Yoritō Toki

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Yoritō Toki
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Genere: Maschio
Nome inglese: Yoritō Toki
Nome giapponese: 土岐頼遠(とき よりとお)
Nome cinese: 土岐赖远
Nome coreano: 토키 요리토오
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The Elusive Samurai
The Elusive Samurai
Data di rilascio: 06 Luglio 2024

Impostazioni del personaggio

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Yoritō Toki è un gigantesco daimyo di Mino, famoso per la sua forza sovrumana e la sua natura spietata e caotica. Comandante brutale dell’esercito Ashikaga, indossa una terrificante armatura da “demone” con un menpo feroce che cela i suoi lineamenti, impaurendo amici e nemici. La sua mentalità lo porta a trattare gli esseri umani come strumenti sacrificabili, vista la sua potenza fuori dal comune. Figura centrale nella battaglia di Aonohara contro i numerosi eserciti nemici, finirà per autodistruggersi a causa della sua incapacità di adattarsi a un mondo sempre più ostile ai “mostri”.

Yoritō Toki è un uomo di statura colossale, tanto grande che per avanzare a cavallo ha bisogno di montare su due cavalli contemporaneamente.

Indossa una sontuosa armatura con grandi spallacci, decorazioni che ricordano una trappola per animali o la mascella di uno squalo, un mento a maschera demoniaca che copre il volto e lascia intravedere solo occhi luminosi e inquietanti.

Quando si mostra senza elmo, la sua faccia appare sottile, i capelli sono lunghi, e secondo Tokiyuki Hojo non ha particolari tratti distintivi – sebbene il suo sguardo sia freddo e privo di emozioni, simile a quello di un morto.

Arrogante, egocentrico, totalmente caotico: Yoritō Toki è un “basara”, un daimyo fuori dagli schemi che non riconosce nessun limite umano.

Tratta le persone come strumenti e spesso usa i suoi stessi uomini sul campo di battaglia come “bombe umane”, lanciandoli contro i nemici senza scrupoli.

Questa convinzione nella sua forza sovraumana porta il suo seguito a considerare normale ogni suo atto spietato, tanto che la morale ordinaria sembra annullata.

Nonostante ciò, ha un vago senso di attaccamento per i sottoposti più valorosi, desiderando risparmiarli solo per il loro utilitarismo.

Yoritō Toki fu effettivamente un daimyo di Mino, corrispondente all’attuale Gifu, durante il periodo della Guerra del Nord.

Nel 1338 venne schierato come comandante principale delle forze alleate di Ashikaga nella famosa Battaglia di Aonohara (oggi Sekigahara), guidando mille uomini contro i quarantamila di Akiie Kitabatake.

Il contesto era quello di una sanguinosa guerra civile tra la corte del Nord e quella del Sud, con grandi figure militari e politici a confronto.

  • Forza: 100
  • Ferocia: 98
  • Intelligenza: 62
  • Lealtà: 50
  • Politica: 42
  • Caos: 90
  • Comando: 90
  • Innovazione: 77
  • Carisma: 26
  • Fuga/Nascondiglio: 59

Caratteristiche speciali:

  • "Gigantismo Estremo": la forza fisica aumenta del 70%, ma la destrezza cala del 40%.
  • "Bug Master": la lealtà delle truppe resta al 100% per 10 turni, durante i quali il gioco si blocca frequentemente.
  • "Colpo Fama Solitaria": sacrifica un soldato per un attacco ad area.
  • "Grandine di Ossa di Mino": sacrifica fino a 12 soldati per un attacco ad area a 360°. Se usato senza “Bug Master”, la lealtà cala drasticamente.

Marchio: Fiordaliso

Titolo da demone: “Oni Rasetsuki” (Demone Rasetsu)

Yoritō Toki comanda la famiglia Toki ed è circondato da subordinati e alleati che lo seguono quasi per abitudine.

Fra i personaggi di rilievo interagisce frequentemente con Sadamune Ogasawara, Noriaki Uesugi, Moronao Kono, Doyo Sasaki e altri condottieri della fazione Ashikaga.

Tra gli avversari principali emergono Akiie Kitabatake, Tokiyuki Hojo e Munehiro Yuki, che si trovano ripetutamente sulla sua traiettoria di distruzione.

Il suo rapporto con i suoi sottoposti è puramente strumentale: i soldati sono sacrificabili, le truppe scelte vengono risparmiate solo per la loro utilità.

«Non si tratta di “in” (corte), ma di “cane”. Hai capito male.»

«Il clan Toki non cede la strada ai cani. Colpite! È caccia al cane!»

  • L’aspetto di Yoritō Toki prende ispirazione da leggende e racconti sulla sua brutalità storica, accentuando i tratti da “demone”.
  • Il soprannome “Oni Rasetsuki” sottolinea l’elemento soprannaturale del suo ruolo e potere.
  • La sua caratteristica di “bug del sistema” lo rende un personaggio unico nel suo contesto, quasi spezzando la quarta parete con il suo comportamento paradossale.

L’Avanzata di Akiie Kitabatake

Nel 1338, Akiie Kitabatake avanza con un’enorme armata dalla regione di Oshu per rovesciare Takauji Ashikaga.

Le sue truppe, rinforzate da numerosi samurai incluso Tokiyuki Hojo, raggiungono un numero di circa quarantamila guerrieri.

Gli Ashikaga raccolgono forze a Mino, ma l’entusiasmo è basso tranne che per Yoritō Toki.

Preparativi e Forza Sovrumana

Durante i consigli di guerra, Yoritō Toki si auto-nomina comandante supremo davanti a Sadamune Ogasawara, Moronao Kono e Noriaki Uesugi, imponendosi con la sua forza contro ogni regola: arriva addirittura a strappar via le dita di un samurai per ottenere il sorteggio di posizione più favorevole.

Tutti accettano il suo comando senza battere ciglio, a dimostrazione del suo carisma bizzarro e borderline.

La Battaglia di Aonohara

Sul campo, Yoritō Toki usa la sua strategia preferita: lanciare i suoi soldati come “bombe umane” contro i ranghi avversari, causando devastazione e perdite enormi tra le fila nemiche.

Anche Tokiyuki Hojo e Kojirō, quando tentano di fermarlo direttamente, vengono messi subito in grave difficoltà dalla sua forza insuperabile.

Grazie a questa furia, riesce quasi a distruggere completamente le forze di Akiie Kitabatake e lo riduce a un passo dalla morte.

La Sconfitta e il Ritiro

Solo un piano ingegnoso di Shizuku riesce a limitarne la potenza, obbligandolo a consumare le sue “armi” (i soldati) e permettendo a Yuki Munehiro, i signori di Oshu e Akiie stesso di respingerlo.

Sconfitto, ma non annientato, Yoritō Toki costringe comunque gli avversari a subire gravi perdite, rendendo impossibile la loro avanzata su Kyoto.

Akiie Kitabatake lo descrive amaramente: “Un guerriero che si esprime solo con la forza può essere padrone di un solo campo di battaglia.” Prefigurando la sua autodistruzione futura.

Lo Scontro di Daidokuoji e l’Arco del Tramonto

Nel 1340, partecipa come rinforzo del Nord alla battaglia finale del castello di Daidokuoji tra Sadamune Ogasawara e Tokiyuki Hojo.

La reputazione del suo attacco “bomba umana” spinge subito il nemico a una ritirata tattica. Tokiyuki, per vendicarsi, lascia un messaggio sfidante ispirato alla classica “Battaglia di Maling”: “Yoritō Toki, muori su questo tamburo.”

Durante il confronto, una freccia scagliata da Tokiyuki riesce a perforare l’armatura di Yoritō Toki — non fatale, ma abbastanza da sbalzarlo da un dirupo, favorendo così la completa ritirata dei nemici.

Sadamune Ogasawara gli consiglia di cambiare vita, notando come vecchie ferite e decadenza abbiano ormai reso vulnerabile anche il più grande dei “mostri”.

La Caduta del Mostro

Nel 1342, mentre torna da una gara di tiro a cavallo insoddisfacente e si ubriaca rumorosamente a Kyoto con i suoi uomini, rimane irritato dal crescente senso d’impotenza dovuto alle ferite riportate nella battaglia contro Tokiyuki Hojo.

Nel culmine della sua frustrazione, incrocia la processione dell’ex imperatore Kōgon, vero simbolo della legittimità Ashikaga. Dopo essere stato redarguito dalle guardie per scendere da cavallo, Yoritō ordina di attaccare la carrozza e, trascinato dall’ira, solleva il veicolo con il sovrano dentro e lo scaraventa sopra un albero — atto cruento che scuote la capitale.

Il vice shogun Tadayoshi Ashikaga, furibondo per l’offesa all’imperatore, emana l’ordine di eliminare il clan Toki e condanna a morte Yoritō.

Yoritō viene infine raggiunto e circondato dalle truppe di Tadayoshi Ashikaga e Tadatsune Momonoi. Ormai indebolito e ferito su vari fronti, nonostante opponga una feroce resistenza, finisce trafitto a morte.

Tadayoshi Ashikaga dichiara: “Di fronte a una perfetta formazione ‘yari-bari’, neanche la forza di un mostro basta. Io costruirò un mondo dove simili ‘basara’ non serviranno più.”

La morte di Yoritō Toki segna il destino violento delle guerre tra fratelli di casa Ashikaga e l’inizio degli scontri interni più sanguinari della storia giapponese.

  • Yoritō Toki è ispirato a figure storiche realmente vissute, ma nel manga il suo lato mostruoso è estremizzato al massimo: lo si percepisce come un “bug” vivente, al di fuori di ogni senso comune e morale.
  • Il suo epilogo è una parabola sulla fine inevitabile del potere che si fonda solo sulla forza personale, incapace di adattarsi a cambiamenti sociali e politici.

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(Ultima modifica: Lunedì 18 Maggio 2026 16:31)

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