Majitani è un personaggio maschile dell’opera Hunter × Hunter, un detenuto a lunghissimo termine che funge da esaminatore nella terza prova dell’Esame di Hunter nella Torre dei Trucchi.
Majitani compare durante la terza fase dell’Esame di Hunter, nella prigione verticale nota come Torre dei Trucchi.
È uno dei detenuti scelti come “esaminatori” e ostacolo per i candidati.
Viene presentato come un criminale pericolosissimo, dall’aspetto imponente e coperto di cicatrici.
Nel vecchio adattamento animato ha la pelle estremamente pallida, mentre nel nuovo adattamento il suo corpo è di un azzurro acceso, scelta visiva che accentua l’effetto grottesco del personaggio.
È doppiato da Hidenobu Kiuchi nella prima serie animata e da Kazuki Yao nel nuovo adattamento.
La sua celebre frase d’ingresso è: “Io sono uno dei Quattro Re della Brigata, Majitani!”.
Majitani ha un fisico massiccio e muscoloso, con una corporatura che incute timore a prima vista.
Il suo volto è segnato da numerose cicatrici, che però non provengono da battaglie ma da un intervento di chirurgia estetica malriuscito.
Queste cicatrici, unite all’espressione truce, lo fanno sembrare un veterano di mille scontri.
In realtà servono soprattutto a sostenere l’immagine di “mostro da prigione” con cui ama spaventare gli avversari.
Nel primo adattamento animato la pelle è malata di pallore, quasi cadaverica.
Nel secondo adattamento il suo corpo è completamente blu, creando un contrasto ancora più surreale con la sua fama costruita a tavolino.
Nonostante l’aspetto intimidatorio, Majitani è in realtà un vigliacco e un piccolo truffatore.
Il suo talento principale non è il combattimento, ma il bluff: è bravissimo a vantarsi, esagerare e mentire per incutere paura.
Si costruisce un personaggio da “boss spaventoso”, parla in tono altisonante e si auto-proclama membro élite della famigerata Brigata Fantasma.
Dietro le quinte, però, è ansioso, facilmente intimidito e privo di vera fiducia nelle sue capacità in uno scontro diretto.
La sua codardia emerge anche dopo la sconfitta: per guadagnare tempo e non essere coinvolto in ulteriori guai, finge di essere svenuto per un periodo prolungato.
Il contrasto tra parola e realtà è il nucleo comico e tragico del personaggio.
Majitani è un detenuto a lunghissimo termine, con una pena di 108 anni di reclusione.
Questa cifra impressionante sembra, a prima vista, indice di crimini violenti e sanguinari.
In realtà, la lunghezza della pena deriva principalmente da truffe e reati simili accumulati “un po’ alla volta”.
Non è quindi un serial killer brutale, ma piuttosto un recidivo specialista di raggiri e imbrogli.
Proprio questa origine “banale” della sua condanna rende ironica la sua messa in scena da super-criminale.
Si presenta come un assassino spietato, ma il suo dossier giudiziario racconta una storia molto meno gloriosa.
Majitani ha un’unica “arma” degna di nota: il pugno destro potenziato.
Nel suo braccio destro è stata impiantata una struttura di acciaio, tramite intervento chirurgico, per aumentare la potenza dei colpi.
Grazie a questo innesto, è in grado di distruggere persino il pavimento di pietra con un solo pugno.
Questa dimostrazione di forza serve a rendere credibile l’immagine di mostro da combattimento che vuole proiettare.
Tuttavia, c’è un enorme limite: il colpo è talmente distruttivo da essere pericoloso anche per lui.
Se lo usa più di una o due volte al giorno, rischia di fratturarsi le ossa della mano, rendendo l’abilità poco sostenibile in un combattimento prolungato.
Oltre a questo pugno potenziato, il suo livello di combattimento è sorprendentemente basso.
Contro veri combattenti esperti, come quelli che affronta nell’Esame di Hunter, si rivela un completo “bluff ambulante”.
Uno degli elementi più caratteristici di Majitani è il suo finto legame con la Brigata Fantasma, il famigerato gruppo di criminali del mondo di Hunter × Hunter.
Per spaventare gli avversari, mostra un tatuaggio a forma di ragno sulla spalla, imitando il simbolo del gruppo.
Si vanta di aver ucciso 19 persone ed esibisce il tatuaggio come prova di appartenenza.
Arriva persino a presentarsi come “uno dei Quattro Re della Brigata”, un titolo completamente inventato che suona subito sospetto a chi conosce davvero il gruppo.
Il problema è che il suo tatuaggio è un falso imperfetto: manca il numero del membro all’interno del ragno, segno distintivo dei veri componenti della Brigata.
Inoltre, si comporta come un dilettante che conosce la Brigata solo in modo superficiale, usando il loro nome come se fosse un semplice brand criminale di lusso.
Confronto con Kurapika
La farsa di Majitani crolla clamorosamente quando si trova di fronte Kurapika, uno dei candidati all’Esame di Hunter.
Per Kurapika, la Brigata Fantasma non è solo un nome famoso, ma il nemico mortale del suo clan.
Vedendo Majitani vantarsi di essere un membro della Brigata e di aver ucciso molte persone, Kurapika viene colto da una furia profonda.
I suoi occhi diventano rossi cremisi, il segno distintivo del suo popolo quando è travolto dall’emozione.
Majitani, che non conosce a fondo la storia della Brigata né quella di Kurapika, resta confuso da questo cambiamento.
La sua ignoranza tradisce il fatto che sia solo un imitatore da quattro soldi.
Dopo averlo sconfitto brutalmente, Kurapika gli rivolge tre avvertimenti molto precisi:
Primo: il vero tatuaggio della Brigata Fantasma ha un numero inciso all’interno del ragno, uno per ogni membro.
Secondo: i veri membri della Brigata non si prendono neppure la briga di contare quante persone hanno ucciso.
Terzo: Majitani non deve mai più usare il nome della Brigata Fantasma, oppure sarà Kurapika stesso a ucciderlo.
Questo dialogo distrugge completamente la credibilità di Majitani come “membro” della Brigata.
Da quel momento, non è più visto come minaccia, ma come un impostore patetico.
Durante la fase della Torre dei Trucchi dell’Esame di Hunter, Majitani agisce come uno degli ostacoli principali per il gruppo di protagonisti.
La sua funzione è costringerli a combattere in duelli dove il tempo e le decisioni di gruppo sono fondamentali.
Affronta direttamente il gruppo composto da Gon Freecss, Killua Zoldyck, Kurapika e Leorio Paradinight, oltre ad altri personaggi coinvolti nella stessa sezione.
Fin da subito cerca di intimidirli con il suo soprannome, il tatuaggio e le dichiarazioni sul numero di persone che avrebbe ucciso.
Gon e Killua, però, intuiscono ben presto che qualcosa non torna in tutta la sua messa in scena.
Il vero crollo della sua immagine, come visto, arriva quando provoca Kurapika, che lo abbatte senza grandi difficoltà.
Dopo la sconfitta
Una volta battuto, Majitani perde ogni residua autorità nella scena.
Per evitare ulteriori guai e nella speranza di non essere coinvolto in decisioni sul suo destino, decide di fingere di essere privo di sensi per un po’ di tempo.
Intanto, Leorio Paradinight e Leroute lo usano come oggetto di una scommessa, discutendo se farlo cadere dal pavimento dell’arena.
La sua presenza si riduce, in pratica, a quella di un “peso morto” usato come pedina in un gioco di strategia e scommesse.
Nel nuovo adattamento animato, viene aggiunta una scena in cui Majitani, dopo essere fuggito, si avvicina incautamente a Johness, un altro detenuto pericoloso.
Non conoscendo la sua reale pericolosità, si avvicina con leggerezza e finisce rapidamente steso da Johness, poco prima che quest’ultimo venga a sua volta eliminato senza sforzo da Killua.
Majitani funziona come personaggio di contrasto: appare minaccioso, ma serve soprattutto a mettere in luce le vere capacità e la lucidità dei protagonisti.
La sua sconfitta rapida per mano di Kurapika sottolinea il potere che la vendetta e il trauma possono avere su quest’ultimo.
Inoltre, il suo finto tatuaggio della Brigata Fantasma permette all’autore di spiegare al lettore alcuni dettagli importanti.
Ad esempio, il fatto che i veri membri portino un numero nel tatuaggio e che non si interessino al conteggio delle vittime.
Sul piano del tono, Majitani porta una miscela di comicità e inquietudine.
È ridicolo nella sua ostentazione, ma rappresenta anche un tipo di criminale molto umano: qualcuno che finge di essere più malvagio e potente di quanto non sia, per sopravvivere in un mondo violento.
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