appare ancora di più come un prodotto delle contraddizioni interne dell’harem.
Nell’harem esiste un secondo reparto medico, separato e composto quasi esclusivamente da donne anziane.
Queste sono ex concubine del Sovrano precedente che, essendo state una volta “toccate” da lui, non possono semplicemente lasciare la corte e rifarsi una vita altrove.
Per evitare che restino in un limbo senza ruolo, l’Imperatrice vedova Anshi decide di riunirle e darle un compito utile, fondando per loro un reparto medico alternativo.
Lì, attraverso l’esperienza e l’autoformazione, queste donne diventano in pratica delle mediche pragmatiche, dedite alla cura delle altre dame dell’harem.
Maomao valuta apertamente che il reparto di queste donne è più valido dal punto di vista medico rispetto a quello ufficiale di Guen.
Suggerisce quindi di far diventare quell’unità il vero centro sanitario dell’harem, ma le regole politiche e la delicatezza del loro status impediscono di formalizzare una tale riforma.
Guen si trova così, senza volerlo, a essere il volto ufficiale di un sistema che tutti sanno essere inefficiente.
La presenza del reparto femminile parallelo mette in luce il contrasto tra la forma e la sostanza dei servizi medici nel gineceo.
Guen proviene da un villaggio la cui industria principale è la produzione di carta.
La comunità è talmente rinomata che il villaggio fornisce carta alla corte imperiale e la esporta anche in altri paesi, detenendo a lungo il prestigioso titolo di fornitore ufficiale del palazzo.
Durante il regno del Sovrano precedente, il villaggio vive però una grave crisi.
Pur non avendo modificato né i materiali né i metodi di produzione, la qualità della carta comincia misteriosamente a peggiorare, al punto da mettere in pericolo il titolo di “fornitore della corte”.
La famiglia di Guen e gli altri artigiani non riescono a comprendere la causa di questo declino qualitativo.
Solo grazie a Maomao, che fornisce un indizio decisivo, il problema viene individuato e le tecniche vengono corrette, permettendo al villaggio di recuperare il proprio prestigio e salvare l’economia locale.
Dato che è figlio di un importante produttore di carta, Guen è abituato a considerare la carta un bene quasi illimitato.
Per questo, anche nell’infermeria dell’harem, è noto per usare la carta in abbondanza e senza troppi riguardi, sia per appunti, sia per impacchi o prove mediche.
Nella famiglia di Guen, oltre a lui, ci sono almeno due sorelle.
Una di queste è entrata a servizio nell’harem come dama, con l’obiettivo di guadagnare denaro e aiutare economicamente il villaggio e la famiglia.
A un certo punto i contatti con la sorella maggiore si interrompono, creando grande ansia in famiglia.
La sorella più giovane, vedendo la situazione, propone di seguirne le orme e di presentarsi anche lei come dama di corte per aiutare economicamente i familiari.
Guen decide allora di impedire alla sorella minore di entrare nel gineceo come dama, consapevole dei rischi e delle incertezze che quella vita comporta.
Valuta che, per il bene del villaggio e della propria famiglia, sia meglio sacrificare se stesso.
Sapendo che un
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