Noa Izumi

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Noa Izumi
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Compleanno: 17 Dicembre 1978
Zodiaco: Sagittario
Genere: Femmina
Altezza: 155 cm
Gruppo sanguigno: A
Nome inglese: Noa Izumi
Nome giapponese: 泉 野明(いずみ のあ)
Nome cinese: 泉野明
Nome coreano: 이즈미 노아
Nome romanizzato: Izumi Noa
Io questo personaggio

🎙️ Doppiatore di anime

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Miina Tominaga
Miina Tominaga
Giapponese(Anime、Doppiatore)

🎬 Anime in cui appare

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Mobile Police Patlabor
Mobile Police Patlabor
Data di rilascio: 25 Aprile 1988

Impostazioni del personaggio

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Noa Izumi è una dei protagonisti di Mobile Police Patlabor, una giovane poliziotta del Dipartimento di Polizia Metropolitana di Tokyo e pilota del posto avanzato dell’Ingram Unità 1 nella Seconda Squadra della Sezione Veicoli Speciali 2.

Nome: Noa Izumi.

Genere: femminile.

Data di nascita: 17 dicembre 1978.

Luogo di nascita: Tomakomai, Hokkaidō.

Altezza: 155 cm.

Gruppo sanguigno: A.

Grado: agente di polizia.

Reparto: Dipartimento di Sicurezza, Sezione Veicoli Speciali 2, Seconda Squadra.

Ruolo: pilota del posto avanzato dell’Ingram Unità 1.

Doppiatrice: Miina Tominaga.

Patenti e qualifiche: abilitazione alla guida dei Labor e patente automobilistica ordinaria.

Mezzo personale: normalmente una Honda Super Cub C50 da 50 cc; durante il periodo di distacco allo stabilimento di Hachiōji usa la bicicletta.

Noa è una ragazza minuta, con capelli castani corti e molto mossi.

Il tratto più caratteristico del suo design sono le sopracciglia marcate, volute fin dall’inizio dagli autori.

Il suo aspetto ha a lungo mantenuto un’aria adolescenziale e molto spontanea.

Nel secondo film cinematografico il suo volto e le sue espressioni appaiono però più maturi.

Al liceo portava i capelli lunghi, poi li tagliò corti per una ragione raccontata in materiale editoriale dell’epoca.

Ha un look tendenzialmente boyish, semplice e poco costruito.

Noa è nata e cresciuta a Tomakomai, in Hokkaidō.

La sua famiglia gestisce un negozio di liquori, dettaglio che spiega in parte la sua leggendaria resistenza all’alcol.

Da ragazza praticava sport con grande naturalezza.

Alle medie giocava a basket, ma rinunciò a inseguire seriamente quella strada perché non era abbastanza alta; al liceo entrò invece nel club di ping pong.

Dopo il diploma lasciò Hokkaidō e si trasferì a Tokyo.

Entrò nella scuola preparatoria di polizia e, spinta dalla sua passione per i Labor, puntò fin da subito a entrare nella neonata unità della polizia dedicata a questi mezzi.

Passò per la Terza Scuola di Polizia del Distretto e, nella versione a fumetti, anche per un istituto preparatorio della polizia a Waseda e poi per una scuola di addestramento tecnico.

Una volta assegnata alla Seconda Squadra della Sezione Veicoli Speciali 2, le venne affidato il posto di pilota dell’Ingram Unità 1.

Prima ancora del suo trasferimento ufficiale, nella versione a fumetti incontra già Captain Kiichi Gotō e Shinobu Nagumo in un cantiere.

All’epoca era ancora minorenne, frequentava la scuola preparatoria e lavorava part-time in una società di sicurezza.

In quella scena richiama un uomo che stava cercando di offrirle da bere.

È un piccolo episodio, ma mostra già il suo senso delle regole e il suo carattere diretto.

Noa è fondamentalmente una persona onesta, solare e molto forte nel suo senso di giustizia.

È il tipo di personaggio che va dritto al punto e che prende sul serio il proprio dovere.

È anche cresciuta in modo libero e genuino, e questo la rende spontanea ma talvolta un po’ semplice nel modo di ragionare.

Proprio per questo fatica a digerire formalismi, rigidità ideologiche e certi atteggiamenti troppo accademici.

Sul campo viene valutata molto bene.

Nonostante ciò, in passato ha litigato con i superiori sulle politiche operative e ha ricevuto tre ammonizioni disciplinari.

È energica, atletica e con una vena impulsiva.

Pur non raggiungendo gli eccessi di Isao Ohta, quando perde la pazienza può arrivare a maltrattare più del necessario il Labor avversario.

A volte appare infantile nei modi, ma questo è coerente con la sua età nei primi eventi della storia.

Durante la serie compie vent’anni, e in occasione della maggiore età si lamenta bonariamente del fatto di dover indossare l’uniforme formale invece di un kimono.

Con donne molto brillanti e dal profilo più elitario, come Shinobu Nagumo o Takeo Kumagami, tende a sentirsi leggermente in soggezione.

Al contrario, con persone più eccentriche o disordinate si muove con grande naturalezza.

Noa proviene da una famiglia di commercianti di liquori ed è straordinariamente resistente all’alcol.

Anche quando beve molto, raramente crolla.

Il problema è che, se si ubriaca davvero male, diventa difficile da gestire.

Di norma però resta lucida più di chiunque altro, al punto da essere l’unica completamente in forma il mattino dopo una bevuta collettiva della squadra.

In alcuni racconti beve birra e sakè senza particolari problemi.

La sua tenuta sembra derivare dall’abitudine a bere con il padre durante le serate in famiglia, dettaglio raccontato con tono ironico.

Noa ama i Labor in modo autentico e quasi viscerale.

È la ragione stessa per cui ha scelto di entrare in polizia e di puntare alla Sezione Veicoli Speciali 2.

Le viene attribuita una compatibilità naturale con le macchine.

Come pilota mostra talento istintivo e un rapporto quasi organico con il mezzo.

Nella versione animata riesce senza difficoltà a eseguire configurazioni iniziali, procedure e manovre operative.

Anzi, in più occasioni è lei stessa a spiegare ad altri come usare i sistemi.

Nel fumetto, invece, viene descritta come forte sull’hardware ma debole sul software.

Con i sistemi informatici e gli aspetti più astratti della programmazione è impacciata, poco interessata e quasi del tutto priva di curiosità.

Questo contrasto non riduce però il suo valore come pilota.

Al contrario, rafforza l’idea di una professionista che guida “di pancia”, con istinto, sensibilità e memoria fisica.

Noa è celebre per l’affetto quasi esagerato che prova verso il suo Ingram.

Nella versione animata chiama l’Unità 1 “Alphonse”, nome che aveva dato in passato ai suoi animali domestici.

Da bambina e ragazza aveva infatti vissuto con cani e gatti, oggi già scomparsi.

Quel soprannome nasce quindi da un legame emotivo profondo, non da una semplice stravaganza.

Nel fumetto arriva perfino a scrivere sul mezzo il proprio nome di squadra.

Tende anche a preoccuparsi molto dei danni subiti dalla macchina, quasi più che di se stessa.

Questa adorazione a volte sfiora il fanatismo affettuoso.

Quando prova modelli derivati o alternativi all’Ingram, fatica a giudicarli con piena obiettività.

Noa eccelle soprattutto nel combattimento ravvicinato e nell’uso fine del corpo macchina.

È molto interessata alle possibilità “artigianali” dell’Ingram, in particolare alla sua destrezza.

Si allena in manovre precise e delicate usando il sistema di tracciamento del movimento delle dita.

Tra gli esempi più curiosi ci sono nodi a fiocco, giochi di fili e l’azionamento di leve o manovelle pensate per esseri umani.

Questo approccio allena sia lei sia il software di apprendimento della macchina.

Con il tempo l’Ingram ottimizza persino gesti semplici come indicare un bersaglio con il dito.

Dopo l’arrivo di Takeo Kumagami, che le fa notare quanto l’Ingram possa essere più versatile, Noa amplia ancora il proprio repertorio.

Sviluppa movimenti che ricordano il judo e le tecniche di arresto applicate ai Labor.

Nel fumetto cresce fino a diventare una pilota di primissimo livello.

Shinobu Nagumo arriva ad ammirarla dicendo che tratta l’Ingram come se fosse una parte del proprio corpo.

Il talento di Noa non è uniforme in tutti gli ambiti.

Il suo punto debole più noto è l’uso delle armi da fuoco.

Tende a evitare di sparare finché non è davvero costretta.

Per questo la sua mira con il revolver cannon dell’Ingram è modesta e con il fucile antisommossa si fa spesso chiudere troppo la distanza.

Il problema non è tecnico in senso stretto, ma psicologico.

Esita a premere il grilletto, e nel fumetto si suggerisce che l’Ingram abbia perfino “imparato” questa esitazione, mostrando una lieve incertezza nella mira.

Questa caratteristica la rende quasi l’opposto di Isao Ohta, che invece spara fin troppo.

Persino Captain Kiichi Gotō arriva a osservare che, nel suo caso, evitare l’uso delle armi è spesso la scelta migliore.

Noa è anche poco a suo agio con i sistemi troppo invasivi sul piano informatico.

Non ama i software che correggono e ottimizzano troppo il movimento, perché le danno la sensazione di togliere naturalezza all’azione.

Diffida dei sistemi con visuali estese oltre la normale percezione umana, come le visuali posteriori o inferiori troppo assistite.

Lo stesso vale per sistemi semi-automatici o con forte intervento dell’OS, che le sembrano “muoversi da soli”.

Quando prova il sistema operativo avanzato HOS o il mezzo sperimentale AVR-0, manifesta chiaramente disagio.

Li definisce innaturali, sgradevoli e in parte “troppo perfetti”.

Allo stesso tempo non è ottusa.

Capisce che l’evoluzione tecnologica è necessaria, e arriva perfino a chiedersi se il suo modo di intendere il pilotaggio non sia ormai un po’ antiquato.

Noa ha una capacità speciale di resistere sotto pressione.

Quando viene messa all’angolo, spesso tira fuori il meglio di sé.

Questo si vede nello scontro contro il Tipo Zero nel primo film e soprattutto nel duello finale contro il Grifone nel fumetto.

Pur pilotando un mezzo inferiore nelle prestazioni pure, riesce a combattere alla pari e infine a vincere.

Nella battaglia conclusiva contro il Grifone, affronta un avversario nettamente superiore all’Ingram.

Alla fine riesce addirittura a distruggere un Grifone con limitatore B disattivato.

Dopo lo scontro il suo Ingram è ridotto malissimo.

Ma proprio osservando i danni si capisce quanto abbia evitato per un soffio i colpi davvero letali.

Dopo la vittoria, Captain Kiichi Gotō commenta lo scontro come una “vittoria schiacciante” di Noa.

È un riconoscimento enorme alla sua abilità, alla sua testa e alla sua volontà.

Noa ha un lato molto ingenuo e da appassionata assoluta.

A volte si comporta più da tifosa del suo mezzo che da valutatrice professionale.

Quando prova il modello standard derivato dall’Ingram, pur riconoscendone i miglioramenti, non riesce a esprimersi con entusiasmo.

Isao Ohta la rimprovera apertamente, accusandola di favoritismi e ricordandole che un collaudatore deve essere obiettivo.

In un’altra occasione definisce un modello economico come una “macchina scadente”.

Quando sente parlare della possibile vendita dell’Ingram per introdurre più unità economiche, si precipita da Captain Kiichi Gotō a protestare senza aver capito bene la situazione.

Persino quando pilota l’AVR-0, un’evoluzione superiore dell’Ingram, continua a guardarlo con diffidenza.

Provocata dal rivale, sbotta dicendo che non lo guida certo perché le piaccia davvero, lasciando sconsolati i tecnici presenti.

Noa è probabilmente la persona che capisce meglio Asuma Shinohara.

Per questo finisce spesso coinvolta nella sua sfera privata oltre che in quella professionale.

I due sono molto diversi per carattere.

Lei è diretta, aperta e impulsiva; lui è più ironico, contorto e riflessivo.

Proprio questa opposizione crea una dinamica molto forte.

Con il tempo il loro rapporto si approfondisce in modo evidente.

Nel romanzo questo legame è ancora più centrale.

Noa diventa spesso una figura chiave anche negli snodi più importanti della storia.

Nel corso della serie i due si avvicinano gradualmente.

Nelle fasi successive della cronologia vengono trasferiti insieme alla nuova Sezione Sviluppo Equipaggiamenti della sede centrale.

Nella versione live action ambientata dopo gli eventi principali, si dice che Noa e Asuma siano diventati partner anche nella vita privata.

Lei lavora come collaudatrice esclusiva sotto Asuma, ormai responsabile dello sviluppo dei Labor in azienda.

Noa non si considera particolarmente bella né speciale.

Quando viene importunata per strada e poi raggiunge Asuma, commenta da sola con autoironia che al mondo esistono anche persone dai gusti strani.

Eppure piace più di quanto creda.

Ha un volto carino, un’energia fresca e un carattere aperto che la rendono molto attraente.

Tra i meccanici della squadra ha più ammiratori di quanto lei immagini.

Nel primo film, quando Asuma la trascina via in modo brusco davanti a loro, scoppia infatti una protesta rumorosa del reparto manutenzione.

Noa è molto esigente quando si parla di salmone.

Essendo cresciuta in Hokkaidō, disprezza il salmone da minimarket e rifiuta di mangiarlo.

Per questo, tra gli onigiri confezionati, preferisce quello al bonito essiccato.

Se davanti ha un onigiri al salmone e uno al bonito, sceglierà sempre il secondo, perfino se appartiene ad Asuma.

Ai tempi della Seconda Squadra rifiutava ostinatamente anche il salmone salato dei pasti pronti.

È una piccola mania, ma molto coerente con le sue origini.

All’inizio del suo servizio, quando era sopraffatta da eventi strani o da troppe informazioni, aveva l’abitudine di lamentarsi dicendo che la testa le stava diventando una spugna.

È un tormentone che scompare abbastanza presto con la sua maturazione.

Nel fumetto viene mostrata anche una resistenza quasi assurda al mal d’auto e al mal di simulatore.

Durante un esame sopporta impostazioni violente che fanno vomitare o arrendere gli altri candidati, chiedendo perfino una corsa più intensa.

Durante il periodo di servizio alla Sezione Veicoli Speciali 2, Noa viene intervistata per programmi televisivi e radiofonici.

Nell’universo narrativo viene persino pubblicato un volume fotografico che la ritrae in servizio e nella vita privata.

In una bozza preparatoria del terzo film si arriva a immaginarla anche come volto di un manifesto per il reclutamento della polizia.

Questo dettaglio sottolinea quanto la sua immagine fosse considerata positiva e popolare.

Dopo poco più di tre anni nella Seconda Squadra, Noa entra in una fase più adulta della propria vita.

Nei romanzi, nell’autunno del 2001, viene trasferita insieme ad Asuma alla nuova Sezione Sviluppo Equipaggiamenti della sede centrale.

Al tempo del secondo film è distaccata come collaudatrice presso lo stabilimento di Hachiōji della Shinohara Heavy Industries.

Qui appare più composta, più riflessiva e meno dipendente dall’idea romantica del “Labor che ama i Labor”.

La frase che meglio riassume questa crescita è il suo desiderio di non restare per sempre soltanto una ragazza innamorata dei Labor.

Vuole smettere di rifugiarsi in quella passione e affrontare con più maturità la propria idea di giustizia e il proprio ruolo di poliziotta.

Con il tempo si affievolisce anche l’attaccamento esclusivo all’Ingram Unità 1.

Non sparisce del tutto, ma si trasforma in qualcosa di meno infantile e più consapevole.

Nelle fasi iniziali del progetto, l’autore responsabile del character design insisteva molto su un punto.

Per lui Noa doveva avere sopracciglia evidenti, perché una ragazza senza sopracciglia marcate gli sembrava quasi priva di presenza.

Il design di base conserva a lungo un forte sapore adolescenziale.

Nel secondo film viene però rivisto per darle un’aria più adulta.

In conversazioni informali tra gli autori sull’ipotetico cast di una versione dal vivo, il designer Teruhisa Tajima suggerì la cantante Mariko Nagai come somiglianza adatta a Noa.

L’illustratore principale non la conosceva ancora al momento della creazione del personaggio, ma dopo averla vista trovò la suggestione molto convincente e iniziò a orientare in quella direzione alcune immagini di Noa.

Anni dopo, Mariko Nagai ha ricordato con affetto Mobile Police Patlabor sui social network.

Rispondendo all’emozione dell’autore, ha scritto che l’opera è per lei un ricordo prezioso.

Nella versione live action collegata alla cronologia successiva, Noa compare solo brevemente in un ricordo di Chief Shigeo Shiba.

In quella fase ha lasciato la polizia.

Lavora come collaudatrice esclusiva del reparto sviluppo Labor della Shinohara Heavy Industries.

Asuma, diventato responsabile dello sviluppo, è indicato come suo partner sia sul piano professionale sia su quello privato.

Nel finale del fumetto resta anche un piccolo momento sospeso tra i due.

Noa scherza sul fatto che, se con una lieve cicatrice sul volto non riuscirà a sposarsi, diventerà una donna fatale; Asuma sembra sul punto di dirle qualcosa di importante, ma la scena non lo esplicita.

Esiste anche un personaggio della continuità live action successiva di nome Akira Izumino, interpretata da Erina Mano.

Non è Noa Izumi, ma viene spesso confusa con lei per via del nome identico nei caratteri e dell’indole maschiaccio.

Akira è la terza pilota della Seconda Squadra.

È una videogiocatrice compulsiva, quasi da livello patologico, con l’armadietto pieno di console, accessori e giochi.

Si accanisce soprattutto con i picchiaduro e quando perde diventa ostinata al punto da trascinare tutti in una rivincita.

Ha una Vespa come mezzo personale per andare al lavoro.

Anche il suo talento ai comandi è molto alto.

Il problema è che l’Ingram della sua epoca è talmente usurato che, quando combatte sul serio, rischia di romperlo con facilità.

(Visualizza la cronologia delle modifiche)

(Ultima modifica: Venerdì 24 Aprile 2026 19:24)

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