Jack the Ripper è un personaggio del manga e anime Black Clover, capitano della squadra di magia cavalleresca “Mantide Verde” del Regno di Clover, celebre per la sua magia distruttiva di “Lacerazione” e per la sua indole di combattente maniaco della distruzione.
Nome completo: Jack the Ripper
Genere: Maschile
Età: 28 anni
Data di nascita: 1 giugno
Altezza: 197 cm
Gruppo sanguigno: O
Status sociale: Ex plebeo, ora nobile (per rango)
Occupazione: Capitano dei Cavalieri Magici, comandante della squadra Mantide Verde
Grado: Grande Cavaliere Magico
Attributo magico: Lacerazione
Luogo di nascita: Sconosciuto
Squadra: Mantide Verde (capitano)
Cosa gli piace: Sbronzarsi in taverna, la sensazione di “tagliare e lacerare”
Doppiatore (anime): Daisuke Namikawa
Jack the Ripper è il capitano della squadra Mantide Verde nel Regno di Clover in Black Clover.
È un mago d’attacco puro che usa la magia di Lacerazione per tagliare qualsiasi cosa.
È noto come pericoloso amante della distruzione, che prova piacere nel lacerare avversari e ostacoli.
Nonostante l’aria da delinquente, è un capitano riconosciuto e uno dei maghi più forti del regno.
Jack è molto alto e magro, con un fisico allungato che ricorda un insetto, in particolare una mantide religiosa.
Ha capelli neri di media lunghezza, occhi dal taglio feroce con iridi arancioni e un’aria costantemente minacciosa.
Sul volto presenta una caratteristica striscia rossa che scende dall’occhio sinistro fino alla mandibola.
Ha una lingua insolitamente lunga che spesso lascia uscire quando ride o si eccita in battaglia.
Fra tutti i capitani delle squadre dei Cavalieri Magici, Jack è quello più alto in assoluto.
Dopo l’arco dell’allenamento di sei mesi nel Regno di Heart, il suo abbigliamento include un mantello che ricorda le ali della mantide.
Jack è un autentico maniaco del combattimento e un feticista della distruzione.
Ama combattere nemici forti e prova un intenso piacere nel lacerare cose e persone.
In battaglia ride spesso con una risata sgraziata, mostrando la lingua e godendosi lo scontro.
Il suo modo di parlare è estremamente rozzo, aggressivo e perennemente in tono di sfida.
Si rivolge praticamente a chiunque con tono familiare e irrispettoso, senza badare al rango.
Durante riunioni o discussioni, appena sente parlare di battaglie o nemici forti, si accende e vuole subito menare le mani.
Con Yami Sukehiro del Toro Nero si insulta ogni volta che si vedono, arrivando spesso a litigi veri e propri.
Yami lo chiama in modo dispregiativo “tipo allungato” o “strambo allungato”, evidenziando il suo fisico slanciato.
Nonostante i continui insulti, Jack e Yami si riconoscono a vicenda come potenti rivali.
In situazioni critiche, Jack si fida di Yami e sa che è una delle poche persone in grado di reggere il suo ritmo in battaglia.
Jack sa riconoscere il valore altrui, anche se lo fa a modo suo.
Quando Finral Roulacase lo supporta con la magia dello spazio durante lo scontro con gli elfi, Jack lo loda bruscamente con un “Niente male”.
È privo di tatto, ma non ipocrita: se qualcuno è forte, lo ammette senza problemi.
Dietro la facciata violenta, mostra un certo senso di responsabilità come capitano, seppur molto personale e disordinato.
In origine Jack era un cacciatore plebeo che viveva in montagna con il padre.
Il padre, uomo conservatore, gli ripeteva sempre di non attaccare mai creature più forti di lui, per sopravvivere.
Quando si scoprì che Jack possedeva una magia che generava lame, il padre fu felice: riteneva che quella magia fosse perfetta per la caccia.
Jack continuò a vivere cacciando animali più deboli di lui, rispettando le regole paterne.
All’età di circa tredici anni, il padre venne trovato morto, con la schiena squarciata dagli artigli del “signore della montagna”, una bestia potentissima.
Di fronte a quel cadavere, Jack decise per la prima volta di violare la regola paterna.
Si scontrò con la creatura più forte della montagna e la tagliò in pezzi, vincendo lo scontro.
Curiosamente, dopo la battaglia non mostrava quasi ferite, segno del suo enorme talento naturale.
In quell’istante Jack scoprì il piacere di uccidere avversari più forti di lui.
Questa esperienza lo portò a un pensiero impulsivo ma decisivo: “Ok, mi arruolo nei Cavalieri Magici”.
Da lì nacque il Jack the Ripper capitano di oggi: un uomo che vive per tagliare chiunque sia potente.
Jack è il capitano della squadra Mantide Verde dei Cavalieri Magici del Regno di Clover.
La squadra, in classifica di merito basata sulle “stelle”, si colloca verso il centro–basso (ad esempio in una fase iniziale è sesta su nove squadre).
Pur non essendo la squadra più prestigiosa, la Mantide Verde ha fama di essere aggressiva e violenta, simile al carattere del suo capitano.
Jack tende a combattere in prima linea invece di comandare da dietro.
È il tipo di capitano che, di fronte a una situazione difficile o a un nemico forte, si lancia personalmente nella mischia.
Questo porta spesso a lasciare i propri subordinati a cavarsela da soli.
Tuttavia, non è completamente disinteressato alla gestione del suo gruppo.
Durante l’esame per la selezione dei Cavalieri Reali, per esempio, concede spazio ai novizi per mettersi in mostra.
Essendo stato lui stesso plebeo, Jack è molto aperto all’ingresso di plebei nella Mantide Verde.
Vuole che anche chi nasce in basso abbia la possibilità di brillare come Cavaliere Magico.
All’inizio, guardava con sospetto il fatto che Yami accettasse addirittura “sottoplebei” come Magna Swing o Zora Ideale nel Toro Nero.
Tuttavia, vedendo Magna e Zora dimostrarsi fondamentali contro Dante Zogratis, Jack ha rivisto le sue idee e ha riconosciuto sinceramente il valore di quei “reietti”.
Yami Sukehiro
Con Yami Sukehiro ha un rapporto di rivalità aggressiva ma profonda.
Si insultano a vicenda ogni volta che si vedono e litigano verbalmente o fisicamente appena ne hanno occasione.
In passato, una loro “scaramuccia” sarebbe arrivata a spianare una montagna intera, a dimostrazione del loro livello di potenza.
Yami lo chiama spesso “tipo allungato”, “strambo allungato” o varianti simili, prendendolo in giro per la statura e il carattere.
Nonostante il continuo battibeccare, Jack e Yami si stimano apertamente come combattenti.
Quando Yami viene rapito da Dante Zogratis, Jack è talmente colpito e irritato da voler andare da solo nel Regno di Spade per salvarlo, anche se finge che sia “solo interesse per un buon combattimento”.
Durante la riunione dei capitani dopo il rapimento di Yami e William Vangeance, Jack disprezza le lunghe discussioni e vuole passare subito all’azione.
Quando Nozel Silva lo ferma chiedendogli se stia per andare da solo nel Regno di Spade, Jack nega, ma il suo comportamento mostra chiaramente che voleva davvero infilarsi lì in solitaria.
Nacht Faust e Morgen Faust
Jack conosce Nacht Faust, vicecapitano del Toro Nero, da prima degli eventi principali.
Quando Nacht compare alla riunione dei capitani come ospite misterioso, Jack sembra riconoscerlo, o meglio, riconoscere qualcosa di familiare.
Però percepisce una forte incongruenza nella magia di Nacht, come se non combaciasse con i suoi ricordi.
Questo perché la persona che Jack ricordava non era Nacht, ma il suo defunto fratello gemello Morgen Faust, ex cavaliere dal carattere opposto a quello di Nacht.
Quando Jack fa domande, Nacht le schiva, limitandosi a dire che quel “tipo” non c’è più.
Più tardi, durante il giorno del giudizio, sarà proprio Morgen, resuscitato come Paladino al servizio di Lucius, a infliggere a Jack la ferita mortale che lo porterà alla morte.
Magna Swing e Zora Ideale
Inizialmente Jack era scettico verso la politica di Yami di accettare nei Toro Nero perfino sottoplebei come Magna e Zora.
Li vedeva come individui di basso rango e potenzialmente di scarso valore militare.
Quando però, nel Regno di Spade, Magna Swing riesce a sconfiggere Dante Zogratis in un durissimo uno contro uno grazie alla sua nuova magia, Jack assiste alla scena da vicino.
Profondamente impressionato, riconosce Magna e Zora come combattenti degni.
Dopo la vittoria di Magna, Dante cerca di rigenerarsi a velocità anomala grazie alla sua magia e al legame con il demonio.
Jack se ne accorge per primo e interviene per “non rovinare la vittoria degli altri”, terminando Dante con un colpo definitivo.
In quel momento Jack riconosce che Yami, accogliendo anche persone di bassissimo rango, ha creato un team di veri mostri in battaglia.
In particolare, ammette mentalmente che i sottoplebei possono diventare più forti di quanto lui stesso immaginasse.
Altri capitani
Jack è spesso quello che si mostra più impaziente durante le riunioni dei capitani.
Se ritiene che i discorsi non portino a nulla, si alza e se ne va o dichiara apertamente che preferisce andare a combattere.
Con Nozel Silva, capitano dell’Aquila d’Argento, si punzecchia spesso, ma riconosce il suo potere.
Ha combattuto fianco a fianco con capitani come Fuegoleon Vermillion, Dorothy Unsworth, Rill Boismortier e altri contro i demoni di alto livello e contro Lucifero.
Apprezza chi mostra risultati sul campo più che chi possiede un alto rango nobiliare.
Al contempo, essendo diventato lui stesso nobile, mostra il lato ironico di un ex plebeo che ora occupa una posizione elitaria.
Concetto generale: Magia di Lacerazione
L’attributo magico di Jack è la magia di Lacerazione, totalmente orientata all’offesa.
Genera lame di mana a forma di falce o di falci di mantide, capaci di tagliare anche magie fino ad allora considerate “intangibili”.
Le lame emergono di solito dagli avambracci, come le falci di una mantide religiosa, ma possono comparire anche sulle gambe, sulla testa o su altre parti del corpo.
Essendo fatte di mana, possono essere rigenerate se distrutte.
Il vero punto di forza di questa magia è la sua capacità adattiva.
Durante lo scontro, Jack affina e modifica la “taglienza” delle sue lame in base alla natura della magia nemica.
Più combatte contro un certo tipo di magia, più le sue lame si adattano e riescono a penetrare difese che inizialmente sembravano impenetrabili.
In pratica, nel mezzo della battaglia “capisce” come tagliare il potere avversario e si evolve sul momento.
Questa capacità gli ha permesso di arrivare a tagliare:
magie difensive estremamente robuste,
la magia dello spazio di Langris Vaude, che “cancella” ciò che tocca,
la magia di gravità di Dante Zogratis e perfino quella del demone Lucifero,
persino una magia di guarigione potenziata da poteri demoniaci di un altro mondo.
Jack afferma che “più taglia, più diventa veloce”.
È quindi un combattente che, più il combattimento si protrae, più diventa pericoloso, sia in velocità sia in potere tagliente.
Accanto alle sue tecniche di lacerazione, Jack utilizza anche comune magia di potenziamento fisico.
Questo gli permette di combattere in modo estremamente aggressivo in mischia, quasi come un assassino corpo a corpo.
Tecnica: “Death Scythe”
Death Scythe è la sua tecnica base.
Consiste nel generare una grande lama di mana a forma di falce con cui taglia direttamente l’avversario o scagliare colpi taglienti a distanza.
Durante l’invasione del Regno di Spade, Jack dimostra di poter creare lame non solo sulle braccia ma anche sui piedi e sulla testa.
Inoltre può far correre queste lame lungo il terreno o nell’aria, rendendo le sue traiettorie d’attacco difficili da prevedere.
Questa tecnica gli permette di tagliare pietra, metallo, magia solida e ogni tipo di barriera.
La versione più affinata è talmente potente che perfino Vetto, membro degli Occhi del Sole di Mezzanotte con una difesa folle, preferisce schivare invece di parare.
Tecnica: “Death Scythe – Fioritura Folle”
Death Scythe – Fioritura Folle è una versione potenziata e rapidissima della tecnica base.
Jack lancia una tempesta di colpi di lacerazione, creando innumerevoli fendenti che si sovrappongono.
A prima vista sembra un attacco caotico e incontrollato.
In realtà Jack è in grado di modulare i fendenti, per esempio colpendo solo le pareti di un edificio e risparmiando le persone all’interno.
Questa stessa tecnica, affinata sul momento, è quella che gli consente di tagliare la magia dello spazio di Langris Vaude durante l’incidente degli elfi.
Più tardi, nel Regno di Spade, la userà anche per contrastare la gravità di Dante Zogratis e perfino l’influenza di Lucifero.
Incidente degli Elfi
Durante la rivolta degli elfi, Jack combatte al fianco di Yami Sukehiro e Finral Roulacase.
Insieme abbattono numerosi elfi reincarnati nel corpo di maghi del Regno di Clover.
Jack affronta Langris Vaude, posseduto dal suo corrispondente elfico e potenziato da una versione ancora più pericolosa della magia dello spazio.
In un primo momento Jack è in seria difficoltà, perché lo spazio di Langris annulla qualsiasi cosa tocchi.
Nel corso del duello, però, la sua magia di lacerazione si adatta pian piano alla natura della magia dello spazio.
Alla fine riesce a tagliare lo spazio stesso, sorprendente perfino lo stesso Langris e assicurandosi la vittoria.
Successivamente, Jack interviene quando Noelle Silva è in difficoltà contro Fana, un’elfa con poteri estremamente distruttivi.
Dopo averla aiutata, Jack combatte direttamente Fana.
Quando Fana scopre la verità sulla sua reincarnazione e sugli eventi che hanno colpito Licht e gli altri elfi, il combattimento si interrompe e i due devono fuggire dalla base che sta crollando.
Nonostante la tregua, Jack ammette apertamente che avrebbe comunque voluto tagliarla a pezzi, e Fana lo considera giustamente una persona molto pericolosa.
Allenamento e battaglia per il cristallo (anime originale)
Nell’arco originale dell’anime ambientato nei sei mesi di allenamento prima della guerra contro il Regno di Spade, Jack partecipa a una battaglia a squadre fra capitani per la conquista di un cristallo.
Forma una squadra insieme a Yami Sukehiro, Dorothy Unsworth e Kaiser Granvorka.
Durante lo scontro, Jack viene intrappolato nella magia ad albero di William Vangeance, “albero di Mistilteinn”.
Questa magia immobilizza e blocca gli avversari, mettendo Jack temporaneamente fuori combattimento.
Viene però liberato da un attacco di Nozel Silva, che distrugge parte dell’albero con la sua lancia di mercurio argentea.
Una volta libero, Jack rientra appena in tempo nello scontro.
Nel prosieguo della battaglia riesce addirittura a tagliare il fiato del Salamandra, lo spirito del fuoco al servizio di Fuegoleon Vermillion.
Questo dimostra ancora una volta la sua capacità di adattare le lame a magie elementali potentissime.
Invasione del Regno di Spade
Dopo il rapimento di Yami e William ad opera dei Tre Oscuri del Regno di Spade (fra cui Dante Zogratis e Zenon Zogratis), viene convocata una riunione urgente dei capitani.
Ascoltato il resoconto di Yuno Grinberryall su Zenon, Jack è estremamente sprezzante verso chi è stato sconfitto.
Non sopporta la lentezza della discussione e dichiara di voler passare all’azione passando quasi oltre la riunione stessa.
Viene rimproverato da Nozel, che sospetta subito che Jack voglia andare da solo nel Regno di Spade.
Jack bada poco alla forma, ma in realtà è profondamente colpito dal rapimento di Yami e dalla gravità della situazione.
Quando Nacht Faust irrompe alla riunione, rivelandosi vicecapitano del Toro Nero e portando informazioni sull’Albero di Qliphoth e sui demoni, Jack è il primo a dichiararsi pronto a unirsi alla squadra d’assalto.
Un attimo dopo però anche Yuno interviene, dichiarando la sua partecipazione.
Jack inizialmente vorrebbe escluderlo, sottolineando che Yuno ha già perso una volta.
Quando poi viene rivelato che Yuno è in realtà un principe del Regno di Spade, Jack mostra un certo sospetto verso di lui.
Ma, percependo l’enorme potenziale del ragazzo, smette di insistere e accetta la sua presenza nel gruppo.
Nell’assalto al castello del Regno di Spade, Jack si muove in squadra con Nacht Faust e Fuegoleon Vermillion.
Durante l’avanzata incontrano i seguaci dei Tre Oscuri; Fuegoleon fa da esca per trattenerli, mentre Jack e Nacht proseguono.
Alla fine Jack e Nacht si ritrovano di fronte a Dante Zogratis.
Jack apre lo scontro attaccando per primo, ma Dante, ora più forte rispetto al precedente scontro con Yami, resiste facilmente.
La magia di gravità di Dante inchioda Jack al suolo, rendendolo praticamente incapace di muoversi.
Quando Dante sta per infliggergli un colpo devastante, Nacht, unito al suo demone con la tecnica di “unione demoniaca”, interviene e lo salva.
In quel momento Jack ricorda gli insegnamenti del padre e la regola di non sfidare avversari più forti.
Ripensa al giorno in cui infranse quella regola uccidendo il signore della montagna e a quanto fu esaltante vincere contro un nemico tanto potente.
Questa memoria riaccende in lui l’impulso di sfidare chi sembra imbattibile.
Dante, guardandolo dall’alto in basso, commette l’errore di dire che “fra i capitani Yami Sukehiro è stato di gran lunga più divertente di lui”.
Questa frase tocca un nervo scoperto.
Mentre è ancora a terra, Jack inizia a muovere soltanto le lame, affilandole per adattarle alla gravità di Dante.
Poco a poco la gravità attorno a lui viene tagliata e neutralizzata.
Jack allora si rialza, il corpo ricoperto di lame di varie dimensioni, e scaglia contro Dante una raffica folle di colpi.
Inizialmente sembra che Dante si rigeneri senza problemi grazie ai suoi poteri demoniaci.
Ma in realtà, colpo dopo colpo, la magia di lacerazione di Jack si è adattata alla gravità e alla rigenerazione, iniziando a infliggere danni reali.
Jack colpisce Dante con un attacco devastante, urlando che i giudizi sulla carta non contano, ma ciò che conta è “chi resta in piedi dopo lo scontro”.
Perfino Nacht, che inizialmente lo sottovalutava, è costretto a rivalutare le sue capacità e il suo potenziale.
Poco dopo, però, gli eventi precipitano.
Grazie agli esperimenti di Morris, scienziato traditore del Regno di Diamond ora al servizio del Regno di Spade, il processo dell’Albero di Qliphoth accelera.
Il primo strato dell’Albero si apre, permettendo la discesa dei demoni di alto livello Naamah e Lilith.
Questi due colpiscono a sorpresa Jack e Nacht, ribaltando completamente la situazione.
In più, con la prima porta aperta, Dante può ora usare il potere demoniaco al 100%, superando di molto i limiti precedenti.
Jack, già stremato, subisce una serie di colpi e si ritrova in fin di vita.
Quando sembra che Dante stia per finirlo, intervengono Magna Swing e Zora Ideale, giunti separatamente per salvare Yami e aiutare i compagni.
Magna, dopo sei mesi di addestramento, usa una nuova magia che divide equamente il mana fra lui e Dante, portandoli allo stesso livello.
Alla fine, dopo una dura lotta, Magna riesce a battere Dante in un uno contro uno ad armi pari.
Jack, che assiste, è profondamente impressionato dal coraggio e dalla crescita del sottoplebeo.
Quando Dante tenta di rigenerarsi e rialzarsi grazie ai suoi poteri, Jack nota l’anomala velocità di recupero.
Non vuole che la vittoria di Magna venga rovinata e interviene, dicendo di non “versare acqua sulla loro vittoria”.
Con un colpo conclusivo, Jack manda al tappeto definitivamente Dante.
In questo momento, più che un distruttore, agisce quasi come un veterano che protegge l’onore dei compagni.
Successivamente Jack partecipa, insieme a quasi tutti gli altri capitani (tranne Yami e William ancora catturati), allo scontro contro Lucifero, che cerca di manifestarsi nel mondo fisico pur in modo incompleto.
Nonostante l’impegno e la combinazione delle loro magie, i capitani vengono tutti spazzati via con facilità, compreso Jack.
Giorno del Giudizio e morte
Nel cosiddetto “giorno del giudizio”, l’arcinemico Lucius Zogratis dà inizio al suo piano di riforgiare il mondo.
Lucius usa il suo potere temporale e quello dell’anima per trasformare vari individui in Paladini, guerrieri “santi” potenziati con poteri demoniaci, ma assolutamente fedeli a lui.
Fra i resuscitati c’è Morgen Faust, il fratello defunto di Nacht.
Morgen, ora Paladino, attacca Jack the Ripper.
In questo scontro, Morgen perfora il torace di Jack, causandogli una ferita mortale.
Nonostante ciò, Jack riesce a lanciare un ultimo attacco disperato, fedele alla sua natura di guerriero che non si arrende.
Dopo quell’ultimo colpo, Jack muore in battaglia.
Muore come ha vissuto: combattendo fino all’ultimo respiro, nel tentativo di tagliare un avversario superiore.
Il nome “Jack the Ripper” è un evidente riferimento a Jack lo Squartatore, il famoso serial killer mai identificato della Londra vittoriana.
Il gioco di parole sta nel fatto che il cognome è unito (Ripper invece di “the Ripper”), creando una lieve variazione rispetto al nome storico.
Nelle prime edizioni di alcuni materiali extra, il suo nome è stato talvolta scritto come “Jack the Ripper” in inglese pieno.
In seguito, la grafia ufficiale è stata stabilita come Jack the Ripper nella forma unificata, usata anche nell’adattamento animato.
Fra i capitani, è uno dei personaggi più “spaventosi” sul piano visivo e caratteriale, ma paradossalmente è anche uno di quelli che più credono nel potenziale dei plebei.
La sua fede nella forza acquisita combattendo, piuttosto che nel rango di nascita, lo rende un personaggio grezzo ma coerente con se stesso.
💬 Discussione della comunità
Parla di questo anime con persone a cui importa davvero.