Hanzo è un ninja professionista proveniente dal paese di Jappon, abile utilizzatore di nen e cacciatore professionista, comparso come uno dei più promettenti candidati alla 287ª sessione dell’esame per diventare Hunter.
Nome: Hanzo
Età: 18 anni
Origine: Jappon
Professione: Ninja di rango superiore (jonin) del gruppo segreto di assassini “Kumogakure-ryu” e Hunter professionista
Motivazione per diventare Hunter: Ricercare il leggendario rotolo “Libro dell’Eremita”
Arma principale: Coltelli corti nascosti negli avambracci
Sesso: Maschio
Hanzo è un giovane ninja calvo, dal fisico allenato, formato fin dalla nascita nelle arti segrete del ninjutsu.
Nonostante il suo background di assassino, si presenta spesso con un atteggiamento allegro, loquace e sorprendentemente socievole.
È noto per avvicinare spontaneamente gli altri, fare conversazione e persino distribuire biglietti da visita per promuovere i propri servizi da ninja.
Sotto questa facciata estroversa, però, è un realista freddo e serio quando la situazione lo richiede.
Rivela senza problemi dettagli che un ninja normalmente terrebbe nascosti, inclusi elementi del suo addestramento e del suo passato.
Ha dichiarato apertamente di aver ucciso persone quando aveva più o meno l’età di Gon Freecss, segno di una notevole durezza mentale.
Il suo livello di tecnica e di esperienza in combattimento è molto alto, tanto che Killua Zoldyck, dopo l’arco della famiglia Zoldyck, ammette che le capacità complessive di Hanzo sono superiori alle sue di allora.
In termini di pura resistenza fisica, però, sembra leggermente inferiore rispetto a Gon e Killua, come si nota alla fine della prima prova dell’esame, dove appare più affaticato rispetto ai due ragazzi.
Durante la valutazione finale del 287° esame, il presidente dell’Associazione Hunter assegna a Hanzo il punteggio massimo insieme a Gon, riconoscendo la sua abilità complessiva.
Anche l’apprendimento del nen avviene per lui prima che per Gon e i suoi amici, confermando che non è solo un “talento da esame”, ma un combattente completo.
Hanzo ha una personalità energica, solare e comunicativa.
Ama parlare, scherzare e intrattenere gli altri, e tende a raccontare molto di sé senza filtri.
Questa loquacità ha un rovescio della medaglia: spesso, nel parlare troppo, finisce per rivelare informazioni che sarebbe meglio mantenere segrete.
Può anche lasciarsi prendere dalla rabbia o dall’orgoglio, commettendo errori di valutazione, salvo poi avere la forza di rimediare con le proprie capacità.
Nonostante il lato estroverso, Hanzo resta sempre un ninja pragmatico e sospettoso quando si tratta di sicurezza.
Un esempio emblematico è la sua regola ferrea di non accettare mai cibo o bevande da altri: un principio che lo rende praticamente immune a tentativi di avvelenamento o sabotaggio.
Quando fallisce in una missione, non cerca scuse: prova un forte senso di responsabilità personale.
Allo stesso tempo, tuttavia, è capace di una determinazione inflessibile, soprattutto quando si tratta di punire chi ritiene colpevole.
Capacità fisiche e di combattimento
Fin da bambino, Hanzo è stato addestrato nelle tecniche ninja del clan Kumogakure-ryu.
Questo addestramento comprende combattimento corpo a corpo, uso di armi bianche, tecniche di infiltrazione e resistenza mentale alla tortura e al dolore.
Durante l’esame Hunter dimostra una velocità, precisione e capacità di neutralizzare l’avversario nettamente superiori alla media degli altri candidati.
Quando affronta Gon, la differenza iniziale di livello tecnico è evidente: Hanzo è in grado di immobilizzarlo, spezzargli un braccio e metterlo all’angolo senza difficoltà.
Pur non avendo la stessa riserva di energia grezza di Gon e Killua, compensa con disciplina, tattica, tecniche raffinate e un alto livello di sangue freddo.
La sua flessibilità gli consente di passare rapidamente da un approccio letale a uno non letale, adattandosi alle regole del contesto (come la proibizione di uccidere nella prova finale).
Nen e categoria
Hanzo è classificato come utilizzatore di nen di tipo Trasmutazione.
Il suo stile di nen è strettamente collegato al tema del “ninja fantasma”, puntando su mobilità, infiltrazione e raccolta di informazioni.
Dividere il corpo – “Tecnica del Doppio Hanzo Skill 4”
La sua abilità principale, chiamata comunemente “Tecnica del Doppio (Hanzo Skill 4)”, consiste nel materializzare una sorta di corpo spirituale separato dal corpo fisico.
In pratica, Hanzo crea una “proiezione” o “fantasma” di sé stesso, dotato di coscienza e capacità di movimento autonomo.
Durante l’attivazione di questa tecnica, il corpo reale di Hanzo entra in uno stato di completa incoscienza.
Nel frattempo, il suo doppio può muoversi liberamente, volare e attraversare oggetti solidi, risultando ideale per esplorazioni e missioni di ricognizione.
La distanza massima entro cui il doppio può allontanarsi dal corpo vero non viene chiarita, ma, entro il suo raggio d’azione, le possibilità di movimento sono estremamente versatili.
Per interrompere la tecnica, il doppio deve tornare al corpo originale e “ricongiungersi” con esso.
Se qualcuno tocca il corpo reale di Hanzo o gli parla direttamente mentre la tecnica è attiva, l’abilità viene annullata forzatamente, e il ninja riprende coscienza.
Questa limitazione rende fondamentale proteggere il corpo fisico mentre il doppio è in azione, pena l’interruzione improvvisa della missione esplorativa.
Esame Hunter (287ª sessione)
Fin dal preludio dell’esame, Hanzo si distingue per la sua parlantina.
Per esempio, si intrattiene a lungo con Tonpa, parlando quasi da solo, mentre l’altro prova a studiarlo.
Quando Tonpa tenta di offrirgli una bevanda corretta con lassativo, Hanzo cambia immediatamente espressione e rifiuta con fermezza: spiega che non ingerisce mai cibo o bevande offerte da altri.
Questo atteggiamento glaciale, in contrasto con la sua chiacchiera precedente, lascia Tonpa sconvolto e sottolinea l’addestramento paranoico tipico dei ninja.
Durante la seconda prova, l’esame consiste nel preparare un piatto specifico per la giudice Menchi, che richiede un piatto tradizionale del suo paese: il sushi.
Mentre la maggior parte dei candidati non ha idea di cosa sia, Hanzo – provenendo da una cultura simile – si sente nel suo elemento e prepara con sicurezza il piatto.
Convinto di avere un vantaggio assoluto, presenta fiero il suo sushi, ma Menchi lo giudica “non buono” a livello culinario.
Ferito nell’orgoglio e irritato, Hanzo finisce per gridare le istruzioni di preparazione del sushi a voce alta, permettendo così agli altri candidati di capire come realizzarlo.
Inoltre, definisce il sushi una “ricetta semplice e alla mano”, commento che scatena la furia di Menchi, nota per la sua sensibilità da gourmet.
Malgrado la gaffe, viene comunque riconosciuto il merito di conoscere il piatto e di averlo identificato correttamente.
Nel corso della quarta prova, Hanzo riceve come bersaglio Amori, il maggiore dei tre fratelli Amori, veterani dell’esame.
Poiché Amori si muove sempre assieme al fratello minore Umori, Hanzo li pedina con pazienza, in attesa dell’occasione giusta.
Quando Killua sconfigge i fratelli Amori e lancia lontano la piastrina di Amori, Hanzo tenta di approfittare della situazione per impossessarsene.
Crede di aver preso la piastrina giusta, ma scopre accusando il colpo che si tratta in realtà di quella del fratello minore Imori, restando profondamente deluso.
Nell’adattamento animato più recente viene rivelato che la “svista” di Hanzo non è colpa sua: Killua aveva scambiato di proposito le piastrine prima di lanciarle, dimostrando di aver notato le intenzioni del ninja e di averlo ingannato di proposito.
Nonostante questo incidente, Hanzo riesce comunque a ottenere altre due piastrine da altri candidati e ad avanzare fino alla prova finale.
Nella prova conclusiva dell’esame Hunter, Hanzo affronta Gon in un duello in cui è vietato uccidere l’avversario.
La superiorità tecnica di Hanzo è evidente: domina il combattimento, infligge gravi ferite a Gon e lo mette in condizioni critiche pur senza oltrepassare il limite imposto.
Il problema è che Gon si rifiuta ostinatamente di arrendersi, anche di fronte alla possibilità di perdere l’uso del braccio.
Hanzo, colpito dalla determinazione quasi irrazionale di Gon, alla fine decide di arrendersi lui stesso, concedendogli la vittoria nonostante fosse chiaramente in vantaggio.
Questo tipo di “vittoria per rinuncia volontaria” lascia Gon insoddisfatto, al punto che il ragazzo protesta e fa i capricci.
Irritato dalla reazione, Hanzo lo colpisce in maniera comica, facendolo svenire e riportando la scena su un tono più leggero.
Nel combattimento successivo, Hanzo sconfigge Pokkle con estrema facilità, confermando ancora una volta la sua forza.
Al termine dell’esame, quando Illumi Zoldyck tenta di uccidere Gon ritenendolo un ostacolo per Killua, Hanzo si schiera insieme a Kurapika e Leorio Paradinight per impedirglielo, dimostrando così il rispetto e l’affetto che nel frattempo ha maturato verso Gon.
Periodo dopo l’esame e assenza momentanea
Dopo l’arco dell’esame Hunter, Hanzo scompare per molto tempo dalla scena principale, limitandosi a essere menzionato indirettamente.
La sua assenza è tanto lunga che il suo ritorno viene percepito dai lettori come una vera “recomparsa”.
Riapparirà ufficialmente solo più avanti, durante gli eventi legati all’elezione del nuovo presidente dell’Associazione Hunter.
In quell’occasione fa visita a Gon, gravemente ferito, dimostrando preoccupazione sincera per le sue condizioni.
Elezioni del Presidente e arco di Alluka
Nel periodo delle elezioni successive alla morte del presidente dell’Associazione Hunter, Hanzo riappare tra i vari Hunter e personaggi coinvolti.
In questa fase, il suo ruolo principale è mostrare che mantiene i contatti con Gon e gli altri e che continua la propria attività come Hunter.
Lo si vede recarsi a trovare Gon durante il suo ricovero, preoccupandosi per lo stato del ragazzo.
Sebbene non sia uno dei protagonisti centrali dell’arco, la sua presenza conferma che Hanzo rimane parte del mondo di Hunter × Hunter e non è stato dimenticato.
Spedizione verso il Continente Oscuro e servizio come guardia del corpo
Nell’arco della spedizione verso il Continente Oscuro e delle lotte interne alla corte dell’Impero di Kakin, Hanzo torna finalmente a occupare un ruolo di rilievo.
Viene ingaggiato come guardia del corpo della dodicesima principessa Momose, grazie alla mediazione di Kurapika, che coordina la difesa di alcuni dei principi.
Hanzo prende molto seriamente il proprio incarico di proteggere Momose e la relazione tra i due sembra impostarsi su un rapporto di fiducia in crescita.
Tuttavia, la madre di Momose, la regina Sevanti, interviene e ordina che Hanzo venga spostato per occuparsi della protezione di un altro principe, il fratellino Marayam.
Questo cambio di assegnazione avviene in un momento cruciale: mentre Hanzo è costretto a lasciare Momose, i nemici colgono l’occasione per assassinarla.
Quando Hanzo viene a sapere dell’omicidio, resta profondamente scosso e si sente direttamente responsabile di non essere riuscito a proteggerla.
La sua reazione non è solo di rimorso, ma anche di determinazione: giura che farà pagare chiunque sia dietro alla morte di Momose.
Indagando sui sospetti, identifica Taftdi come esecutore materiale dell’assassinio.
Una volta accertato il suo coinvolgimento, Hanzo non esita: elimina Taftdi, compiendo di fatto un’esecuzione mirata in risposta al crimine contro la principessa.
Dopo aver fatto giustizia a modo suo, prosegue nel proprio incarico come guardia del corpo di Marayam, cercando di evitare che si ripeta un’altra tragedia.
In questo contesto, la sua tecnica del Doppio diventa essenziale per monitorare l’ambiente e indagare senza esporsi troppo.
Durante uno dei momenti in cui agisce attraverso il proprio doppio, Hanzo nota un cambiamento inquietante nella stanza del giovane principe, rendendosi conto che un nuovo pericolo si sta manifestando.
Questa scena evidenzia come la sua abilità nen possa essere decisiva nelle complesse trame di complotto e assassinio che caratterizzano la successione al trono di Kakin.
Allo stesso tempo, mette in luce la precarietà della sua posizione: il suo corpo reale, incosciente, è vulnerabile, mentre il mondo attorno a lui si fa sempre più pericoloso.
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