Is the Order a Rabbit? (in giapponese noto come Gochiusa) è un manga a quattro vignette di genere slice of life e commedia ambientato in una pittoresca città europea immaginaria, scritto e disegnato da Koi e serializzato sulla rivista Manga Time Kirara MAX a partire dal 2011.
Is the Order a Rabbit? racconta la vita quotidiana di un gruppo di ragazze che ruota attorno a vari caffè e pasticcerie della “città delle case a graticcio e delle strade lastricate”.
L’opera è caratterizzata da atmosfere dolci, umorismo leggero, un forte senso di calore familiare e un’estetica “moe” molto marcata.
L’autrice Koi ha dichiarato di aver iniziato la serie perché desiderava realizzare una storia “a tema caffetteria” ambientata in una città di legno e pietra ispirata a varie località europee.
Il successo del manga ha portato a diverse stagioni animate, OVA, film per il cinema, videogiochi e numerosi eventi e collaborazioni commerciali.
Nel 2021 il numero complessivo di copie in circolazione del manga ha superato i 3 milioni di volumi.
La serie è tuttora in corso, con 13 volumi tankōbon pubblicati in Giappone (stato ad agosto 2025).
Il manga è stato presentato per la prima volta sul numero di dicembre 2010 di Manga Time Kirara MAX, per poi iniziare la serializzazione regolare dal numero di marzo 2011.
Oltre alla serie principale, brevi episodi sono apparsi come ospiti su altre riviste, tra cui Manga Time Kirara Carat e la rivista di animazione Animedia.
L’editore principale è Hōbunsha, nella collana Manga Time KR Comics.
In Giappone, a marzo 2025, sono disponibili 13 volumi regolari e 5 volumi “Complete Blend” in formato più grande tipo rivista.
Il manga è stato tradotto e pubblicato anche all’estero, tra cui Taiwan, Corea del Sud e Stati Uniti.
In Taiwan l’editore è Sharp Point Press, che ha realizzato sia i singoli volumi sia edizioni in cofanetto che raccolgono più libri insieme.
Dal 2021 esiste un’edizione “completa” chiamata Complete Blend, in formato B5, che ristampa i capitoli in ordine riorganizzato e con copertine nuove.
Parallelamente sono usciti anche quattro volumi di antologia a fumetti realizzati da vari autori, oltre a tre artbook dedicati alle illustrazioni dell’autrice.
La storia è ambientata in una città senza nome, descritta come “città delle case a graticcio e delle strade lastricate”.
Le case hanno facciate in legno, i vicoli sono di pietra, e la città è piena di piccoli caffè, negozi e mercatini in stile europeo.
L’ambientazione è ispirata a varie località europee, soprattutto Strasburgo e Colmar nella regione dell’Alsazia, la collina di Montmartre a Parigi e alcuni villaggi vinicoli francesi.
Per l’anime è stato effettuato un viaggio di sopralluogo in Francia per fotografare e studiare i paesaggi urbani utilizzati come riferimento.
Le insegne e i cartelli della città mescolano spesso lingue diverse, tra cui italiano, francese, inglese e tedesco, dando un tono internazionale ma fiabesco.
La valuta è comunque lo yen, i treni viaggiano sul binario destro mentre le auto circolano a sinistra, creando un curioso ibrido tra Europa e Giappone dal punto di vista “logico”.
Uno dei temi forti della serie è il conforto del quotidiano: studiare, lavorare, bere caffè o tè, parlare di sogni e paure.
Il tono è sempre leggero, ma non mancano momenti riflessivi, come i timori legati al futuro, alla separazione dagli amici e al passare del tempo.
La città delle case a graticcio
La città ospita vari caffè con stili molto diversi: il più centrale per la trama è Rabbit House, il bar-caffetteria dove si svolge gran parte dell’azione.
Ci sono poi il tradizionale Ama Usa An specializzato in dolci giapponesi e il raffinato Fleur de Lapin, un locale a base di tisane ed erbe.
Accanto ai locali, la città presenta scuole femminili, una biblioteca, piscine coperte, parchi e una grande quantità di conigli selvatici che saltellano per strade e giardini.
Nel folklore cittadino è molto popolare un gioco di caccia al tesoro chiamato “sisto”, in cui si cercano mappe nascoste che portano a piccoli tesori.
Altre location importanti
La storia non si limita alla città principale: più avanti, le protagoniste viaggiano.
Visitiamo per esempio:
La città natale di Cocoa Hoto, un paesino marittimo rurale con il panificio di famiglia isolato in mezzo alle montagne, dove il segnale del cellulare prende a malapena.
La “città dei cento ponti e delle luci”, una grande metropoli percorsa da tram, con il lussuoso hotel Royal Cats e un parco divertimenti.
Il misterioso “Bunny Arcade”, un edificio mobile a metà tra sala giochi e casa infestata che intrappola persone in dimensioni alternative basate sulle loro paure.
Il “Bunny Arcade” è centrale in un arco narrativo più tardo: utilizza i timori nascosti dei personaggi per creare mondi paralleli dove, per esempio, Cocoa non è mai arrivata in città.
Solo grazie all’intervento combinato delle ragazze e dello spirito del nonno di Chino Kafu, la struttura viene distrutta e le dimensioni vengono ricongiunte.
La liceale Cocoa Hoto si trasferisce in città per frequentare il liceo e trova per caso il caffè Rabbit House, che si rivela essere anche la sua nuova pensione.
Lì incontra Chino Kafu, nipote del proprietario, una ragazza seria e introversa che porta sempre sulla testa un misterioso coniglio bianco di nome Tippy.
Per via di una regola scolastica, Cocoa deve rendersi utile alla famiglia che la ospita e inizia a lavorare come cameriera al Rabbit House.
Ben presto stringe amicizia con la collega più grande Rize Tedeza, ragazza dal passato “militare”, con la dolce e un po’ bizzarra Chiya Ujimatsu di Ama Usa An e con la seria ma povera Syaro Kirima di Fleur de Lapin.
Nel corso del primo anno, la cerchia si allarga includendo le compagne di classe di Chino Kafu: la vivace Maya Joga e la ingenua ma determinata Megumi Natsu, che insieme a lei formano il trio “Chimame-tai” (Chino–Maya–Megumi).
Le ragazze passano il tempo tra scuola, lavoro, serate al bar, festività stagionali e piccoli drammi quotidiani.
Col passare del tempo, la storia copre tre anni scolastici.
Vediamo Rize Tedeza diplomarsi e andare all’università, Chino Kafu entrare al liceo, e Cocoa Hoto maturare i suoi progetti di diventare panettiera professionista nella grande città dei ponti.
Tra i momenti chiave ci sono l’arrivo della sorella maggiore Mocha Hoto, che riconosce la crescita di Cocoa Hoto, il viaggio nella metropoli con ponte e luci, e la successiva decisione di Cocoa Hoto di andare lì a fare apprendistato come panettiera dopo il diploma.
Parallelamente, Chino Kafu chiarisce il proprio sogno di ereditare il Rabbit House e trasformarlo nella sua idea di caffetteria ideale.
L’arco più recente introduce nuove compagne: le gemelle Natsume Jinja ed Eru Jinja, ereditiere di una catena di coffee shop, e Fuyu Fuiba, timidissima ragazza appassionata di scacchi e ventriloquio che si trasferisce in città dopo averla vista su una rivista.
Queste nuove amicizie allargano ulteriormente il mondo sociale delle protagoniste e offrono nuovi contrasti di carattere e di classe sociale.
Cocoa Hoto
Cocoa Hoto è la protagonista, una liceale solare e ottimista che vive al Rabbit House.
Ha capelli castani con un fiocco a forma di mezzo fiore di ciliegio e il motto “amici in tre secondi”.
È la più giovane di quattro fratelli e sorelle, con due fratelli maggiori e la sorella Mocha Hoto.
Essendo cresciuta come figlia minore, sogna di avere a sua volta una sorellina su cui fare da “sorella maggiore”.
Quando arriva in città, Cocoa è quasi ignorante di caffè, ma lavora con entusiasmo finché non impara a preparare bevande e dolci di buon livello.
I suoi veri punti forti però sono nel pane: viene da una famiglia di panettieri e crea il famoso “pane Tippy” e una “toast spessa alla Cocoa” che entrano nel menu del locale.
Di carattere è affettuosa, impulsiva e un po’ maldestra, ma si impegna sempre per rendere felici gli altri.
Definisce Chino Kafu sua “sorellina” fin dal primo giorno, cosa che inizialmente mette in difficoltà la riservata Chino Kafu, ma che col tempo la fa sciogliere.
Cocoa ama gli animali soffici e tutto ciò che è “morbido”, e si scioglie letteralmente per Tippy o per i conigli in generale.
Quando qualcuno prova a fare da sorella a Chino Kafu al posto suo, va in crisi, piange e diventa gelosissima.
A scuola Cocoa ha risultati molto particolari: è notevolmente portata per matematica e fisica, al punto da riuscire calcoli elaborati a mente in un istante, ma è disastrosa nelle materie umanistiche, il che la riporta alla media.
Non è una brava insegnante: quando prova a spiegare qualcosa a Chino Kafu, finisce per confonderla ancora di più.
Ha molti sogni: all’inizio vuole essere panettiera, avvocato internazionale, barista, perfino scrittrice.
Dopo molte indecisioni, decide finalmente di concentrarsi sulla panificazione e sceglie di andare dopo il liceo nella città dei ponti per fare apprendistato in una grande panetteria.
Il timore di separarsi dagli amici però la tormenta, e viene sfruttato dalla “Bunny Arcade” per intrappolarla in un mondo alternativo dove nessuno si ricorda di lei.
Superata questa prova, Cocoa riesce a fare pace con l’idea del futuro e a vedere il suo viaggio come un passo necessario, senza perdere il legame con gli altri.
Alla fine capisce anche la vera natura di Tippy, rendendosi conto che l’anziano nonno di Chino Kafu si era in qualche modo reincarnato nel coniglio.
Questo la avvicina ancora di più alla famiglia Kafu.
Chino Kafu
Chino Kafu è la nipote del proprietario del Rabbit House e la vera “padrona di casa” in miniatura.
È una ragazza di bassa statura, dai capelli azzurro chiaro e con due fermagli incrociati, che parla sempre con un tono calmo e molto educato.
Chino Kafu è una vera esperta di caffè: riconosce varietà e provenienza dal solo aroma, anche se deve ancora aggiungere zucchero e latte per berlo.
Indossa quasi sempre sul capo il coniglio bianco Tippy, mascotte del locale e, come si scopre, spirito di suo nonno.
All’inizio è perplessa dall’eccessiva espansività di Cocoa Hoto e rifiuta di essere chiamata “sorellina”.
Con il tempo però impara a dipendere affettivamente da Cocoa Hoto, tanto che soffre di “Cocoa-mania” quando lei torna a casa per le vacanze.
Chino Kafu è molto intelligente e riflessiva, ama giochi da tavolo come gli scacchi e passatempi solitari come bottiglie-nave e puzzle.
Da bambina parlava quasi soltanto con il nonno e il padre, per cui è cresciuta un po’ introversa e ha dovuto sforzarsi per aprirsi agli altri.
Il suo sogno è diventare una barista professionista e gestire il Rabbit House ereditandolo dal padre.
In età liceale chiarisce meglio questo desiderio: vuole trasformare il locale in una versione che senta davvero “sua”, pur mantenendo la tradizione di famiglia.
Ha un complesso per la sua bassa statura e cerca qualunque alimento o pratica che prometta di farla crescere, nonostante abbia molti cibi che non le piacciono.
Adora i bambini e i conigli, ma ha un piccolo problema: quasi tutti gli animali (tranne pochissimi) non le si avvicinano volentieri.
Condivide un legame molto stretto con le amiche di classe Maya Joga e Megumi Natsu, insieme alle quali forma la “Chimame-tai”.
Le tre affrontano insieme l’esame per il liceo di Cocoa Hoto, e Chino Kafu sceglie la stessa scuola per poter continuare a seguirla.
Quando lo spirito del nonno lascia Tippy per “salire in cielo”, Chino Kafu si trova di colpo da sola con un coniglio che non parla più.
Per attenuare il vuoto si esercita e finisce davvero per imparare il ventriloquio, così da poter ridare voce a Tippy agli occhi dei clienti.
Rize Tedeza
Rize Tedeza è la cameriera più anziana del Rabbit House.
È alta, atletica, con capelli viola in due code e un portamento che tradisce senza dubbio un’educazione “militare”.
Figlia di un ufficiale dell’esercito, è abituata a portare con sé repliche di armi da fuoco e a parlare di tattiche e addestramento come se fossero cose quotidiane.
Ha una forza fisica notevole, solleva casse e sacchi come se fossero nulla, e ha riflessi prontissimi.
Nonostante la durezza esteriore, Rize Tedeza sogna di essere “una ragazza normale” e ammira le interazioni spontanee tra Cocoa Hoto e Chino Kafu.
Ama gli oggetti carini e le peluche, ma è imbarazzata dal mostrarlo e tende a nasconderlo dietro la sua immagine da “soldato”.
A scuola è popolare al punto da essere considerata quasi una “idol” interna.
Aiuta vari club come jolly: recitazione, sport, qualunque disciplina richieda presenza scenica o capacità fisica.
Lei stessa ha imparato molte pose e modi di fare femminili recitando a teatro, tanto che quando scioglie le code e cambia abbigliamento sembra addirittura un’altra persona.
In quelle occasioni finge addirittura di essere “Roze”, una cugina, perché si vergogna che le amiche la vedano in versione troppo “signorina”.
Il suo sogno è diventare maestra elementare, influenzata dall’affetto che prova per la Chimame-tai, che considera le sue “piccole”.
Dopo il diploma si iscrive a un’università e continua a comparire di tanto in tanto in città, lavorando anche come cameriera in occasioni speciali.
Chiya Ujimatsu
Chiya Ujimatsu è la proprietaria in erba del caffè tradizionale Ama Usa An, specializzato in dolci tipici.
Ha lunghi capelli neri con taglio alla “principessa” e indossa spesso kimono abbinati a stivali.
A prima vista è una ragazza tranquilla e dall’aria “classica”, ma ha una fantasia illimitata e una forte inclinazione per le stranezze.
Ama inventare nomi lunghi e poetici per i suoi dolci, come “Luna e stelle riflesse nel mare”, che però lasciano perplessi i clienti.
È molto legata alla sua amica d’infanzia Syaro Kirima, che abita accanto al locale Ama Usa An.
Tra le due c’è un rapporto fatto di sostegno ma anche di scherzi: Chiya Ujimatsu non perde occasione per prenderla bonariamente in giro.
Chiya Ujimatsu è facilmente influenzabile: ogni nuova idea di Cocoa Hoto o Rize Tedeza può trasformarsi in un “tema del mese” per il locale, con cambi di uniforme e decorazioni.
Fisicamente ha poca resistenza e si stanca facilmente, nonostante riesca a produrre brevi “esplosioni” di forza, per esempio remando un pedalò a velocità incredibili per poi crollare.
Ama le storie di fantasmi e l’occulto, interessi ereditati dalla nonna, esperta di rimedi popolari e di soffi di cerbottana.
Questa vena un po’ magica la porta a riconoscere e sfruttare subito le atmosfere misteriose della città, come nel caso della Bunny Arcade.
A scuola è compagna di classe di Cocoa Hoto e partecipa con entusiasmo alle attività del comitato del festival scolastico.
Il suo impegno le vale persino una candidatura a presidente del consiglio studentesco, che però alla fine rifiuta.
Il suo progetto per il futuro è rimanere ad Ama Usa An, continuando la tradizione familiare e frequentando contemporaneamente l’università in città.
Per lei, l’equilibrio ideale è servire dolci con Cocoa Hoto e le altre, mantenendo al tempo stesso l’identità tradizionale del locale.
Syaro Kirima
Syaro Kirima vive in una casetta minuscola e fatiscente accanto ad Ama Usa An.
È una ragazza composta e diligente, con capelli biondi mossi e una fascia o cerchietto che le tiene a freno il ciuffo ribelle.
La sua famiglia è povera e i genitori lavorano lontano come artigiani ceramisti, quindi Syaro Kirima si mantiene studiando come studentessa modello di una scuola d’élite.
Lavora part-time in varie attività, soprattutto nella sala da tè Fleur de Lapin, dove le cameriere indossano uniformi molto vistose e un po’ imbarazzanti.
Syaro Kirima ammira profondamente Rize Tedeza, che l’ha salvata da un coniglio aggressivo, e da allora la idealizza al limite dell’innamoramento.
Per questo tende a diventare impacciata e nervosa quando Rize Tedeza è nei paraggi.
Ha una stranezza buffa: la caffeina la fa andare completamente fuori controllo.
Un solo caffè può trasformarla in una versione iperattiva e teatrale di se stessa, oppure in un “piagnucolona” a seconda della miscela.
Nonostante le difficoltà economiche, Syaro Kirima eccelle nello studio e viene ammessa come studentessa con borsa di studio alla stessa scuola di Rize Tedeza.
È anche una brava insegnante e spesso aiuta Chino Kafu, che la ammira moltissimo per la sua serietà.
In casa tiene un coniglio dal passato “malfamato”, Wild Geese, che in origine la terrorizzava ma che col tempo ha imparato a trattare come un compagno rumoroso.
Questo rapporto le permette di superare pian piano la sua avversione per i conigli, nata anni prima con il coniglio di Ama Usa An.
Il suo sogno è iscriversi a un’università pubblica prestigiosa in una grande città, per migliorare la situazione della famiglia.
Nonostante ciò, è legatissima a Chiya Ujimatsu e al quartiere, creando un contrasto emotivo tra ambizione e affetto.
Maya Joga
Maya Joga è una delle migliori amiche di Chino Kafu e forma con lei e Megumi Natsu la Chimame-tai.
È piccola, molto energica, con un lato un po’ “tomboy” e un sorriso sempre pronto.
Ama i videogiochi, le sfide e le battute dirette, e non ha timore di parlare in modo informale anche con le ragazze più grandi.
Per un suo commento esagerato sulle tecniche di combattimento, Rize Tedeza arriva addirittura a scambiarla per una potenziale recluta militare.
A scuola Maya Joga se la cava bene, soprattutto nelle materie scientifiche, e riceve la proposta di sostenere l’esame speciale per la scuola d’élite di Rize Tedeza e Syaro Kirima.
Inizialmente è riluttante perché non si sente “da scuola di ricchi”, ma poi si convince anche grazie all’esempio delle amiche.
Ha un fratello maggiore e viene spesso mostrata in situazioni domestiche vivaci.
In passato ha frequentato un corso di danza classica con Megumi Natsu, e questo le dà una certa agilità fisica, utile anche nelle gag.
Dopo il diploma delle medie, Maya Joga entra effettivamente nella scuola d’élite, scegliendo un’uniforme con cravatta e una felpa sopra, in contrasto con la formalità dei compagni.
Continua comunque a frequentare il gruppo al completo nella città principale ogni volta che può.
Megumi Natsu
Megumi Natsu è la terza componente della Chimame-tai, amica d’infanzia di Maya Joga.
È dolce, un po’ ingenua, ma desiderosa di migliorarsi e di trovare una propria “specialità”.
Guarda con adorazione Cocoa Hoto, che considera “una persona meravigliosa” per la sua abilità nel pane e la sua gentilezza.
Allo stesso modo è impressionata da Syaro Kirima al Fleur de Lapin, tanto da scegliere quel locale per il tirocinio scolastico.
Megumi Natsu è figlia di un’insegnante di danza classica e ha praticato a lungo il balletto.
Quando sente certe musiche, il suo corpo tende quasi a muoversi da solo, e riesce a sostenere giri vorticosi che farebbero barcollare chiunque.
Non è molto abile nei lavori manuali di precisione, e spesso i suoi tentativi di confezionare o cucire qualcosa portano a risultati bizzarri.
Ciononostante, il suo impegno sincero la rende una presenza affettuosa e rassicurante nel gruppo.
Su consiglio della madre, Megumi Natsu punta alla stessa scuola d’élite di Rize Tedeza e Syaro Kirima, dove viene ammessa insieme a Maya Joga e alle gemelle Jinja.
Lì decide di lavorare su se stessa per trovare un lato di sé che sia davvero “solo suo”, sperimentando anche stili di danza più moderni come l’hip hop.
Tippy
Tippy è apparentemente una coniglietta angora bianca, rotonda e soffice, mascotte del Rabbit House.
In realtà, per gran parte della storia, al suo interno si trova lo spirito del nonno di Chino Kafu, fondatore del locale.
Solo la famiglia è al corrente di questa verità, per cui Chino Kafu giustifica la voce di Tippy fingendo di fare ventriloquismo.
Tippy, dal canto suo, ha il temperamento di un vecchio signore che apprezza il buon gusto, ma che è facilmente irritabile, soprattutto quando il figlio lo supera in fama.
Da vivo, il nonno era un uomo raffinato, amante degli scacchi e delle conversazioni al bancone.
Diede fiducia a una giovane Midori Aoyama, ispirandola a diventare scrittrice di successo, e fu lui a incoraggiarla a pubblicare le sue prime storie.
Il legame tra Tippy e Chino Kafu è profondissimo: spesso le espressioni e le emozioni di una si riflettono sull’altro.
Quando Tippy rimane “bloccato” sulla Terra, scherza sul fatto che in paradiso lo rimbalzano all’ingresso, ma in fondo è attaccato alla nipote e al suo caffè.
A un certo punto, dopo aver ascoltato i progetti maturi di Chino Kafu e sentendosi rassicurato sul futuro del Rabbit House, Tippy può finalmente “salire in cielo”.
Il coniglio rimane allora un normale animale muto, e Chino Kafu colma il vuoto imparando a farlo “parlare” davvero tramite ventriloquio.
La famiglia Kafu
Takahiro Kafu è il padre di Chino Kafu e gestisce il Rabbit House come barista durante il turno serale.
Ha un aspetto maturo e carismatico, ama il jazz e prepara cocktail e caffè con grande maestria.
Nonostante l’aria seria, Takahiro Kafu ama oggetti carini come cravatte con motivi di conigli e bento decorati.
Ha un forte legame con il padre militare di Rize Tedeza, con il quale condivise esperienze dure sul “campo di battaglia”.
La moglie di Takahiro Kafu, Saki Kafu, è morta prima degli eventi attuali, ma compare in flashback e video.
Era una cantante di jazz dal sorriso luminoso, abile nel trucco di magia (come far apparire caramelle dalle mani) e famosa tra i clienti abituali.
Saki Kafu ha cucito le uniformi originali del Rabbit House, varianti in diversi colori, alcune delle quali completate in seguito da Cocoa Hoto.
Era amica di Chiyoko Hoto, madre di Cocoa Hoto, che la chiamava affettuosamente “coniglietta” ai tempi della scuola.
Nel momento in cui Tippy abbandona il mondo terreno, Saki Kafu appare come una figura eterea per accompagnarlo, chiudendo così il cerchio della famiglia.
In un’occasione successiva, durante il caos della Bunny Arcade, Saki Kafu compare di nuovo per aiutare Natsume Jinja ed Eru Jinja a mettersi al sicuro.
La famiglia Hoto
La casa di Cocoa Hoto è il panificio “Bakery Hoto”, gestito dalla madre Chiyoko Hoto.
Chiyoko è una donna dall’aria gentile che ama i kimono e la cultura tradizionale, ma ha anche un lato insospettabilmente geloso verso Saki Kafu.
È orgogliosa della crescita di Cocoa Hoto, che vede attraverso le foto e i racconti che la figlia le manda.
Allo stesso tempo è preoccupata dal “colorito” che la personalità di Cocoa Hoto ha acquisito frequentando persone come Rize Tedeza, Syaro Kirima e Chiya Ujimatsu.
Mocha Hoto, la sorella maggiore, è una panettiera talentuosa e una “over-sister” perfetta: calma, competente e incredibilmente affettuosa verso Cocoa Hoto.
È anche tremendamente possessiva: soffre all’idea che Cocoa Hoto viva lontano e non possa più attaccarsi a lei come una volta.
Mocha Hoto stende Cocoa Hoto in qualunque tipo di gara: dal pane alla bicicletta, fino alla guida di scooter e furgoni da consegna, che manovra con acrobazie spericolate.
Segretamente si allena per sorprendere la sorella, ad esempio prendendo lezioni da Takahiro Kafu per padroneggiare la latte art.
I due fratelli, Kei Hoto e Itsuki Hoto, sono mostrati solo in flashback: uno studia per diventare avvocato, l’altro scienziato.
Il padre Hoto lavora come professore universitario in città e ha un temperamento vivace e un po’ eccentrico.
La famiglia Ujimatsu e la famiglia Kirima
La famiglia di Chiya Ujimatsu gestisce Ama Usa An, e il volto più presente è la nonna.
Questa anziana signora ha fama di severità, ma sotto la scorza dura si nasconde un affetto profondo per la nipote e le sue amiche.
La nonna è maestra nel soffiare dardi e raccogliere funghi (anche velenosi, che usa a volte come scherzo).
In passato ha avuto un rapporto burrascoso con il nonno di Chino Kafu, fatto di litigi coloriti ma anche di rispetto reciproco.
Il coniglio di Ama Usa An, Anko, è un maschio coronato da una piccola corona regalata in origine da Syaro Kirima bambina.
Timido con quasi tutti, reagisce però in modo esplosivo alla vista di Syaro Kirima o di Tippy, lanciandosi su di loro.
I genitori di Syaro Kirima sono artigiani che lavorano la ceramica in città.
Sono amici di Chidori Ujimatsu, madre di Chiya Ujimatsu, che funge da buyer per vari locali e commissiona spesso servizi di piatti ai Kirima.
La separazione fisica dai genitori e la povertà hanno costretto Syaro Kirima a crescere in fretta.
Ciò la spinge a studiare duramente e a fare mille lavori, ma anche a valorizzare ancora di più il sostegno affettuoso di Chiya Ujimatsu.
Le gemelle Jinja e Fuyu Fuiba
Natsume Jinja ed Eru Jinja sono gemelle identiche, figlie del proprietario della catena di caffetterie “Bright Bunny”.
Hanno capelli biondi e portamento da vere signorine, ma caratteri diversi: Natsume Jinja è più matura, Eru Jinja più teatrale e disinvolta.
Le gemelle incontrano il gruppo durante un viaggio in treno verso la città dei ponti.
Si rivelano rapidamente molto ricche e abituate a risolvere i problemi con assegni e mance spropositate, il che crea situazioni comiche.
L’azienda di famiglia apre un negozio anche nella città delle case a graticcio, e le gemelle vi lavorano temporaneamente per fare esperienza di “vita normale”.
Lì incontrano Fuyu Fuiba, una coetanea che prende alloggio proprio al di sopra del Bright Bunny.
Fuyu Fuiba è una ragazza timida, amante dei gatti e del silenzio, dotata di grande talento per gli scacchi e il ventriloquio.
Ha scelto la città dopo averla vista su una rivista, innamorandosi dell’immagine di calore e gentilezza che trasmetteva.
Per superare la sua difficoltà nei rapporti sociali, Fuyu Fuiba si impone piccoli esercizi, come ordinare “un sorriso” alle cameriere dei vari locali per studiare come sorridono.
Incontra Chino Kafu e la Chimame-tai nella città dei ponti e, colpita dalla loro naturalezza, decide di seguirle nel loro stesso liceo.
Più tardi comincia a chiamare Cocoa Hoto “Coco-sorella”, vedendo in lei la figura di sorella maggiore che non ha mai avuto.
Il suo arrivo porta una nuova dinamica più “introversa” nel gruppo, bilanciando la forza espansiva di Cocoa Hoto.
Nei licei frequentati dalle protagoniste compaiono diversi personaggi secondari che arricchiscono la vita di classe.
Questi personaggi hanno episodi brevi ma spesso molto caratterizzanti.
La class president, il cui nome è Mai, è la seria rappresentante di classe di Cocoa Hoto e Chiya Ujimatsu al secondo anno.
Porta gli occhiali, è meticolosa e in segreto avrebbe preferito entrare nella scuola d’élite di Rize Tedeza e Syaro Kirima.
Rei è compagna di classe di Cocoa Hoto, con un carattere deciso che fa sì che Chiya Ujimatsu la definisca “capoclasse in stile band leader”.
Si trova spesso a ridere e scherzare con Cocoa Hoto, condividendo battute e piccoli litigi amichevoli.
Kano è un’altra compagna di classe, proveniente da una famiglia di carpentieri presso cui alloggia.
Condivide con Cocoa Hoto lo spirito scherzoso, e le due si scambiano battute come se fossero sorelle.
Anzu è una ragazza con due codini che ascolta con interesse tutti i racconti di Cocoa Hoto sul Rabbit House, quasi come se fosse una fan del locale.
Durante il festival scolastico, è lei a insistere perché Rize Tedeza indossi un costume tipico da Oktoberfest.
Natchan è una compagna dai capelli a caschetto che all’inizio è diffidente verso la scuola d’élite, pensando che sia “troppo lontana dal popolo”.
Anche lei però finisce per partecipare attivamente al festival, aiutando per esempio a travestire Syaro Kirima con abiti simili a quelli tradizionali bavaresi.
Miki e Karin sono altre due compagne: la prima con capelli corti e fermagli incrociati, la seconda con capelli raccolti dietro.
Entrambe aiutano nel lavoro di preparazione del festival scolastico e rappresentano il lato più “normale” della classe in mezzo all’energia di Cocoa Hoto e Chiya Ujimatsu.
Nel liceo d’élite appaiono figure come Yura Karede, presidentessa del club di cerbottana.
È un’amica di vecchia data di Rize Tedeza, figlia di un militare delle forze speciali, e ama punzecchiare gli altri con commenti ironici, anche se si scopre essere più sensibile di quanto sembri.
Midori Aoyama e Rin Mate
Midori Aoyama è una scrittrice di romanzi che da giovane frequentava il Rabbit House come cliente abituale.
Il nome con cui è famosa, “Blue Mountain”, è un chiaro omaggio al caffè, e la lega per sempre al locale.
È timida, evita di guardare negli occhi la gente, ma ha un lato totalmente inaspettato: si mette in posizioni improbabili per osservare gli altri, arriva persino a sbirciare sotto le gonne “per studio dei personaggi”.
Di solito viene scoperta e sgridata, ma rimane una presenza affettuosa e comica.
A un certo punto perde una penna stilografica a lei cara, cade in depressione e smette di scrivere.
Per un periodo finisce a lavorare al Rabbit House come barista, salvata da Chino Kafu che la assume in attesa che ritrovi l’ispirazione.
Quando Tippy le restituisce la penna e le confessa di essere il vecchio proprietario, Midori Aoyama ritrova la voglia di scrivere.
Da lì produce nuove opere ispirate ai locali della città, tra cui un romanzo su una “ladra coniglietta” che sembra ricalcare Syaro Kirima.
La sua editor è Rin Mate, ex compagna di scuola e ora dipendente della casa editrice “Seironsha”.
Rin Mate è rigorosa e severa quando deve riprendere Midori Aoyama, ma in realtà tiene molto a lei e non esita a partecipare alle follie del suo mondo.
Rin Mate scrive articoli, coordina eventi e arriva persino a organizzare sessioni di autografi in cui Midori Aoyama appare in costume da mascotte.
Non sopporta molto il caffè, ma accetta di berlo se preparato da Chino Kafu in versioni più dolci e delicate.
Altri personaggi cittadini
Nel mondo cittadino troviamo anche i proprietari e i gestori degli altri caffè.
La padrona del Fleur de Lapin, per esempio, ha dato alle uniformi un look decisamente appariscente e un po’ provocante, frutto di anni di ripensamenti da un concept inizialmente ispirato alle fiabe.
Al Royal Cats, l’hotel della città dei ponti, incontriamo un direttore e un vice-direttore eccentrici.
Gestiscono anche un grande gatto nero, Noir, soprannominato “boss”, che assomiglia moltissimo al coniglio Anko di Ama Usa An.
La madre di Megumi Natsu dirige una scuola di danza classica con molte allieve, tra cui occasionalmente anche Rize Tedeza e Syaro Kirima.
Non perde mai l’occasione di proporre a nuove ragazze di entrare nei suoi corsi, dando vita a gag in cui personaggi “militari” si ritrovano a fare pas de deux.
Uno dei tratti distintivi di Is the Order a Rabbit? è la creazione di piccoli “team” con nomi affettuosi.
Il trio Chimame-tai (Chino Kafu, Maya Joga e Megumi Natsu) rappresenta la “generazione più giovane” che cresce per subentrare al gruppo principale.
Più avanti, quando Maya Joga, Megumi Natsu, Natsume Jinja ed Eru Jinja si ritrovano tutte alla scuola d’élite, Rize Tedeza le soprannomina “Bean Sprout Squad”, in italiano potremmo dire “Squadra germogli di fagiolo”.
È un gioco di parole sui loro nomi e sulla loro crescita ancora “tenerissima”.
Questi gruppi danno alla serie una struttura quasi “a staffetta”: le ragazze crescono, passano di grado scolastico, e lasciano spazio a chi viene dopo.
Il tono rimane sempre leggero, ma sotto si intravede una riflessione sulla maturazione e sul passaggio di testimone tra generazioni.
Anime
Il manga è stato adattato in serie televisiva animata a partire dal 2014.
Sono state prodotte tre stagioni televisive, diversi OVA (episodi speciali per il mercato home video) e un mediometraggio cinematografico.
Le stagioni seguono in gran parte i capitoli del manga, ampliando alcune scene e aggiungendo sequenze di vita quotidiana per sfruttare meglio la musica e l’animazione.
L’anime è noto per le sigle orecchiabili cantate dalle doppiatrici stesse, riunite nei gruppi Petit Rabbit’s e Chimame-tai.
Videogiochi e applicazioni
Le protagoniste compaiono in un gran numero di videogiochi collaborativi, soprattutto per smartphone.
Sono presenti in giochi musicali, di ruolo, carte collezionabili e tanti altri, spesso con costumi originali.
È stato pubblicato anche un videogioco per console portatile in cui si gestisce la vita da cameriera al Rabbit House e si interagisce con tutti i personaggi.
Oltre ai videogiochi digitali, esistono giochi da tavolo ufficiali come “Is the Order a Board Game?”, che permettono di ricreare l’atmosfera del caffè in forma di party game.
Eventi dal vivo e concerti
La serie ha ispirato numerosi eventi, dai grandi concerti con orchestra alle serate DJ.
Tra questi vi sono i “Rabbit House Tea Party”, maxi-eventi con cast e musica, e i concerti sinfonici che riarrangiano le colonne sonore per orchestra.
Un filone molto particolare sono i live virtuali in realtà virtuale, dove Petit Rabbit’s e Chimame-tai appaiono come avatar 3D in palchi digitali.
I fan possono assistere con visore o su schermo, muovendosi nello spazio virtuale come se fossero a un concerto reale.
Sono state organizzate anche mostre itineranti, come la grande esposizione “Café Lumière”, che ricostruisce fisicamente angoli del Rabbit House e delle camere di Cocoa Hoto e Chino Kafu.
Queste mostre hanno viaggiato da Tokyo a Osaka, Niigata, Fukuoka e Nagoya, accompagnate da merchandising esclusivo.
Collaborazioni commerciali
Is the Order a Rabbit? è noto per un numero impressionante di collaborazioni con aziende e negozi reali.
Ci sono state caffetterie a tema con menù speciali ispirati ai personaggi, set di ramen, campagne con catene di ristoranti e persino una giornata ufficiale della “coccolosa tazza di cacao” in collaborazione con un grande produttore di cioccolato in polvere.
La serie ha collaborato con catene di karaoke, centri commerciali, sistemi di carte fedeltà, produttori di hardware audio e perfino di macchine fotografiche digitali in edizione limitata.
In molti casi, i locali coinvolti vengono decorati con illustrazioni del cast, creando per qualche settimana una vera “città Gochiusa” nel mondo reale.
Una collaborazione particolarmente curiosa è quella con una compagnia ferroviaria locale, che ha decorato alcuni treni con le immagini delle protagoniste e ha emesso biglietti commemorativi.
Non mancano poi viaggi organizzati in Francia, sulle tracce dei luoghi che hanno ispirato la città delle case a graticcio, con ospiti del cast dell’anime come guide d’eccezione.
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